lunedì 30 settembre 2013

La bufala sull'esercito greco e il desiderio degli italiani.

Vedo una spropositata condivisione di un'ennesima bufala: ovvero l'esercito greco che manifesta contro il Governo e contro la Troika.
 La questione preoccupante però è un'altra: il desiderio nemmeno tanto inconscio di alcuni italiani (perfino di "sinistra") di desiderare un colpo di Stato. 
Preoccupante perchè , oggi, se un pazzo con l'aiuto dell'esercito marciasse su Roma, rapinasse il Presidente della Repubblica, occupasse il Parlamento per cacciare tutti e se emettesse dalla sede della RAI occupata, un comunicato tipo questo:
 
" Italiani, l'auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di Stato ha avuto luogo. La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato, ha portato l'Italia sull'orlo dello sfacelo economico e morale, ha cessato di esistere. Nelle prossime ore con successivi bollettini, vi verranno indicati i provvedimenti più immediati e idonei a fronteggiare gli attuali squilibri della Nazione.",
molti italiani (perfino alcuni "antifascisti") si emozionerebbero per queste parole e l'appoggerebbero.

PS:per chi non se ne fosse ancora accorto, ho descritto il tentato "Golpe Borghese".

venerdì 20 settembre 2013

Quattro milioni e mezzo di persone: un olocausto "Giudiziario".

Come piace dire a "qualcuno" (ovvero Don Manetta Travaglio) che non fa altro che disinformare sulla vera situazione carceraria e della giustizia,  "Carta canta". 

E le carte dicono che solo nel triennio 2004-2007, sono stati sborsati 213 milioni di euro per ingiusta detenzione. Ovviamente parliamo di dati parziali, mancano all'appello chi non è riuscito ad avere il rimborso perchè magari non si è potuto permettere un buon avvocato. 

D'altronde solo nel 2011 lo Stato ha dovuto rimborsare un totale di 46 milioni di euro per ingiusta detenzione. Ed è un dato che si ripete ogni anno. Ma visto che solo i "numeri" riescono ad impressionare la gente e non i singoli casi di vita distrutta, vi cito un dato che cristallizza la "strage degli innocenti" vittime dei tribunali: 

dal dopoguerra al 2012(i dati aggiornati ad oggi non li ho trovati) il numero esatto dei detenuti ingiustamente ammonta a ben 4,5 MILIONI di persone. E attenzione, parliamo degli innocenti conclamati. Il numero potrebbe essere di gran lunga maggiore visto che c'è una gran fetta di persone (pensate agli immigrati , i diseredati e anche il ceto precario) che si è potuto permette solamente di un avvocato d'ufficio. 

Ora che avete i numeri a disposizione, un numero che potrebbe essere definito "un olocausto giudiziario"  mi dite con quale coraggio non volete una riforma della Giustizia come la limitazione della carcerazione preventiva o responsabilità civile per i Giudici, solamente perchè in teoria favorirebbe Berlusconi? Per colpire una persona, preferite che ci rimettano tutti gli altri (compresi noi perchè nessuno ne è immune) che "detenuti eccellenti" non sono?

Non è finita qui. I dati che ho citato riguardano persone condannate ingiustamente e ho specificato che il numero potrebbe essere maggiore. Ho omesso di specificare un altro dato che chiude il disegno criminale di Stato: le maggiori morti nel carcere riguardano chi è entrato dentro prima di essere processato. Il 40 per cento della popolazione carceraria è in arresto preventivo, più della metà (la statistica parla chiaro) risulterà innocente. 

Tra quegli innocenti rientrano le persone che si sono uccise o sono state  ammazzate. 

Come disse Sciascia , sostituire il simbolo della Giustizia (la bilancia) con quello delle manette, vorrebbe significare arrivare dove nemmeno il fascismo è riuscito.


mercoledì 18 settembre 2013

Il trionfo del fenomeno reazionario

De Benedetti è stato finalmente risarcito (potrebbe con quei soldi far rientrare gli 80 esuberi della sua azienda). Benissimo. La guerra dei vent'anni tra le due lobby di Potere si è conclusa. Spero adesso che si porti via tutto quell'antiberlusconismo che è stata un'accozzaglia di persone utilizzate come fans di un potere,  a discapito di un altro. 

Però il danno è stato fatto: è nata una nuova destra legalitaria che ha proseliti di sinistra. I vari guru ignoranti e senza un minimo di spessore culturale sono cresciuti di fama e popolarità. E ha catturato e raccolto la rabbia della gente e senza tradurla in qualcosa di costruttivo e "alto", ma semplicemente adeguandosi a loro.  D'altronde non è una novità, solamente che si è rafforzata con i nuovi mezzi di informazione attraverso internet. Questi social network sono i "parlascrivi" ben descritto da Orwell nel romanzo 1984.

