domenica 23 marzo 2014

Lotta Continua: come la verità storica non coincide con quella giudiziaria.

Ogni qual volta si legge qualcosa su Adriano Sofri e Lotta Continua, subito si nota l'ignoranza del tema e immediatamente c'è chi ci sguazza come fa il solito Travaglio. 

Chi ne sa poco, subito associa Lotta Continua al terrorismo e Adriano Sofri ad un omicida. Pensate quanto sia davvero relativa la condanna di un Tribunale: senza entrare nello specifico delle incongruenze del giudizio, proprio a livello procedurale, se il processo fosse stato celebrato negli Stati Uniti – dove vige l’inappellabilità dell’innocenza – Sofri, Bonpressi e Pietrostefani sarebbero stati dichiarati innocenti. 

Da noi, solo grazie all'unica parola di un pentito (si chiama Marino) c'è stata la condanna; belle le parole di Leonardo Sciascia a tal proposito: "Chi conosce Sofri e lo stima, si sente in diritto di avere l'opinione, fino a contraria e netta prova, che Marino sia un personaggio che ha trovato il suo autore nella legge sui pentiti."


Sofri, Bonpressi e Pietrostefani
                                 

Lotta Continua è stato il gruppo più spontaneista della sinistra extraparlamentare, decisamente il meno marxista leninista e sicuramente il più aperto a numerose istanze con una buona dose di idee libertarie. Si occupava dello sfruttamento operaio, entrava nell'esercito per cambiarlo dall'interno (i famosi proletari in divisa), si occupava della situazione carceraria pensando ai detenuti comuni. E faceva contro-inchieste giornalistiche molto fastidiose: un giornalismo che ha fatto scuola. Si occupò infatti della Strage di Stato, della morte di Pinelli e riuscirono a portare alla luce determinate verità.

Ma raccontiamo qualche episodio per capire quanto Lotta Continua fosse bersagliata.

 Lo stesso anno dell’omicidio Calabresi fu tentata una strage con delle bombe al tribunale di Trento, proprio durante una manifestazione degli studenti. Di questa tentata strage fu accusata Lotta continua e naturalmente ci finirono dentro i dirigenti: quelli di Lotta Continua a quel punto cominciarono a fare delle inchieste per conto proprio e scoprirono che quella tentata strage era stata organizzata da una piccola fetta dei servizi segreti e da una piccola fetta dell’Arma dei carabinieri. Ad anni di distanza finirono arrestati ed accusati il colonnello Santoro dell’Arma dei carabinieri, il colonnello Pignatelli dell’Arma dei carabinieri ed altri.

Non era la prima volta che Lotta Continua fu messa , di proposito, in mezzo a fatti terribili.

Sempre nello stesso anno dell'omicidio Calabresi, ed esattamente il 7 Aprile, la politica della strage fa sfiorare la carneficina. Nella toilette del treno Torino-Roma una bomba esplode tra le mani di Nico Azzi, un giovane estremista di destra legato al gruppo La Fenice: stava collocando l'ordigno con ben in vista il giornale Lotta Continua, proprio con lo scopo di coinvolgerla.

Praticamente l'anno del 1972 fu contornato di eventi finalizzati al coinvolgimento di Lotta Continua: solo con l'omicidio Calabresi, e sopratutto con le "rivelazioni" di Marino,  l'operazione riuscì. Il resto della storia, compresa l'idiozia di definirla una lobby, è puro chiacchiericcio.

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