domenica 28 ottobre 2012

Regime 41 Bis e carcere duro: tortura giustificata in nome della lotta alla criminalità organizzata.

Ho appena letto l'editoriale  di Travaglio sull'espresso del 26 ottobre scorso, articolo furbo per attaccare uomini di sensibilità libertaria e volti a cambiare il Sistema Carcerario come Luigi Manconi e Massimo Bordin. 

Bene, la furbizia sta nel fatto che Travaglio vuol far mantenere il regime di tortura del 41 Bis. Ma forse, il "Don Manetta", fa finta di non saperlo:  l'Europa stessa (che almeno sui diritti civili si salva) ha condannato l’Italia per alcuni aspetti relativi alla applicazione del 41 bis dell’ordinamento penitenziario, che prevede il cosiddetto “carcere duro” per gli autori di reati di mafia e di terrorismo.

 Inoltre è arrivata anche una condanna da parte della Commissione Europea per la prevenzione della tortura: dice che noi violiamo l'articolo 3 della Convenzione dei diritti europei. Anche  l'ONU ha criticato l'Italia proprio per il regime di tortura del regime 41 Bis e approfittò anche per ricordarci che ancora non abbiamo una legge sul reato di tortura.  

Purtroppo i media, giornali e opinionisti  fanno credere che il regime del  41 Bis sia uno strumento utile alla lotta contro la criminalità organizzata.  Niente di più falso, come al solito si utilizza la lotta all'antimafia (come un tempo contro il terrorismo) per giustificare e normalizzare la tortura e leggi speciali. In realtà sappiamo benissimo che il 41 Bis e altre leggi speciali non funzionano di certo come arma per sconfiggere la criminalità organizzata.  Anche perchè la criminalità è utilizzata dallo Stato stesso. E per Stato intendo tutti i suoi Poteri. Non solo quello esecutivo, ma anche quello  giudiziario visto che anche quest'ultimo Potere tratta con le mafie. Chissà se un giorno si  auto accuseranno (leggasi "pentitismo") di "Trattativa Mafia-Stato"? Utopia:  impossibile che un Potere si processi da solo. 

In teoria , dopo l'ennesima condanna da parte dell'Europa, il 41 bis andrebbe cambiato se non abolito. Ma i politici e anche i "tecnici" non lo faranno: verranno accusati di continuare la famosa Trattativa Mafia- Stato. 


Ma su questa trattativa (si c'è stata, ma da quando esiste lo Stato) ne parlerò un' altra volta, anche qualcosa ne accennai già qui. Vorrei solo aggiungere che secondo Travaglio sarebbero stati liberati, dall'allora ministro Conso, tre uomini mafiosi di elevata grandezza. Primo tra tutti un certo Nenè Geraci. Peccato che abbia omesso di dire che fu uno nato nel 1917 ed è vero che fu un mafioso di prim'
ordine: peccato però ai tempi di Lucky Luciano. Roba da preistoria. 


Però ora vorrei riportare i punti del famoso "Papello" consegnato da Ciancimino Junior, si "l'affidabile" e "credibile" Massimo Ciancimino . Tra le richieste, altre non sono condivisibili da parte mia, ci sono questi punti:

1) Annullamento del decreto legge 41 bis
2) Carcerazione vicino alle case dei familiari
3) Nessuna censura sulla posta dei familiari
4) Chiusura delle super-carceri

Pensate un po' , questi punti li condivido io, tutte le associazioni che si occupano del carcere, associazioni cattoliche, anarchici, comunisti libertari, e gente singola dotata di buon senso. Evidentemente sono tutti mafiosi? E se un giorno(utopia) un Governo decide di cambiare questo Sistema Carcerario? Diranno che è l'ennesima Trattativa?

Vi ricordo che tra tutti i punti del Papello non ne è mai stato rispettato nemmeno uno. Anzi uno si: hanno ad esempio abolito il carcere speciale dell'Asinara. Si un carcere tremendo ove oltre ai mafiosi ci finirono gente accusata di terrorismo e anche ladri anarchici gentiluomini e di grande umanità come Horst Fantazzini.

