martedì 17 dicembre 2013

Movimento dei forconi: le "convulsioni" del ceto medio


In questi decenni abbiamo avuto una sinistra (quella che si definisce tale, ovvero forze come Rifondazione Comunista che fa alleanze con Di Pietro e Ingroia) che ha voluto cavalcare in qualche modo "l'anticasta forcaiola", cercando di assecondarla e di sposare apertamente il giustizialismo e la difesa dei vari teoremi portati avanti dalle Procure. Ovviamente è una forza che si è estinta perché le persone hanno preferito votare l'originale, il nuovo, ovvero Grillo. Poi abbiamo il PD che ha sposato il liberismo e ha voluto, a torto, dialogare con la Troika Europea svolgendo un ruolo del tutto subordinato; poi abbiamo il resto delle forze delle destre cosiddette "sociali" come la Lega e Fratelli D'Italia che contrastano la Troika, ma in chiave decisamente nazionalista e reazionaria. Infine abbiamo una destra anomala ed è quella del berlusconismo, ma che io definisco semplicemente una forza che protegge il vecchio capitalismo, oramai superato dall'economia virtuale dei mercati finanziari globali.




I giornali come Il Fatto Quotidiano (ma non solo) hanno avuto un ruolo "pedagogico" devastante, aizzando ancor di più la rabbia sociale in chiave legalitaria. Nessuno si è preso la briga di innalzare la rabbia sociale, veicolandola verso i veri obiettivi e diffondendo una cultura libertaria: questo in mancanza dei grandi pensatori oramai svaniti e surclassati da persone che vendono pseudo ideologie "usa e getta". Gramsci avrebbe definito tutto ciò (e lo fece nel periodo prefascista): "Opportunisti che amano nascondersi dietro alla volontà delle masse". La folla, il "popolo" che oramai si informa anche attraverso i social network, è bombardato da notizie false, talvolta verosimili, tutte veicolate verso il malaffare, l'antipolitica e la sottocultura che spesso sfocia nel complottismo e la pseudoscienza. Tutti elementi che trasformano il disagio delle persone, accentuato dalla crisi economica, in una rivolta tipicamente reazionaria. Il movimento dei #forconi, oppure il movimento 5 stelle, sono il prodotto di tutti questi elementi. Qualcuno potrebbe obiettare che criticare questi movimenti sia "snobismo". Io credo che sia semplicemente dare una lettura chiara di questo fenomeno.

La vogliamo dire tutta? E diciamola allora.

In questo ultimo periodo si sono avvicendate numerose manifestazioni, ci sono in corso proteste da parte dei lavoratori dipendenti e precari in vari settori lavorativi. L'ultima è quella dei trasporti pubblici che non riguarda solo Genova, ma a breve anche il trasporto pubblico romano. Nemmeno due mesi fa c'è stata una grande mobilitazione del 18 e 19 ottobre alla quale hanno partecipato migliaia di persone travolte dalla crisi: dai lavoratori precari (compresi tanti con la Partita Iva, ma da parasubordinati) ai migranti che chiedono più diritti. E in tutte queste occasioni mai c'è stata una così grande visibilità mediatica da parte di tutti i mezzi di informazione come nei confronti della pseudorivolta dei "forconi". Anzi, dico di più. Stiamo sprecando (mi metto dentro pure io) fiumi e fiumi di analisi verso questa realtà del ceto medio in crisi. Alcuni intellettuali di sinistra come Ravelli ci dicono anche di ascoltarli e dialogare con loro.

Va benissimo: ma fatelo voi!

Io personalmente sono sempre stato dalla parte dei "dominati" e non dei "dominatori", ho avuto varie esperienze lavorative "sotto padrone" e ho trovato solamente sfruttamento, contratti precari o in nero. E ho sempre ricevuto umiliazioni da parte di questi piccoli e medi imprenditori che ora sono travolti dalla crisi e piangono. Il ceto medio, quando stava bene e poteva usufruire dei vari escamotage per pagare meno tasse e guadagnare di più sulla pelle dei dipendenti, non aveva e non ha scrupolo alcuno di poter sfruttare il più possibile.

Gli agricoltori sono in crisi? Stiamo parlando degli stessi agricoltori che spesso arrivano ad utilizzare il "caporalato"? Parliamo degli stessi agricoltori in crisi che nella mia zona dell'Abruzzo sfruttavano (e accade ancora) gli extracomunitari che poi vanno a dormire nell'ex zuccherificio pieno di amianto? Signori miei, Gramsci ci spiegava che nelle fasi di «crisi organica» si hanno insieme un declassamento e una radicalizzazione dei ceti medi, per questo i rischi maggiori di «sovversivismo reazionario» vengono proprio dalle convulsioni di questa classe sociale. Ecco, io non mi schiero con le "convulsioni" di questa classe sociale (che non a caso è tendenzialmente di destra), ma con il resto degli sfruttati, precarizzati ed emarginati che spesso poi finiscono a riempire le maledette Patrie Galere.

Articolo pubblicato anche su Agoravox

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