lunedì 28 maggio 2012

Travaglio e la sua ginnastica d'obbedienza.


"Dov'è tribunale è l'iniquità." Tolstoj

Giovedì scorso ho visto (ed era meglio che evitassi come sempre ho fatto) la trasmissione di Santoro" Servizio Pubblico" e c'era stato un interessantissimo battibecco tra Travaglio e Sansonetti.  E ovviamente si parlava della Magistratura.  Inutile dire che Sansonetti si trovasse nella tana del lupo. Lo sbaglio che fece era quello di parlare di Del Turco. Quando capiterà un giornalista di sinistra che farà altri esempi di ingiusta detenzione, inchieste che stroncano movimenti interi e tanto altro, compreso il legame politico tra i diversi poteri?  

Ho letto ( e anche questo me lo potevo risparmiare) l'editoriale di Travaglio ove ancora una volta ( la prima parte del testo perchè il resto è la solita cronaca giudiziaria) ribalta la realtà che lui nemmeno conosce.
Si riferiva a Sansonetti e ha approfittato per dire che quest'ultimo è un paradosso vivente per essere uno di sinistra che critica i Giudici, mettendolo al paro della destra berlusconiana.

A me di Sansonetti non mi interessa nulla, io semplicemente appofitto per mettere in chiaro la questione una volta per tutte.
I movimenti di sinistra libertari e anarchici sono  sempre stati contro ogni forma di Potere e tra quelli logicamente  c'è anche quello dei Giudici.

La sinistra libertaria ha sempre contrastrato il legalitarismo ora professato da  Travaglio. Un uomo cieco all'obbedienza della "giustizia penale", colui che si dice contro il TAV, ma difende l'operato di Castelli e non difende chi è detenuto ingiustamente e preventivamente per il solo fatto di aver partecipato attivamente nella manifestazione. Un obbediente come l'ultimo dei soldati.
Quest'ultimo in particolar modo scrive, riferendosi a chi è di sinistra e critica i Giudici: " Un po’ come il pizzaiolo che fa la pizza alle fragole".

Casomai, io dico, andrebbe rivolta a chi è di sinistra e difende la legalità borghese.  Questa è l'anomalia e non viceversa.  

Ma queste cose Travaglio non le capisce visto che ha trascorso la sua gioventù al giornale di Montanelli, il Borghese. Pare che si divertisse a pubblicare le intercettazioni fatte a quelli di Lotta Continua pur non avendo nessun rilievo penale.

Si incomincia da piccoli per poi "diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni ".
PS: hanno prosciolto De Gennaro. I pesci piccoli li condannano pure, quelli grandi sono protetti.

venerdì 25 maggio 2012

Dove è finito Pino Masciari?

Pino Masciari lo sostenevo fin dall'inizio, ricordo anche la sua battaglia per non farsi togliere la scorta.

Pino Masciari è un testimone di Giustizia: quando era imprenditore ha denunciato i boss della 'ndrangheta e i colletti bianchi che facevano affari con loro.

Lo Stato si è servito di Masciari e lui è uno che si fidava di esso. A differenza di altri che hanno la scorta solo per voci di qualche pentito e che di certo non hanno contribuito a nessuna inchiesta, Masciari ha denunciato e rischia la vita.

Pino Masciari ha sfidato la più grande montagna di merda che è la 'ndrangheta (della quale per forza di cose me ne sono dovuto occupare), essa è una mafia che è fin dentro i vertici dello Stato.

Pino Mascari da ieri è scomparso nel nulla, si spera che abbia trovato rifugio in qualche luogo segreto. E' sparito dopo aver parlato telefonicamente con la moglie: "Marisa non mi piace quel che sta accadendo, c'è un vuoto. La scorta mi ha girato le spalle e se ne è andata!".

Purtroppo non è la prima volta che lo Stato abbandona chi credeva ad esso. Il mio ricordo va alla povera Lea Garofalo...

AGGIORNAMENTO

Pino Masciari per fortuna è ritornato. Qui potrete leggere il suo comunicato stampa: http://www.pinomasciari.it/?p=22061

mercoledì 23 maggio 2012

La Strage di Capaci: una strage di Stato.

Ripropongo un articolo che già, a suo tempo, scrissi.