Ma per concludere e capire meglio i fenomeni reazionari che fanno presa al popolo (Leggete i commenti dei classici lettori del Fatto , capite quando parlo di "massa" assecondata e non "innalzata") mi faccio aiutare da Ignazio Silone tramite un pezzo tratto dalla "Scuola dei Dittatori":

"....gettare il discredito sul sistema tradizionale dei partiti e sulla stessa politica, renderli responsabili di tutti i mali della patria e aizzare contro di essi l'odio delle masse…Discutere? Persuadere? Sarebbe una pazzia. Un aspirante dittatore non deve fare appello allo spirito critico degli uditori. Egli ne sarebbe la prima vittima. Un capo fascista deve saper trascinare infiammare esaltare i suoi uditori, ispirando disprezzo e odio verso i perdigiorno che discutono. 'Le chiacchiere non riempiono lo stomaco', ecco uno slogan efficace contro i politicanti tradizionali. Tutto quello che il capo fascista dirà, sarà enunciato nella forma dell'evidenza, in modo da non dare adito al minimo dubbio o discussione. Locuzione come 'può darsi', 'forse', 'a me sembra', 'salvo errore', saranno rigorosamente evitate. Ogni invito alla discussione sarà respinto. 'Non si discute sulla salvezza della patria', 'non si discute coi traditori', 'i disoccupati aspettano lavoro e non parole', ecco risposte che ogni seguace approverà".

domenica 15 settembre 2013

Il lungo addio.

Chi di noi non ha mai letto Dylan Dog? Forse in pochi. Capita che mi viene in mente una storia che lessi anni fa di Tiziano Sclavi, l'ideatore del personaggio, intitolata "Il lungo addio" (Dylan Dog Albo 74). E c'era una poesia che ho ritrovato girando su internet. Per questa domenica piovosa e adatta per i ricordi, credo che vada più che bene:

E lunghe ore a ingannarci così
a dire lui e lei, sempre gli altri,
e i palliativi sono sempre tanti
per non ammettere che siamo qui.

E Charlie Brown e Mafalda e la scuola
storie un po' vere, a volte inventate,
nei pomeriggi d'inverno e d'estate,
di strani voli su una parola.

Quando cantavo Plaisir d'amour
tu mi guardavi e ridevi più forte:
non lo capivi che ti facevo la corte
o forse capivi e la furba eri tu.

E mi hai sospeso su un filo di lana
e mi ci terrai ancora per molto,
giovane amore, fiore non colto,
o forse si, ma da un'altra mano.

E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene,
a volte credo di esserne certo,
a volte invece sembra tutto uno scherzo:
fuggono gli occhi come falene.

Amica mia sorella speranza,
quello che vuoi io non ti dirò
quello che voglio non sentirò
quello che c'è dietro l'indifferenza.

E tutto è morto e tutto è ancor vivo
e solamente tutto è cambiato,
quello che provo l'ho sempre provato,
e credo ancora in ciò in cui credevo.

E il fiocco nero è l'unica cosa
che mi è rimasta con la malinconia,
ma insieme a questa stanca anarchia
vorrei anche te, amica mia.

Ma dimmi tu non è meglio così?
Immaginare ed illudersi sempre,
qui ad aspettare qualcosa o niente,
qui ad aspettare un no o un sì,
che in ogni caso sarebbero fine
di tutto questo che almeno è un ricordo,
così studiato giorno per giorno,
fatto di tanti cristalli di brina.

lunedì 9 settembre 2013

Autocritica e la guerra


Foto

Partendo dal presupposto (il mio imprescindibile) che la guerra non è e non sarà mai la soluzione ,e l'esportazione della democrazia è pura illusione, c'è bisogno di una forte autocritica.

Anzi, parlo di me stesso, così nessuno magari si sente preso in causa.

Pur seguendo la situazione della Siria, non ho mai affrontato seriamente la cronaca di questi due anni e mezzo: pulizie etniche messe in atto dal regime (di padre in figlio) di Assad, bambini seviziati solo per aver scritto sui muri ""il popolo vuole la caduta del regime", gli omicidi politici mirati come nei confronti del grande intellettuale libertario siro-libanese Samir Kassir e via discorrendo.

Leggevo, mi documentavo, ma sono rimasto in silenzio. Imperdonabile.

