domenica 2 marzo 2014

Ucraina: un dibattito sull'Europa.

Quello che sta accadendo in Ucraina  potrebbe far riaprire un interessante dibattito sull'Europa: dove inizia e, soprattutto, dove finisce? Esiste una Europa orientale? Fino al 1989 non ci sarebbero stati molti dubbi nel rispondere a un simile interrogativo. Il secondo dopoguerra, dal 1945 al 1989, imponeva l’esistenza di un’Europa divisa in due: da una parte l’Europa occidentale, dall'altra quella orientale. E questo grazie a un’operazione abbastanza astuta da parte dell’Urss che, sul finire degli anni '40, era riuscita a rovesciare a proprio vantaggio un concetto, quello di Europa orientale, che non aveva affatto una vita lunghissima essendo nato negli anni '20 da tutt'altra esigenza.



Un concetto che serviva a stabilire dove finiva l’Europa venne quindi rovesciato dall’Urss per affermare l’esistenza di un’Europa orientale, in cui è l’Oriente a dilagare verso il centro dell’Europa; un’Europa nettamente staccata dall'altra e che avrà il suo punto di riferimento saldo, immutabile nell’Urss, e in modo particolare nella Russia e nel suo spirito nazionalista (e come ogni nazionalismo, di forte imperialismo) riabilitato con la seconda guerra mondiale. La Russia era la componente portante dell’Urss: è la Russia che si proietta verso occidente e impone la sua Europa orientale. L’accettazione dell’esistenza di un'Europa orientale era ormai diventata di uso comune.

Lo scrittore Milan Kundera, negli anni '80, aprì un interessante dibattito per mettere in discussione questo concetto e parlò di una "Europa sequestrata", e la rassegnazione ad esserlo. Così denunciò l'imperialismo sovietico e , nello stesso tempo, l'indifferenza dell'Europa nei loro confronti:

«Dopo esser stata strappata all’Europa nel 1945, l’Europa centrale esiste ancora? Sì, le sue creazioni e le sue rivolte dimostrano che non è ancora perita. Ma se esistere vuol dire vivere agli occhi di coloro che si amano, l’Europa centrale non esiste più: più precisamente,agli occhi della sua amata Europa essa non è altro che una parte dell’impero sovietico e niente di più. Perché stupirsene? Per il suo sistema politico l’Europa centrale è all’Est; per la sua storia culturale è a Occidente. Ma dato che l’Europa sta perdendo il senso della sua identità culturale, essa non vede nell’Europa centrale nient’altro che il suo regime politico. In altre parole, nell’Europa centrale vede solo l’Europa dell’Est. L’Europa centrale deve dunque opporsi non solo alla forza pesante dell’Unione sovietica ma anche alla forza immateriale del tempo che irreparabilmente si lascia dietro l’epoca della cultura”

 L'Ucraina, la popolazione giovanile, si sente fortemente europea e non vuole più essere legata con la brutalità del nazionalismo russo. I giovani ucraini guardano all'Europa perchè ascoltano "nozioni" a loro poco conosciute come quelle di pace, di democrazia, di Stato di diritto. Ovviamente non sanno che l'Europa attuale è anche altro: c'è la parte brutale dei tecnocrati che stanno impoverendo l'intero continente attraverso le loro politiche di austerità. Non sanno che c'è, per reazione, un ritorno ai nazionalismi e  si aggira lo spettro del populismo che è sempre, anche se dicono di essere oltre, di estrema destra. Ma, gli ucraini, dobbiamo lasciarli soli nel proprio destino facendosi ancora una volta schiacciare dall'imperialismo russo? E, mi domando, se l'Ucraina è invece una grande opportunità per l'Europa senza anima di oggi? 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

L'articolo è scritto bene ed è interessante , ma non sono d'accordo sull'ultima parte . L'Ucraina la dobbiamo lasciare " sola " ? Sì , gli ucraini devono essere lasciati liberi di autodeterminarsi . L'imperialismo europeo non è cosa che personalmente sento di voler sostenere , contando tra l'altro che vittime di questo imperialismo dal falso volto umano ( ma molt più brutale di tanti altri conclamati ) ci siamo anche noi .

Senza contare che dietro l'imperialismo europeo c'è l'imperialismo più pericoloso e lo stato terrorista più violento degli ultimi 200 anni : gli USA .

Dalla'altra parte c'è la Russia postcomunista che vuole mantenere l'influenza sull'Ucraina ed è giusto che l'Ucraina si liberi dal padrone russo .

Quella ucraina è una situazione complicata : la rivolta è stata fatta praticamente dall'estrema destra e dai neonazisti ( Svodoba , il partito maggiore ha posizioni molto più estreme di Forza Nuova e sino a poco tempo fa si chiamava partito nazionalsocialista ucraino , tanto per cambiare ) e dai loro occasionali alleati neoliberisti , come la Timoschenko e dall'altra vi erano i comunisti ( filorussi ) e i filorussi in generale .

Con la rivolta c'erano anche le Femen , che bisogna ricordare non essere di sinistra ( perlomeno come concepiamo noi la sinistra ) ma legate al nazionalismo populista di " sinistra " ( e come giustamente diresti tu , sempre di estrema destra ) http://www.eastjournal.net/ucraina-le-femen-storia-di-una-presa-per-il-culo/38621 ...

è un casino la situazione ... io spero solo che sia il popolo ucraino ad autodeterminarsi senza interfereze imperialiste di USA , UE e Russia

l'incarcerato ha detto...

Concordo con il principio di autodeterminazione, anche se è complicato spiegarlo soprattutto quando anche l'autodeterminazione di un popolo è sempre qualcosa di labile visto che rientra sempre in un ottica di "Stato". C'è ad esempio quell'antimperialismo molto fascisteggiante ( a tratti confondendo l'antisionismo con
l'antisemitismo) che porta ad osannare qualsiasi Potenza che contrasti gli USA. L'antimperialismo dovrebbe essere visto in un'ottica internazionalista e di classe (ogni Stato tende all'imperialismo) e non facendo il tifo per una Potenza, anzichè l'altra. Ad esempio nella Storia gli anarchici hanno partecipato alle lotte antimperialiste opponendosi a quelle nazionaliste, poiché quest'ultime sempre e comunque antepongono gli interessi della nazione e dello Stato.

Sulle Femen non sono d'accordo con l'articolo che mi hai postato. Sicuramente hanno avuto appoggio da persone ricche e da lobby interessate ad attaccare Putin, ma ciò accade da sempre. Perfino Orwell, indirettamente, riceveva soldi dalla Cia per finanziare i suoi libri: ma ciò non delegittima la sua grande opera di letteratura politica.

Certo, con i dovuti paragoni: anche le Femen con le loro proteste hanno messo in luce maggiore il regime russo e l'hanno, oggettivamente, pagato con il carcere. Credo che ogni situazione dovremmo leggerla sotto più aspetti, altrimenti senza volerlo finiamo con alimentare le ragioni dei conservatori e , appunto, dei nazionalisti.

Sì, concordo che la situazione sia estremamente complicata. Ti ringrazio per il commento!