martedì 18 febbraio 2014

Lista Tsipras italiana: la solita lobby legalitaria che distrugge la sinistra.

I segni dell’egemonia legalitaria che ha modificato persino la sinistra “antagonista” sono molti ed evidenti. Si raccolgono petizioni on line (tra l’altro inutili) per i soprusi della polizia, ma nello stesso tempo si elogiano i magistrati. Si condannano giustamente gli arresti nei confronti dei manifestanti No Tav (alcuni rischiano l’ergastolo ed è una vergogna!) e quelli che manifestano per il diritto alla casa, ma si riduce la protesta alla sola repressione poliziesca: omettendo che i mandanti siano i pm in carriera.
Quando ci fu la polemica contro quel manifestante No Tav che insultò un carabiniere, subito fiumi di editoriali, indignazioni e ancora una volta citando come un mantra Pasolini. Leggiamola tutta quella famosa poesia del “Pci ai giovani”, così una volta per tutte la finiremo di citare sempre quei quattro versi. Ma cosa scrisse in quella poesia Pasolini? Era un inno alle forze dell’ordine? Se la si leggesse tutta, scopriremmo che lo scrittore aveva voluto ben specificare, con quel “siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia” , la sua ferma opposizione a questa istituzione; ma a parer suo lo sbaglio era prendersela con i “figli dei proletari” e ne faceva una questione puramente di classe. “A Valle Giulia, si è così avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri”. Pasolini aggiunse però un passaggio fondamentale: “Ma prendetevela con la magistratura, e vedrete!”. Quando i manifestanti No Tav se la presero con il Pm Caselli, nessuno in quel caso si è sognato di citare Pasolini. Come mai? I legalitari di sinistra (ossimoro) sono stati in silenzio.
La lobby legalitaria cresce, egemonizza, cambia geneticamente la sinistra ed è riuscita perfino, a causa della confusione post ideologica e del populismo, a creare soggetti politici che fagocitano ogni alternativa che miri effettivamente a mettere in discussione lo stato di cose attuali. L’ultima è la famosa lista europea Tsipras voluta dai soliti tre: Barbara Spinelli, D’Arcais e Camilleri, quello di Montalbano. Ogni qual volta esiste la possibilità di creare un soggetto politico di sinistra, libertario e aperto ai movimenti come quelli che parteciparono alla manifestazione del 19 ottobre scorso, spuntano i legalitari per disarticolare tutto. Non dimentichiamo che la Spinelli esordì con un articolo proponendo questa lista ben specificando la messa ai margini della sinistra cosiddetta “radicale”, ma che sia aperta alla società civile (non si capisce bene che cosa sia e in che base empirica si scelga chi ne faccia parte e chi no) e che faccia da opposizione all’Europa dalle “larghe intese”. Poi è arrivato a farle da spalla il solito Flores D’Arcais che ha ammesso di aver votato Grillo per scompaginare tutto e che vorrebbe un soggetto politico dialogante con i grillini; ma soprattutto che si rivolga all’altra manifestazione del 12 ottobre scorso: quella della “Costituzione, la via maestra” dove hanno accolto Ingroia, Travaglio e Zagrebelsky.
In parole povere è la riedizione della  lista Ingroia con l'unico intento di distruggere o isolare quelle poche voci libertarie rimaste, e far aumentare i voti all'originale come già è accaduto precedentemente: ovvero Grillo.  Si prospetta  quindi l’ennesimo scempio che ha distrutto e fagocitato la sinistra alternativa, e dispiace assistere all’entusiasmo di alcuni compagni: sono gli spiritosi alleati dei loro stessi becchini.
Articolo pubblicato su "Gli Altri"

4 commenti:

Andrea ha detto...

D'accordissimo con te, quando ho letto i nomi dei promotori ho subito lasciato perdere. Un vero schifo.

l'incarcerato ha detto...

Caro Andrea, è l'eterno ritorno alla disfatta. All'incapacità di trarre nuovi soggetti politici, radicali ma libertari e aperti ad un altro tipo di "società civile" che nessuno sponsorizza e nessuno li vorrebbe in qualche modo "intercettare".

Andrea ha detto...

proprio ieri discutevo anche dell'assoluto disinteresse che hanno queste persone per alcune fasce sociali e se per caso lo dimostrano si comportano come professori, come portatori di verità e non invece come individui in ascolto, certamente con idee ma disposte a confrontarsi teoricamente e concretamente. ed è per questo che si evita puntualmente di discutere di carcere, di differenziazione carceraria perchè sono lo specchio di ciò che accade nella societa'. non ho mai votato sin da quando 17 anni fa ho compiuto 18 anni ma ho sempre discusso, litigato con persone di sinistra, con mio nonno partigiano in jugoslavia, eccetera ma seppur su posizioni diverse si discuteva di progetti, adesso che cosa c'e'? Farinetti, Della Valle, dogmi ripetuti e introiettati come mantra. vabbe'.

l'incarcerato ha detto...

Concordo totalmente!