mercoledì 12 febbraio 2014

Incostituzionalità Fini-Giovanardi: ora la politica affronti lo scempio.

La Corte costituzionale, nell’odierna Camera di consiglio, ha dichiarato incostituzionale la Fini-Giovanardi che equipara le droghe leggere a quelle pesanti: si ritorna automaticamente alla legge Iervolino-Vassalli come modificata da referendum del ’93, che prevede pene più basse per le droghe leggere.



La genesi di questa legge è già un dramma. Questa riforma punitiva e proibizionista non era riuscita a imporsi nel confronto parlamentare ed era destinata a morire con la fine della legislatura. L’allora sottosegretario Carlo Giovanardi ordì una trama senza pudore, inserendo, nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino ,un maxiemendamento con tutto il peggio contenuto negli articoli proposti da Gianfranco Fini che risaliva al 2003: il decreto passò, in un parlamento già sciolto, solo grazie ai due voti di fiducia alla Camera a al Senato e senza reale discussione e confronto.

Una legge che oltre ad essere finalmente dichiarata incostituzionale, è il frutto di quella visione “panpenalista” della società che verte ad utilizzare vie giuridiche contro chi utilizza droghe illegali o fa il piccolo spacciatore. Il risultato è che 4 detenuti su 10 sono in carcere per la legge antidroga, un detenuto su tre è tossicodipendente, diminuiscono le misure alternative e crollano le richieste di programmi terapeutici. Il dramma sulle misure alternative è ancora più evidente se pensassimo che prima dell’entrata in vigore della legge (2006), la maggioranza dei tossicodipendenti godeva dell’affidamento dalla libertà, dopo la legge il rapporto si è invertito: al 30 maggio 2012 (dati reali forniti dall'Associazione Antigone) , 1.854 persone erano in affidamento dopo essere passate dal carcere, a fronte di 962 soggetti provenienti dalla libertà.

L’effetto repressivo della legge Fini-Giovanardi, come tutte le leggi speciali, in realtà punta al ribasso: i dati complessivi ci dicono che la gran parte delle persone arrestate per la legge antidroga sono consumatori o piccoli spacciatori. Inoltre creando più carcerazione per i tossicodipendenti , si è provocato un forte ridimensionamento delle comunità terapeutiche. Un disastro sotto ogni aspetto.

Ora che la legge non c’è più e, di fatto, è ritornata quella precedente , forse sarebbe l’occasione che il parlamento intavoli una grande discussione per un disegno di legge che faccia una seria distinzione tra le droghe pesanti e droghe leggere , e depenalizzando quest’ultime visto che oltre all’uso di piacere personale, c’è anche quello curativo : tutta una serie di patologie come il glaucoma, i dolori alle ossa e muscolo-scheletrici, epilessia e sclerosi multiple possono essere curate dalla cannabis e i suoi derivati.

Dopo otto lunghi anni forse qualcosa cambierà in positivo: ora tocca alla politica per ovviare allo scempio che ha creato.

Articolo pubblicato su "Gli Altri"

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