sabato 23 giugno 2012

Niki Aprile Gatti: "Ma è arrivata la Morte, inaspettata, alle spalle...traditrice."

La mattina del 24 Giugno del 2008, Niki Aprile Gatti , è stato ritrovato morto dentro la sua cella. Si sarebbe impiccato con un laccio che non avrebbe dovuto avere. Un laccio che, secondo la Magistratura , sarebbe bastato a sorreggere un peso di oltre 90 Kg. Sono passati  quattro maledetti anni e assieme alla madre Ornella stiamo combattendo per arrivare alla verità.

Una verità che si può intravvedere in questo dossier.

Ripropongo questo mio straziante scritto: si tratta di  un racconto ipotetico di Niki per far capire come avvenne l'omicidio. Ebbene, dopo qualche tempo arrivò la notizia dell'omicidio-suicidio di un carcerato. Ed è stata la stessa modalità di come noi avevamo ipotizzato. Questo per far capire che purtroppo è possibile all'interno del carcere ammazzare su commissione le persone scomode e spacciarle per suicidio.

"Niente è più evidente di ciò che è nascosto."
Confucio



"Ecco mi trovo catapultato qui, e chi se lo immaginava? Ma pazienza probabilmente sarà un esperienza che mi renderà ancor più forte nell'affrontare la vita, ne sono sicuro. Ma quanto è triste questo carcere! I miei compagni di cella sono molto simpatici ma distrutti, si vede che non hanno avuto vita facile. Non so ma penso che non sia il carcere la soluzione per loro, credo che valga la stessa cosa per tante altre persone. Mamma, non oso immaginare come stai ora! Per fortuna c'è il grande Roberto che con la sua calma ti starà tranquillizzando. Mi dispiace solo che non ti abbiano fatto parlare con me. Ma perchè si comportano così?
Ha ragione la mia cuginetta Sara, l'ho sempre detto che faceva bene a ribellarsi e cercare di cambiare qualcosa. Ecco tra poco il Giudice mi riceverà, non vedo l'ora di dire tutto quello che facevo nel mio lavoro e sicuramente mi faranno uscire. Non vedo l'ora di riabbracciarti mamma! Poi c'è il mio fratellino Nathan, immagino già le domande che mi farà. Gli racconterò la mia esperienza, lui sembra me da piccolo: così curioso del mondo... "

L'ora d'aria! La sezione del carcere quasi deserta. Ci sono nel corridoio due uomini che sembrano detenuti in compagnia di un' altra persona, che detenuto non lo era affatto. Si sentono dei passi metallici che pian piano pare che si avvicinino verso la cella dove c'era Niki. L'altro compagno era appena uscito per farsi il metadone. L'altro era a letto forse a dormire. Niki stava pensando se fosse il caso di cambiarsi il pigiama per uscire un po' visto che era l'ora per i passeggi.

"Certo è incredibile, tutto avrei immaginato che finire in prigione. Eppure amo così tanto il lavoro, ho ancora tanti progetti da fare. Ma uscito da qua ricomincerò tutto da capo. Già sto immaginando la gioia di mamma quando mi rivedrà. Sono sicuro che sta facendo di tutto per vedermi e farmi uscire. Ma non servirà, chi è nel giusto come me, uscirà no? "

Ecco che entrano i tre uomini, uno ha una faccia particolarmente brutta. Non sembra affatto gente buona. Quello che sta al letto apre un attimo gli occhi. "Tu stronzo chiudi gli occhi e dormi, stai muto sennò ti rimandiamo in Africa. Drogato di merda!" Tremando richiuse gli occhi e si paralizzò nel letto.

Niki ebbe un brivido fastidioso lungo la schiena, c'era una situazione che non gli piaceva affatto. Una sensazione indescrivibile, come se fosse un presagio di qualcosa non proprio bella.

"Dai ragazzo vieni qui dentro al bagno con noi, ti dobbiamo parlare. Tranquillo, tutto ok!"

"Ho paura, si ho paura! Mi sta battendo il cuore forte, sto sudando, cosa vogliono da me questi qui? Spero di sbagliarmi,ho una strana sensazione. Non posso credere a quello che penso. No, non posso...e poi perchè? Perchèèè?"

I due si misero di fianco a Niki, e gli bloccarono braccia e spalle. Il terzo era dietro di lui e lo prese per la testa. "Dai ragazzo fermo e zitto, sarà un attimo, quasi indolore..."
Niki urlò a squarciagola, chiese un aiuto disperato che si propagò per tutta la sezione. Forse c'era qualche altro detenuto nelle celle limitrofe che lo sentì....

"Si dice che quando si sta per morire, in un attimo, ti passa tutta la tua vita davanti. A me ora quello che sta passando è la paura fottuta della morte, della sofferenza,di quello che ci sarà dopo e non so nemmeno il perchè di tutto questo. Ho paura mamma, ho tanto paura! Ma durante questo mio urlo di aiuto e di paura sto vedendo te,mia dolce mamma! Quanto mi hai amato, è solo grazie a te che ho vissuto questa mia breve ma intensa vita piena di felicità. Se sono stato sempre un ragazzo sicuro di se è per l'amore della mia famiglia. Perchè hanno sempre creduto in me.
Ma io so che da ora in poi tu sarai perennemente triste e straziata dal dolore. Non voglio questo mamma, non lo voglio!. Oddio mamma, quanto vorrei essere ora vicino a te almeno per stringerti la mano durante il trapasso. Il mio ultimo pensiero a te, a Nathan e ai miei cari...
Voglio tanto abbracciarvi per l'ultima volta e dirvi che questi qui non valgono nulla e non la passeranno liscia.
 I vermi vivono sottoterra, ma alla fine affiorano sempre. 
Ma è arrivata la Morte, inaspettata, alle spalle...traditrice. "


