sabato 1 giugno 2013

Gianluca Di Mauro: nuova apertura delle indagini per il suicidio sospetto avvenuto in cella.

Il 2008 è un anno che molti se lo ricordano come l'inizio della crisi economica nata subito dopo la bolla immobiliare esplosa negli USA l'anno prima, e della crisi iberista che ci ha portato ai giorni bui attuali. Molti se lo ricordano anche con le varie inchieste giudiziarie aperte su più fronti e l'ennesima vittoria di Berlusconi alle politiche.

E durante quella guerra finanziaria altre tragedie erano in corso. Ma che riguardavano le famiglie che avevano i propri cari nelle carceri. Inutile ricordare il degrado e l'inciviltà delle nostre Patrie Galere (ricordiamo l'ennesima condanna da parte della Corte Europea) dove quasi la metà sono detenuti in attesa di giudizio e dove l'articolo 27 della Costituzione non è minimamente rispettata.

Le carceri sono luoghi di sofferenza e tortura, luoghi dove i ragazzi si suicidano per disperazione o vengono "suicidati". Basta poco a simulare una impiccagione e gli assassini sanno che avranno facilmente l'impunità: i magistrati archiviano quasi sempre le morti in carcere come suicidio. Poi sta alla tenacia dei famigliari e degli avvocati nel far riaprire il caso, e molto spesso ci si scontra con i mulini a vento.

Come ad esempio nel caso complicatissimo di Niki Aprile Gatti che nel 2008 (tra un mese, il tragico 24 giungo, ricorrerà il triste anniversario) ufficialmente si suicidò con un laccio di scarpe. E, nonostante le innumerevoli contraddizioni, fu archiviato dal Magistrato di Firenze (ricordiamo che Niki era in arresto preventivo nel famigerato carcere di Sollicciano) come suicidio. Ma questa è un'altra Storia che non esiteremo a raccontarla nuovamente come si è sempre fatto.

Sempre nel 2008 avvenne un'altra morte bollata come suicidio.

Gianluca Di Mauro
Il 15 dicembre del 2008, un ragazzo di nome Gianluca Di Mauro fu ritrovato impiccato nel carcere di massima sicurezza di Bicocca. Doveva scontare oltre 12 anni di carcere (aberrazione giudiziaria solo Italiana) per diverse rapine. La famiglia non ci ha mai voluto credere, e ancor di più il suo avvocato difensore Eleonora Baratta al quale si era affezionato.

Gianluca Di Mauro, un ragazzo non fortunato ( fece un grave incidente e da allora cominciò a soffrire di crisi epilettiche ) e con problemi di tossicodipendenza (voleva salvare la propria ragazza dai problemi di droga, ma alla fine finì anche lui nel tunnel), entrò in carcere nel 2003 per cinque fatti di rapina (lui ne riconobbe quattro): rapine mosse dal movente droga. E ci sarebbe tanto da discutere sulla necessità del carcere come risoluzione di questi problemi.

Al carcere subì numerose vessazioni, denunciò anche di essere stato vittima di una violenza carnale da parte
del suo compagno di cella. E come se non bastasse da quel giorno finì in isolamento per mesi. Cambiò numerose carceri (compreso Sollicciano) per poi essere nuovamente trasferito al carcere di Catania.
Per il 18 dicembre del 2008, l'avvocato difensore Eleonora Baratta era riuscita ad ottenere udienza per la riduzione della pena e trasferimento in comunità. E Gianluca era ovviamente entusiasta di questa notizia. Ma al 18 non ci arrivò mai perchè il 15 dicembre sera fu ritrovato impiccato: si sarebbe suicidato stringendosi al collo una cintura di pantaloni non sua. L'avvocato Baratta, e di conseguenza poi i famigliari, venne avvisata solo la mattina dopo.

Nasce da subito il procedimento per istigazione al suicidio (580 cp) e relative indagini, ma dopo ben due anni il Magistrato archiviò tutto. Allora l'avvocato fece subito opposizione nonostante non le fecero estrarre la copia dei tre enormi faldoni (l'archiviazione) : li dovevano solo visionare, ma nonostante ciò riuscì a prendere appunti (con non poca difficoltà) e depositò le memorie.

Notizia del 16 maggio scorso è che l’opposizione ha convinto il gip Paola Cosentino a restituire gli atti alla Procura ordinando sei mesi di indagini. E se l'esito sarà positivo, ci saranno i primi rinvii a giudizio.
Una buona notizia per restituire la verità a questo ragazzo, e magari riaccendere la speranza ai tanti familiari che l'hanno perduta.

Finire nell'ingranaggio della Giustizia si può rischiare di essere stritolati e, senza metafore, morire.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie per quello che scrivi, perchè riesci sempre a rappresentare uno scorcio della cruda realtà del carcere, con le sue mille sfaccettature, complicazioni e misteri, volutamente nascosti, che percorrono le strade di quel mondo parallelo. Leggendo le tue parole sono tanti gli spunti che si potrebbero trarre per approfondire temi come quello della carcerazione preventiva o ancora di più della "assurda" detenzione negli istituti di pena dei tossicodipendenti..un vero dramma nel dramma,o quelli delle tante, troppe violenze e delle morti, purtroppo, quasi sempre archiviate come suicidi. C'è troppa insofferenza, quasi un senso di fastidio, di disgusto verso la dimensione carceraria; c'è anche, fortemente diffusa nella società cosiddetta "civile" , la convinzione, la presunzione che del carcere la "gente per bene non sia tenuta a preoccuparsi, che in fondo "le prigioni - siano solo quelle" degli altri" visto che proprio a loro, ai loro figli sicuramente non toccherà mai entrare in una cella. Beh sappiate che non funziona proprio cosi, perchè dentro quelle mura non ci sono solo assassini ed efferati criminali, ma anche tante persone comuni, persone che prima di essere cadute per un errore potevano avere una vita normale, tantissimi disperati, primi fra tutti i tossici, gli extracumunitari, molti dei quali arrestati negli scali adegli aeroporti con la cocaina dentro la pancia...già la cocaina in ovuli, che ingeriscono per mille euro a viaggio perchè arrivi ai nasi raffinati della "gente per bene". Quelle mura non dovrebbero servire ad escludere, a tagliar fuori coloro che inevitabilmente, in realtà, stanno dentro il mondo e il contesto sociale. Ignorare non aiuta nessuno e non giova certo alla collettività, e ancora peggio rimanere indifferenti di fronte alla morte è un'offesa alla vita...