venerdì 12 luglio 2013

Belle di notte – la doppia morale e l’emarginazione transessuale

 (Articolo che ho pubblicato anche qui)

Partiamo dalla famosa vicenda di Marrazzo. Come tutti sanno, fu coinvolto in un giro di ricatti da parte delle forze di polizia che lo filmarono quando si intratteneva con una prostituta.

Non una qualsiasi, ma una trans.

Per la nostra società perbenista e bacchettona, lo scandalo era che si intratteneva con una trans.
Se fossi stato Marrazzo, avrei approfittato della situazione per difendere la libertà sessuale di tutti e fare una campagna contro le discriminazioni delle trans. Si perchè loro hanno solo la colpa di sentirsi donne e aver voluto cambiare sesso. E questa società ipocrita e perbenista non le accetta, poche persone le assumerebbe in un lavoro normale. Una società ipocrita perchè tutti sanno che la maggior parte di chi frequenta prostitute, sceglie il corpo transessuale. Le motivazioni sono molteplici, chi dice per omosessualità latente, e chi per trasgressione come dice il filosofo Galimberti: “Il progresso storicamente è sempre conseguenza della trasgressione alle regole fin lì adottate…”

Brenda, il transessuale implicato nella vicenda Marrazzo, la cui scomparsa è stata subito etichettata come suicidio
Brenda, la transessuale implicato nella vicenda Marrazzo, la cui scomparsa è stata subito etichettata come suicidio
         
E  invece,   Marrazzo, per codardia aveva chiesto scusa e, udite udite, si ritirò in un convento. Per poi diventare ancora più ridicolo quando una notte fu fermato dalla polizia per un normale controllo stradale e fu sorpreso assieme ad una trans.
E allora ricordiamo la povera Brenda, la transessuale coinvolta nella vicenda di Marrazzo. Lei ha avuto la sfortuna di essere una testimone scomoda, e da quel fatidico giorno riceveva minacce continue, veniva picchiata la notte lungo le buie strade di Roma, e non veniva protetta da chi di dovere.
Ma era una trans, per di più straniera e senza permesso di soggiorno, quindi utile solo per interrogarla. Aveva deciso di scappare da questa Italia sempre più buia e pericolosa, era pronta con le valige quando è stata ritrovata morta ricoperta di fuliggine dentro il suo appartamento di Via Due Ponti.
In più il suo PC è stato ritrovato immerso nell’acqua del lavandino, probabilmente qualcuno voleva metterlo fuori uso.
Parlano di suicidio, ma i genitori, giunti in Italia, non hanno voluto crederci. E probabilmente hanno ragione.
Oggi in Italia, secondo alcune statistiche, le transessuali sono 40mila e circa 10mila vivono prostituendosi: di questi, il 60% è di origine sudamericana (nell’ordine vengono da Brasile, Colombia, Perù, Argentina ed Ecuador), il 30% italiana e il 10% asiatica (dati dell’associazione Free Woman). Il giro d’affari della prostituzione transessuale supera in Italia i 20 milioni di euro al mese e gran parte di loro è vittima di sfruttamento. Principalmente le sudamericane.
Le sudamericane, molto spesso, contraggono dei debiti per l’operazione e il viaggio: e si prostituiscono per ripagare il debito a strozzo contratto magari con altre loro conterranee.
Le transessuali si prostituiscono (comprese quelle italiane) per un motivo triste: poche imprese sono disposte ad assumerle.

C’è qualcosa però che non quadra.

Secondo recenti statistiche gli italiani che vanno a prostitute, per la maggiore scelgono le trans. Soprattutto quelle non completamente operate. Nelle grandi città molte trans sono, appunto, coinvolte in un giro di traffico per soddisfare imprenditori e politici. Nei locali, come la Mucca Assassina a Roma, frequentati dalle trans c’è un grande flusso di eterossessuali incuriositi di loro.

Osservando tutti questi dati che ho indicato, bisognerebbe chiedersi perchè le trans, di notte o al riparo, sono corteggiate. Ma di giorno emarginate.

La risposta sta tutta nell’ipocrisia della nostra società che ama il nascosto, per poi sfogare le loro paure contro la “diversità”. Non basta una legge, seppur utile, contro l’omofobia per combattere tutto ciò. Ci vorrebbe una grande azione politica, magari dando l’esempio.

Marrazzo, aveva perso l’occasione di poterlo fare.

1 commento:

Fabio Lupis ha detto...

Ho amato questo post, davvero.

Ti ringrazio per non avermi fatto sentire il solo a non disprezzare, temere o anche solo a non concepire diversamente questa categoria di persone ad oggi così selvaggiamente discrimanata ed impastata di stereotipi infondati.
Sì, perché alla fine alla parola "trans" normalmente si associano aggettivi ben poco lusinghieri come prostituta o ninfomane, riconducendo sempre comunque questo gruppo di individui ad una minoranza bizzarra, deviata e ridanciana, ad un pugno di buffoni utili solo al divertimento ed allo sfogo delle pulsioni inconsce.

Niente di più sbagliato ovviamente, ma vallo a spiegare all'italiano medio e a tutti coloro che puntalmente dimenticano ( o semplicemente ignorano) la sofferenza ed il travaglio interiore che sta dietro alla trasformazione di chi vive in un corpo che non sente suo, e che si ritrova a fare i conti con una civiltà retrograda e piccolo-borghese incatenata nelle sue ipocrisie rassicuranti e puerili...

Il delirio. Letteralmente.
D'altronde il caso Marrazzo è solo uno fra i tanti esempi di un' Italia provinciale e povera di vera forza etica, di un paesello ipocrita e vicino alla dittatura che solo qualche anno fa( se non sbaglio) era sotto la Bolivia nella classifica dei paesi aventi libertà d'informazione. Un paese di cui io mi vergongo neanche troppo velatamente, e che persino gli U.S.A. ( quelli secondo i quali uccidere un uomo legalmente è qualcosa di giusto e sacrosanto per inciso) hanno superato in termini di diritti umani.

Ma che ci possiam fare? A parte questo tuo blog gli spazi per discutere chiaramente di questi problemi sono pochi, ed anche quando funzionano spesso sono inficiati dalla superficialità di quei tanti che affrontano tali argomenti con piglio presuntuoso, egoistico e pregiudizioso, tanto che il più delle volte le cose degenerano in un confuso intreccio di insulti e tentativi di prevaricazione.

Io spero che almeno quello che tu hai scritto qui serva a qualcosa , e possa minimamente smuovere le coscienze di chi ha ancora qualche speranza di affermarsi come Uomo libero in questa civiltà malata, almeno per rispettare la stessa Costituizione che il più delle volte sembra essere un mero specchio per le allodole.

Detto questo ti saluto e ti auguro una buonissima giornata.

Un saluto!
Fabio.