lunedì 9 settembre 2013

Autocritica e la guerra


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Partendo dal presupposto (il mio imprescindibile) che la guerra non è e non sarà mai la soluzione ,e l'esportazione della democrazia è pura illusione, c'è bisogno di una forte autocritica.

Anzi, parlo di me stesso, così nessuno magari si sente preso in causa.

Pur seguendo la situazione della Siria, non ho mai affrontato seriamente la cronaca di questi due anni e mezzo: pulizie etniche messe in atto dal regime (di padre in figlio) di Assad, bambini seviziati solo per aver scritto sui muri ""il popolo vuole la caduta del regime", gli omicidi politici mirati come nei confronti del grande intellettuale libertario siro-libanese Samir Kassir e via discorrendo.

Leggevo, mi documentavo, ma sono rimasto in silenzio. Imperdonabile.

Ditemi ora con quale coraggio, il sottoscritto, può firmare l'appello contro un intervento militare. La pace non si reclama solo quando partono i caccia bombardieri dalle basi Nato e con i "missili intelligenti" ammazzano altri uomini, donne e bambini.

Chi, andando contro l'imminente intervento militare, difende Assad utilizzando il solito argomento della "carota" (il bastone e la carota sono metodi di fascista memoria) e delle false notizie (è vero, molto spesso per giustificare una guerra si inventano notizie ed è giusto mettere in dubbio la provenienza delle armi chimiche, ma la sostanza non cambia), è pregato di evitare i commenti. Avete a disposizione una miriade di gruppi "rossobruni" e nazional-socialisti.

post by Inka L'incarcerato.


Ed ora copio e incollo il post molto sentito e sofferto di un siriano:

Vedo fioccare le dichiarazioni indignate di tanti "compagni" che in 2 anni e mezzo evidentemente non si erano accorti che la mia terra era violentata dalla guerra e che di ingerenze esterne ce ne sono tante e tante. In risposta a tutti questi ignavi che oggi si sono svegliati solo perchè a minacciare la mia gente sono bombe a stelle e strisce ed in base a valutazioni geopolitiche, non creto per condivisione della sofferenza del mio popolo, voglio ripubblicare uno sfogo che avevo scritto sotto un post di fabio amato, responsabile esteri del PRC, un paiuo di settimane fa. Da allora è cambiato che l'intervento USa sembra più probabile e che ora parlare di Siria è più trendy.

Ci avete lasciati soli, nel silenzio, quando ispirati dal grido di libertà dei nostri fratelli anche le nostre voci hanno riempito le strade e le nostre uniche armi erano speranza, dignità e voglia di democrazia. I nostri canti per la democrazia, per l'unità e la non-violenza hanno riempito l'aere delle nostre piazze che hanno visto nascere la storia, mentre i selciati antichi si tingevano del nostro sangue. Per 6 mesi nessuno ha risposto alle provocazioni, alla feroce repressione, all'assedio di intere città private d'acqua ed elettricità in piena estate. Quando poi sono finite le guance da porgere, quando i nostri partigiani (come fecero i vostri) salirono sulle montagne rischiando non solo le loro vite ma anche quelle dei loro cari, allora ci avete condannato. Quando eravamo sotto la soverchiante superiorità del fuoco nemico, alimentato dalle uomini, armi e carburanti di Iran, Russia, Libano, Iraq e persino dell' Europa voi non avete mosso un dito per impedire il flusso di morte verso la nostra terra, evidentemente quello è l'Impero del Bene. Ma se schiacciati dal piombo, l'esplosivo ed i mig del Bene i nostri partigiani hanno accettato il (tutt'altro che disinteressato) aiuto degli antagonisti dell'Impero che piace a voi, finalmente avete potuto dar sostanza alle infamanti accuse che fin dalla prima ora ci avete rivolto. E non mostratemi cartine e statistiche, analisi e numeri, quelli van bene "in società", nei vostri salottini, ma non per chi ha sentito le parole e le voci di chi è sceso in piazza... pensate che strano, in Siria i ragazzini non si chiedono quali potenza internazionale tragga vantaggio dal loro manifestare, scendono in piazza per il loro diritto al futuro, per aver la dignità di scegliere il proprio destino, per pretendere la democrazia, slogan che mi sembra di aver sentito da tante altre parti, anche da parte vostra in Piazza San Giovanni o sotto MOntecitorio, nonostante l'Italia appaia come un paradiso di democrazia confrontata con la nostra terra.
Tranquilli "compagni", gli States (che l'Italia accolse a braccia aperte, quando i nazi-fascisti ne violentavano le terre) non interverranno semplicemente perchè non è loro interesse quindi senza troppi sforzi otterrete il risultato auspicato da tovarish Fabio... ma i 1500 morti di Ghouta, che si aggiungono alle 100.000 vite spezzate da Assad e compagni, non sono un casus belli ma una vergogna per l'umanità e per voi in particolare, voi che amate atteggiarvi a paladini degli oppressi e degli ultimi ma siete sordi se il nemico di quegli oppressi non è quello "tradizionale", se quel che avviene non risponde alla vostra narrazione del mondo.
Cari ignavi o saputelli giudici dell'altrui storia, fateci un favore però: non venite a piangere i nostri bambini, non versate lascrime al funerale della nostra nazione, non siete invitati.

p.s.
Un ringraziamento particolare a tutti coloro che (come avviene sempre in queste occasioni), a seguito di quanto ho scritto e dall'alto della loro conoscenza della mia persona, della mia terra, della real politic e della geopolitica internazionale vorranno definirmi ratto, jihadista, tagliagole, spia al soldo del mossad.... il vostro contributo sarà davvero prezioso.
 
Fonte:   post by Fouad Roueiha.

1 commento:

zefirina ha detto...

anche io come te ho letto e non ho riflettuto su quando accadeva, come se ormai sentir parlare di guerre, di scontri sia quasi normale