Travaglio, sei il peggior sottoprodotto di questa società sempre più barbara e mediocre.

giovedì 25 ottobre 2012

La democrazia liquida.


Quello che temevo si sta avverando. Vi ricordate l'idea di Grillo e compagnia bella della famosa democrazia diretta tramite la rete? 

Si, esatto quella che mi fa orrore al solo immaginarla. Quella che da dietro l'anonimato si possano prendere decisioni, votare o proporre con un click una legge, valutare un politico, insomma riversare tutto il sentimento non ragionato ma isti
ntivo del "popolo di internet". Si quel popolo (beati chi ancora non hanno mai messo piede in internet e leggono dei buoni libri) che è oramai rimbambito dalle migliaia di notizie vere o false che siano, quel popolo dell'anti casta a senso unico, colui che pende dalle labbra dei guru oramai "istituzionalizzati".

Perchè dico questo? In pratica Santoro (haimè ritorna stasera in TV con tutta la sua corte da Travaglio a Vauro) nel suo programma televisivo farà approdare una piattaforma elaborata da un gruppo del Movimento 5 stelle (ovviamente) e ispirato dai Pirati Tedeschi(movimento nato da internet).

Si chiama Liquid Feedback.

Inoltre viene definita dagli ideatori come "democrazia liquida"(o voto delegato), si esatto e non si può non 
rimandare alla definizione di "società liquida" del grande Zygmunt Bauman.  Credo che una volta che Santoro la pubblicizzi, si diffonderà ben presto tramite le scontate condivisioni e appoggi del giornale come "IL Fatto".


Tra l'altro, oltre alle motivazioni iniziali per il pericolo di questa democrazia tramite la rete, c'è anche il fatto che il voto sarà palese e non segreto. E così anche la libertà di voto viene messa in discussione.

E temo che molti partiti e leder politici, ben presto,ne usufruiranno. Alle regionali siciliani pare che il candidato Fava ne abbia già fatto uso.

L'omologazione del dissenso d'altronde aveva preso piede da parecchio tempo qui in rete. Con questa proposta (che prenderà piede visto che il terreno è fertile dopo che hanno effettuato un lungo e studiato appoggio all'istinto delle masse) tutto si "istituzionalizzerà" e c'è solo da aver paura per quanto mi riguarda.

Ce l'hanno quasi fatta.

martedì 23 ottobre 2012

Una strage di classe.

Mi viene voglia di rassegnarmi sul fatto che siamo un popolo bisognoso di impugnare i forconi. 

Vorrei rassegnarmi, ma poi scorgo invece gente che non si fa prendere da tutto questa confusione, ci sono molti giovani ricercatori che hanno scritto articoli davvero interessanti e ben argomentati sulla sentenza alquanto imbarazzante della Procura dell'Aquila. 

Mi dispiace però

 pensare che i veri responsabili non saranno minimamente toccati. E i responsabili ci sono, vivono tra noi e magari si presentano bene e ci sono anche simpatici.

Quanti imprenditori, tecnici complici che prendono le mazzette, amministratori che a suo tempo 
avevano fatto patti criminali in nome del profitto ci sono e ci saranno? In questo preciso momento molto probabilmente ci sono cantieri in odor di mafia che utilizzano materiale scadente e presto vi abiteranno ignari cittadini, in questo momento magari staranno costruendo nuovi edifici pubblici ove, per risparmiare, saranno omessi dei parametri vitali per la sicurezza. 




L'Italia non sarà mai pronta per eventuali sismi, questa è la verità.

Lo abbiamo visto in Irpinia, in Friuli, all'Aquila e in Emilia Romagna e purtroppo lo vedremo anche un domani. La natura non c'entra nulla e nemmeno una ipotetica previsione o rassicurazione: la colpa è nell'attuale Sistema. Anzi, oggi che vige la "regola del risparmio" tutto peggiorerà. Siamo un Paese alla deriva, ove hanno persuaso la gente a credere che esistono "Poteri Buoni" come la Santa Magistratura e (mi auguro di no) sta crescendo quel populismo reazionario che addirittura sta avvicinandosi alla mentalità medioevale e della pseudoscienza.

