mercoledì 24 luglio 2013

Il "Don Manetta" e "Dan Brown" Travaglio.

Nemmeno il romanziere complottista Dan Brown riuscirebbe a scrivere le teorie idiote che dice Travaglio. Arrivare a dire che il sovraffollamento delle carceri sia un falso problema, e che l'emergenza carceraria è stata creata ad hoc per fare in futuro un'amnistia per salvare Berlusconi, è roba squallida e disonesta intellettualmente.

Furba perchè sa cavalcare con astuzia la rabbia della gente, furba perchè c'è
parecchia disinformazione sulla reale situazione carceraria e giudiziaria, furba perchè l'antiberlusconismo è diventata una risposta a destra e reazionaria. Reazionario come questo omuncolo che ha incantato molti "compagni" che evidentemente hanno ancora l'anima stalinista e per nulla libertaria.

Travaglio è il prodotto marcio del qualunquismo, il prodotto della fine di ogni idea forte, della morte della sinistra libertaria. Travaglio non vive di se stesso, ma vive proprio per appagare e assecondare gli istinti scimmieschi della gente che non ha più voglia di scavare nel profondo. Lui è soprattutto il prodotto del disagio , lui lo ha riempito a dovere. E l'approfittatore delle mediocrità altrui, è la voce dei Giudici, della Legge, del servilismo al Potere "buono". 


Esiste perchè lo mettono sempre e solamente al confronto di altrettanta gente inetta e ridicolizzabile. Travaglio non informa, ma disinforma facendosi scudo di leggi che molto spesso interpreta a modo suo. Spaccia qualsiasi custodia cautelare come verità assoluta, qualsiasi rinvio a giudizio come condanna. Travaglio per me incarna il solito opportunista borghese: sottomettersi alla "volontà istintiva" delle masse. E questo in mancanza di nessun sforzo da parte di intellettuali, illuminati, pensatori e alcuni attivisti di portare queste masse sotto l'ala del pensiero libertario che è l'unica via di uscita dall'autoritarismo e la disuguaglianza sociale.

martedì 23 luglio 2013

NO TAV: il sodalizio tra i PM e le forze dell’ordine?


Articolo pubblicato nella mia rubrica "Punti di fuga".



caselli  













Come ben sapete c’è un processo in corso contro alcuni esponenti NO TAV, frutto dell’inchiesta che scaturì decine di arresti preventivi (tra gli arrestati c’è il nostro compagno Marcello del collettivo Rise up di Rioenro) con una conseguente esplosione mediatica per criminalizzare il movimento. Tanto è vero che si cominciò a parlare nuovamente di terrorismo e pericolo attentati. 

La solita logica sulla speculazione della paura.
L’inchiesta giudiziaria era partita grazie “all’eroe” Caselli, colui che da sempre è stato in prima linea contro le brigate rosse e preso in simpatia dal vecchio Partito Comunista. Affinità elettive tra loro, anche quando c’era da studiare l’inchiesta clandestina delle BR nei confronti del Partito Comunista: i documenti sequestrati scomparirono misteriosamente.
Mi piacerebbe anche parlare della sua battaglia contro la mafia, compresa la lotta interna tra le varie correnti politiche (idiota colui che crede ancora all’indipendenza della Magistratura e alla sua imparzialità) all’interno della Magistratura e i legami con amici giornalisti (anche qui: viva l’ipotetica imparzialità).
Ma ritorniamo al processo.
I due PM Rinaudo e Padalino, titolari dell’inchiesta contro i NO TAV, hanno presenziato il cantiere rendendo omaggio alle forze dell’ordine. Non c’è nessun Potere abnorme come quello della Magistratura che è autoreferenziale e che abbia a disposizione sia le forze dell’ordine (polizia) e sia quelle militari (carabinieri e guardia di finanza).
Quindi, presenziando il cantiere, i due PM, hanno in sostanza legittimato le forze dell’ordine a reprimere indisturbati, compreso l’utilizzo abnorme e nocivo dei lacrimogeni.  Chi di voi non si sentirebbe al sicuro e avere una percezione di immunità se, a sostenervi, ci sono coloro che detengono il Potere Giudiziario e quindi gli applicatori delle leggi ? Io mi sentirei in una botte di ferro. Ecco, con questo gesto, le forze dell’ordine potrebbero manifestare palesemente  la percezione  di immunità. 

