giovedì 31 ottobre 2013

L'insostenibile Processo sulla Trattativa Mafia-Stato

Poniamo uno scenario fantapolitico. 

Il sottoscritto vince alle elezioni politiche e fa parte di un nuovo Governo di ispirazione libertaria. Mi dedico al problema carcerario essendo sensibile ai diritti umani. Varo nuove leggi come l'abolizione del 41 bis perchè lo ritengo una tortura di Stato e anche inutile deterrente per arginare la criminalità organizzata. Abolisco l'ergastolo ostativo perchè lo ritengo un ricatto di Stato e anticostituzionale. Comincio a varare riforme che contengano il fenomeno del falso pentitismo. Chiudo magari delle carceri vergognose che fanno parte ancora di quella architettura carceraria come descritta da Foucault nel libro "sorvegliare e punire". 

Cosa mi dovrò aspettare, oltre alle inevitabili indignazioni legalitarie e gli editoriali di un nuovo Marco Travaglio? L'arrivo di un tizio che farà uscire dal cilindro una fotocopia di uno pseudo papello scritto , che ne so, dal nuovo capomafia Messina Denaro ? Per poi essere accusato dal PM di turno (che poi si dimetterà per fare carriera politica) per essere sceso a patti con la mafia, ovvero una nuova Trattativa Mafia-Stato? 

Non se ne uscirà più.

lunedì 28 ottobre 2013

Davide Serra, il nuovo che avanza allo show di Renzi.

Sarò di mentalità "vecchia" pur avendo 31 anni, ma ho ascoltato l'intervento di un certo Davide Serra allo show di Renzi. Parlava di meritocrazia, di imprenditori di successo, del "paradiso londinese", di marketing, della fine del "disastroso assistenzialismo". Eppure, ascoltandolo, il suo non è un ragionamento nuovo. E' esattamente  il pensiero liberista del mondo: ovvero il fatto che alcuni individui (ad esempio lui) ce la facciano grazie a sforzi diligenti, mentre tutto il resto (la stragrande maggioranza degli individui) è destinato ad affogare nella propria sventura a causa della loro "pigrizia" o presunta "inettitudine". 

D'altronde il tizio di successo fa parte di quella élite dirigenziale delle multinazionali, consigli di amministrazione, giocatori di Borsa, insomma quella gente di successo che negli anni hanno contribuito, grazie all'inesistente potere politico, a smantellare i contratti collettivi e le tutele dei lavoratori, e alla fine della coesione sociale. Si, il giovane Davide Serra usa un linguaggio nuovo: così nuovo che sembravano i discorsi della Thatcher.

E il pubblico "de sinistra", applaudiva.

venerdì 25 ottobre 2013

Cara sinistra, sei diventata "manettara". Ma così tradisci i tuoi ideali.

Il mio articolo pubblicato sul giornale "Gli Altri"