Oggi più che mai la nostra società ricerca continuamente la sicurezza.

E quanti sciacalli speculano su di essa.

In occasione del terremoto in Emilia, di fronte all’evidente disagio delle continue scosse, i sindaci chiedevano risposte certe. La Commissione Grandi Rischi disse che di risposte certe non ne aveva (il rinvio a giudizio era già arrivato, primo segnale) , e i sindaci si imbufalirono perché a loro toccava gestire una situazione difficile. Volevano risposte certe.

Risposte certe non ce ne sono, e questo non viene accettato.

L'unica risposta certa è la morte di tutte quelle persone, la morte dei ragazzi che dormivano alla Casa Dello Studente. Il più grande dei crimini: aver costruito con materiale scadente un edifico che serve per i ragazzi non ricchi di famiglia. Una "strage di classe".

lunedì 15 ottobre 2012

Narrare e saperlo fare è Resistenza


Senza la memoria siamo il nulla e narrare è una grande forma di Resistenza

La morte sarebbe vana per tutti quelli che hanno subito ingiustizie e orrori di Stato se non si potesse lasciare almeno una traccia, una narrazione dell'accaduto e la continua ricerca per la verità.

Perchè se anche dopo l'Olocausto gli esseri umani sono stati ancora capaci di scrivere una poesia, un romanzo, vuol dire che la voglia di riscatto c'è. Ma è anche vero che gli orrori si ripetono come i desparecidos dell'America Latina e dei neonati strappati alle partorienti con la benedizione della Chiesa e allevati da altre persone. Gli orrori si ripetono come i genocidi in Africa, il popolo Palestinese, l'etnia curda in Turchia, gli aborigeni in Australia, e tante tanti assassinii e torture di Stato come avvengono nel nostro "bel Paese".

La scrittura è pericolosa perchè oltre a descrivere il marcio, descrive anche il bello. In Cile esistono dei bellissimi fiori , sono le rose di Atacama che sono color sangue. Sbocciano nel deserto cileno per un solo giorno all'anno e subito vengono bruciate dal Sole calcinante.

Queste rose sono un simbolo di una natura che non si arrende nemmeno a se stessa e durante il periodo terribile di Pinochet c'era uno scrittore di nome Fredy Taberna che fu massacrato dai militari perchè colpevole di annotare la bellezza di quei fiori. Narrare la bellezza e forza simbolica di un fiore in tempo di dittatura è un pericolo, può risvegliare le coscienze.

Narrare è una grande forma di resistenza e se è vero che le parole non fanno una rivoluzione, è anche vero che esse la preparano. Per questo sono tanto temute dal Potere.

Poi certamente , dipende anche quali parole utilizzare. La parola a volte è anche servita per creare un unico gregge e può anche preparare azioni reazionarie. La parola non deve adulare. Non deve compiacere ne il potente di turno, ma nemmeno il popolo per farlo sentire "per bene", deresponsabilizzarlo e aizzarlo per altri fini.

Saper narrare è quindi Resistenza, ma anche recepire con spirito critico è un esercizio RESISTENTE.

martedì 9 ottobre 2012

Brevi riflessioni sui nostri tempi e inganni universali (continuo)

Riporto qui altri miei pensieri discussi e criticati (ma che aiutano a riflettere, almeno ci provo)  che ho pubblicato su Facebook.


Dopo la puntata di Report.