La persona che era dietro, cacciò fuori un laccio preso dalla scarpa di Niki, lo tenne ben teso e lo avvolse intorno al collo. Poi il buio...





lunedì 18 giugno 2012

DOSSIER : Dalla 'ndrangheta-massoneria-colletti bianchi in Umbria all'omicidio-suicidio di Niki Aprile Gatti

Questo è il riassunto del lavoro di ricerche lungo questi anni. Lo ripropongo per chi è completamente a digiuno. L'incarcerato




E' un periodo dove si parla tanto della regione Lombardia come terra di mafia. E per chi non se ne intende di criminalità organizzata gli appare una novità e crede che Milano sia la capitale della 'ndrangheta. In realtà la mafia calabrese non ha una sua Capitale economica specifica e non conosce confini. Ma questa è un'altra storia.

Purtroppo si parla ben poco dell'Umbria, considerata una regione verde e felice. Ma, purtroppo, non è esattamente così.

C'è un ambiente sotterraneo che fa paura, piena di convivenze tra criminalità organizzata e massoneria, quindi collusioni con le istituzioni. E soprattutto cementificazione selvaggia utilizzata per il riciclaggio del denaro sporco. Denaro ricavato grazie alla vendita della droga, e a Perugia ne gira parecchia. Questa regione sta raggiungendo il triste primato, oltre alle morti sul lavoro, anche quelle per overdose. E sono quasi tutti giovanissimi.


Perugia vanta di numerose logge massoniche, talmente tante che se si prendesse un cittadino a caso, non è difficile appurare che egli appartenga a qualche confraternita. E non è difficile nemmeno trovare massoni nei casi di cronaca nera e non solo.

Vi ricordate il caso Narducci? Quel medico perugino ritrovato morto nel lago Trasimeno e sepolto due volte perchè la prima volta si scoprì che il corpo non era suo? La famiglia del Narducci, quelli che nemmeno volevano riesumare il primo corpo, erano dei massoni anche loro. Appartenevano alla loggia Bellucci.

Oppure ricorderete il famoso sequestro del piccolo Augusto De Megni ? C'era il nonno, omonimo, che è un noto massone molto potente, quello del rito scozzese e antico, con il grado assoluto: il trentatreesimo. Inoltre pare che per liberare il nipotino aveva pagato un enorme riscatto e che addirittura abbia chiesto aiuto anche al suo amico aretino di vecchia data: Licio Gelli.

Quella è una di quelle storie torbide e complesse, perchè stranamente morirono tutti i componenti dei sequestratori sardi che rapirono il piccolo. Tra l'altro alla liberazione parteciparono i NOCS, e uno dei loro componenti, l'ispettore Samuele Donatoni, fu ucciso nel novembre del 1997 durante una sparatoria nei pressi di Avezzano per liberare Soffiantini. La sua morte inizialmente fu additata al sardo Giovanni Farina, la mente dei sequestratori, ma in un processo condotto dal bravo giudice Almerighi i sardi vennero assolti per l'omicidio e si invitò a trovare i colpevoli dell'omicidio tra le forze dell'ordine.


Per carità le logge massoniche umbre sono tutte legali e per nulla deviate, ma non si può far finta di nulla sul fatto che potrebbero verificarsi dei chiamiamoli "conflitti di interesse". Immaginate un giudice che si ritrova come imputato un suo confratello, oppure immaginate che bisogna aggiudicare un appalto e ci si ritrova amici appartenenti alla stessa loggia. I processi potrebbero essere, in queste condizioni, davvero equi?


Il dubbio è venuto anche ad un magistrato calabrese di nome Agostino Cordova e lui aveva voluto vederci chiaro nel lontano 1993 e scoprì che gli iscritti alle logge sparse per la provincia appartengono tutti nelle cosiddette stanze dei bottoni : Ospedali, banche, università e poi ancora in magistratura, negli ordini professionali, tra gli avvocati, i medici, gli ingegneri fino alle istituzioni.

E se ad una potenza non indifferente come la massoneria si aggiungesse la mafia? Le "due M" nella storia non hanno mai avuto due vie parallele, si son sempre intersecate.

Si incontrano specialmente se c'è di mezzo la più potente criminalità organizzata che è la 'ndrangheta. E come vedremo in Umbria è ben radicata.


Per capire meglio l'affinità della mafia calabrese con la massoneria sarebbe il caso di ricordare come si sia evoluta nel tempo.


Negli anni 70 i capobastoni delle varie andrine si riunirono a Montalto, nell'Aspromonte. Molti avvertirono la necessità di liberarsi di quella mentalità poco elastica che impediva ai boss di avere contatti e rapporti con il potere politico ed economico.


Decisero di entrare in rapporto con la massoneria deviata , ovvero far parte di quella zona grigia nella quale era possibile incontrare magistrati, poliziotti, politici, avvocati e bancari. Anzi dico che fanno di più, tramite una loro struttura interna saranno proprio loro a creare delle logge massoniche coperte.

Per fare ciò venne così creata un' enclave all'interno della 'ndrangheta, detta Santa, composta da 33 persone. Essa divenne una vera e propria élite della 'ndrangheta, tanto è vero che un santista pur di salvare l'organizzazione può persino tradire la mafia stessa. Rappresenta uno stadio talmente occulto che gli aderenti non si conoscono nemmeno tra di loro. Sono tutelati dal segreto, e anche i riti di iniziazione sono diversi. Sostituirono i mitici cavalieri Osso, Mastrosso, Carcagnosso con le figure eroiche massoniche come Garibaldi, Mazzini e La Marmora. E quindi non meravigliamoci che troviamo il ruolo della 'ndrangheta nel rapimento di Aldo Moro, nel Golpe Borghese oppure la strage di Bologna o quella di Gioa Tauro.



