mercoledì 17 aprile 2013

Brevi riflessioni sui nostri tempi e inganni universali.

Spero che a breve io possa ricominciare a intraprendere le inchieste come facevo nel passato. Per ora trascrivo qui i miei brevi pensieri che trovate nella  bacheca personale di facebook.



Morire in carcere per 20 euro.

Qualche settimana fa, al carcere di Rebibbia, è morto un detenuto di 57 anni. E' una delle innumerevoli in carcere. Ma non è solo quello. Soffriva di grosse patologie, tra le quali l'alcolismo ed era a rischio infarto, tanto è vero che muore per quello. Sapete perchè era stato messo dentro? Aveva tentato di rubare 20 euro ad un Tabaccaio. 
Maledetto l'uomo del tribunale che invece di mandarlo ad una struttura adatta che poteva essere una comunità, lo ha rinchiuso in carcere. E maledetto chi osa diffondere l'idea che in carcere siano pochi coloro che commettono reati poco gravi. E maledetti voi che sputate in faccia a coloro che evocano l'amnistia o l'indulto, bollandoli come uomini che proteggono i politici inquisiti. Finitela con questa storia: siete la rappresentazione della "banalità del male". Si, mi riferisco al romanzo.



Ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame.

C'è un articolo del codice penale che un Giudice potrebbe applicare. Un articolo, un solo articolo positivo in mezzo ad un accozzaglia di codici ancora fascisti. E' un articolo che lo considero molto libertario ma poco applicato dai signori uomini del Tribunale che sono avidi di condanne. 

E' l'articolo 54: 

"Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sè od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, nè altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo"

Un articolo che potrebbe stabilire che non è più reato rubare per fame.




Pensando a Guantanamo. Di casa nostra.

Nel carcere di Guantanamo (Obama promise di chiuderlo, sono passati anni dalla sua elezione e sta ancora lì) è scoppiata una rivolta dei detenuti per le pessimi condizioni. E mentre giustamente parliamo degli altri, a casa nostra piccole Guantanamo crescono sempre di più. 

Abbiamo raggiunto la cinquantatreesima morte nel carcere, i suicidi sono in aumento anche tra le guardie penitenziarie. Da 20 anni l'Italia non dà l'amnistia. Addirittura pochi notano (e ovviamente a nessuno importa nulla) che le grazie emanate dai vari Presidenti della Repubblica sono sempre di meno, e date di solito a chi non serve. L'ultima ad un generale della NATO che nemmeno era in carcere. Se pensiamo a Pertini che durante il suo settennato ha dato 6000 grazie e Napolitano all'incirca 22, capiamo che l'arroganza e la disinformazione di certi giornalisti considerati "imparziali" e che dicono di raccontare i "fatti" è da criminali. Sono i mandanti morali delle morti nel carcere. Loro e i politici ormai "ostaggi" del populismo dilagante.



Il pubblico di "Servizio Pubblico".

Ma il pubblico di Servizio Pubblico che applaude alle parole di Cacciari contro il reddito di cittadinanza? O che applaude alle banalità di Battiato (che quanto canta lo adoro)? O ancora peggio alle idiozie di Travaglio? Ma che razza di persone ebeti sono? 

Ritornando al salario garantito , vecchia battaglia di Rifondazione che ha oramai preso altre strade, il fatto che loro siano contro è chiaro il perchè: è un pubblico composto da gente che evidentemente sta bene economicamente e da giovani dove hanno il reddito garantito dalla mamma e del papà. 

Un pubblico che rispecchia esattamente l'incapacità di ragionare, è lo stesso che esalta gente mediocre a guru dell'informazione "libera".




Niki Aprile Gatti e il Magistrato.

Mi fa davvero piacere che il CSM abbia deciso di intraprendere un'azione disciplinare verso il PM che non ha voluto interrogare un teste importante per il caso UVA. 

Il mio pensiero va ad esempio a Niki Aprile Gatti, dove il magistrato Lupo archiviò definitivamente la morte di Niki come uno dei tanti suicidi che avvengono nel carcere. Senza,appunto, indagare e chiarire le tante contraddizioni. Quando dico che il Sistema Carcerario e Giudiziario fa comodo anche alle mafie(quelle dei livelli alti), lo affermo con cognizione di causa.

domenica 7 aprile 2013

SI FA PRESTO A SCRIVERE COME TRAVAGLIO


Il signor Travaglio, dopo che il suo stesso giornale aveva pubblicato i dati della Bonino come preferita e che avrebbe reso concorde la base del Movimento 5 stelle e il PD, è corso ai ripari dedicando un editoriale per spiegare come la Bonino sia inadatta per essere una Presidentessa della Repubblica. Ed elenca la sua carriera da attivista politica.

