domenica 29 luglio 2012

STRAGE DI USTICA: Il mistero del Mig Libico ritrovato in Calabria.


Visto l'imminente anniversario della strage di Bologna, vorrei riproporre questo mio articolo sul mistero del MIG Libico legato alla strage di Ustica. Ovviamente una strage, quest'ultima, legata a sua volta a quella della Stazione di Bologna. Il prossimo articolo che riproporrò spiegherà anche quel legame.



Si evoca il famoso attentato diLockerbie attribuito ai sicari libici, ma per quanto riguarda casa nostra si ricorda la strana morte di Musa Sadr, dicono ucciso in Italia dagli uomini di Gheddafi e soprattutto la strage di Ustica del venerdì 27 Giungno del 1980, quando l'aereo di linea Douglas DC-9 I-TIGI, appartenente alla compagnia aerea Itavia, si squarciò in volo senza preavviso e scomparve in mare. 

E dopo 30 anni ancora non è stata del tutto chiarita la vicenda.

Ma c'è un'altra vicenda misteriosa e pieno di depistaggi e "morte collaterali" che è poco nota ai più! 
Raccontiamola brevemente.

Il 18 luglio del 1980 una telefonata allerta i carabinieri di Cacurri, in Calabria, della presenza dei resti di un aereo tra le montagne di Castelsilano. 

Scatta immediatamente  l'allarme. 

In poche ora l'area interessata viene chiusa all'accesso dei curiosi e giornalisti: nello spazio aereo di cinque chilometri dal veivolo nessun civile può mettere piedi e soprattutto viene interrotto lo spazio aereo.  

Qualche temerario giornalista riuscì ad entrare e riuscì a vedere il relitto: un aereo Mig  libico( di produzione sovietica) con la carcassa di un pilota di colore nero, con un paracadute liberato.

Pressato dall'opinione pubblica, l'allora Ministero della Difesa Italiano diffuse dopo poche ore dal ritrovamento  un comunicato ufficiale. 

Nel documento si riferiva che era stata ritrovata "la carcassa di un MIG 23 monoposto di fabbricazione socvietica, sprovvisto di armamento e serbatoi supllementari , in dotazione delle forze libiche. Nella cabina è stato rinvenuto il cadavire del pilota, di carnagione scura e dell'apparente età di trent'anni". Punto.

Muammar Gheddafi, dall'altra parte del mediterraneo, rispose con un comunicato ufficiale del suo governo: "Il nostro pilota era in volo d'addestramento e a causa di un imporovviso collasso ha perso il controllo dall'aereo, precipitano". Finisce tutto qua.

Così pesavano loro perchè quando il Giudice Priore, che si occupò della strage di Ustica avvenuta tre settimane prima del ritrovo ufficiale del relitto in Calabria, scoprì tramite numerose testimonianze che c'era qualcosa che non quadrava, emersero tante altre contraddizioni.

 Il primo colpo di scena fu che in realtà quel relitto c'era già prima del ritrovo ufficiale e addirittura, analizzando anche lo stato di decomposizione del  pilota libico, l'incidente potrebbe essere accaduto lo stesso giorno della strage.  

Purtroppo alcuni testimoni fondamentali per capire meglio l'esatto giorno dell'incidente morirono o sparirono dalla circolazione. Come il maresciallo Franco Parisi, in servizio alla postazione radar di Otranto che morì pe cause naturali il 21 dicembre del 1995, pochi giorni prima dell'audizione che doveva avere con il giudice. 

Oppure come un certo Roberto Denes (uomo dei servizi segreti), il quale aveva aperto l'ipotesi della messinscena(una ricostruzione dell'incidente per depistare), ma  si rese irreperibile e il Giudice non potette interrogarlo.

Ma c'è la strana morte dell'ex ufficiale Sandro Marcucci.  

Aveva trovato due testimoni, entrambi militari a Pratica di mare, che avrebbero testimoniato al giudice che il Mig libico caduto sulla Sila era partito da Pratica di Mare. Aveva tenuto per sè i nomi dei testimoni, li avrebbe rivelati solo a Priore, se non fosse che il 2 febbraio 1992, già dimessosi dall'Ami e lavorando per la regione Toscana, rimane vittima in uno strano incidente aereo. 

Ma il più bel colpo di scena è stato questo : il pilota del Mig  non era un libico, ma un siriano! 

Era un certo Ezzedin Fadah El Khalil, siriano di origine palestinese,  morto almeno venti giorni prima!