E allora ritorniamo in Umbria e cerchiamo di capire quanto sia ramificata la 'ndrangheta. Come già accennato, l'Umbria ha il triste primato di consumazione di droga e morte per overdose tra i giovani. Il "monopolio" del traffico di stupefacenti è in mano alla cosca dei Facchineri, i quali hanno dato vita ad una struttura associativa multiforme, dedita ad attività criminose principalmente volte alla importazione di consistenti partite di stupefacenti e alla sua successiva commercializzazione.

Questo si scoprì grazie all'indagine "windshear" condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri di Perugia. L'indagine ha consentito di ricostruire una rete criminale dedita all'importazione ed al traffico di sostanze stupefacenti, nella quale figuravano personaggi come Roberto Pannunzi e il figlio Alessandro, Stefano De Pascale, nonché appartenenti alle cosche Coluccio, Aquino, Bumbaca e Agostino, tutte originarie della Locride.

Ma la 'ndrangheta in Umbria, con il tempo non si è limitata più alla semplice commercializzazione della droga. Anche perchè fa tanti, troppi soldi e quindi bisogna riciclarli più in fretta possibile. E allora è nato un altro triste primato in questa bella ma oscura regione: le morti sul lavoro a causa di ditte a sapor di mafia.

L'Umbria da molto tempo non è assolutamente una regione verde. Purtroppo è in corso una cementificazione selvaggia, si costruiscono interi villaggi, inutili case e numerosi centri commerciali. E non è un caso che la regione Umbria si sia dimostrata favorevole al famoso "Piano Casa" ideato dal Governo Berlusconi.

Basta fare una passeggiata tra i borghi dell'Umbria e non è difficile vedere numerose aziende edili al lavoro. Se ne possono scovare centinaia. E non è difficile scoprire che i lavoratori sono tutti calabresi o campani, così come i Titolari.


Tutto questo si scoprì nel 2008 tramite l'operazione condotta dai carabinieri chiamata NAOS nella quale misero allo scoperto un accordo tra 'ndrangheta e Camorra(e in particolar modo il clan dei Casalesi) per controllare gli appalti in Umbria. Ci furono numerosi arresti, tra i quali anche numerosi amministratori locali.


Molte di queste società edili controllate dalla 'ndrangheta vengono acquistate tramite estorsione o acquisto a ribasso, e risultano vincenti sul mercato degli appalti pubblici e privati perche riescono a mantenere prezzi ultra competitivi grazie all'uso di materiali scadenti e soprattutto di manodopera rigorosamente a nero e malpagata, con carenza di sicurezza sul lavoro.

E quindi non è un caso che le morti sul lavoro in Umbria, superano la media nazionale. Le 'ndrine succhiano il sangue agli operai e mettono a rischio la popolazione con i suoi manufatti di scarsa qualità.

Ma attenzione, purtroppo c'è dell'altro ed è anche sotto certi versi sconvolgente visto che si intrecciano diverse inchieste, mai volutamente collegate e che sono contornate da omicidi e suicidi strani.


Sempre nel 2008, in Umbria, scattarono diversi arresti tramite un'inchiesta condotta dal DDA di Perugia e si è scoprì un gruppo molto particolare il quale operava ufficialmente tra il 2006 e il 2007. Era composto da Paolo Carpinassi, imprenditore che aveva il compito di trattare con gli spacciatori albanesi; Marcello Russo, pugliese ex pentito ; Salvatore Conte, casalese ex pentito affiliato al clan camorristico La Torre e Salvatore Menzo, il capo dell'organizzazione, siciliano appartenente al clan mafioso di Niscemi ed ex pentito pure lui. Viene battezzata la "banda degli ex pentiti" e come vedremo non si tratta di un fenomeno locale ma di una struttura criminale molto potente e raffinata, composta da microcellule operanti non solo in Umbria, ma anche in Lombardia, Toscana, Sicilia, Campania e Calabria.


Ma partiamo dalla "genesi" di questa banda.

Al carcere di Voghera erano detenuti pentiti appartenenti alla criminalità organizzata e tra di loro spiccava un uomo, sempre "pentito", appartenente alla mafia siciliana: Salvatore Menzo.
Era ed è talmente carismatico e di ottime capacità relazionali con i colletti bianchi che tutti gli altri lo temevano e lo chiamavano addirittura "Papà".

Si riunirono nel carcere e decisero, appena usciti dalla galera, di andare a vivere a Perugia perchè Menzo aveva ottime conoscenze negli ambienti della finanza, criminalità organizzata e molto probabilmente massonica.


Il gruppo si sarebbe subito organizzato e riuscirono ad imporsi sul territorio umbro tramite il traffico di stupefacenti, di armi, prostituzione e a quanto pare anche di attività illecite tramite delle aziende.


Precisiamo che pur essendo pentiti, mantenevano legami con i rispettivi clan di appartenenza. Quindi il loro pentimento precedente era probabilmente un modo per mettere in contatto le mafie con alcuni personaggi delle istituzioni. In gergo questi falsi pentiti vengono definiti "Ponte di legno".

Una cellula legata alla Banda sarebbe stata quella Milanese e partirono gli arresti anche per loro. Marcello Russo era uno di questi.

Quest'ultimo sarebbe stato l'esecutore materiale di Salvatore Conte, uomo della Banda, ma il mandante era stato Salvatore Menzo stesso.
Conte doveva essere interrogato dal pm calabrese Francesco Neri perche doveva parlare dei legami di massoneria e mafie per un'altra inchiesta chiamata "Gioco D'Azzardo".



