lunedì 28 ottobre 2013

Davide Serra, il nuovo che avanza allo show di Renzi.

Sarò di mentalità "vecchia" pur avendo 31 anni, ma ho ascoltato l'intervento di un certo Davide Serra allo show di Renzi. Parlava di meritocrazia, di imprenditori di successo, del "paradiso londinese", di marketing, della fine del "disastroso assistenzialismo". Eppure, ascoltandolo, il suo non è un ragionamento nuovo. E' esattamente  il pensiero liberista del mondo: ovvero il fatto che alcuni individui (ad esempio lui) ce la facciano grazie a sforzi diligenti, mentre tutto il resto (la stragrande maggioranza degli individui) è destinato ad affogare nella propria sventura a causa della loro "pigrizia" o presunta "inettitudine". 

D'altronde il tizio di successo fa parte di quella élite dirigenziale delle multinazionali, consigli di amministrazione, giocatori di Borsa, insomma quella gente di successo che negli anni hanno contribuito, grazie all'inesistente potere politico, a smantellare i contratti collettivi e le tutele dei lavoratori, e alla fine della coesione sociale. Si, il giovane Davide Serra usa un linguaggio nuovo: così nuovo che sembravano i discorsi della Thatcher.

E il pubblico "de sinistra", applaudiva.

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