Un siriano? Era un mercenario? Oppure addirittura un infiltrato che in realtà faceva parte del gruppo anti-Gheddafi?  Si perchè sappiamo che nei famosi cieli di Ustica era in corso una vera battaglia e Gheddafi su quei cieli doveva passare con il suo aereo per recarsi in una conferenza all'estero.  Pare che abbia avuto una soffiata sull'attentato che avevano progettato su di lui e sospese all'ultimo momento il viaggio.

Quell'aereo insomma sarebbe stato abbattuto lo stesso giorno della strage di Ustica? 

Probabilmente si perchè in quei giorni ci fu la testimonianza di una coppia che nella spiaggia calabrese notarono tre aerei che sbucarono dal mare e si inseguivano.

Comunque sia il mistero del Mig Libico interessò tutti i Paesi coinvolti: USA, Francia, Inghilterra e ovviamente l'Italia.

Diceva Giovanni Spadolini ai giornalisti: «Scoprite il giallo del Mig libico e avrete trovato la chiave per trovare la verità di Ustica». 

Probabilmente aveva ragione.

lunedì 23 luglio 2012

Brevi riflessioni sui nostri tempi e inganni universali (continuo)

Riporto qui altri miei pensieri che ho pubblicato su Facebook.


IL PM che conduceva inchieste criminali a sua insaputa

La notizia agghiacciante è questa che vi narro. Conoscete la storia del Generale Ganzer, il cacciatore degli anarchici che insieme ai Pm costruiscono teoremi per rinchiudere la gente, no? E conoscerete pure la sua condanna in primo grado per aver compiuto delle operazioni in maniera tale di acquisire potere e trafficare armi e droga tramite organizzazioni criminali? Giusto? Quando scrissi l'articolo due anni fa su questo, feci il ragionamento che inevitabilmente doveva avere da parte sua un PM che effettuasse queste inchieste!

E infatti avevo ragione: venne indagato il PM Conte e finì sotto processo rispetto alle accuse di avere coperto nel proprio ruolo di pm, i traffici di Ganzer. Ebbene il PM o"vviamente" è stato assolto. Scrivono i giudici a motivazione della sentenza :" E' riconosciuta una causa putativa di giustificazione>> Cioè, l'aver creduto in buona fede (il Pm Conte) al ROS che accreditava quelle inchieste come vere operazioni sotto copertura. Quindi anche questo dispositivo conferma la criminalità delle operazioni.

Ma salva il PM.

Delle due l'una: se il PM è innocente come dicono, allora vuol dire che stiamo in mano a dei pazzi che pur di fare inchieste, non si accorgono delle anomalie; e pregate idio che non vi capiti di essere arrestati senza motivo. Se in realtà è colpevole, allora mettetevi bene in testa che la maggior parte delle "grandi inchieste" che conducono i Magistrati hanno altri scopi. Sono giochi più grandi e non servono per sconfiggere la Mafia. Ma semplicemente per cambiare pedine.



Tutto passa senza nessun clamore.

 E così in silenzio, senza che nessuno fiatasse o si scandalizzasse, è passata la legge sul FISCAL COMPACT. Esattamente dobbiamo dare 45 MILIARDI DI EURO L'ANNO. Si avete capito bene. O forse no. Ve lo spiego sinteticamente: tutti i tagli che fanno, tutti i soldi recuperati dall'evasione e dall'imu, tutti i soldi a venire (perfino se azzerassero i costi della politica, tanto a voi interessa solo qu...ello) non saranno destinati alla collettività. Ma per contenere forzatamente il debito. Così ha deciso l'Europa, così hanno obbedito i politici. Si, noi che stavamo al G8 di Genova avevamo ragione, ma abbiamo decisamente perso. Carlo Giuliani ucciso, altri condannati ad anni e anni di galera e tutti noi condannati alla recessione. Ma con una lenta agonia che non ci farà ribellare. Pagherà tutta la generazione dopo. Siamo degli idioti.


SI, SONO DEI PAZZI

Notizia ANSA: "Sono stati rinviati a giudizio tutti i 45 attivisti del movimento No Tav, per cui la Procura di Torino aveva chiesto il processo per gli scontri al cantiere di Chiomonte dell'estate 2011. Le accuse sono, a vario titolo, di danneggiamento, violenza aggravata, lesioni a pubblico ufficiale e travisamento. Due di loro sono tuttora detenuti in carcere. Un solo imputato ha patteggiato una condanna a un anno di reclusione con sospensione condizionale della pena." E SONO DEI PAZZI per aver rinviato a giudizio ABBA, dopo che si è per fortuna salvato dalla folgorazione avuta sul traliccio. (ringraziate il giudice "eroe antimafia" Caselli per gli arresti no-tav)


 
La differenza tra essere "un ribelle" ed essere "un rivoluzionario".
 