C’è una storia che il popolo vasto, ma confuso, della sinistra dovrebbe sapere. Alcuni hanno anche fatto finta di dimenticarla per adeguarsi ai tempi della demagogia penale che è entrata a far parte, in maniera del tutto innaturale, nel dna della sinistra. Negli anni 70 il Sud America ha conosciuto golpe militari, dittature di estrema destra e anche rivoluzioni fallite e finite in un bagno di sangue. Ma in tutta quella confusione e disperazione in Nicaragua nacque un movimento particolare, ovvero il “Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale” in opposizione al regime dittatoriale di Anastasio Somoza Debayle. Il 19 luglio del 1979 il movimento sandinista riuscì ad abbattere la dittatura e instaurò un governo provvisorio attuando delle numerose riforme, in alcune delle quali mise in discussione la “necessità del carcere”. La prima misura che intraprese fu l’abolizione della pena di morte, seguita dall’abolizione dell’ergastoloe pian piano cominciarono a trasformare le carceri in fattorie aperte e gestite come cooperative dove i detenuti si dividevano il ricavato dei lavori. Mai si era visto un governo così vicino agli ideali libertari, e di fatto fu l’unica rivoluzione che poi, dopo aver conseguito le riforme necessarie, non rimase al potere abusivamente e indisse le libere elezioni. Ma si sa, i meccanismi della storia sono sempre gli stessi e ad opporsi a questi ideali libertari furono le destre e, udite udite, l’allora minuscolo Partito comunista nicaraguense: si allearono politicamente in una formazione chiamata Union nacional opositora (Uno) e vinsero le elezioni distruggendo un sogno possibile.
È una storia importante che ho voluto ricordare per poi fare il paragone con la sinistra italiana di questo nostro assurdo Paese. Abbiamo assimilato nel tempo valori che prima appartenevano alle destre, e la sinistra è diventata fautrice dell’ordine e della legge: al posto della giustizia sociale ha introdotto la giustizia penale. Di fatto utilizza lo stesso linguaggio di un Almirante e non a caso oggi ha come punti di riferimento uomini di destra e reazionari come il giornalista Travaglio. Tutto ruota attorno al rispetto della legge, come se sia un valore assoluto dimenticando che un’azione fatta oggi è reato, un domani magari non lo sarà più. Il legalitarismo che va tanto in voga in realtà era prerogativa non solo della destra di Almirante, ma anche delle sinistre istituzionali come il Pc che non a caso fu uno dei partiti che negli anni 70 votò la vergognosa Legge Reale per contrastare le lotte extraparlamentari: legge che provocò 254 morti e 371 i feriti. Senza contare il ricorso alla carcerazione per opera della repressione giudiziaria: furono imprigionati migliaia di ragazzi per motivi politici, ci fu un numero di arresti addirittura superiore al Ventennio fascista.
Oggi abbiamo perso la memoria e siamo considerati terroristi, ribelli, illegali, amici dei mafiosi se solo ci permettiamo di criticare la magistratura. Dire che la magistratura necessita di una riforma tale da impedirle di abusare del proprio potere, è una presa di posizione molto malvista e considerata estremista sia dalla classe politica sia dal popolo benpensante che ha fatto del giustizialismo e del legalitarismo il proprio cavallo di battaglia. Parlare dell’abuso della carcerazione preventiva (il 42 per cento della popolazione carceraria e in attesa di giudizio, ed è quella dove ci sono più morti), portare avanti l’idea della responsabilità civile e personale dei magistrati (come è per tutte le altre categorie) o anche invocare a voce alta la sua imparzialità come prevede la Costituzione evitando ogni forma di coinvolgimento con la politica e con i colori ideologici, nella società d’oggi, è diventato quasi reazionario, è diventato un atteggiamento da reprimere. Non possiamo avere un atteggiamento critico nei confronti del terzo potere dello Stato senza essere additati come eversivi: la magistratura è il cosiddetto potere “buono” al di sopra di tutto e di tutti, un potere incriticabile, imprescindibile, intoccabile.
Per quanto riguarda le carceri è chiaro che il discorso sia molto più complesso e sicuramente un nuovo modo di concepirle avverrà in maniera lenta e graduale. Ma prima di tutto c’è bisogno di una grande riflessione da parte dell’odierna sinistra: una sinistra che assorba e accolga le istanze del popolo in una dialettica di rappresentanza istituzionale sana, trasparente, pulita e nello stesso tempo attenta a non assecondare gli umori e gli istinti della gente per qualche voto in più (a quello già ci pensano i grillini, i leghisti e le altre destre); una sinistra che abbia il coraggio (e ce ne vuole al tempo di internet dove le persone mostrano il peggio di sé e l’informazione è scadente ) di rompere con la “cultura-liquida” dove non conta più la qualità che “innalza” la società, ma la “quantità” che la sprofonda sempre di più.
Una volta fatto questo sforzo di rottura, dovrebbe cominciare ad intavolare un ampio dibattito sulla questione carceraria, sull’inutilità delle carceri per come sono state concepite: la recidiva ordinaria dei detenuti è al 70%, ovvero sette su dieci continuano a delinquere, questo già dimostra chiaramente il fallimento del Sistema Carcerario. A meno che si decidesse di seguire l’irrazionalità delle persone: “Metteteli dentro e buttate le chiavi”, ma al di là della aberrante proposta, anche quello sarebbe del tutto inutile. Per assurdo, la recidiva scende vertiginosamente quando come “punizione” c’è meno carcerazione possibile; l’indulto ha avuto come effetto il 30 per cento delle persone che è tornata a delinquere: meno della metà rispetto a quella ordinaria. Per quelli che usufruiscono delle pene alternative, la recidiva diminuisce ancora di più. Come viene tradotto tutto ciò? Semplicemente più sicurezza tra la gente.
Sì, cara sinistra, meno carcerazione c’è e più la possibilità di recuperare le persone è possibile. Capisco che sia difficile farlo comprendere soprattutto quando i mezzi di informazione creano allarmismo del tutto ingiustificato. I dati però ci aiutano. Secondo le statistiche recenti l’Italia è al 47esimo posto nel mondo per omicidi. Un terzo degli Usa. Il tasso di criminalità e di omicidi è più basso che in Finlandia, Francia, Islanda, Australia, Canada e Regno Unito. Nel 1991 abbiamo avuto l’ultimo picco per tasso di omicidi. Oltre un terzo era attribuito alla criminalità organizzata: dal 2006, invece, solo un sesto. Cosa vuol dire tutto questo? La differenza con gli altri paesi è nella percezione: mentre in Germania solo il 2% dei telegiornali/giornali è dedicato alla criminalità (in Francia e Spagna il 4%), in Italia sale all’11%. Inoltre, nei media italiani, è molto diffusa la pratica di indicare la nazionalità del “criminale”, rinforzando in tal modo, nell’opinione pubblica, i pregiudizi verso immigrati. Non si delinque perché, come è nel pensiero comune, è venuta meno la certezza della pena (fatto peraltro non vero), ma lo si fa perché viviamo in un periodo dove le diseguaglianze sociali sono cresciute a dismisura. È da pazzi, specialmente a sinistra, pensare che sono le “manette” la soluzione, ovvero che sia la “giustizia (spesso ingiustizia) penale” a risolvere il conflitto. La giustizia è classista: ogni volta che evochiamo leggi e carceri dure, a rimetterci, sono e saranno sempre le classi più deboli.
Dobbiamo assolutamente mettere in discussione la “necessità carceraria” come fecero i sandinisti, trovare altre forme di rieducazione e avere la forza e volontà di non speculare più sulla paura, ma sul coraggio. Qualcuno mi potrebbe giustamente obiettare  che la delinquenza però, attraverso la crisi capitalista, è destinata ad aumentare e sarà difficile che una persona comunque riuscirà a farcela da solo anche se non volesse più delinquere. Signori miei, sono due le cose. O vogliamo aprire dei grossi campi di concentramento dove rinchiudere dentro tutta la “discarica sociale” e fare come i tedeschi che facevano finta di nulla quando vedevano uscire il fumo “umano” dalle ciminiere; oppure risolvere il problema ricominciando ad inseguire gli ideali di sinistra libertaria che abbiamo perso strada facendo, magari partendo da quel consiglio del vecchio signore con la barba di nome Marx: la lotta di classe.