Ho detto potrebbero. Cosa è accaduto il giorno dopo, infatti?
E’ accaduto che la repressione brutale non si è arrestata, anzi peggiorata con arresti e feriti. E tanti, tanti lacrimogeni.
C’è la testimonianza della militante Marta che viene catturata e presa a manganellate. Secondo la sua denuncia viene trascinata sin dentro il cantiere a calci e pugni. Lì viene ripetutamente toccata nelle parti intime, al seno; una agente le sputa addosso apostrofandola con “puttana!”, epiteto ricorso più volte, tra gli altri.
Come se non bastasse un poliziotto le assesta una manganellata in faccia (labbro rotto: 6 punti esterni e 3 interni). A quel punto  il dottore in forza alle  arriva, ne richiede l’immediato trasferimento in Pronto soccorso.  Si, ma dopo quattro ore.

Ritorniamo dai PM, è stata una mossa giusta (magari calcolata?) quella di presenziare il cantiere? 

Ai lettori l’ardua “sentenza”!

giovedì 18 luglio 2013

L'insostenibile processo alla Storia.

 «Perché non va avanti niente? Perché tutto è immobile come in un cimitero? È spaventosamente chiaro. Perché tutte queste inchieste e questi processi, una volta condotti a termine, ad altro non porterebbero che al Processo di cui parlo io. Dunque, al centro e al fondo di tutto, c’é il problema della Magistratura e delle sue scelte politiche. Ma, mentre contro gli uomini politici, tutti noi, cari colleghi della «stampa», abbiamo coraggio di parlare, perché in fondo gli uomini politici sono cinici, disponibili, pazienti, furbi, grandi incassatori, e conoscono un sia pur provinciale e grossolano fair play, a proposito dei Magistrati tutti stiamo zitti, civicamente e seriamente zitti. Perché? Ecco l’ultima atrocità da dire: perché abbiamo paura»
 Pier Paolo Pasolini


"Io so, ma non ho le prove" lo diceva Pasolini, e aveva la licenza 
intellettuale per dirlo. 
"Io so, ma non ho le prove" lo disse anche Ingroia. E non è un intellettuale, ma era un magistrato. La trattativa mafia-stato storicamente è senza orma di dubbio esistita (dai tempi del fascismo, e anche prima), ma un tribunale non può processare la Storia. E infatti sta processando persone (personalmente non mi stanno simpatiche, ma nemmeno l'antipatia si può processare) che come prova della loro colpevolezza non c'è nulla, se non qualche testimonianza di inimicizie interne. Ma è soprattutto un processo, anzi tanti processi, nati  con le "non prove" (il papello e gli altri documenti non sono autentici, ma fotocopie)di Ciancimino, il figlio.

Un processo che ha alimentato anche ingiuste infamie che non servono alla ricerca della verità, ma solo per
alimentare l'ignoranza e la buona fede delle persone. Napolitano non mi sta simpatico e di certo non lo approvo politicamente parlando, ma quanti italiani , erroneamente, pensano che si siano stralciate le intercettazioni che lo riguardavano perchè era implicato nella vicenda? Ovviamente non c'entra nulla per ammissione della stessa Procura, ma alcuni magistrati e un certo tipo di giornalismo hanno abilmente inoculato alla gente incazzata giustamente della politica, il dubbio che forse qualcosa della mafia sapesse. E che coprisse qualcuno.

Il dubbio che ho è che forse certi professionisti dell'antimafia, in realtà della Verità non gli importi nulla. Hanno altri obiettivi se non la loro gloria e nell'essere circondati da innumerevoli fans. La popolarità è una brutta bestia. Corrompe l'animo e alimenta altri mostri. Comunque, per la cronaca, ieri c'è stata un' altra assoluzione in uno dei processi che riguardano la trattativa. 

Ed era inevitabile visto che i PM non possono dire: " Io so, ma non ho le prove".

venerdì 12 luglio 2013

Belle di notte – la doppia morale e l’emarginazione transessuale

 (Articolo che ho pubblicato anche qui)

Partiamo dalla famosa vicenda di Marrazzo. Come tutti sanno, fu coinvolto in un giro di ricatti da parte delle forze di polizia che lo filmarono quando si intratteneva con una prostituta.