C'è un enorme differenza tra essere "rivoluzionari" o essere "ribelli". Il rivoluzionario è colui che "elimina" il despota e occupa il trono rimasto vuoto. Il ribelle è colui che fa scappare il despota e distrugge il trono; poi si mette in disparte sperando che nessun'altro tenti di ricostruirlo per poi occuparlo. Vedete nella Storia ci sono ribelli di questo tipo. Basti pensare ad Emiliano Zapata o Pancho Villa. Hanno vinto la loro battaglia;poi si misero in disparte ma furono traditi. E poi ammazzati.
 




 
Di nuovo Saviano...
 
  Ecco l'uscita di Saviano : "I dirigenti della più grande banca europea, HSBC, sono stati pubblicamente denunciati: avrebbero riciclato miliardi di dollari per narcotrafficanti, terroristi e stati sottoposti a sanzioni economiche come Iran, Siria, Cuba." Come al solito questi legalitari filo israeliani manipolano le notizie per veicolare i loro sporchi ideali . Le Banche pensano appunto al business e non avendo scrupoli e ideali possono parteggiare con tutti trasversalmente: possono finanziare i "terroristi" come possono riciclare il denaro in armamenti occidentali.


Ma una cosa mi preme dire. Mette nel mucchio anche Cuba. Si è vero, è sanzionata da mezzo secolo economicamente; si chiama embargo: leggasi genocidio! Ma lui che parla tanto della Patria (sic) e fa discorsi con la bandiera italiana in mano si dimentica che un italiano, Di Celmo, è morto a Cuba per colpa di uno degli innumerevoli attentati terroristici che ha come mandanti gli USA? Organizzazioni terroristiche finanziate in parte anche dalle Banche. Quanto mi danno il voltastomaco i legalitari. E quanti danni che fanno. E si spacciano per intellettuali.




Il significato delle parole.

A cosa stai pensando? Mi chiede facebook. Ecco sto pensando che una delle tante parole abusate (un po' come la parola amore che si dice troppo spesso) è quella della "Giustizia". Il problema è che dicendolo spesso, ci siamo dimenticati del suo significato. Il termine greco per giustizia è "dikaiosyne" e deriva dal sostantivo "dike" che significava in origine "colei che indica". L'opposto è "bie", e vuol dire "violenza", "distruzione dell'altro". Ecco, siamo sicuri che tutti noi, quando gridiamo "Giustizia!", la pensiamo allo stesso modo? No. Decisamente no.






mercoledì 18 luglio 2012

Si alza l'attenzione su Niki Aprile Gatti !

In questi giorni sta accadendo un evento mai successo durante questi quattro anni. Numerosi giornali on line, sia al livello cittadino che regionale, hanno ricordato la storia di Niki Aprile Gatti. Ma la notizia più importante è che nel giornale dell'Umbria è uscito un intero articolo rievocando tutti gli intrecci con nomi e cognomi fino a fare il collegamento con la famosa "Banda degli ex pentiti" di Salvatore Menzo. Chi mi segue da tempo sono cose che già conosce tramite le mie inchieste. E sapete che l'Umbria è il luogo "chiave" della maledetta storia dove si intersecano i Poteri traversali:  tutta la mafia-interessi internazionali e grossi pezzi delle Istituzioni, compreso quello Giudiziario. On line c'è l'articolo uscito nel giornale.

Riporto i miei principali articoli di inchiesta  (importanti per capire la trama e collegamenti)  per chi si volesse documentare ulteriormente :


http://incarcerato.blogspot.it/2012/06/dossier-dalla-ndrangheta-massoneria.html

http://incarcerato.blogspot.it/2010/09/prima-di-addentrarmi-nello-specifico.html

http://incarcerato.blogspot.it/2010/09/verita-e-giustizia-per-niki-aprile.html

http://incarcerato.blogspot.it/2011/06/tra-due-giorni-ed-esattamente-il-24.html

http://incarcerato.blogspot.it/2011/06/tra-due-giorni-ed-esattamente-il-24.html

http://incarcerato.blogspot.it/2010/12/verita-e-giustizia-per-niki-aprile.html


Invece se andate al post di Ornella Gemini, troverete tutti i giornali che hanno parlato nuovamente di Niki Aprile Gatti. Compreso Arezzo, Firenze, San Marino e ovviamente l'Umbria. CLICCATE QUI.

 La storia di Niki, non finisce qui!

sabato 14 luglio 2012

Condanne G8: nel nome della legge!

