mercoledì 13 novembre 2013

Le Porte aperte.

Probabilmente avrete sentito dire, magari da qualche vostro nonno, e con una certa velata nostalgia, il fatto che durante lo Stato fascista tutti dormivano beatamente con le porte aperte. Ammesso che effettivamente sia stato così, quella potrebbe essere reinterpretata come una suprema metafora dell'ordine, della sicurezza e della fiducia. Ove le leggi speciali, emergenziali (durante il fascismo inoltre fu ripristinata la pena di morte, ben giustificata da Rocco), diventano dottrine "etiche" dello Stato. Con quelle "porte aperte", da svegli (chi lo era) si potevano però notare altrettante "porte chiuse". Esattamente come oggi. 

In merito a questa riflessione vi invito a leggere il romanzo breve di Leonardo Sciascia che si intitola, non a caso, le "Porte Aperte".

2 commenti:

Unknown ha detto...

Ho conosciuto oggo questo blog ,mi rispecchio molto nei pensieri dell autore
Probabilmenet lof requenterò piu spesso

Unknown ha detto...

Ho conosciuto oggo questo blog ,mi rispecchio molto nei pensieri dell autore
Probabilmenet lof requenterò piu spesso