Ditemi ora con quale coraggio, il sottoscritto, può firmare l'appello contro un intervento militare. La pace non si reclama solo quando partono i caccia bombardieri dalle basi Nato e con i "missili intelligenti" ammazzano altri uomini, donne e bambini.

Chi, andando contro l'imminente intervento militare, difende Assad utilizzando il solito argomento della "carota" (il bastone e la carota sono metodi di fascista memoria) e delle false notizie (è vero, molto spesso per giustificare una guerra si inventano notizie ed è giusto mettere in dubbio la provenienza delle armi chimiche, ma la sostanza non cambia), è pregato di evitare i commenti. Avete a disposizione una miriade di gruppi "rossobruni" e nazional-socialisti.

post by Inka L'incarcerato.


Ed ora copio e incollo il post molto sentito e sofferto di un siriano:

Vedo fioccare le dichiarazioni indignate di tanti "compagni" che in 2 anni e mezzo evidentemente non si erano accorti che la mia terra era violentata dalla guerra e che di ingerenze esterne ce ne sono tante e tante. In risposta a tutti questi ignavi che oggi si sono svegliati solo perchè a minacciare la mia gente sono bombe a stelle e strisce ed in base a valutazioni geopolitiche, non creto per condivisione della sofferenza del mio popolo, voglio ripubblicare uno sfogo che avevo scritto sotto un post di fabio amato, responsabile esteri del PRC, un paiuo di settimane fa. Da allora è cambiato che l'intervento USa sembra più probabile e che ora parlare di Siria è più trendy.

Ci avete lasciati soli, nel silenzio, quando ispirati dal grido di libertà dei nostri fratelli anche le nostre voci hanno riempito le strade e le nostre uniche armi erano speranza, dignità e voglia di democrazia. I nostri canti per la democrazia, per l'unità e la non-violenza hanno riempito l'aere delle nostre piazze che hanno visto nascere la storia, mentre i selciati antichi si tingevano del nostro sangue. Per 6 mesi nessuno ha risposto alle provocazioni, alla feroce repressione, all'assedio di intere città private d'acqua ed elettricità in piena estate. Quando poi sono finite le guance da porgere, quando i nostri partigiani (come fecero i vostri) salirono sulle montagne rischiando non solo le loro vite ma anche quelle dei loro cari, allora ci avete condannato. Quando eravamo sotto la soverchiante superiorità del fuoco nemico, alimentato dalle uomini, armi e carburanti di Iran, Russia, Libano, Iraq e persino dell' Europa voi non avete mosso un dito per impedire il flusso di morte verso la nostra terra, evidentemente quello è l'Impero del Bene. Ma se schiacciati dal piombo, l'esplosivo ed i mig del Bene i nostri partigiani hanno accettato il (tutt'altro che disinteressato) aiuto degli antagonisti dell'Impero che piace a voi, finalmente avete potuto dar sostanza alle infamanti accuse che fin dalla prima ora ci avete rivolto. E non mostratemi cartine e statistiche, analisi e numeri, quelli van bene "in società", nei vostri salottini, ma non per chi ha sentito le parole e le voci di chi è sceso in piazza... pensate che strano, in Siria i ragazzini non si chiedono quali potenza internazionale tragga vantaggio dal loro manifestare, scendono in piazza per il loro diritto al futuro, per aver la dignità di scegliere il proprio destino, per pretendere la democrazia, slogan che mi sembra di aver sentito da tante altre parti, anche da parte vostra in Piazza San Giovanni o sotto MOntecitorio, nonostante l'Italia appaia come un paradiso di democrazia confrontata con la nostra terra.
Tranquilli "compagni", gli States (che l'Italia accolse a braccia aperte, quando i nazi-fascisti ne violentavano le terre) non interverranno semplicemente perchè non è loro interesse quindi senza troppi sforzi otterrete il risultato auspicato da tovarish Fabio... ma i 1500 morti di Ghouta, che si aggiungono alle 100.000 vite spezzate da Assad e compagni, non sono un casus belli ma una vergogna per l'umanità e per voi in particolare, voi che amate atteggiarvi a paladini degli oppressi e degli ultimi ma siete sordi se il nemico di quegli oppressi non è quello "tradizionale", se quel che avviene non risponde alla vostra narrazione del mondo.
Cari ignavi o saputelli giudici dell'altrui storia, fateci un favore però: non venite a piangere i nostri bambini, non versate lascrime al funerale della nostra nazione, non siete invitati.

p.s.
Un ringraziamento particolare a tutti coloro che (come avviene sempre in queste occasioni), a seguito di quanto ho scritto e dall'alto della loro conoscenza della mia persona, della mia terra, della real politic e della geopolitica internazionale vorranno definirmi ratto, jihadista, tagliagole, spia al soldo del mossad.... il vostro contributo sarà davvero prezioso.
 