Leggete anche qui.

sabato 19 ottobre 2013

La vittoria della manifestazione del 19 ottobre.

La manifestazione è stata una grande vittoria, compresa la tensione che non condanno assolutamente quando dei ragazzi giovani hanno leggermente attaccato la Guardia di Finanza che proteggeva il Ministero dell'Economia. 

Eravamo in tanti,credo il doppio rispetto alla manifestazione istituzionale del 12 organizzata dai "normalizzatori". Uno di quelli era Rodotà che disse in TV :"Con quelli del 19 non ci vado, la lotta si fa tramite i tribunali". E certo, immagino i NO TAV che fanno la lotta assieme al Giudice Caselli, i migranti che fanno la lotta assieme alla "Bossi-Fini", gli occupanti delle case disabitate assieme agli ufficiali giudiziari, chi si batte contro il sistema carcerario e giudiziario assieme ai carcerieri e via discorrendo. 

No! Oggi tutte queste realtà che lottano, anche con metodi illegali, si sono unite nella manifestazione. Ma sappiamo tutti che non basta: tutti noi dobbiamo continuare nella vita quotidiana e magari unirci in un'unica lotta. Noi, assieme ai migranti che sono stati stupendi dovremmo cominciare ad intraprendere quella lotta che è scomparsa nel vocabolario di questa sinistra: la lotta di classe.

martedì 15 ottobre 2013

Manifestazione del 19 ottobre: la resa dei conti?

Non nascondo una leggera ansia per la manifestazione che culminerà il 19 ottobre, sabato prossimo. 