Oggi tutta l'Italia sta celebrando un triste anniversario, lo scorso 23 maggio del 1992 sull'autostrada A29, nei pressi di Capaci, perse la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre ragazzi molto giovani che gli facevano la scorta. Anche loro dei veri martiri visto che nello Stato, loro, ci credevano veramente. A torto.


Solo dopo pochi giorni, la stessa sorte toccò a Borsellino.

Il pool condotto da Falcone, e ovviamente anche da Borsellino, oltre a conseguire importantissimi risultati nei confronti dei quadri intermedi e di comando della cosiddetta "mafia militare", riuscirà ad attingere anche livelli sino ad allora inconcepibili dei quadri politici-economici: i potentissimi cugini Salvo vennero arrestati. Ciancimino venne messo alle corde. E la stagione degli intoccabili sembrava destinato a finire.

Ho detto "sembrava"!

La società civile, quella non suddita di uno Stato autoritario e soprattutto quella che non accetta di "farsi i fatti propri" ebbero, per la prima volta, la possibilità di identificarsi come quei due grandi magistrati che rappresentavano uno "Stato dal volto presentabile".


Ma lo stesso Stato che oggi con lacrime di coccodrillo celebra Falcone e Borsellino è quello che è corso ai ripari. Falcone aveva osato di "alzare il tiro". Non si accontentò della semplice manovalanza, ma cominciò ad indagare sul cosiddetto "quarto livello". Quel maledetto livello composto dai colletti bianchi che fin dalla Prima Repubblica apparteneva allo Stato stesso.

Su Falcone si scatenò una campagna politica mediatica micidiale per lui, e fu sommerso di accuse infamanti e di vere e proprie calunnie. Inoltre quasi tutti i suoi colleghi lo attaccarono, compreso il CSM che prendeva provvedimenti.

Il sistema di potere politico mafioso, come ho sempre urlato, è specializzato nella famosa tecnica di delegittimazione. Quanti sindacalisti, ragazzi come Peppino Impastato venivano infangati dopo essere stati uccisi dalla mafia? Andate a studiare la loro storia e capirete .



Gli esecutori del delitto di Falcone vennero arrestati, tra cui Giovanni Brusca, quello che azionò fisicamente il detonatore. Ma il mandante non venne mai identificato...


Se Falcone si fosse solo occupato della mafia militare e non quella superiore, sarebbe stato ancora vivo. Gli venne impedito di indagare sui possibili rapporti tra i servizi segreti e la mafia, gli vennero nascoste tutte le indagini che scottano. E così dovette accettare l'incarico di trasferirsi presso il ministero di Grazia e Giustizia.

Ma evidentemente non si fermò mai, i suoi computer vennero manomessi. Poi fu ucciso.


Il mandante è stato lo stesso Stato ,quello che Falcone serviva con amore. Amore ricambiato con un odio assassino.




La strage di Capaci è stata una strage di Stato.









domenica 20 maggio 2012

Bomba a Brindisi: l'ipotesi del gesto di un folle che non regge e l'ordigno alla scuola di Castel Volturno.

Come volevasi dimostrare, ormai sembra (per fortuna) tramontata l'ipotesi della pista mafiosa per l'attentato all'Istituto professionale di Brindisi. Le motivazioni per la quale avevo assolutamente escluso quell'ipotesi l'ho spiegata nel mio articolo precedente. Nella notte la Procura ha interrogato un sospettato: sarebbe un ex militare dell'aeronautica con un passato vicino ai servizi segreti. Ma già parlano di una persona squilibrata, un gesto di un folle che è contro il mondo intero. Non regge secondo me. A parte, se fosse vero, sarebbe interessante capire come mai, tutti quelli che hanno avuto un passato con i servizi segreti, poi ad un certo punto impazziscono. L'anno scorso, qui a Roma ,era stato ucciso un rabbino nel ghetto ebraico ed è sospettato, guarda caso, un uomo che appartiene ai servizi segreti e pare che abbia ucciso per motivi passionali. E perdonatemi, anche in quel caso non me la raccontano giusta.

Proseguiamo.

Gli ordigni che hanno compiuto la strage , e l'intenzione era di fare sicuramente  più morti perchè  se fosse scoppiata qualche minuto prima avrebbe compiuto una strage superiore a quella di Piazza Fontana, erano tre bombole del gas azionate a distanza da un telecomando. Le bombole erano posizionate dentro un cassonetto, probabilmente depositate nella notte. Una persona  ce la farebbe da sola? Probabilmente si. Ma la domanda sorge spontanea: nessuno se ne è accorto di qualche movimento strano? E se qualcuno ha segnalato qualcosa e la cosa non è stata presa sul serio? Sono ipotesi.