Le parole sono importanti, ma la Storia ancor di più. In questi decenni abbiamo avuto un lavaggio del cervello costante, sono usciti fuori dal cilindro personaggi disgustosi che hanno tratto dall'antiberlusconismo la loro linfa vitale. Hanno "approfittato" dalla casta politica corrotta e dei naturali malumori della gente per instillare la loro logica perversa del legalitarismo. 


Sono riusciti a cambiare la connotazione dei valori di sinistra   , sono riusciti a trasformare la giustizia sociale, in quella penale. Hanno approfittato della battaglia della destra Berlusconiana contro i Giudici, per renderli quest'ultimi dei martiri. Hanno fatto credere che il Potere, quello giudiziario, fosse buono. 


Hanno approfittato di Falcone e Borsellino per dire che la "legalità" è un valore assoluto. Hanno approfittato del DNA giustizialista degli italiani per rafforzare la repressione, il carcere duro, il 41 bis, le leggi. 


Hanno approfittato della lotta alla mafia per rendere lo Stato ancora più brutale e comunque hanno fatto credere che servire lo Stato vuol dire stare dalla parte buona. Mentre storicamente è accertato che Stato e antiStato è una menzogna universale. Chi ha studiato le origini delle Mafie sa che queste ultime sono state alimentate dalle Istituzioni stesse. 


Prendiamo ad esempio i funzionari "condannati"(per modo di dire) per i fatti vergognosi della Diaz. Riporto la dichiarazione del ministro Cancellieri :


"Altissimo il prezzo da pagare perché perdiamo alcuni nostri uomini migliori. Sarà difficile sostituire un investigatore come Francesco Gratteri che ora è il direttore centrale - spiega -. Ho il rammarico che debba andare viaGilberto Caldarozzi, il capo dello Sco, il servizio centrale operativo. Loro sono quelli che hanno preso Bernardo Provenzano. Grazie a loro abbiamo arrestato l'attentatore di Brindisi". 




Bene un giorno chiediamoci a che cosa siano servite queste "brillanti" operazioni come l'arresto di Provenzano. Chiediamocelo perchè egli era stato protetto per 50 anni dallo Stato e poi lo si è arrestato per il semplice fatto che servisse un cambiamento di comandi nella mafia. 


Questi "eroi" tanto osannati non sono schizofrenici: sono sempre le stesse persone che hanno ordito massacri come quello del G8. Anche De Gennaro, ovviamente assolto e promosso come sottosegretario ai servizi segreti, è considerato uno degli uomini migliori che "lotta" contro la mafia.  

Il legalitarismo professato da questi squallidi guru della disinformazione (un nome a caso: Travaglio) ha portato a rafforzare tutto questo. Sono riusciti a deviare i veri obiettivi, spostando il malumore dei tanti "attivisti" verso altri lidi. E mettendo ai margini gli anarchici e comunisti libertari.


Ieri c'è stata la sentenza della Cassazione verso i ragazzi che parteciparono alla contestazione del G8, hanno condannato tutti quanti:  Pesanti condanne - la più alta a ben 14 anni di reclusione - inflitte a dieci persone per aver, forse - perchè le testimonianze e le prove sulle responsabilità materiali di ognuno dei condannati sono assai labili e lacunose - spaccato una vetrina o bruciato un cassonetto o lanciato un sasso.


Nel dettaglio, la prima sezione penale della Corte di Cassazione, dopo sole tre ore di 
 camera di consiglio, ha infatti annullato con rinvio, limitatamente al diniego delle attenuanti, la sentenza della Corte d'Appello di Genova che aveva condannato Carlo   Arculeo e Carlo Cuccomarino a otto anni di reclusione, Luca Finotti a dieci anni e nove mesi, Antonino Valguarnera a otto anni e Dario Ursino a sette anni. Per questi cinque imputati, i giudici d'appello genovesi dovranno riesaminare il caso esclusivamente per quanto riguarda la mancata concessione delle attenuanti. La Cassazione, inoltre, ha diminuito la pena inflitta a Luca Finotti, Marina Cugnaschi (dodici anni e tre mesi), Vincenzo Vecchi (tredici anni e tre mesi) e Francesco Puglisi (quindici anni), annullando senza necessità di rinvio la condanna esclusivamente per il reato di detenzione di bottiglie incendiarie, che ha ritenuto assorbito nel resto delle contestazioni. Per Puglisi, dunque, la pena è stata diminuita di un anno, per Finotti, Cugnaschi e Vecchi di nove mesi ciascuno. Confermate, invece, in toto le condanne inflitte ad Alberto Funaro (dieci anni di reclusione) e Ines Morasca (sei anni e sei mesi), i cui ricorsi sono stati rigettati.(fonte: OSSERVATORIO SULLA REPRESSIONE).