Marcello Russo, quello che ha rispettato l'ordine omicida di Menzo, doveva invece essere ascoltato dal Pm perugino Paci, ma si "suicidò" in carcere. La madre non crede al suicidio, anche perchè voleva parlare. Una storia mai più chiarita.

In pratica, chiunque vuole parlare, muore! O suicidato oppure direttamente ammazzato.


Ricordiamo che Salvatore Conte è stato ritrovato tramite segnalazione di un altro ex pentito. Altrimenti sarebbe diventato un altro caso di lupara bianca visto che il corpo era ben nascosto tra i boschi di Gubbio.

Ma non è finita. Nel novembre del 2010, la PM Perugina Duchini, apre un'altra inchiesta dove c'è sempre di mezzo questa Banda e si scopre che il capo Salvatore Menzo allacciava rapporti con i colletti bianchi per far smaltire illegalmente i rifiuti tramite la Sirio Ecologica. Ora in crisi visto che ovviamente è passata di mano lasciando enormi buchi finanziari e ora gli operai lottano perchè rischiano il posto di lavoro.

Menzo, riferiscono gli inquirenti, avrebbe utilizzato come  prestanome Rocchini, il titolare di un night club perugino chiamato Kristall. Nell’attività malavitosa che si ramificava anche nel settore finanziario e immobiliare era centrale la figura di due “colletti bianchi” come il commercialista milanese Vincenzo Borrelli e dell’esperto del mondo del lavoro campano Sergio Risorgente.


Ma c'è qualcosa di ancora più grande e che nessun Magistrato fino ad ora non ha avuto il coraggio di vederci chiaro.


Personaggi coinvolti in questa inchiesta, i fratelli Francesco e Giuseppe Cimieri (poi esclusi nel coinvolgimento con la Banda) e Carlo Contini, si ritrovano indagati anche in un' altra inchiesta, questa volta fiorentina, e sempre nell'anno 2008.


Un' inchiesta dove perse la vita in carcere un giovane ragazzo incensurato di 26 anni che voleva assolutamente parlare con i Magistrati. Voleva chiarire la sua posizione per uscire dal carcere maledetto di Sollicciano ove fu rinchiuso.


Il ragazzo si chiamava Niki Aprile Gatti e l'inchiesta in questione viene denominata"Operazione Premium", ed è stata condotta dalla Procura di Firenze. Esattamente dai Pm Canessa e Monferini.


Per capire meglio, ripercorriamo brevemente questa triste storia dove c'è la madre di Niki Gatti, Ornella Gemini, che sta conducendo una difficile e pericolosa battaglia insieme ai vari Comitati di Avezzano (paese origine di Niki) e della Toscana per pretendere la Verità sulla morte del figlio. Ufficialmente si sarebbe suicidato, ma sono tante le cose che non quadrano.


L'indagine è partita tramite la denuncia di migliaia di persone , principalmente fiorentine, che si sono ritrovati con le bollette gonfiate. E si arrivò a scoprire il coinvolgimento di grosse società telefoniche e informatiche. La Telecom è stranamente esclusa dalle indagini pur intascando i soldi lo stesso visto che quelle società lavoravano per lei.

Se l' arrestato più noto è Piero Mancini, presidente dell' Arezzo Calcio e amministratore dell' internet provider Fly Net, concessionario di numeri «premium», altri personaggi erano  Giuseppe Cimieri, Francesco Cimieri e Carlo Contini, soci della Plug Easy di Londra: una società che - secondo le accuse - fungeva da schermo per i fruitori finali italiani del traffico telefonico e consentiva - come due società di San Marino - cospicue evasioni Iva e il riciclaggio degli ingenti profitti delle frodi: almeno 10 milioni di euro.

Uno di loro è stato intercettato mentre parlava con Salvatore Menzo per aiutarlo a riciclare il denaro (si parla di 55 milioni di euro) tramite lo Stato di San Marino.


Nell'inchiesta Premium c'è di mezzo proprio San Marino perchè una delle società indagate è la OSCORP.

Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, tranne Niki. Forse fu proprio questa scelta la sua condanna a morte.


Non viene trasferito al carcere di Rimini così come avviene per gli altri 17 arrestati, ma, solo fra tutti, presso quello di massima sicurezza di Sollicciano. Al termine dell’interrogatorio di garanzia, Niki è l’unico tra gli indagati ad aver collaborato. Ed è anche l’unico al quale viene confermata la custodia cautelare in carcere; per i "silenziosi" scatta invece il privilegio degli arresti domiciliari.


E’ il 23 giugno. Poche ore più tardi, nella mattinata di martedì 24 giugno 2008 Niki viene trovato morto dai suoi compagni di stanza. E’ un suicidio. E’ questo ciò che affermano le autorità inquirenti sin dai primi istanti.

La procura di Firenze non spiega come sia stato possibile che alle ore 20:58 del 20 giugno venisse recapitato a Niki (che allora si trovava in carcere) un telegramma proveniente dalla sua stessa abitazione che per logica avrebbe dovuto essere sotto sequestro visto che c'era materiale importante come i PC.



C'è un processo in corso per furto: hanno ripulito l'appartamento e non hanno lasciato nemmeno un calzino di Niki.


Il telegramma gli ordinava di nominare un nuovo avvocato. Tutti sanno che in isolamento è vietato comunicare con l'esterno e ricevere qualunque tipo di raccomandate. Ma in questa storia non c'è nulla di normale.