 Di tutto quello che ha scritto è quasi tutto vero, ma non si capisce quale sia il problema visto che i radicali si dichiarano da sempre liberisti, liberali e libertari. E non ha mai avuto, per sua natura, delle pregiudiziali di schieramento. Quindi dove sarebbe lo "scandalo" se hanno fatto alleanze nel passato sia con il centrodestra che con il centrosinistra? 

Il bello è che Travaglio con astuzia parla della Bonino citando per esempio il suo sostegno alle missioni di guerra. A parte mi fa piacere che Travaglio si sia riscoperto pacifista(leggasi in realtà "pacifinto" ); ma guizza di ipocrisia visto che, prima che nascesse il movimento di Grillo, ha sempre appoggiato l'Italia Dei Valori, in particolar modo Di Pietro, che da sempre ha sostenuto le guerre. Rifondazione Comunista fu l'unico partito ad opporsi.

Travaglio è colui che dice il tutto e il contrario di tutto a seconda di come tira il vento, il populista perfetto. Siccome tempo fa l'ho visto in televisione che diceva di desiderare Romano Prodi come Presidente della Repubblica, e ricordiamo cosa fece Prodi (guerre comprese), voglio vedere se abbia il coraggio di ribadirlo.
Ma non lo farà.

Come non avrà il coraggio di ripetere, riferendosi a Berlusconi: "Non è riuscito nemmeno a privatizzare un canile". Ma come? E adesso cosa fa, critica la Bonino per le sue idee liberiste? Mi spiegate come sia diventato , a torto, l'icona di uno con "la schiena dritta"?. Io ammiro coloro che abbiano una idea ben precisa, giusto o sbagliata che sia, e che la portino avanti senza inseguire il vento. Travaglio invece rappresenta l'esatta incarnazione del populismo.

Diciamola tutta, gli prenderebbe un malanno se la Bonino diventasse Presidentessa, ma semplicemente perchè farebbe il suo dovere: per esempio ribadire la necessità di una amnistia (oggi più che mai urgente visto che dall'inizio dell'anno siamo arrivati a 51 decessi, di cui 15 suicidi nel carcere) e rispetto dettagliato della Costituzione. Compresa la questione "Giusitizia".

Sarò come al solito impopolare, ma non c'è dubbio: tra la ex questurina Cancellieri (ricordiamo la sua solidarietà ai funzionari condannati a Genova) e la Bonino che è l'antitesi della repressione, io opterei per la seconda senza se e senza ma.

Ultima questione. Nel suo editoriale contro la canidadtura della Bonino, parla dei contributi pubblici che prenderebbe Radio Radicale. E' vero, prende una retribuzione dallo Stato, ma rispetto ai "servizi della Rai", fa per davvero servizio pubblico. Ad esempio si possono ascoltare, oltre a tutti i congressi dei sindacati o dei partiti, numerosi processi e sono sicuro che, per Travaglio e tutti i giornalisti, sia una fonte preziosa per reperire importanti informazioni.

Si fa decisamente presto a scrivere come Travaglio. Gli dedico questo pensiero di Sciascia:

"Il fatto è che i cretini, e ancor più i fanatici, son tanti; godono di una buona salute non mentale che permette loro di passare da un fanatismo all'altro con perfetta coerenza, sostanzialmente restando immobili nell'eterno fascismo italico. Lo stato che fascismo chiamava etico( non si sa quale eticità) è il loro sogno e anche la loro pratica. Bisogna loro riconoscere, però, una specie di buona fede: contro l'etica vera, contro il diritto, persino contro la statistica, loro credono che la terribilità delle pene(compreso quella di morte), la repressione violenta e indiscriminata, l'abolizione dei diritti dei singoli, siano gli strumenti migliori per combattere certi tipi di delitti e delle associazioni criminali come mafia, 'ndrangheta, camorra. E continueranno a crederlo"