Sono stati condannati ragazzi che durante questi undici anni hanno trascorso una vita, si erano costruiti qualcosa, affetti, lavoro, attivismo. Condanne ridotte solo di qualche mese. Immaginate chi dovrà scontare ben quattordici anni di galera: una vita distrutta.


Il Pm voleva che si confermasse un totale di UN SECOLO di anni. L'uomo togato è così: senza coscienza, senza anima(De Andrè in una sua canzone spiegò il perchè "ha il cuore troppo vicino al buco del culo") e tutto lo fa in nome della maledetta LEGGE , in nome della legalità. E non sono gli unici ragazzi ad essere distrutti dal Potere Giudiziario, ma come ben sapete ce ne sono tanti altri. Anche gente normale che è incappata in altre inchieste fatte per riequilibrare gli assetti di potere.

I Pm sono delle pedine, che a sua volta utilizzano altrettante pedine. Tutto per rafforzare il Sistema.

Prima di lasciarvi, un po' di Storia. E vi riporto all'antica Grecia.

Ad Atene nel 399 a.C. . La polis si era appena liberata  dal cosiddetto regime dei Trenta Tiranni. La democrazia restaurata era travagliata da tensioni interne, da un difficile rapporto con Sparta che aveva appena vinto la guerra e che era stata lo “sponsor” della  tirannia, da una profonda frustrazione e voglia di rivincita. Il  popolo, "democraticamente" e in nome della "legalità" pretendeva un capro espiatorio. Venne quindi denunciato Socrate, che Platone definì  l’uomo più onesto fra quelli del suo tempo. Nonostante Socrate si  fosse opposto e non avesse voluto partecipare ad alcune azioni dei 
Trenta, venne comunque condannato a morte. Questo crimine contro la  filosofia – come lo definirà Aristotele – ci ricorda molto da  vicino quanto avviene nella nostra società attuale . Non tanto per 
il parallelismo fra Socrate e i nostri intellettuali perseguitati (che non esistono più), quanto piuttosto per il parallelismo fra i giudici  che hanno condannato Socrate e i nostri. I giudici di Socrate erano 
dei democratici, dei combattenti contro la tirannia dei Trenta. Lo stesso i Pm di oggi. Immaginate il giudice Caselli stimato dai professionisti dell'antimafia. Lui che combatte la mafia è colui che fa arrestare alcuni militanti NO TAV per associazione eco-terroristica.

La Storia insegna, ma non ha scolari.

ps vi invinto a leggere l'intervista a Di Pietro, quell'altro uomo osannanto e legalitario. Leggete e poi, magari, riflettete: QUI





martedì 10 luglio 2012

Verità per Niki Aprile Gatti: quando il Potere utilizza la Parola.

Per fortuna nel nostro Paese ancora esiste la democrazia e anche se lo si fa con enorme difficoltà, tutti noi abbiamo la possibilità di contribuire alle lotte e affiancare chi subisce delle profonde ingiustizie. Ma fino ad un certo punto, perchè se si supera il limite consentito scattano gli arresti e intimidazioni.


La Parola, specialmente se si dice la Verità confortata da fatti e verbali, da molto fastidio. Se determinati fatti rimangono nei confini regionali, la parola non infastidisce più di tanto. Ma se si passa sul Nazionale e addirittura si varcano i confini del nostro Paese, la parola diventa un pericolo. E alcuni ricorrono ai "ripari" cercando di ridicolizzare ciò che si denuncia.

Oppure basta una iniziativa di Partito come quella dei Radicali (ai quali fino all'altro ieri li stimavo per la battaglia dei diritti dei detenuti) per far passare la menzogna dell'ipotetico suicidio di  Niki Aprile Gatti

La parola, quindi, può far anche male se utilizzata per depistare e infangare chi non ha la possibilità di  difendersi perchè non c'è più. Inoltre fa ancor più male specialmente quando si dicono con consapevolezza delle menzogne .

Niki Aprile Gatti era stato rinchiuso a Sollicciano per tre maledetti giorni in una cella di isolamento. Per chi non lo sa,la cella è tale e quale alle altre del carcere con il bagno e finestre. Ma con una differenza di non poco conto: che si è isolati dal resto del mondo.

Niki non aveva avuto assolutamente nessun contatto con gli altri detenuti, al massimo con lo psicologo o una guardia carceraria. E ovviamente con il giudice.

Niki già da allora aveva espresso la volontà di parlare.

Dopo i tre giorni è stato trasferito direttamente nella cella con gli altri due detenuti stranieri. Prima di allora è impossibile(e le carte lo dimostrano) che Niki abbia parlato con qualche altro detenuto. E ribadisco, l'isolamento non lo consente.