Prima che vi stracciate tutti come al solito le vesta per la trasmissione di Report e per aver appreso (lo sapevate già,no?) che il parlamento è pieno di rinviati a giudizio e anche condannati, volevo ricordarvi una cosa abbastanza semplice ma oramai passata in ultimo piano: se crediate che il problema dello sfruttamento, delle diseguaglianze sociali, del debito mondiale, della crisi capita
lista, della lotta di classe, di tutte i movimenti di liberazione, di tutti coloro che hanno sviluppato grandi pensieri, di tutti gli incarcerati, gli oppressi, del precariato, della repressione di Stato, dei nostri problemi quotidiani siano tutti ridotti ad un problema di "legalità", allora vuol dire che in un secondo avete cancellato la Storia. La corruzione è un sottoprodotto dell'ingiustizia sociale e in generale dell'apparato Statale, non ne è la causa. E questa "legalità" intesa, haimè, come dogma universale, condanna noi e soprattutto chi da fastidio.







Il "popolo delle scimmie".

Quando parlo di fenomeni reazionari, io mi riferisco soprattutto ai finti progressisti oppure ai liberali giustizialisti osannati molto da voi. Io disprezzo coloro che utilizzano il problema vero di corruzione parlamentare (che esiste) per i loro sporchi fini ideologici. Io aborro tutti coloro che si dichiarano socialisti e in cuor loro auspicano uno Stato di repressione. Aborro chi crede che 
l'unico Potere da combattere sia unicamente quello politico, mentre dimenticano che lo Stato non si riduce solo al Potere dei partiti. E se si prende come bersaglio SOLAMENTE i partiti, allora si crea una dittatura. Temo la nuova destra che è una riedizione del fascismo, ma moderno. Dite di no? Ecco cosa scrisse Gramsci nel 1920 a proposito del fascismo:



"Era avvenuto questo: la piccola borghesia, che si era asservita al potere governativo attraverso la corruzione parlamentare, muta la forma della sua prestazione d'opera, diventa antiparlamentare e cerca di corrompere la piazza. Nel periodo della guerra il Parlamento decade completamente: la piccola borghesia cerca di consolidare la sua nuova posizione e si illude di aver realmente ucciso la lotta di classe, di aver preso la direzione della classe operaia e contadina, di aver sostituito l'idea socialista, immanente nelle masse, con uno strano e bislacco miscuglio ideologico di imperialismo nazionalista, di vero rivoluzionarismo, di sindacalismo nazionale"

Antonio Gramsci




L'imperialismo "buono".

A proposito dei Poteri "buoni". Ho sempre parlato del tifo da stadio della gente "anti sistema" che appoggia uno dei tanti Poteri  come la Magistratura (c'è qualche pazzo in giro che vorrebbe addirittura un governo composta dai Giudici), ma poche volte ho evidenziato quell'altro tifo: ovvero quell'antimperialismo molto fascisteggiante ( a tratti confondendo l'antisionismo con
 l'antisemitismo) che porta ad osannare qualsiasi Potenza che contrasti gli USA. L'antimperialismo dovrebbe essere visto in un'ottica internazionalista e di classe (ogni Stato tende all'imperialismo) e non facendo il tifo per una Potenza, anzichè l'altra. Dovete sapere che nella Storia gli anarchici hanno partecipato alle lotte antimperialiste opponendosi a quelle nazionaliste,
poiché
 quest'ultime sempre e comunque antepongono gli interessi della nazione e dello Stato. 





Sequenza di una storia qualunque.

Ti conosco.                               
Ti penso. 
Ti stringo. 
Ti amo. 
Non ci lasceremo mai. 
Il dubbio. 
Ti ascolto. 
Ti lascio. 
Ti odio. 
Il vuoto. 
Amici. 
Il non ritorno. 
Il disagio. 
L'assenza. 
La rinascita. 
Il nuovo inizio. 

E poi di nuovo la fine.



"Il Fatto" è che sia una fogna.

Ho appreso che il maledetto Fatto Quotidiano ha pubblicato un editoriale contro l'amnistia. Me lo immaginavo! Ogni qual volta si apre un dibattito sull'amnistia ,questi legalitari deplorevoli subito giocano sporco facendo articoli infami che ovviamente hanno consensi facili da questa massa "critica" sempre più reazionaria. Poi mi chiedono perchè provo un odio profondo ver
so Travaglio e tutta la sua cricca! Li odio perchè li ritengo pericolosi e responsabili di questa sottocultura di massa che mantiene lo stato repressivo e disumano del sistema carcerario e giudiziario. E mi fa specie che pochi abbiano il coraggio di obiettare la disinformazione viscida (peggio, molto peggio di un Sallusti) di questi giornalisti. Travaglio e compagnia bella li ritengo mandanti morali di ogni suicidio che avviene nelle nostre carceri.