Come ho scritto nell'articolo precedente dietro c'è una strategia della tensione e se questo uomo c'entra qualcosa, lui probabilmente è stato eterodiretto. Ma non credo che sia solo.

Ricordate la strage di Piazza Fontana? Anche se purtroppo non abbiamo la verità anche in questo caso, sappiamo che dietro c'era stata una organizzazione composta da più persone e con l'ausilio dello Stato stesso. Lo stesso terribile giorno, l'identico ordigno scoppiò a Roma nelle vicinanze della Banca del Lavoro. Ma anche vicino l'altare della Patria e al Museo Centrale del Risorgimento.

Bene, cinque giorni prima della strage di Brindisi una notizia era passata inosservata perchè per fortuna non ci fu nessuna esplosione: vicino alla scuola alberghiera di Castel Volturno era stato ritrovato l'identico ordigno(ma una sola bombola) ed era pronto ad esplodere. C'era stata anche una rivendicazione di uno pseudo gruppo anarchico. Le forze dell'ordine stigmatizzarono che probabilmente non era escluso che si trattasse di uno scherzo tra studenti. Sinceramente faccio fatica a credere che gli studenti scherzino con le bombole GPL.

Sempre le scuole(in questo caso professionali), e sempre l'identico ordigno. Uno dimostrativo, l'altro no.

Sempre lo stesso uomo? Non credo.

Oppure vogliamo credere che sia il gesto isolato di un folle? Qui c'è un'unica follia: quella di Stato!



sabato 19 maggio 2012

Bomba davanti alla scuola di Brindisi: una strage non di mafia!


Notizia indicibile quella della bomba davanti ad una scuola e la relativa morte di una giovane studentessa. Stiamo attenti, cerchiamo di ragionare a sangue freddo: qui c'è la mano di qualcun altro.
Non può essere la Sacra Corona Unita, ella sta operando nell'ombra e ha tutto l'interesse nel rimanerci. La mafia non ha bisogno, in questo periodo storico, di farsi sentire come all'epoca delle bombe a Firenze e a Roma per trattare con lo Stato.
Qui c'è una chiara strategia della tensione per creare terrore e reprimere ogni principio di sano ribellismo. Temo che sia una strategia per inasprire le repressioni, carceri dure e giustificare l'intervento dell'esercito. E in questo modo sarà la stessa popolazione ad evocare leggi speciali! Per "ragion di Stato"(il maledetto Stato) si fa di tutto. E non è detto che presto parleranno anche di pista politica.
Quale altro posto poteva suscitare sdegno,rabbia ,orrore meglio di una scuola?
Da tempo che c'è una riorganizzazione del Potere in atto e tramite inchieste passate (per Niki) io questi segnali l'avevo colti e ne avevo ampiamente parlato.  Ora con l'arrivo di un Governo Tecnico si sta arrivando alla realizzazione. Non vogliono nessuna resistenza civile e nessuna presa di coscienza verso l'aberrazione del legalitarismo che assieme al liberismo fanno un connubio spaventoso. Osservate cosa è accaduto ai NO TAV con gli arresti.
Facciamo tutti attenzione e soprattutto non facciamoci intimorire.

giovedì 17 maggio 2012

Saviano: Il Tempio della TELECOM!

"Dedico questo articolo a Niki Aprile Gatti, ucciso da quei Poteri che nessuno vuole attaccare a viso aperto."




Decido di ritornare sulla trasmissione di Saviano e Fazio ospitata dal canale televisivo "La 7", proprietà della TELECOM.

Saviano si fa portavoce della lotta alle mafie tramite l'utilizzo della parola. Alla prima puntata ha voluto ricordare l'inchiesta della Magistratura in merito l'utilizzo illecito (ancora da provare) dei fondi pubblici ai Partiti da parte della LEGA. Ha voluto ricordare, e ha fatto bene, il legame del tesoriere della LEGA con esponenti della 'Ndrangheta. Anche questo ancora da provare e solo alla fine del processo potremo tutti noi tirare le somme.


