domenica 16 dicembre 2012

L'anziana inglese, paralizzata e senza fissa dimora, della Stazione Termini di Roma.

Esattamente una settimana fa , appena all'entrata di Stazione Termini, a Roma, c'era una vecchietta praticamente paralizzata alle gambe. Era, propriamente detta, una barbona. C'erano i tassisti, quelli abusivi, che stavano vicini a lei per capire come stava. E allora insieme l'abbiamo aiutata a sedersi su una sedia perchè era in pratica addossata, in una posizione precaria, su un suo carrellino. Abbiamo provato a chiamare un numero di assistenza sociale , ma niente, non potevano venire in quel momento perchè avevano a disposizione una solo auto in tutta Roma. L'austerità di Monti si fa sentire anche in questo. Abbiamo chiamato i carabinieri che stavano lì, e avevano detto che dopo se ne sarebbero occupati.

Ed io mi sono sentito davvero inerme. E lei purtroppo parlava tutte le lingue: un misto tra l'inglese, il russo e il tedesco. Una donna anziana che parlava tutte le lingue del mondo che stava lì, abbandonata. L'unica cosa che potevamo fare era accertarsi che almeno potesse stare li dentro. L'ho lasciata lì proprio appena all'entrata principale della Stazione, all'angolo della libreria e seduta(si fa per dire) su una sedia. A distanza di una settimana l'ho rivista esattamente nello stesso posto e nella stessa posizione. 


Allora ho deciso di informarmi meglio su di lei, e se qualche provvedimento per aiutarla sia già in atto. 

La signora in realtà era già seguita e non era stata lasciata sola. Il comune si era già attivato tramite l'assistenza sociale, inoltre si erano attivati anche i volontari del "Binario 95". Si erano attivati tutti. Più volte è anche arrivata l'ambulanza. Ma c'è un ostacolo in tutto questo: ovvero lei stessa. Lei non vuole essere aiutata, vuole rimanere dove sta. Si è pensato anche ad un ricovero coatto come soluzione alternativa per ricoverarla in un ospedale, ma lei è capace perfettamente di intendere e volere. Quindi non si può fare. E pare anche che ci sia stato addirittura un intoppo diplomatico. Lei è inglese, e pare (ma è tutto da capire) che sia proprio andata via dall'Inghilterra per approdare qui in Italia, e vivere (si fa per dire) alla Stazione Termini. E il comune si era attivato anche tramite l'ambasciata che per muoversi: ma ha bisogno comunque dell'assenso della signora.  E che lei ostinatamente non vuole dare.  

E qui si pongono due annosi problemi. 

C'è un problema giustamente etico: si può forzare una persona che sceglie di "vivere" come lei desidera ? Poi però si pone anche quello umanitario: si può lasciare la signora anziana in quello stato, consapevoli del fatto che non è una condizione umana questa sua scelta, soprattutto se non è auto sufficiente e che vive di stenti e freddo?

Qualcuno magari ha già una sua risposta. Personalmente, casi come questi, a me provocano tanti dilemmi e dubbi. Ci sono dilemmi etici, umanitari e anche legali.

La trovate comunque sempre lì, all'entrata della Stazione, all'angolo delle libreria.

In ogni caso, se trovate situazioni simili e non sapete cosa fare, a Roma c'è un numero verde: 800440022



1 commento:

zefirina ha detto...

anche qui nella mia strada una volta abbiamo chiamato l'ambulanza per un senzatetto che apparentemente si era sentito male, ma come dici tu ho scoperto che non possono far niente se il soggetto si rifiuta di farsi aiutare, e ci si sente veramente impotenti