Io di una cosa ho la certezza assoluta. In questi anni ho avuto la possibilità di conoscere molto bene la famiglia di Niki.

Ha una madre davvero in gamba e combattiva. Il padre adottivo Roberto una persona pacata e di sani principi. La zia Iolanda, di una cultura e coscienza politica non indifferente. Una cugina, Sara, che è una vera rivoluzionaria. Un fratellino, il quale vuole così bene a NIKI, che così piccolo già dimostra di avere un' intelligenza superiore ai suoi coetanei.

Persone che per davvero riescono a trasmettere sicurezza e soprattutto affetto. Se io avessi avuto una famiglia così, non mi sentirei abbandonato nemmeno se rimanessi per anni in prigione.

Figuriamoci per solo quattro maledetti giorni.

Per chi non lo sapesse, durante l'ora d'aria le celle vengono aperte, si esce fuori al cortile e i detenuti tra di loro possono socializzare. E tranquillamente si può entrare e uscire da qualsiasi cella. D'altronde è l'ora in cui si può fare di tutto,accade di scambiarsi messaggi particolari, può capitare che due boss mafiosi possano incontrarsi e progettare qualcosa, o formare come accadde al carcere di Voghera la banda degli ex pentiti di Salvatore Menzo. E può capitare di inscenare un suicido. Purtroppo in carcere si può uccidere tranquillamente, basta vedere quante mamme stanno combattendo per la verità e giustizia dei figli uccisi dal Sistema Carcerario.

Ma forse basterebbe riportare le parole del pentito della 'ndrangheta Fonti, il quale ha fatto capire che se va in prigione, finirebbe ammazzato.

Niki voleva parlare perchè era con la coscienza a posto e non vedeva l'ora di riabbracciare la famiglia. E avrebbe parlato anche se gli avvocati ( e non lo hanno fatto!) gli avessero consigliato di avvalersi la facoltà di non rispondere; questo perchè Niki era un ragazzo pulito. E gli fu fatale!


Ma lo so che a "qualcuno" fa comodo rafforzare la tesi ufficiale del suicidio e dire menzogne. Perchè se avessero la coscienza a posto, quei "qualcuno" ci avrebbero affiancato nella lotta. E non mettere di proposito in giro delle falsità al dir poco fantasiose perchè non sostenute da fatti e documenti.



La fantasia lasciamola al Potere.



venerdì 6 luglio 2012

La decisione.

Accade, ad un certo punto della Storia , che il Potere decida di dare un ulteriore "lezione" al popolo. 


E così un giorno, ed esattamente quando l'Italia precipitò in una crisi senza precedenti e con un malessere generale fino a fa scoppiare delle rivolte, il Governo assieme a tutti i vertici istituzionali si riunirono in gran segreto. Nacque un'accesa discussione e dopo ore e ore di dissertazione decisero di lasciare il Paese e sciogliere lo Stato. La loro idea era ben precisa: far nascere il disordine per poi essere richiamati dal popolo stesso per  essere guidati  nuovamente. Il Potere insomma decise che sarà la stessa popolazione a reclamarlo. L'idea fu grandiosa : l'unico modo per ristabilire ordine e disciplina, e  a volontà popolare per giunta!


Così una notte d'estate tutti i dirigenti istituzionali abbandonarono il Paese; a seguire tutti i banchieri, uomini della Confindustria, comandanti dell'esercito e della polizia, servizi segreti, direttori dei maggiori quotidiani, sindacalisti confederali  e non per ultimo tutte le forze della NATO.


Insomma il Potere decise di lasciare al proprio destino l'intera popolazione italiana; ma ben cosciente che presto sarebbe stato richiamato dalla massa stessa. 


Immaginate cosa accadde l'alba del giorno dopo. Nessuno sapeva niente, i mezzi di informazione non circolarono quel giorno e da internet, nonostante le sue fonti illimitate, non trapelò ancora nulla.


Provate ad immaginare che di punto in bianco le forze dell'ordine si ritrovarono senza guida, le caserme si svuotarono all'improvviso, le carceri infernali non erano più controllate da nessuno, gli operai trovarono le fabbriche con i cancelli chiusi, gli uomini del servizio dei trasporti idem. Tutto fermo. 


Quella mattina la gente rimase smarrita, senza guida, senza che qualcuno spiegasse  che diavolo stesse accadendo, le banche non funzionavano (con relativi bancomat fuori-uso) e nessuno da quel giorno avrebbe più ritirato i soldi. Le scuole vuote. Le pompe di benzina rimasero senza rifornimento. Insomma l'Italia intera si bloccò all'istante.


