lunedì 24 giugno 2013

Niki Aprile Gatti: appello a Beppe Grillo per una Commissione Parlamentare d’Inchiesta

 Pubblicato anche su Agoravox

Oggi, 24 giugno, ricorre il triste anniversario dalla morte di Niki Aprile Gatti, ucciso in carcere simulando una impiccagione. La Magistratura aveva archiviato tutto, la stessa che lo ha rinchiuso in "custodia" cautelare non proteggendolo, la stessa che molto probabilmente ha archiviato l'inchiesta principale che lo ha portato all'arresto. Tutti gli altri coinvolti erano sereni prima e lo sono anche dopo continuando nei loro affari. Il mio è un appello a Grillo visto che a suo tempo ospitò nel suo blog Ornella Gemini, la madre di Niki. Un appello al quale non può fare orecchie da mercante: potrà fare qualcosa di concreto avendo i numeri necessari in parlamento. E qui dirò cosa.

Sono passati cinque anni, e potrebbero sembrare pochi rispetto ai tempi biblici della Storia. Sono cinque anni di dolore, rabbia, delusione. Sono cinque anni, ma il tempo in realtà per una famiglia intera si è fermato quel maledetto 24 giugno del 2008.
Niki Aprile Gatti è stato ritrovato morto impiccato nel bagno di una angusta cella del carcere di Sollicciano, a Firenze. Si sarebbe impiccato con un solo laccio delle scarpe: Niki era alto un metro e ottanta, e pesava 90 Kg.
Per chi ancora non lo sapesse, Niki fu arrestato assieme ad altre decine di persone nell'ambito di un'inchiesta denominata "operazione Premium" nella quale sono incriminate la Oscorp SpA, Orange, OT&T e TMS, tutte residenti a San Marino; la Fly Net di Piero Mancini, Presidente dell'Arezzo Calcio, più altre società con sede a Londra. Niki era un dipendente della OSCORP di San Marino.


I titolari dell'indagine erano i PM di Firenze Monferini e Canessa, magistrati che non hanno voluto in tutto questo tempo far trapelare nulla sull'andamento dell'inchiesta. Potrebbe essere chiusa da tempo, oppure archiviata, oppure hanno rinviato a giudizio gli indagati. Ma non sappiamo nulla.
A mio parere è stata archiviata perchè molto probabilmente i truffati hanno ritirato la denuncia. E parlo con cognizione di causa perché all'Aquila la Procura aprì un'inchiesta simile (con alcune persone coinvolte anche nella Premium) e fu archiviata: il truffato decise di ritirare la denuncia. Forse perché fu risarcito in cambio del ritiro?
Niki, ufficialmente suicidato con un laccio delle scarpe, non ha avuto il tempo di difendersi dalle accuse. Niki è stato ucciso proprio perchè, da innocente, forse poteva rivelare alcune cose che potevano recare fastidio.
Niki, da innocente (e noi ne siamo certi) è finito nell'ingranaggio perverso della Giustizia. E, assieme ad altri interessi di Potere, ne è rimasto stritolato. Il Magistrato Lupi archiviò definitamente la morte di Niki come suicidio. Ma senza chiarire le contraddizioni ben esposte dall'opposizione fatta dai familiari della vittima.
La prima opposizione fatta dalla famiglia, tra l'altro, sparì misteriosamente nei meandri della Procura. Come sparirono i computer nell'appartamento di Niki a San Marino. Computer che non furono sequetrati dalla Procura: eppure poteva essere materiale interessante visto che l'indagine era soprattutto per "truffa informatica", no?
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Sappiamo benissimo che ad uccidere Niki sia stata una manovalanza mafiosa con grosse coperture. L'Inchiesta Premium si andava ad intrecciare ad altre indagini che approdano ad un'altra inchiesta, a Perugia: gente mafiosa, broker che viaggiavano tra Londra e l'Italia, business di compagnie telefoniche, odor di riciclaggio di denaro sporco tramite società finanziarie, omicidi, conoscenze importanti come un esponente importante della Guardia di Finanza.
In questi articoli (cliccate qui e qui), si trovano ulteriori dettagli.
Ma il compito per far luce e trovare i giusti collegamenti non toccano a noi, ma ai Magistrati che dovrebbero avere l'obbligo di procedere alle indagini se rivelano questioni gravi, nonostante ci sia stato il ritiro di alcune denunce. E magari non affidarsi troppo a certi "pentiti" di professione e convenienza.
Oppure c'è una seconda possibilità: l'istituzione di una Commissione Parlamentare d'Inchiesta.
La Commissione d'Inchiesta ha lo stesso potere dell'autorità giudiziaria: può interrogare tutti, compresi i Magistrati inquirenti e ha la possibilità di reperire tutte le carte, interrogare i compagni di cella di Niki, richiedere le analisi non fatte, predisporre una eventuale autopsia, riascoltare tutte le intercettazioni e fare i dovuti collegamenti.
Grillo, che tempo fa aveva ospitato nel suo blog la mamma di Niki Aprile Gatti, ora ha il suo Movimento in Parlamento. Ha i numeri per richiedere una eventuale Commissione. Per fare la proposta basta un decimo degli onorevoli eletti al Senato e quindi potrebbe dare una mano concreta per far luce sulla vicenda.
Personalmente sono critico verso questo Movimento, ma qui non c'entra il sottoscritto: c'entra la Verità (che scotta) sulla morte (per noi, omicidio) di Niki Aprile Gatti.

Una Verità che dovrebbe essere un patrimonio collettivo.


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