L'avvocato che Niki dovette scegliere lavora presso un grande studio di Bologna, il cui titolare è l'avvocato Umberto Guerini. Un personaggio molto grosso, e in una vecchia interrogazione parlamentare del 1990 ad opera di Luigi Cipiriani, viene citato per la storia di depistaggi nel processo sulla strage di Bologna:

In una lettera dello stesso giudice Persico al dott. Sica che indica Umberto Guerini come uno dei partecipanti a riunioni tenute dal capocentro del controspionaggio di Firenze, Mannucci Benincasa, che si faceva chiamare ‘capitano Manfredi’, in caserme dei carabinieri allo scopo di ‘intossicare’ il processo sulla strage di Bologna.



Niki Aprile Gatti pesava 90 Kg e si sarebbe suicidato con un solo laccio di scarpe. Ma non è solo questa la contraddizione, ci sono anche le testimonianze dei due detenuti stranieri che non collimano, oppure la valutazione positiva dello psicologo e la chiacchierata con la guardia molto pacata dove Niki risultava fiducioso. Ma il Magistrato ha archiviato, senza far luce alle innumerevoli contraddizioni, come suicidio. Punto e basta.


Anzi, c'è qualcosa di molto più grave.



La Banda di Salvatore Menzo risulta (fonte: dossier della conferscenti umbra del 2010) di avere rapporti con la cosa calabrese molto radicata in Umbria dei Farao-Marincola. E' una 'ndrina che ha come business proprio glia affari con le società telefoniche e , grazie al caso Eutelia e soprattutto allo scoop di un giornalista del Manifesto, si è scoperto che loro, tramite un prestanome, possiedono una società off-shore proprio a Londra.

E a Londra ci sono le famose società incriminate dalla Premium. E tra i nomi degli indagati c'è Carlo Contini , il complice della Banda, e i fratelli Cimieri i quali hanno messo come indirizzo di residenza la stessa abitazione perugina. C'è una vera e propria asse che parte dalla Calabria, attraversa l'Umbria, passa per San Marino e approda a Londra.


Ma la gravità è un'altra. Circa un anno fa in un vecchio post apparve un commento anonimo il quale recitava


"se ti va di contattarmi ti farò mettere più post sul tuo sito . So di molte cose sull'omicidio suicidio di Gatti . Ma siccome sono implicato non posso denunciare".


Un messaggio molto grave, ma non era esattamente anonimo perchè rimandava al blog "http://www.expentitiperugia.blogspot.com/" intitolato : la verità sulla morte di tre persone Perugia . Ma è rimasto fermo al 21 Luglio del 2009.


Inoltre il suo nickname è Scorpion52, ed è facile risalire al mese e data di nascita e fare una comparazione delle date con gli indagati. Ma come tutti sanno, per la Polizia Postale è un gioco da ragazzi rintracciare l'autore visto che anche un messaggio anonimo lascia le tracce del suo proprio IP. Inoltre leggendo è evidente che sia una persona molto informata dei fatti visto che aveva anticipato nomi e intrecci.


Ornella Gemini nel suo memoriale che presentò al Magistrato per opporsi all'archiviazione ovviamente citò anche questo messaggio anonimo. Nell'archiviazione, purtroppo avvenuta nel maggio del 2010, scrisse che il messaggio non era rintracciabile essendo anonimo!

E non sappiamo ad oggi se c'è un processo in corso per  l'inchiesta Premium , o addirittura (e sarebbe una cosa sconcertante) sia tutto archiviato.


Lascio a voi lettori trarre le conseguenze.







.

mercoledì 13 giugno 2012

Anarchici Informali: operazione condotta nuovamente dall'oscuro generale Ganzer e dal PM Comodi di Perugia.


Il blitz di oggi è una risposta dello Stato all'aggressione di 
matrice anarco-insurrezionalista" commenta il comandante del Ros, il famigerato generale Giampaolo Ganzer.  

Si perchè stamane i ROS  hanno effettuato l'arresto di dieci anarchici e hanno denunciato altre 24 persone. 



Anarchici, secondo loro, collegati alla Federazione Anarchica Informale e che effettuarono gli attentati alle 
agenzie interinali, sedi dell'Equitalia,  CIE, fino a dire che ci sono   collegamenti con  la gambizzazione di Adinolfi, amministratore dell'Ansaldo.




La titolare dell'operazione è la Comodi, il PM di Perugia. E' lo stesso PM che  nel 2007 , sempre assieme al generale Ganzer, condusse la famigerata 


operazione "Brushwood" facendo arrestare dei ragazzi anarchici spoletini 


ove il loro unico "difetto" è stato quello di coinvolgere la società civile del 


luogo per contrastare la speculazione edilizia che stava divorando il territorio.  


E indirettamente si misero contro i Poteri Forti di tutto il territorio Umbro.  


Questi ragazzi furono accusati di essere legati ad una cellula eversiva 


collegata agli anarchici informali. E coniarono perfino il nome della 


fantomatica cellula, ovvero " COOP- FAI". 


L'11 Maggio del 2011 la Corte d'Assisi di Terni aveva emesso una sentenza(ricordiamo che è ancora di primo grado) unica al mondo che crea un precedente pericoloso: 3 anni e 8 mesi Michele Fabiani e 2 anni e 6 Andrea Dinucci per un reato, l’associazione sovversiva con finalità di terrorismo, che ne prevede minimo 7 massimo 15. La metà del minimo della pena se si considera che ne erano stati chiesti 9. 

La gravità della condanna sta nel fatto che si tratta di una presunta associazione composta da soli due membri: il "capo" Michele Fabiani e il "vicecapo" Andrea Di Nucci. Nulla importa che in una rivendicazione è stata trovata un’impronta che non è di nessuno degli imputati, oppure se si considera che Michele era in Puglia quando è partita la lettera di minacce alla Lorenzetti, all'epoca governatrice della regione Umbra.



La Pm Comodi, prima della sentenza disse: “So che nessuno è mai stato condannato per essere membro della Federazione Anarchica Informale, sono certa che questa sarà la prima volta.