Nessuno , dico nessuno, si sentì in obbligo di lavorare. D'altronde per cosa , visto che il denaro di colpo non circolò più?


Il Potere riuscì a godersi quindi la sua  prima vittoria. Era già in attesa della seconda, inevitabile, fase.


Dopo un breve periodo di smarrimento le cose precipitarono. Le città, in mancanza dei netturbini, furono sommerse dall'immondizia. Poi le scorte di cibo finirono e quelle poche rimaste vennero prese d'assalto dalle bande che si formarono spontaneamente: scoppiarono delle violenze in tutto il territorio. 


E specialmente nelle grandi città le violenze furono spaventose e ovviamente senza polizia o esercito alcuno che intervenisse. Divamparono degli incendi e ovviamente in mancanza dei vigli del fuoco, molto spesso i fuochi durarono per mesi  interi.


Il Potere festeggiò nuovamente. Oramai era quasi fatta: a breve il popolo lo avrebbe reclamato!


Ma nel frattempo nei piccoli paesi, ove la gente comunque si conosceva tutta e chi era un po' isolato comunque si avvicinava ugualmente, cominciarono a sorgere delle piccole comunità autogestite. Misero in comune le proprie terre e abitazioni. E ognuno svolgeva il lavoro che sapeva fare: chi sapeva zappare la terra, chi ripuliva il paese dall'immondizia, chi si dedicava ai bambini piccoli, chi all'insegnamento, chi sapeva costruire case, chi sapeva cucinare  e chi riusciva a dare sostegno psicologico alle famiglie. 


Queste piccole comunità cominciarono a sorgere a macchia d'olio. Ogni piccolo gruppo affine a se stesso si riuniva e si autorganizzava. Inoltre non c'era nessun "capo",nessun vertice, ma le decisioni si prendevano strada facendo.. Senza necessità di riunioni o votazioni: la cosa funzionava di più e tutti si sentivano importanti. Inoltre il denaro non serviva e soprattutto la gente scoprì che non aveva più la necessità della "sicurezza" e "dell'ordine": chi si comportava male o cercava di fregare il prossimo, naturalmente veniva allontanato e nella comunità quella fu la peggiore punizione. Per rientrare ed essere accettato nuovamente, colui che avrebbe commesso dei reati doveva fare di tutto per riconquistarsi la fiducia.


Nacquero così delle piccoli comuni. Passò un po' di tempo e anche nelle città cominciò a nascere l'autorganizzazione. Incredibilmente a Roma, nonostante fosse immensa, nacque la prima grande Comune. La Comune di Roma paradossalmente si riuscì a formare grazie alle piccoli realtà di quartiere e soprattutto con l'aiuto dei Rom che già sapevano vivere senza bisogno di essere "guidati" e "organizzati dall'alto". Poi chi meglio di loro potevano insegnare a vivere anche in condizioni estreme? Ci fu anche l'importante aiuto degli immigrati che custodivano mestieri oramai scomparsi nel tempo, ma di vitale importanza.


La prima cosa che gli abitanti romani fecero era quello di aprire le carceri. Ovviamente in prima fila c'erano i familiari dei detenuti che con felicità e determinazione riuscirono ad aprire le celle nonostante la mancanza delle chiavi. Alcuni fabbri li aiutarono nell'impresa.


E nonostante il timore di qualcuno, i detenuti (oramai liberi) si offrirono volontari nella "ricostruzione" e fu la prima mossa per farsi accettare nelle piccole comunità dei propri territori d'origine. La Comune di Roma divenne il primo esempio metropolitano e di seguito , anche con l'aiuto di internet, il resto delle città come Milano, Torino e Genova si autorganizzarono nella stessa maniera. Poi c'era Napoli che era già di un passo avanti rispetto alle altre città. 


In pratica l'Italia non esisteva più, ma in compenso esistevano le Comuni e per la prima volta nella Storia il Paese ebbe un volto libertario. Utopia fino a qualche giorno prima quando si evocavano il carcere duro, le manette e le botte. Inoltre le mafie, senza l'esistenza dello Stato, divennero inutili e si sciolsero; d'altronde Sciascia stesso disse che per sconfiggere le mafie, bisognava abolire lo Stato.


Il Potere rimase di stucco. Non ci poteva ancora credere e allora decise di correre subito ai ripari.


Ricordiamo che il periodo fu bellissimo: senza Stato, senza carceri, senza forze dell'ordine, senza Magistratura, senza denaro e senza nessun capo, partito o movimento. Insomma senza l'esistenza del Potere.