 Un tramonto.

Foto: By PinkSword



Che dire? Vivendo a Roma, e da oramai qualche anno, questi sono gli spettacoli che si perdono. Fumare, al calar del Sole, sopra un manto d'erba. Chissà perchè rileggendo questa cosa mi sovviene quella canzone di Rino Gaetano! Come fa? Ah già così:"E quando tramonta il sol una canzone d'amor da baja a salvador oh Maria per te canterò..." 'Notte!

venerdì 5 ottobre 2012

Niki Aprile Gatti: il nuovo "tassello" mancante.

La menzogna non può durare per sempre, e soprattutto quelli che si credono invincibili, potenti perchè coperti dallo Stato, dovrebbero ben sapere che quest'ultimo non è mai "buono", non si fa scrupoli, non possiede l'anima e ne coscienza. Lo Stato, in qualsiasi forma sia (o dittatoriale, democratico o in forma diretta) , per determinati meccanismi decide ad un certo punto di non coprirli più. I motivi possono essere molteplici: un passo falso, un riequilibro degli assetti (e molto spesso, non sempre, le inchieste giudiziarie servono proprio per quello visto che anche la Magistratura è un Potere dello Stato), un cambiamento di linea o semplicemente una lotta tra "bande".

Sapete che sono oramai ben quattro anni che ci si sta occupando della maledetta storia della morte di Niki Aprile Gatti. Un ragazzo informatico che lavorava presso una società di San Marino. Si chiamava la OSCORP e fu coinvolta , assieme ad altre società e loschi personaggi, in un'inchiesta condotta dalla Procura di Firenze: l'operazione Premium.

Ad oggi non si sa che fine abbia fatto: da una parte abbiamo la chiusura a riccio dei coinvolti (ovviamente) e dall'altra abbiamo la Procura di Firenze che non ha fatto trapelare nulla e la cosa è alquanto fuori da normale visto che di solito,se pensassimo alle altre inchieste massmediatiche, ne sappiamo tutto. Perfino cose che non dovrebbero interessarci visto che è puro Gossip per far distrarre le masse.

Sappiamo solo che Niki Aprile Gatti, nel lontano Giugno del 2008, fu ritrovato dopo quattro giorni dall'arresto, impiccato nel bagno della sua cella. Secondo il Magistrato che ha archiviato tutto, non ci sono dubbi: con il suo peso di più di 90 Kg(era anche alto),avrebbe utilizzato un solo laccio delle scarpe  per impiccarsi. 

Inutile che i familiari abbiano denunciato le innumerevoli contraddizioni come le testimonianza dei due detenuti che erano in cella con Niki (una cella super controllata perchè erano detenuti con problemi di autolesionismo). Inutile aver denunciato l'avvenuto furto(c'è un processo in corso ad Avezzano)  nell'appartamento di Niki a San Marino e a pochi giorni dell'arresto. E c'è da chiedersi anche il perchè della non avvenuta perquisizione del materiale informatico.

Ma come, arrestano Niki e non gli hanno nemmeno sequestrato il computer? Se pensassimo agli arresti degli anarchici nelle ultime assurde operazioni! Hanno sequestrato perfino i chiodi pur di trovare un pretesto per accusarli di terrorismo.

Ma c'è una novità importante, e qui ritorniamo alla falsa convinzione di "onnipotenza" dei tanti personaggi coinvolti direttamente o indirettamente in questa maledetta storia.

San Marino, lo si sapeva da tempo, è un luogo di riciclaggio di denaro sporco che avvengono tramite società finanziarie che pullulano come funghi. E' un luogo dove le banche, ad esempio, servivano per depositare i fondi neri del SISDE(gli ex servizi segreti italiani), dove le  mafie (in particolar modo la 'ndrangheta e la camorra)  portano il loro sporco denaro . E dove i politici (come da noi) ne sono le marionette, e tramite ricatti e intimidazioni ne rimangono coinvolti.