Fonte:   post by Fouad Roueiha.

lunedì 2 settembre 2013

L'ergastolo e i rigurgiti fascisti.

Ecco un breve argomento per ribadire la mia convinzione che la destra è nel DNA di questo Paese, e inoculato anche a chi, di destra, non lo è stato mai.

Anni fa quasi tutte le forze politiche cominciarono a mettere in discussione la necessità dell'
abolizione dell'ergastolo nel nostro Paese. Discussione nata anche dal fatto che molti Paesi cominciarono ad abolirlo, anche grazie alla ventata rivoluzionaria (quella vera, e forse unica) della Nicaragua Sandinista che non solo abolì l'ergastolo e ovviamente la pena di morte, ma mise in discussione perfino la necessità del carcere.

L'unica forza politica italiana ad opporsi fu il Movimento Sociale Italiano di Almirante. Si, esattamente dai fascisti. E con quale motivazione? Ovvero che l'abolizione dell'ergastolo favorirebbe la mafia e altre forme di criminalità. Infatti con l'ergastolo, il 41 bis e altre leggi speciali condannate dalle varie Corti per i diritti ha "ridimensionato" così tanto le mafie, che oggi non solo si sono rafforzate, ma sono evolute grazie ai vari business figli del liberismo. 


Ebbene l'altro ieri questa identica motivazione (quella dei vecchi neofascisti) è stata ripresa in prima pagina dal Fatto Quotidiano, acclamata dalla maggioranza di lettori che si dichiarano di "sinistra" e "antifascista". Ma in realtà sono semplicemente antiberlusconiani, il resto solo un grande vuoto. Colmato da chi asseconda l'istinto, e non la ragione.

Inutile dire che sia i neofascisti di Almirante che i nuovi reazionari (e siete in tanti) utilizzano l'antimafia (finta) per scopi puramente politici e rafforzare l'ideologia legalitaria che è la massima espressione del Potere: quella del "sorvegliare e punire". Come ci spiegò a suo tempo lo storico e filosofo francese Michel Foucault.

A proposito della Francia, chissà cosa diranno i Travaglini vari sulla proposta di legge avanzata dalla sinistra Francese (si, negli altri Paesi la sinistra , almeno sul sociale, è rimasta tale) la quale propone che per la prima volta i giudici francesi potranno emettere una sentenza senza dover contemplare la prigione: la pena probatoria consisterà nello scontare la pena in un ambiente aperto, nella società.

Eh, scrivere qualcosa di sinistra è un esercizio difficile di questi tempi.

domenica 1 settembre 2013

Il dubbio.

Dunque, dove eravamo rimasti? Leggendo le vostre bacheche al nulla. Il mondo reale è tutt'altro. Mentre raggiungevate un orgasmo (Travaglio quello multiplo come una donna fortunata) con la condanna di Berlusconi, la vita quotidiana non è cambiata.

Il malessere di fondo, la ricerca del lavoro, il silenzio frustrante ai richiami dei datori di lavoro, la competizione tra precari, i "Kapò" tra proletari e sottoproletari, i senza fissa dimora che si riparano negli ospedali (fino a quando rimarranno pubblici), le galere sovraffollate , i suicidi, chi muore un poco alla volta. Insomma il solito tran tran.

Ma poi c'è questo grande social network sempre più spazzatura dove, tra le solite immaginette e
frasette copia incollate dai vari "Fabio Volo del giornalismo", si evocano le "rivoluzioni". A parte che non ci sarà un bel nulla, ma se per qualche disgraziato motivo dovesse esserci qualcosa, un tumulto , una sommossa popolare, sappiate che non l'appoggerò mai. Ed io dovrei partecipare con voi che vi emozionate quando si parla di "Tribunali" "Manette" e "Ghigliottine"? Che razza di società vi auspicate finti anti fascisti che abboccate al primo capo popolo che vi riassicura e vi fa da "padre"? Alla vostra idea di società (illibertaria e reazionaria) , preferisco quella attuale. Almeno ancora ho la possibilità di scrivere e dire la mia. E di seminare i dubbi, non le certezze. Solo con quel bellissimo simbolo universale che è il punto interrogativo, l'unico "dogma" utile, l'unica "divinità discreta" , possiamo permetterci di aprire la nostra "ragione" alla conoscenza e alla volontà di costruire un'alternativa.
Magari libertaria per davvero.

PS firmai i referendum radicali, e anche dopo Berlusconi (che li ha firmati tutti), se potessi, li firmerei nuovamente.