A quanto pare visto gli arresti di oggi, ci sarà anche una seconda volta: sono riusciti a creare per quella condanna un pericoloso precedente .


Ma chi è Ganzer invece? Il generale dei ROS è un condannato di primo grado a ben 14 anni di prigione, 65mila euro di multa, all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e da quella legale durante l'espiazione della pena. Resta al suo posto. Perche' la sentenza e' di primo grado, l'appello nemmeno iniziato e il rischio di prescrizione dietro l'angolo. Alcuni reati si sono addirittura gia' estinti: i fatti contestati sono infatti avvenuti tra il 1991 e il 1997, causa indagini lunghe e complesse. Tra l'altro scrissi a suo tempo un lungo articolo sulla sua storia e sinceramente fa rabbrividire il solo pensiero che  un condannato di primo grado (per ora è ancora in attesa di giudizio definitivo) per motivi riguardanti la sua attività,  ricopra ancora questo ruolo e conduca inchieste assieme alla Magistratura. 


Anche il sottoscritto è un anarchico, e come tale voglio il superamento dello Stato e sopratutto non credo nei tribunali. Per questo io non concordo con la modalità di lotta dei cosiddetti anarchici informali. Non li approvo perchè la loro lotta, condotta in questo modo, è del tutto inutile. Non si potrà mai risolvere l'ingiustizia sociale con una bomba per fare un atto dimostrativo o una gambizzazione. Non si combatte la persona ma il Sistema che fa di un principe, un tiranno. Non si utilizza una specie di tribunale del popolo: non corrisponde all'ideale anarchico.   E per abbattere il Sistema va innanzitutto fatta una battaglia culturale contro questo fenomeno legalitario  dove si confonde la giustizia sociale con quella penale.


Abbiamo visto che la Magistratura è un Potere funzionale al Sistema e che non si fa scrupolo di collaborare con delle persone con un passato (e presente) oscuro.


La PM Comodi aveva anche condotto l'inchiesta che, pare, stroncò la famosa banda degli ex pentiti capeggiata da Salvatore Menzo.


Come mai non ha voluto mai collegarla con l'operazione Premium che portò all'arresto e, dopo 4 giorni di detenzione preventiva, all'omicidio di Niki Aprile Gatti (archiviato dalla Magistratura come suicidio) all'interno del carcere di Sollicciano ? Molti di noi (compreso il Comitato Verità e Giustizia per Niki)  spedimmo delle e mail alla Procura di Perugia proprio per dire che c'erano elementi per fare un collegamento. 


Non c'è stata volontà di fare il collegamento perchè l'inchiesta sennò sarebbe stata troppo grossa? Forse perchè si sarebbe scoperto che c'è la responsabilità e complicità dello Stato ?


Si, proprio quello Stato che gli anarchici come me vorrebbero abbattere.

lunedì 11 giugno 2012

Brevi riflessioni sui nostri tempi e inganni universali

Riporto qui altri miei brevi pensieri estrapolati dalla mia pagina Facebook. Spero che aiutino a riflettere...



"Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico." Bertolt Brecht


Vogliamo per davvero comprendere il meccanismo perverso del Potere e della manipolazione del dissenso? Studiamo, non leggiamo i soliti libri che vengono sponsorizzati, non attingiamo sempre dalle solite fonti che vanno di moda tra chi pensa di andare contro, approfondiamo le notizie, non prendete per buono tutto quello che viene detto, non lasciamoci sedurre dagli slogan facili perchè molto spesso nascondono il peggior populismo, non lasciamoci trasportare dal mal di pancia e razionalizziamo il tutto. Diffidate dai giornali come "Repubblica" o il "Fatto quotidiano", sono pedine consapevoli del perverso meccanismo e fanno danni peggiori di tutti gli altri perchè si rivolgono a chi si attiva e quindi fa la "Storia". E non lasciatevi fregare da tutti quei Poteri(soprattutto quello della Magistratura) che si fanno scudo dalle poche persone in gamba per rafforzare sopratutto i loro privilegi e prepotenza. Il Sistema si regge e si auto rigenera facendo espellere ogni tanto le cosiddette "mele marce". E non abusate della parola "legalità", perchè essa non è un valore assoluto. Vi ricordo che il legalitarismo è un'ideologia di destra. Perché? Perché il legalitarismo è sempre una posizione subalterna al potere. Quanto volte abbiamo sentito dire: “la legge, il rigore, sono gli unici strumenti di difesa dei deboli dai forti”? E’ un imbroglio! La legge è sempre fatta dal più forte e applicata dal più forte. E il legalitarismo è quella pratica politica che trasforma la legge in un feticcio, cioè la mette sopra alla lotta politica, sopra ai movimenti della cultura, alle conquiste dell’opinione pubblica, alla modifica dei rapporti di forza tra le classi, le persone, le idee. Il legalitarismo che ha infettato la sinistra e ha portato uomini come Saviano o Travaglio all'acclamazione, è l'opposto di una rivoluzione: è conservazione!







Schiavitù..






La Severino ha fatto una proposta: utilizzare i detenuti non pericolosi(notate quel non pericolosi) per ricostruire le zone terremotate. Cominciamo a dire una cosa importantissima: lo Stato, grazie alla politica del Fiscal Compact e del pareggio in bilancio reso costituzionale, non può spendere più nulla ed è evidente che il Governo nasconde la verità su questa politica economica criminale. E quale soluzione vorrebbe intraprendere? Far diventare i detenuti degli schiavi? Li utilizzano a seconda le necessità per soppiantare l'intervento statale oramai azzerato? Ho una proposta. Va bene, facciamo lavorare i detenuti. Ma con due opzioni: o vengono pagati come tutti gli altri, oppure come premio riceveranno un grosso sconto di pena se non la liberazione anticipata. Perchè diversamente la proposta della Severino è l'equivalente di un campo di concentramento.