E' chiaro che sarà quella più temuta e non a caso hanno tentato di sabotala con la manifestazione della sinistra legalitaria del 12. La sinistra definita "alternativa" con Rodotà, Landini e altri soggetti politici chiaramente di destra come Ingroia e Travaglio (scatenati  contro l'indulto e l'amnistia, arrivando a dire che "nel carcere in una camera per 2 ne metti 3 è grave ma non è insopportabile")  è una "sinistra" che si pone alternativa al PD, ma che in realtà è esattamente per il mantenimento dello "status quo" e sta cercando di "normalizzare" i conflitti sociali che presto saranno destinati inevitabilmente a farsi sentire con il radicalizzarsi di questa tremenda crisi.
 Conflitti "normalizzati" attraverso l'alleanza con uno dei più potenti apparati dello Stato: la magistratura.

I comunisti non ortodossi,i libertari, gli anarchici, i cani sciolti, i movimentisti, centri sociali e sindacati di base sono stati buttati fuori. Isolati al loro destino . Così come chi è rimasto senza lavoro, gli emarginati,i lavoratori precari che nessun "Landini" li difenderà, i detenuti normali e coloro che sono dentro come quelli del G8 e altri ragazzi finiti nelle Patrie Galere per le persecuzioni giudiziarie. Diverse realtà frammentate tra di loro si ritroveranno, ci ritroveremo, a manifestare tutti insieme. 

Non posso non azzardare un paragone che renderebbe (forse) bene l'idea: ricorda la guerra civile spagnola quando gli anarchici (fautori di una società libertaria e alternativa ai due Sistemi di Potere all'epoca vigenti) vennero fucilati sia dagli stalinisti che dai franchisti. 
Ecco, temo che la manifestazione del 19 ottobre finirà con una "fucilazione di massa". Tutto dovrà rimanere così com'è. Ma di certo, non sarà questo che ci fermerà.

lunedì 14 ottobre 2013

Pensieri sparsi: Amnistia e i valori di destra che piacciono ai "progressisti".

 E' la legalità, dolcezza.

A proposito del "parlamento pulito" che è stato uno dei tanti patetici e reazionari cavalli di battaglia di Grillo, Travaglio e il Fatto. Qualcosa alla fine riuscirono ad ottenere, ovvero la famosa legge Severino. Notizia di oggi è che il TAR respinge il ricorso di Alzetta detto "Tarzan". Insomma,nonostante sia stato eletto, non potrà fare il consigliere perchè ha una condanna penale per gli scontri di piazza. Bene, abbiamo due notizie: la prima è che per buona pace di Berlusconi, la legge è retroattiva;la seconda è che se un ragazzo , magari condannato per degli scontri di piazza oppure per aver rubato, un giorno decidesse di candidarsi perchè legittimamente vorrà far qualcosa per il Paese, non potrà farlo! E' la legalità, dolcezza.

                                                 

La disinformazione di Don Manetta Travaglio (mio articolo pubblicato qui)


Non esiste verità soggettiva, bisogna affidarsi ai dati e direttamente alla fonte ufficiale del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria.

Innanzitutto dividiamo la popolazione di dati in due gruppi: quelli che hanno beneficiato dell’indulto e coloro che hanno beneficiato delle pene alternative al carcere. I dati sono sorprendenti e deludenti per chi ha speculato sulla paura, minacciando l’insicurezza tra la gente. Per capire gli effetti benefici, bisogna confrontarli con i dati della recidiva (ovvero il ritornare a delinquere) “ordinaria” indicandone la percentuale.

Se indicassi solo il dato dei recidivi tra coloro che hanno usufruito dell’indulto, ovviamente potrebbe trarre in inganno. Secondo i dati aggiornati allo scorso anno la recidiva degli indultati è del 33,6%! Messa così come fa l’abile Marco Travaglio desta scandalo, la percentuale risulta elevatissima.

È vero, non è bassa

Se la confrontassimo con la recidiva “ordinaria”, ovvero senza il beneficio dell’indulto, scopriamo che la percentuale sale al 68% fra la popolazione detenuta: esattamente più del doppio rispetto gli indultati! Altra disinformazione che fa Travaglio. Lui dice che da noi il sovraffollamento è un falso problema perché negli altri Paesi Europei i detenuti sono anche di più rispetto a noi.