Ma come ho anticipato, si decise di correre ai ripari: il Governo clandestino si riunì con tutti i capo di Stato stranieri; soprattutto l'Europa e gli Usa si preoccuparono che la società anarchica potesse infettare tutto l'Impero.  Allora decisero di ricorrere ai ripari e intervenne l'esercito europeo con il sostegno statunitense.


Ci fu un massacro: migliaia e migliaia di morti . Tra i quali numerosi bambini; quelli che stavano crescendo bene senza quell'orrido sistema scolastico che già inquadrava le persone.


Dopo il massacro ritornò il Potere.


Ma rimase senza uomini disposti a servirlo.


E il Potere quindi rimase da solo.


E da solo,
e senza nessun elemento che facesse muovere l'ingranaggio, 


riuscì a fare solo una cosa: si  auto- estinse.




L'Incarcerato



lunedì 2 luglio 2012

Brevi riflessioni sui nostri tempi e inganni universali(continuo)

Riporto qui altri miei pensieri che ho pubblicato su Facebook. Purtroppo tutto, comprese le discussioni, si sono trasferite lì da tempo. Mi dispiace, perchè un tempo sul blog c'era la possibilità di fare discussioni più approfondite e di solito chi commentava, leggeva attentamente e nascevano profondi pensieri. Con Facebook, lo si fa con più superficialità.










I radicali contro la verità su Niki Aprile Gatti


Come diavolo si sono permessi i radicali a far leggere un testo a Giorgio Haber durante la manifestazione di ieri, dove dice che Niki Aprile Gatti si è suicidato come "un sarto della morte" impiccandosi con i pezzi di stoffa ricavati dai jeans? Si devono VERGOGNARE! C'è una battaglia in corso e non hanno minimamente accennato al fatto che niente di tutto questo sia vero. Non hanno avuto rispetto in primis di Ornella Gemini e poi anche di tutti noi che stiamo conducendo una lotta impari. E soprattutto hanno azzerato tutto quanto visto che c'era tanta gente ad ascoltare. Voglio sapere CHI ha scritto quel testo e soprattutto dove l'ha letto visto che non c'è scritto da nessuna parte. Come mai quando si trattava di Cucchi loro hanno invece appoggiato la battaglia dei familiari? Forse perchè era diventato un evento mass mediatico? VERGOGNA! NIKI LO HANNO AMMAZZATO E ANCORA DOVEVA ASPETTARE IL RESPONSO DEL GIUDICE CHE CI SAREBBE STATO IL GIORNO STESSO DELLA SUA MORTE! Qui, se andate al minuto 8, capirete il perchè: http://www.radioradicale.it/scheda/355377







Il pallone...


Che razza di vita precaria però. Per il lavoro, per una dimora, per gli affetti. Insomma una precarietà devastante. Però c'è la partita e tutti si emozionano e si sentono italiani. Ma chi se ne frega dell'Italia e della nazione. Dovremmo pensare al nostro destino comune e urlare non per un gol non fatto, ma per un diritto perso.









Gli intoccabili...


Volevo ricordare a chi si sente protetto e intoccabile( tanto lo so che mi leggono) che questa "condizione" non è eterna. Lo Stato non è un'entità vivente e non possiede coscienza e tanto meno possiede "l'anima". Esso non si fa scrupoli: il suo meccanismo di protezione ad un certo punto svanisce. Un esempio a caso? Negli anni 70 c'era il criminologo Aldo Semereari. Un perito piduista che collaborava sempre con i Magistrati (altre pedine dello Stato), aveva agganci con la Banda della Magliana, con esponenti mafiosi, con la manovalanza della Strage di Bologna e con alte cariche istituzionali. Ebbene fu ritrovato dentro il baule della sua macchina, con la testa decapitata situata dentro una bacinella. Ucciso da altre pedine. Lo Stato fa così. VERITA' E GIUSTIZIA PER NIKI!






La scuola...

Questa vignetta mi piace. Fin da quando andiamo a scuola viviamo le ingiustizie, le diseguaglianze, le umiliazioni. Ma soprattutto la scuola è la distruzione dell'individuo. Silvano Agosti infatti disse: Sei andato a scuola e ti hanno detto "siedi al tuo posto", e già lì hai smesso di credere che il tuo posto sia dappertutto...

















Buonanotte fiorellino...




E' notte; fa caldo; i pensieri si accavallano; Roma di notte ancora una volta ha garantito una serata tra amici; la luna è quasi piena; si cerca di dormire; si spera in un bel sogno; si spera ancora una volta; si rimane ancora una volta nella solitudine, a volte fa bene, altre invece si pensa al passato; nostalgia, rimpianti, amori passati, occasioni perse, quelle non avute, a volte ritrovate; ma alla fine poi ci si addormenta comunque....