I "professionisti dell'antimafia"!












Mi ero persa la copertina dell'Espresso, giornale di Potere:"Chi ha paura di Saviano". Ecco, a me non fa paura lui ma molto di più tutto il resto della gente che lo ascolta senza un pensiero critico e soprattutto senza la volontà di approfondire. A me fa paura l'Assenza del libero pensiero, la poca voglia di lottare seriamente il Potere, la mancanza di volontà nell'andare oltre le apparenze e facili slogan, la mancanza di conoscenza della vera Mafia, l'essere massa perchè fa comodo, legarsi a movimenti o partiti, o ancora peggio alla casta dell'antimafia per far carriera. A me fa paura che uomini mediocri come Saviano o altri abbiano l'appoggio popolare. A me fa paura essere attaccato e bollato come offensivo solamente perchè dico, liberamente, ciò che penso.










L'Anarchia è sempre viva..











Mi aveva aggiunto su facebook dopo una bellissima discussione sul film sulla strage di Piazza Fontana di Giordana ispirato dal brutto libro di Chucciarelli che parlava della doppia bomba e metteva in cattiva luce Valpreda e Pinelli. Paolo Braschi era un compagno anarchico, fondatore dell’Associazione Pietro Valpreda-Gli anarchici per la verità sulle stragi. Un uomo che con coerenza mai si era pentito della sua scelta di lotta per la libertà e per una società di eguali, scelta che da ragazzo gli era costata lunghi anni di carcere. Ci ha lasciati la scorsa settimana. Mi scuso per non averlo ricordato prima...

giovedì 7 giugno 2012

Bomba a Brindisi: la confessione poco convincente di Vantaggiato.

Piccola cronistoria. Quel maledetto giorno del 19 maggio, davanti alla scuola di Brindisi e proprio nel momento in cui  le studentesse stavano per entrare, è scoppiata una bomba. E ci fu la tragica morte della piccola Melissa, più altre studentesse ferite fisicamente e psicologicamente. Una strage.


Da quel giorno i giornali cominciarono a pubblicare notizie varie, l'ipotesi iniziale fu "strage di mafia". E non è stata solo un ipotesi giornalistica, ma anche istituzionale visto che intervenne il distretto anti mafia. Ovviamente fin dall'inizio, come tanti attenti cittadini, non ci ho creduto assolutamente per dei motivi logici che ho esposto nello scorso articolo.  Subito scartata l'ipotesi della mafia è subentrata quella del gesto di un folle (non mi convinceva) e furono pubblicati dei video dove mostrava il presunto assassino premere un telecomando in direzione, sembra, della scuola. La bomba era composta da tre bombole del gas e ancora non si è tuttora capito bene in che maniera sia avvenuta l'esplosione. Venne interrogato un sospettato per la somiglianza dell'uomo del video e anche perchè era un esperto dell'elettrotecnica. Il giornalista  Sandro Ruotolo , per fare lo scoop, pubblicò il nome del sospettato e gli "integerrimi cittadini" assalirono la  bacheca facebook del "mostro"  e lo inondarono di scritte indicibili. Fu rilasciato perchè non c'entrava nulla.


La Procura cominciò a dire che forse, per fare l'attentato, ci volevano dei complici. Io lo penso tuttora perchè se è vero che il presunto attentatore del video mostri una disabilità al braccio, come poteva trasportare e posizionare da solo le ben tre bombole del gas? E l'altro tentato attentato(sempre bombole del gas) nella scuola alberghiera a Castel Volturno?


Ma ecco che arriva il colpo di scena: ieri hanno arrestato un uomo di 68 anni perchè dopo ore e ore di interrogatorio, ha confessato. E qui le notizie hanno dell'incredibile. Inizialmente era stata pubblicata la spiegazione del gesto da parte dell'attentatore: 


L'uomo avrebbe agito per colpire la giustizia, perche' in passato aveva sostenuto un processo per una truffa subita, senza pero' riavere il denaro che aveva perso. Avrebbe cosi' covato una sete di vendetta, e la mattina del 19 maggio forse voleva colpire, con le tre bombole che hanno ucciso Melissa Bassi, 16 anni e ferito altre cinque studentesse, proprio il Trinunale di Brindisi. Ma troppo sorvegliato, avrebbe ripiegato sulla scuola, che guarda caso, si trova poco distante dal palazzo di giustizia.


Una spiegazione che fa acqua per logici motivi. E infatti dopo qualche ora, subito 
arrivarono delle rettifiche e pubblicarono le dichiarazioni del procuratore Motta:


"ha ammesso di aver fabbricato l'ordigno e di averlo fatto esplodere". Ma questa è l'unica certezza. L'inchiesta prosegue, "perchè se ci fermassimo qui sarebbe una indagine zoppa"




Quindi la confessione dell'attentatore non basta. Anche perchè c'è qualcosa in più. Il 


Procuratore Motta,in un'intervista fatta da Affaritaliani.it, disse: 

"non si esclude la presenza di un mandante"



Pare, ma non c'è nessuna certezza, che questo signore abbia nel passato fatto altri 

attentati incendiari. Ma personalmente non mi quadra nulla.

Probabilmente questo signore ha dei problemi psicologici molto pesanti e persone 

con il suo stato mentale potrebbero benissimo attribuirsi la paternità dell'attentato. Ma 

ovviamente dovremmo attendere il proseguimento delle indagini, anche perchè la 

semplice confessione non basta e ci vogliono delle prove tangibili. 