Poi Saviano ha parlato delle società finanziarie dove molto spesso sono una copertura delle mafie e servono per riciclare il denaro sporco. Tutto vero e sono cose che i cittadini devono sapere.  Come però i cittadini dovrebbero sapere che oltre alle società finanziarie, le mafie fanno affari anche attraverso le società informatiche e telefoniche: un business, quello delle telecomunicazioni, non indifferente.  Un giro d'affari  molto  redditizio, ma come vedremo non trattano solo i soldi.



Saviano si è trovato ospite, appunto, di un canale televisivo che è ancora in mano alla TELECOM. Quest'ultima in tutti questi anni (in realtà da sempre, fin dai tempi della SIP dove il manager risultava iscritto alla P2) è stata oggetto di numerose inchieste (alcune ancora in corso) dove viene coinvolta, direttamente o indirettamente, anche  la criminalità organizzata. Dovremmo tutti noi aver paura e metterci in allarme perchè parliamo della più grande compagnia telefonica transnazionale che ha a che fare con la nostra intimità più profonda: può intercettare, può capire tutti i nostri movimenti e tutti i nostri segreti.


Prendiamo ad esempio l'inchiesta più famosa, quella dello scandalo TELECOM-SISMI. Un'inchiesta relativa alle intercettazioni illegali effettuate da alcuni responsabili della sicurezza di Telecom Italia, con 34 rinvii a giudizio di cui 21 arresti cautelari nei confronti di vari dipendenti di Telecom, di poliziotti e di militari dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.


Emerse tra l'altro che i dirigenti e funzionari della Telecom erano informati sui fatti. Finì con i patteggiamenti e per il funzionario dei servizi segreti Mancini fu "imposto" il segreto di Stato. Quindi intoccabile.

Ma l'inchiesta più interessante è quella relativa alla Fastweb-Telcom Sparkle.  E' emersa una regia della 'ndrangheta, eversione nera, grandi gestori telefonici e apparati dello Stato.  Da ricordare  il sodalizio criminale tra la 'ndrangheta, politica come il senatore Di Girolamo eletto grazie alle 'ndrine, ed eversione nera come l'imprenditore Gennaro Mokbel. Un uomo, quest'ultimo, legato ai NAR ed esponenti della Banda della Magliana che in una intercettazione si vantava di aver commesso ben 10 omicidi. Tempo fa avevo parlato, per fare una mia inchiesta non andata a buon fine, con uno dei coinvolti e mi disse che Mokbel si vantava dicendo :

" Sto all'orecchio di qualcuno..."!


L' inchiesta partì dal 2004 fino al 2008, e si sovrappose quasi a quella condotta dalla procura di Firenze: la tristemente famosa "operazione premium" che portò all'arresto di 18 persone. Tra cui Niki Aprile Gatti , il quale fu l'unico che voleva parlare perchè si sentiva con la coscienza a posto, ma dopo solo tre giorni di galera fu ucciso. Anche se ufficialmente risulta suicidato.




Nell'inchiesta di Roma è emerso anche che una delle sedi del riciclaggio risiedono in Umbria, una regione colonizzata dalla 'ndrangheta ma ovviamente pochi ne parlano, e Saviano parla solo delle regioni del nord. D'altronde va di moda visto che c'è la Lega.


Invece l'inchiesta di Firenze sembra aver omesso tutto questo, dico sembra perchè nessuno sa più niente che fine abbia fatto. Forse è stata abbandonata, forse è stata  archiviata, forse lo Stato non condannerà mai se stesso.


In tutto questo, in quel periodo, il 30 ottobre del 2008, l'antitrust decise di sanzionare ben 13 società, tra le quali la TELECOM.


Purtroppo la 'ndrangheta oltre ad impadronirsi degli appalti di costruzione, del traffico della droga, della politica, si è impadronita anche della gestione informatica e telefonica.


E allora provate ad immaginare che qui non si tratta solo di ricavare denaro, ma anche poter accedere ad informazioni segrete, intercettare illegalmente le persone e magari ricattarle come la storia di Marrazzo. Giusto per fare un esempio conosciuto.

L'ultima inchiesta che riguarda la Telecom è recente, e ovviamente nessun giornale ci tiene informato sugli sviluppi. In pratica i PM della Procura di Milano  stanno indagando su dipendenti e dealer per associazione per delinquere, ricettazione e falso legate agli "ingiusti profitti" per 231 milioni di euro realizzati dalla società nel 2008.


Secondo la Procura le Sim Card della TELECOM venivano utlizzate anche da esponenti della criminalità organizzata.