In tutte le inchieste come la Premium, il caso Eutelia, la "Telecom- Fastweb" e via discorrendo c'è sempre San Marino e..Londra. 

Si avete capito bene! La capitale dello Stato Inglese sempre preso ad esempio dai vari nuovi reazionari e legalitari come l'osannato Travaglio(ove i politici si dimettono anche per una stupidaggine, dice sempre quest'ultimo) è un'altra oasi per i criminali organizzati in combutta con la finanza e società telefoniche (questo è uno dei migliori business).

Ora si dirà che questo è un problema di legalità e i paradisi fiscali appartengono ad una finanza criminale.

Niente di più falso.

In realtà sono organismi politici perfettamente "legali" nei quali vengono ammassati i fondi, il denaro accumulato dalle criminalità organizzate insieme a Banche, imprenditori senza scrupoli e vari Istituti finanziari. Non esiste il capitalismo pulito: questo è un ossimoro e non lo si combatte tramite la "legalità".

Ritorniamo a San Marino e a Niki Aprile Gatti perchè il nesso con quello che ho appena detto c'è, esiste.

Niki, quando era in cella di isolamento, gli fu recapitato un telegramma (all'insaputa dei familiari) ove in maniera fredda gli si consigliava di cambiare avvocato: una donna avvocatessa che era dipendente dello studio legale di un facoltoso avvocato di Bologna. Il titolare di questo studio è un uomo che nel passato aleggiavano dei sospetti sulla sua condotta come difensore dei familiari delle vittime della Strage di Bologna. Secondo un' informativa di un giudice, pare che avesse intrattenuto rapporti con alcuni esponenti dei servizi segreti (fonte). 

Il suddetto avvocato era anche Presidente del Consiglio di Amministrazione di una società finanziaria di San Marino (la SOFISA) che aveva rapporti anche con l'OSCORP (la società coinvolta nell'inchiesta Premium).

In questi giorni, a San Marino, c'è stata per la prima volta una commissione parlamentare sui rapporti criminalità organizzata e politica. Ma non solo, si sono occupati del ruolo delle società finanziarie e hanno parlato della FINCAPITAL ove tratteneva rapporti con esponenti della camorra.(Qui potrete scaricare il documento della commissione)

Pochi giorni dopo, la Banca centrale di San Marino, mette sotto commissariamento la società finanziaria SIBI. Ma aveva cambiato nome perchè prima si chiamava SOFISA. Si, la società dove, come Presidente del CDA, era  il noto avvocato di Bologna.

Vogliamo sapere il motivo del commissariamento. Cosa c'era di poco chiaro? E soprattutto confidiamo nei nuovi amministratori affinchè facciano chiarezza su una storia cupa e piena di muri di gomma sulla morte di Niki Aprile Gatti.

Non ho finito, avevo parlato di Londra. Non la dimentico. Tutto legale per carità (sopra ho spiegato bene questo concetto non a caso), ma è curioso vedere che l'avvocato abbia aperto, recentemente, una società proprio a Londra:la  SOSISA UK LTD!  Non proprio originale come nome, visto che ricorda l'ex SOFISA, appena commissariata. 




lunedì 1 ottobre 2012

Amnistia: la parola più bella del linguaggio umano.

Pensiamo alla etimologia della parola "Amnistia", dal greco αμνηστία, amnestía, "dimenticanza". La "dimenticanza" è un atto umano verso la pacificazione. E' l'unico atto di umanità che lo Stato, se vuole, concedeva. "Secondo me, amnistia è la parola più bella del linguaggio umano"(qui), faceva dire Victor Hugo a Gauvin, il personaggio che in Quattre-vingt-treize si oppone al giacobino Cimourdain e al vandeano Lantenac.