Grande stupidaggine.

Andiamo direttamente alla fonte, che in questo caso è il Consiglio d’Europa. Dopo Serbia e Grecia, è l’Italia il Paese della UE con il maggior sovraffollamento nelle carceri, dove per ogni 100 posti ci sono 147 detenuti. Il Paese è anche al terzo posto per numero assoluto di detenuti in attesa di giudizio, dopo Ucraina e Turchia. Quello dei detenuti in attesa di giudizio, tra l’altro, è una delle tante piaghe del nostro Ordinamento Giudiziario dove, con estrema facilità, arrestano preventivamente le persone: ben il 42 per cento della popolazione carceraria è in attesa di essere giudicata.

                                                        

Il sondaggio di Repubblica sull'amnistia

Il sondaggio di Repubblica sull'amnistia è stata davvero una mossa vigliacca. E' chiaro il risultato a sfavore. Forse nemmeno IL Fatto arriverebbe a tanto. Far passare la democrazia tramite internet è pericolosissimo, e basare il programma politico in base agli umori della gente è da reazionari(capito caro Renzi,Grillo e compagnia bella?). E' pericoloso soprattutto quando il popolo è stato bombardato da decenni di allarmismo mediatico e demagogia securitaria grazie a taluni programmi, telegiornali e partiti o movimenti politici. E per finire, e lo dico agli ipocriti che difendono la Costituzione , che l'amnistia e l'indulto sono contemplati dall'articolo 79. Inoltre è vietato porre il referendum. Perchè? I padri costituenti, dopo l'insegnamento infausto del fascismo che aveva fato presa sull'irrazionalità, sapevano benissimo che l'amnistia e l'indulto sarebbero stati impopolari. Per sempre. 

                                             

Meno carceri possibili

La legge Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi sono da abolire, non c'è dubbio. E vedo gente che se lo ricordano solo ora, dimenticando che molti di noi sono da anni che lottano per la sua abolizione. Detto questo trovo assurdo che la lotta contro il degrado del Sistema Carcerario si limiti a quello. E' vero, molte persone non andrebbero in galera. Ma forse si sta perdendo il vero senso della battaglia. E' dagli anni 70 che le forze libertarie ed extraparlamentari lottano su questi temi, molto prima della Bossi Fini e altre leggi disgustose. La lotta è per arrivare al meno carcere possibile (pene diverse), trovarne un'alternativa. Se non, un giorno, il superamento. E' un'utopia, ma serve per andare avanti e strada facendo si ottengono delle belle conquiste. 


Amnesia

Tra i tanti accanimenti contro l'indulto varato dal Centrosinistra nel 2006, c'era il solito Travaglio che disinformò dicendo che grazie all'indulto il processo all’Eternit sarebbe stato insabbiato: sappiamo come è andato a finire, con tanto di condanne. Ci fu proprio una polemica con Sofri a tal proposito. E non parliamo del terrorismo dei beceri leghisti (ora ci sono i teneri grillini) che dissero: usciranno tanti delinquenti e tutti saranno in pericolo. Ora sappiamo che chi ha usufruito dell'indulto ha avuto meno recidiva rispetto a chi ha scontato tutto fino alla fine.

                                                 

Il capolavoro di Ascanio Celestini (discorso alla nazione).

Consiglio a chi è di Roma, nel caso ancora non l'abbiate fatto, di andare a vedere lo spettacolo di Ascanio Celestini. E' stata una boccata di aria fresca, il vero teatro cosiddetto "civile"ove lo spettatore è portato alla riflessione, ad emozionarsi, ma soprattutto a non deresponsabilizzarsi. E' servito averlo visto dopo aver assistito all'ennesima farsa di una "sinistra" autodefinitesi alternativa che si è ridotta alla mera difesa di una Costituzione oramai martoriata, e sempre comunque concessa da quelli che un tempo avremmo definito "padroni". Una sinistra così ridotta male che applaude e ha fatto salire sul palco il peggior reazionario manipolatore che nemmeno Montanelli si avvicinava a tanto che è MarcoTravaglio. Una sinistra che ha dimenticato che l'unica via maestra che ha fatto tremare il Potere è la lotta di classe. Ma che sia libertaria, non autoritaria.



Conclusione

I valori di destra,ahimè, andranno di moda.