Parliamo di argomenti e storie molto grosse. Ognuno è libero di dire ciò che vuole, scegliere i luoghi per diffondere la "parola". Ognuno può anche omettere quello che non reputa importante. Saviano è un uomo "libero", no? Io ho semplicemente approfittato per ricordare chi è, e su che cosa sia indagato il proprietario de "La 7".


Concludo dicendo che pur trattando inchieste sulla criminalità organizzata, io non credo alle Istituzioni e tanto meno ai Tribunali. I Giudici non sono altro che delle pedine (consapevoli o non) del Potere che condannano altrettante pedine che non fanno più comodo al Potere medesimo. E a volte ci rimettono magari delle persone che non c'entrano assolutamente nulla. La Giustizia nella logica dello Stato serve solo per poter attuare delle logiche repressive e strumenti di tortura come il 41-bis e altre forme di regime carcerario speciale. Tutti strumenti che non rispettano la dignità delle persone e servono per poter dare una parvenza di giustizia ai familiari delle vittime della mafia. In realtà se si volesse aspirare ad una vera forma di Giustizia è augurarsi la fine di chi garantisce questo Sistema: ovvero lo Stato.

Non lo dice solo un anarchico libertario come me, ma lo disse anche un moderato come Leonardo Sciascia.

Forse basterebbe un po' di buonsenso e vero studio del problema, senza farsi ammaliare dalle parole vuote dei tanti guru della Storia che fanno tanto comodo al Sistema vigente.








lunedì 14 maggio 2012

Quello che (non) ho e che Saviano (non) dirà.


Allora siete tutti pronti ad emozionarvi con le parole intense di Saviano? Oppure con le musiche  e gli ospiti che daranno la sensazione che finalmente esiste un programma di  sinistra e    contro  le ingiustizie sociali? Si proprio come "Vieni via con me", giusto?
Ma perchè, mi chiedo, Saviano il legalitario e Fazio fanno una trasmissione che si intitola come  la canzone dell'anarchico De Andrè?  Mi sembra come quelli di casapaund che fanno i manifesti con Rino Gaetano, Guccini e Che Guevara.
Saviano ovviamente non metterà mai la canzone de "Il gorilla" la quale recita che " tra la vecchia e il giudice , senza esitare scelse il magistrato acchiappandolo forte per un'orecchia e lo trascina in mezzo ad un prato e quello che avvenne fra l'erba alta non poteva dirlo per intero".  Oppure "Un Giudice" che "era una carogna di sicuro perché ha il cuore toppo,troppo vicino al buco del culo". O  la canzone "Nella mia ora di libertà" ove De Andrè si rivolge  ai legalitari  dell'epoca:  "  Ne   devono fare di ginnastica d'obbedienza da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni". 
Ma Saviano non accennerà nemmeno l'altro bellissimo brano di De Andrè: "Sogno numero due". Si proprio il sogno dell'impiegato dove  il giudice gli svela che in realtà egli non era che una pedina del Potere  costituito, che lo avevano osservato in ogni momento e lo avevano quasi aiutato a favorire il potere uccidendo "i soci vitalizi del potere ammucchiati in discesa a difesa della loro celebrazione".
Sicuramente  ometterà quell'altra canzone di De Andrè: "Sidun". Quella dove c'è il lamento di un padre Palestinese che ha perso il figlio a causa del bombardamento israeliano.
Ma vedrete che almeno in una delle tre serate , Saviano, citerà la frase di Pasolini sul poliziotto proletario, magari riferendosi al Movimento No Tav.
Ovviamente, Saviano,  non dirà che quella citazione viene estrapolata  dalla poesia "IL PCI ai giovani". Consiglio di leggerla attentamente:  non è assolutamente a favore della polizia, ma decisamente contro l'intera Istituzione . Inoltre Pasolini si rivolgerà ai giovani dicendo: "Perchè    non ve la prendete con i magistrati, e vedrete....". 
Un attimo.
Forse qualcosa in merito dirà. Ma l'esatto contrario: dirà ai maifestanti no tav di non prendersela con Caselli.
Esprimere il proprio dissenso contro un PM che ha tanto lottato contro la mafia è un qualcosa di indicibile per questi legalitari, un dogma religioso      Aveva  ragione Pasolini, un profeta:
"Perchè non ve la prendete con i magistrati, e vedrete...."