Pensate, perfino durante le maggiori repressioni nei confronti degli anarchici dei primi anni del 900, perfino all'epoca molti di loro beneficiarono di essa. Pensiamo a Bresci (prima che uccise il re, ovviamente), Bakunin , Calfiero, Maltesta e addirittura Renzo Novatore. Tutti nemici numero uno dello Stato. Eppure per assurdo si concedeva la "dimenticanza". E quante altre persone comuni hanno avuto la possibilità di avere un'altra possibilità nella vita. Eppure in quegli anni, seppur con condizioni pessime del carcere, non esisteva l'emergenza carceraria di questi assurdi anni ove c'è una frequenza di un suicidio ogni due giorni. Pensate solo per un attimo che perfino un Governo democristiano negli anni 70 concesse l'amnistia e indulto per reati in ambito di manifestazioni. L'amnistia non è assolutamente generalizzata, come molti esperti della disinformazione spacciata per "Fatto" vuol far intendere.

L'amnistia invece è molto selettiva, ma non "mirata" come vorrebbe il giudice Ingroia. Sarebbe peggio delle concessioni di un sovrano che decide lui chi se la merita e chi no, magari andando a simpatia con la persona.

Il direttore del Fatto Quotidiano in questi giorni ha scritto  che l'amnistia serve per dare  impunità ai politici corrotti. Niente di più falso. Sallusti rispetto a lui è un poppante a questo punto.

Le cose diciamole tutte invece di fare del populismo becero. L'ultima amnistia è stata concessa nel 1990. Poi dopo grazie a quell'altro personaggio di Violante (ex magistrato anche lui), hanno reso più difficile la concessione dell'amnistia perchè per emanarla ci vuole la votazione di ben due terzi del parlamento.

Quindi sono passati ben 22 anni dall'epoca e la corruzione è aumentata del 150 per cento rispetto ad allora. E quindi cosa  c'entra l'amnistia con l'impunità di chi delinque e corrompe? Non c'è nessun nesso. 





Se solo ci fosse più onestà intellettuale anche da parte di chi reclama il carcere come mezzo di giustizia (o addirittura come Travaglio che si permette di dire che le carceri da noi sono finte) , sarebbe tutto diverso.

Non si fa informazione per compiacere i lettori. Orwell ci ha insegnato che la vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire. E allora diciamo con insistenza che l'indulto, ad esempio, è servito! 

I dati ministeriali dicono il contrario dei disinformatori di massa:  il tasso di recidiva tra i condannati indultati è risultato di molto inferiore a quello dei detenuti che hanno scontato interamente la loro pena dietro le sbarre. E che, se quella misura di deflazione penitenziaria non fosse stata assunta, le carceri italiane sarebbero già da tempo esplose con conseguenze imprevedibili e ricadute ingovernabili.

L'amnistia inoltre serve per un'altra urgenza che i cittadini italiani ne dovrebbero essere informati: ci sono processi che si interrompono per intervenuta prescrizione. I dati sono allarmanti perchè questa è una prescrizione di classe: solo chi ha agganci importanti (ci sono capo mafiosi, mandati di omicidi, che sono liberi) e tanti soldi può scamparsela. L'amnistia, quindi, in questo caso serve anche  a ristabilire il principio di eguaglianza nel’esercizio dell’azione penale.


Io personalmente sono per la riforma intera del sistema carcerario (io l'abolirei come i manicomi) e del sistema giudiziario. Inoltre c'è una prepotente urgenza di rivedere il codice penale visto che i Giudici emettono condanne (pensiamo ai ragazzi del G8) su un codice basato su norme che portano la firma di Mussolini e del Re.

Altro che "partigiani della Costituzione".


 Non sono per le pene alternativa ma per "l'alternativa alle pene". Sono ben conscio che l'amnistia da sola non basta. Ma so che quando uno è in pericolo di vita, prima gli si salva la vita (amnistia) e poi gli si fa la terapia (riforma). E tutto questo bisogna farlo affinchè l'amnistia, un domani, non servirà mai più.   Oggi chi si adopera contro l'amnistia lo considero il mandante morale delle morti nel carcere.