Preciso che questo mio articolo non è un'inchiesta . In questo 

caso, non avendo nulla in mano, faccio delle semplici osservazioni. 


Ma vorrei ricordare  a tutti i lettori che la Storia è importante. E allora non 

dimentichiamoci che nel  passato stragista , non pochi furono arrestati e messi in 

pasto alla massa che non aspettava altro che il colpevole. Ed il mio pensiero non può 

non andare all'anarchico  Valpreda perchè era stato additato come il mostro: colui 

che mise la bomba 

provocando la strage di Piazza Fontana! Dopo un lungo periodo di detenzione fu 

rilasciato.


Volete un esempio eclatante  di falsa confessione?


Quella di Vincenzo Scarantino, ovvero il falso  pentito per la strage di via D'Amelio che si e' autoaccusato dell'eccidio e ha tirato in ballo dieci persone che, invece, il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza ha pienamente scagionato.

Quando c'è di mezzo lo Stato, intervengono i soliti depistaggi, false testimonianze e, come è già accaduto, false confessioni. Vediamo come andrà a finire, anche se a quanto pare dicono che "giustizia è fatta".




sabato 2 giugno 2012

La menzogna liberista.

Ecco cosa è accaduto in questi giorni, Berlusconi dice: "Cominciamo noi a stampare l'euro con la nostra Zecca". Poi lancia un avvertimento ai vertici di Bruxelles: "Se la Ue non ci ascolta, uscire dall'euro".

Bene, come accadde per la Magistratura, ora per reazione tutta la massa critica di "sinistra" manipolata dall'antiberlusconismo sterile, tiferà per la BCE e le politiche economiche europee. Considererà un'idea pazza l'uscita dalla zona euro. La confusione creata ad arte andrà avanti. E il Potere continuerà a schiacciarci con il nostro beneplacito.

Oramai sono meccanismi collaudati e di fatto i giornali come "l'Unità" , la "Repubblica" o il "Fatto Quotidiano" con gli articoli dell'ex magistrato Tinti che si improvvisa economista dicendo stupidaggini come l'esempio della spesa dello Stato, paragonandola a quella di una famiglia,  si stanno scatenando. Ma è logico visto che per assurdo (ma nemmeno tanto purtroppo ) sono stati i Governi di centrosinistra ad attuare poltiche liberiste. E quest'ultima cosa la disse pure Monti in un suo intervento. 

Per far capire in maniera più semplice possibile in che maniera hanno fatto il lavaggio del cervello a tutti noi, dobbiamo partire da un discorso che fece Monti. Disse questo:

"Non tocca dire a me se il mio governo ha un cuore buono, ma invito gli italiani a tener conto che se l'Italia e' ridotta un po' male e' perche' i governi italiani per decenni hanno avuto il cuore troppo buono, diffondendo buonismo sociale  coprendolo con il debito a danno dei giovani d'oggi."

La stragrande maggioranza della gente ovviamente sarà convinta di ciò che dice!

Domanda: dove c'è stato tutto questo buonismo sociale?

Dal dopoguerra in poi (prima c'era il fascismo che non permetteva di lottare) c'è stata una lunga battaglia ,osteggiata da scie di sangue e stragi di stato, per conquistare dei diritti sociali. Per poi arrivare in questi ultimi diciassette anni , quelli dopo tangentopoli, che sono stati susseguiti da governi di centrosinistra e centrodestra; i quali con il tempo e in maniera scientifica hanno distrutto lo Stato Sociale, frammentato il lavoro e introdotto la maledetta flessibilità! E come da prassi,tutto contornato da continue repressioni e brutalità di Stato a non finire.





Allora a quale buonismo si riferisce?  Alla  spesa sociale dello Stato.


E meno male che nel passato ci sia stata! La spesa sociale inevitabilmente provoca il debito! Non esiste nessuna nazione al mondo che crea benessere senza andare a deficit pubblico! Che qualcuno me la indichi.

I giovani d'oggi se riescono a sopravvivere è grazie alle famiglie che hanno lavorato e usufruito del "buonismo" paventato da Monti. E oggi molte di loro, non lavorano nemmeno più e si indebitano per poter far studiare i figli o cercare di mantenerli durante i periodi di non lavoro. In pratica si sono sostituiti allo Stato, sono loro i veri ammortizzatori sociali.

Ripartiamo quindi dal famoso debito pubblico. Il Giappone ha un  debito pari al 200 per cento riuscendo a contenere l'inflazione. Ed è una nazione che non conosce crisi.


L'Argentina si è ripresa dalla crisi grazie alle poltiche anti liberiste del Governo peronista di sinistra : piena occupazione, investimenti pubblici, crescita economica e il tutto a DEFICIT PUBBLICO.

Esattamente come l'Italia degli anni 80: inflazione al 10 per cento, debito pubblico elevato ed era un Paese, il nostro, con poca disoccupazione e crescita economica sostenuta. Ma soprattutto con un welfar state che ci invidiavano tutti. Tanto è vero che avevamo fatto scuola. Poi è arrivata la mannaia liberista.

Per attuare una politica simile all'Argentina inevitabilmente bisogna uscire dalla zona euro e riappropriarsi della sovranità economica e monetaria.

Detto questo voglio chiarire un fatto: le ingiustizie sociali rimangono e bisogna continuare a lottare. Io essendo un anarchico sono cosciente che questa politica rimane comunque capitalistica e soprattutto l'oppressione dello Stato rimane.  Ma comprendo anche che adesso c'è una grossa emergenza in corso. La disoccupazione aumenta, il denaro non circola, la gente si suicidia dalla disperazione. Almeno quest'opera criminale da parte dei Tecnocrati che sono per un'anarchia di mercato, bisogna fermarla. Prima che poi sia troppo tardi.