NOTIZIA DEL GIORNO:

Caso Lonzi: la Corte dei diritti dell’Uomo dichiara “irricevibile” il ricorso della madre

La Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo ha “dichiarato irricevibile il ricorso” presentato da Maria Ciuffi, la madre di Marcello Lonzi, il detenuto morto in carcere a Livorno l’11 luglio 2003.
Lo ha reso noto la donna che ieri a Pisa ha partecipato al corteo degli anarchici in ricordo di Franco Serantini, lo studente sardo ucciso 40 anni fa in seguito a un pestaggio subito dalla polizia.
“Mi fido più degli anarchici che dei giudici”, ha detto Maria Ciuffi ricordando che suo figlio, che secondo la giustizia italiana è morto in cella a causa di un malore, “subì violente percosse in carcere al punto da provocarne il decesso”.

La decisione della Corte, in composizione di giudice unico, risale al 18 aprile scorso ma solo pochi giorni fa la donna ha ricevuto la comunicazione. “La decisione della Corte - si legge nel provvedimento - è definitiva e non può essere oggetto di ricorsi davanti alla Corte, compresa la Grande Camera, o ad altri organi”. Con la deliberazione di Strasburgo si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria scaturita dalla morte del giovane detenuto livornese.
 

mercoledì 9 maggio 2012

Peppino Impastato, Lotta Continua e il concetto di terrorismo.

L'assassinio di Peppino (inizialmente mascherato come suicidio), badate bene, non è stato un semplice omicidio mafioso come ci immaginiamo. Ma dietro c'è un qualcosa di più profondo.  

Cito  la frase di Erri De Luca : "E' stato un omicidio fatto con sapienza, è stato eliminato lui per troncare tutti."

Si perchè questo ragazzo è stato un rivoluzionario che militava nelle fila di Lotta Continua ,e l'Italia negli anni '70 sfondò una quantità enorme di tali militanti.


Oggi questo attributo è vago e subordinato a quello di terrorista, oggi i terroristi sono considerati anche i gruppetti di tifosi che si scontrano con la polizia. Oggi i terroristi sono anche chi brucia una bandiera, chi manifesta contro il G8, chi occupa i binari di un treno per reclamare i propri diritti, chi si oppone alla costruzione del TAV. E scattano le inchieste che portano agli arresti.

Io voglio in questo mio scritto ridare il suo vero significato a questo aggettivo. Terrorista è la strage di Piazza Fontana, di Gioia Tauro, di Piazza Della Loggia, di Portella Della Ginestra.  Terrorista è il nostro Sistema Carcerario, la dittattura del "Libero Mercato", le macellerie sociali che provocano povertà e suicidi.  


E non dimentichiamo che anche l'informazione attuale fa "terrorismo". Crea nuove paure per poi poter far accettare alla popolazione le varie misure repressive.Terrorista è  il bombardamento aereo di una città, che ha lo scopo di seminare terrore tra indifesi ed inermi. Il terrorismo comincia a Guernica nel 1937, sotto le bombe tedesche. Quelle sganciate durante un giorno di mercato. Nella sala dell'ONU c'è il quadro di Picasso che rappresenta quella strage, ma che poi ogni tanto viene coperto dalla vergogna quando approvano una risoluzione di guerra.


Il terrorismo non aveva niente da spartire con i ragazzi degli anni '70: le loro lotte non avevano obiettivi estremisti. Si organizzavano per occupare le case lasciate vuote dagli speculatori, si lottava in fabbrica per ottenere più sicurezza sul posto di lavoro, si lottava addirittura all'interno dell'esercito perchè i soldati li consideravano dei "proletari in divisa".


I rivoluzionari, definiti la meglio gioventù da Pasolini, puntavano ad obbiettivi pratici e moderati.

Ma la repressione contro di loro fu talmente massiccia che li trasformò in rivoluzionari a tempo pieno. I militanti di sinistra rivoluzionaria(ostacolati anche dal PC) sono stati i più incarcerati per motivi politici.

Anche rispetto al ventennio fascista.

E ovviamente fu anche un bene perchè anche lì ,in carcere, hanno organizzato scioperi per richiedere una qualità della vita decente per gli incarcerati. E in questo periodo triste dove va di moda il legalitarismo a sinistra , la Giustizia e il Sistema Carcerario produce morte, repressione, detenzione preventiva e non vige più la presunzione di innocenza, specialmente per le persone comuni.

