martedì 4 febbraio 2014

Grillo dice falsità sul decreto "svuotacarceri" (ma che non svuota un bel niente).



Grillo ritorna all’attacco contro il decreto “svuota carceri” e, ben conscio che il suo attacco sarà un facile aumento di consenso elettorale, pubblica un articolo completamente falso con tanto di titolo allarmistico: “Svuotacarceri: usciranno assassini, mafiosi e stupratori” con hashtag ancora più fuorviante: #noindulto.

È necessario ribadire che non è un indulto (anche se serve come il pane visto l’urgente necessità di ritornare ad essere un Paese civile): non c’è infatti nessun automatismo nella liberazione anticipata (sarà sempre il Magistrato di Sorveglianza a valutare) e soprattutto non svuoterà un bel nulla visto che ha subìto tante di quelle “amputazioni” rispetto all’originale, tanto da risultare un decreto debole. Così debole che probabilmente passerà attraverso la fiducia.

I deputati grillini e i giornalisti del Fatto Quotidiano citano come un mantra il nome di un mafioso rimesso in libertà che, a detta loro, sarebbe il primo effetto del decreto. Nulla di più falso. Si tratta di Nicola Ribisi: venne condannato per associazione mafiosa a 5 anni e 4 mesi di reclusione . Nel settembre del 2013 ha espiato 4 anni di reclusione. Un anno gli viene abbuonato con il beneficio della liberazione anticipata che non c’entra assolutamente nulla con l’attuale decreto, ma è già preesistente: è uno sconto di pena, pari a 45 giorni ogni semestre di condanna espiata, concesso ai detenuti quale riconoscimento della “buona condotta” mantenuta. È quindi deontologicamente e umanamente sbagliato fare un’informazione non veritiera sapendo che su questi temi c’è molta ignoranza da parte della popolazione.

Il decreto attuale fa aumentare di qualche giorno in più lo sconto di pena, tutto qui. E non vengono minimamente coinvolti assassini, mafiosi e stupratori, ovvero coloro che rientrano nei reati specifici: a differenza del decreto originale dove potevano beneficiarne, e comunque sempre dietro una valutazione del magistrato di Sorveglianza. E ciò è deplorevole. Perché creare questa diseguaglianza? Non hanno il diritto, come prevede la Costituzione, anche loro ad essere reinseriti in un percorso educativo? Non hanno lo stesso diritto alla liberazione anticipata come tutti gli altri? Travaglio e Grillo vorrebbero che non uscissero più dal carcere. E per alimentare lo sdegno a comando, usano nomi altisonanti che non c’entrano nulla. E’ il caso di Cuffaro, che invece non rientrerebbe nei beneficiari del decreto. Ma anche se rientrasse non ci sarebbe nessun male. Anche lui dovrebbe essere riammesso in un percorso educativo, mentre al momento gli sono stati negati persino i servizi sociali.

Mi rivolgo a Travaglio: possibile che scriva articoli contro ogni tipo di decreto che mira a rendere più civile questo assurdo Paese, tirando fuori il feticcio della “Trattativa Mafia-Stato”? Tale e quale ai complottisti di professione: ancora un altro sforzo e lo sentiremo parlare delle “scie chimiche”. Il passo alla paranoia indotta è breve.

Articolo pubblicato su "Gli Altri".

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