venerdì 14 febbraio 2014

Matteo Renzi : "rottama" solamente amnistia e indulto.

Ecco che è arrivato il “cambiamento” tanto atteso:  Letta presenta le dimissioni e, se Napolitano l’accoglierà, si passerà  ad un rimpasto di Governo con il giovane Renzi al timone. Era nato come il "rottamatore", vi ricordate? Colui che rottama i "vecchi"  per ridare linfa giovane alla politica: nuova vitalità, nuove idee, fine delle vecchie strategie politiche. In effetti appena è stato eletto come segretario di partito ha “ringiovanito” i suoi vertici, ma peccato che non sempre l'età biologica corrisponda a idee coraggiose e rivoluzionarie. La questione anagrafica è molto relativa e non è sempre garanzia assoluta di qualità e spessore.



Ha dato parola al giovane speculatore finanziario Davide Serra, che parla di idee nuove, brillanti, di rottura: il suo discorso è quello del liberismo anni 80. Ha messo come responsabile giustizia del Pd (sostituirà Cancellieri o al suo posto, come si mormora, andrà Vietti?) una donna giovane, coraggiosa, competente e rivoluzionaria, ovvero Alessia Morani che sembra abbia studiato giurisprudenza ascoltando i monologhi di Travaglio. Morani si oppone all’amnistia, all’indulto, ha modificato in peggio il decreto chiamato a torto “svuotacarceri” e si è opposta alla proposta dei suoi stessi colleghi del Pd di abolire l’ergastolo. Anche lei parla della “certezza della pena” come le destre securitarie vecchio stampo, ma nello stesso tempo (come hanno fatto i grillini o l’ex Idv, legalitari di ferro) ha presentato un interrogazione parlamentare, scaturita da una bellissima inchiesta di Crispino del Corriere, affinché si faccia luce sulle violenze in carcere. Una meraviglia: si denunciano le violenze, magari anche attraverso provvedimenti disciplinari, ma si fa del tutto affinché ci siano le stesse condizioni che creano questa barbarie.

Renzi fino all’altro ieri diceva di voler continuare a fare il sindaco, ma come i vecchi politicanti ha subito cambiato idea. E va al governo senza passare dalle elezioni. Ha ribadito che la sua azione sarà basata sul programma proposto alle primarie. Parla di welfare, riduzione dei costi della politica, riforma del Senato, introduzione dello Jobs Act alla tedesca (in Germania sta fallendo, ma non lo dice nessuno), insomma propone , a detta sua, una riforma radicale per il nostro Paese. In realtà sono proposte ventilate anche dallo stesso Letta ma abbiamo visto quanto sia difficile fare qualsiasi cosa se non si mettono in discussione i trattati europei.

Il quasi neopremier in queste ore ha parlato di tutto, tranne che delle riforme in materia di giustizia e carcere: il vento del populismo penale travolge tutti . Concretamente qualcosa l’ha rottamata per davvero: con il nuovo governo decreterà la fine di qualsiasi discussione sulla necessità  di indulto e amnistia. In questi mesi il dibattito parlamentare sul messaggio di Napolitano in merito ai provvedimenti di clemenza è stato rinviato più volte. Con un nuovo presidente del Consiglio che si è espresso più volte contro, la discussione sarà inutile e probabilmente rimandata sine die. Si ripresenterà forse quando la situazione carceraria collasserà nuovamente e sarà, forse, troppo tardi.

Articolo pubblicato su "Gli Altri"

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