In quegli anni non esisteva internet dove noi comodamente possiamo fare controinformazione: quei ragazzi dovevano sudare per praticala! E quindi aprivano delle radio clandestine, le cosiddette radio libere.


Peppino aveva aperto Radio Aut; apriva i notiziari con cronache dal mondo, quelle che i media non dicevano, per poi  parlare  della maledetta mafia locale legata con i colletti bianchi.

Faceva  giornalismo vero e già solo per questo rivoluzionario.

Questa forza incredibile di rivoluzione è stata fatta sparire, non è svanita da sola. Perchè quando Peppino è morto in concomitanza con l'omicidio di Aldo Moro(coincidenza?), tutto è finito. C'è stata la sconfitta del movimento grazie al terrore pianificato.

Ma ci vuole un inversione di rotta. Perchè la libertà non ci viene regalata da nessuno , la libertà va conquistata.

martedì 1 maggio 2012

Dedico il Primo Maggio a...

Dedico questa festa ai lavoratori del recente passato che già a 12 anni facevano i minatori. E morivano presto di tumore o nella migliore ipotesi contraevano la silicosi, malattia che comunque fa morire.

Ai contadini di un tempo, quelli che lavoravano duramente per conto dei latifondisti e non prendevano un soldo. E allora il mio pensiero va ai "cafoni", quelli descritti da Silone in "Fontamara".

Questa festa, nata grazie alle lotte operaie e anarchiche del primo maggio americano del lontano 1886  per aver conquistato con il sangue le 8 ore al giorno, la dedico ai lavoratori stranieri in nero, che lavorano fino alle 12 ore. E anche a noi perchè alla fine non si lavora mai solo otto ore.

Ai lavoratori stranieri che muoiono nei cantieri per mancanza di sicurezza, morti che nessuno reclama perchè tanto loro non esistono. Ancora ai lavoratori stranieri che vengono qui a fare lavori umilissimi, e quei pochi soldi che guadagnano li spediscono per mantenere le loro famiglie. E difficilmente si potranno rivedere.

Dedico questa festa agli operai di Porto Marghera, quelli del petrolchimico. Che si vergognavano di abbracciare i propri figli perchè la puzza che portavano non si levava. E che poi sono morti di cancro grazie alle sostanze chimiche che lavoravano. E quindi lo dedico ai familiari delle vittime per l'amianto, ed è in corso un grande processo contro quei grossi e balordi imprenditori che hanno causato più di tremila vittime. Ma il picco delle morti deve ancora arrivare. E probabilmente non avranno giustizia.

Questa giornata la dedico ai lavoratori che trascorrono le loro intere giornate al lavoro, che non possono fare una giusta vita sociale, che non riescono a leggere un libro, che non hanno la forza nemmeno di fare l'amore con la propria compagna o compagno, e per questo motivo nascono anche delle crisi di coppia. E ci si lascia anche.

Dedico questa giornata agli innumerevoli omicidi bianchì, un vero bollettino di guerra. Ai lavoratori precari, che fanno un lavoro senza alcune garanzie, dove si ha paura di ammalarsi perchè non prendono un euro durante la malattia. Dove le ferie sono un incubo, perchè sarà un mese non retribuito. Dove le donne, se sono incinta, lo nascondono il più possibile. Perchè rischiano il licenziamento.


Questa giornata la dedico anche a quei ragazzi meridionali che per scampare dalla mafia e dalla povertà si arruolano nell'esercito. Molti di loro sono morti per delle guerre ingiuste e inutili. Tanti di loro sono morti di cancro perchè sono stati esposti senza protezione nei territori altamente radioattivi. Dedico questa giornata ai ricercatori che qui in Italia non vengono valorizzati e guadagnano pochissimo, e allora sono costretti ad emigrare. Dedico questa festa ai lavoratori che anche il primo maggio sono costretti a lavorare, perchè ci sono tante aziende che potrebbero essere chiuse ma è meglio guadagnare di più, non si sa mai!
Si può parlare di sviluppo economico, di libero mercato, di PIL , di indici bancari, di recessione o sviluppo. Ma se il mondo va avanti, se il mondo produce, se questi uomini di potere possono nutrirsi, vivere in case di lusso , possono vestirsi con abiti firmati, posso profumarsi, posso portare le migliori auto, possono essere serviti,possono divertirsi. Se possono fare tutte queste cose devono ringraziare chi le fabbrica, chi le costruisce e chi ci muore anche.