Non una qualsiasi, ma una trans.

Per la nostra società perbenista e bacchettona, lo scandalo era che si intratteneva con una trans.
Se fossi stato Marrazzo, avrei approfittato della situazione per difendere la libertà sessuale di tutti e fare una campagna contro le discriminazioni delle trans. Si perchè loro hanno solo la colpa di sentirsi donne e aver voluto cambiare sesso. E questa società ipocrita e perbenista non le accetta, poche persone le assumerebbe in un lavoro normale. Una società ipocrita perchè tutti sanno che la maggior parte di chi frequenta prostitute, sceglie il corpo transessuale. Le motivazioni sono molteplici, chi dice per omosessualità latente, e chi per trasgressione come dice il filosofo Galimberti: “Il progresso storicamente è sempre conseguenza della trasgressione alle regole fin lì adottate…”

Brenda, il transessuale implicato nella vicenda Marrazzo, la cui scomparsa è stata subito etichettata come suicidio
Brenda, la transessuale implicato nella vicenda Marrazzo, la cui scomparsa è stata subito etichettata come suicidio
         
E  invece,   Marrazzo, per codardia aveva chiesto scusa e, udite udite, si ritirò in un convento. Per poi diventare ancora più ridicolo quando una notte fu fermato dalla polizia per un normale controllo stradale e fu sorpreso assieme ad una trans.
E allora ricordiamo la povera Brenda, la transessuale coinvolta nella vicenda di Marrazzo. Lei ha avuto la sfortuna di essere una testimone scomoda, e da quel fatidico giorno riceveva minacce continue, veniva picchiata la notte lungo le buie strade di Roma, e non veniva protetta da chi di dovere.
Ma era una trans, per di più straniera e senza permesso di soggiorno, quindi utile solo per interrogarla. Aveva deciso di scappare da questa Italia sempre più buia e pericolosa, era pronta con le valige quando è stata ritrovata morta ricoperta di fuliggine dentro il suo appartamento di Via Due Ponti.
In più il suo PC è stato ritrovato immerso nell’acqua del lavandino, probabilmente qualcuno voleva metterlo fuori uso.
Parlano di suicidio, ma i genitori, giunti in Italia, non hanno voluto crederci. E probabilmente hanno ragione.
Oggi in Italia, secondo alcune statistiche, le transessuali sono 40mila e circa 10mila vivono prostituendosi: di questi, il 60% è di origine sudamericana (nell’ordine vengono da Brasile, Colombia, Perù, Argentina ed Ecuador), il 30% italiana e il 10% asiatica (dati dell’associazione Free Woman). Il giro d’affari della prostituzione transessuale supera in Italia i 20 milioni di euro al mese e gran parte di loro è vittima di sfruttamento. Principalmente le sudamericane.
Le sudamericane, molto spesso, contraggono dei debiti per l’operazione e il viaggio: e si prostituiscono per ripagare il debito a strozzo contratto magari con altre loro conterranee.
Le transessuali si prostituiscono (comprese quelle italiane) per un motivo triste: poche imprese sono disposte ad assumerle.

C’è qualcosa però che non quadra.

Secondo recenti statistiche gli italiani che vanno a prostitute, per la maggiore scelgono le trans. Soprattutto quelle non completamente operate. Nelle grandi città molte trans sono, appunto, coinvolte in un giro di traffico per soddisfare imprenditori e politici. Nei locali, come la Mucca Assassina a Roma, frequentati dalle trans c’è un grande flusso di eterossessuali incuriositi di loro.

Osservando tutti questi dati che ho indicato, bisognerebbe chiedersi perchè le trans, di notte o al riparo, sono corteggiate. Ma di giorno emarginate.

La risposta sta tutta nell’ipocrisia della nostra società che ama il nascosto, per poi sfogare le loro paure contro la “diversità”. Non basta una legge, seppur utile, contro l’omofobia per combattere tutto ciò. Ci vorrebbe una grande azione politica, magari dando l’esempio.

Marrazzo, aveva perso l’occasione di poterlo fare.