sabato 10 novembre 2012

ALLA MIA GENERAZIONE "PERDUTA".

Monti in un'intervista, riferendosi alla "generazione perduta" dei 30-40enni, disse:

"Si può cercare di ridurre al minimo i danni, di trovare formule compensative di appoggio, ma più che attenuare il fenomeno con parole buone, credo che chi in qualche modo partecipa alle decisioni pubbliche debba guardare alla crudezza di questo fenomeno e dire: facciamo il possibile per limitare i danni alla “gen
erazione perduta” ma pensiamo a quella che viene dopo." 


Mi rivolgo alla mia generazione (quella "fottuta"), ovvero quella nata negli anni fine 70 e inizio 80. Insomma quella cresciuta dopo il 78 e in qualche maniera  figlia di quegli anni: che poi però è anche figlia della TV, o meglio  delle TV commerciali, Bim Bum Bam di Bonolis e dei telefilm americani. 

Insomma siamo nati con Berlusconi.

Appena agli inizi sembrava tutto bello no? Ci facevano credere attraverso la visione paradisiaca della società che potevamo fare di tutto. L'idea che tutti noi saremmo stati degli imprenditori, l'idea berlusconiana (ma non solo) della positività e dell'ottimismo. Tutto in realtà un concentrato di consumismo. 

Ma una parte della mia generazione non ci stava in questo, capì il trabocchetto e si dava da fare. Non è un caso che comunque abbiamo aiutato a costruire il bellissimo movimento contro la globalizzazione economica e credevamo in un mondo diverso. E siamo quelli che comunque hanno subito la più grande repressione e tortura dal dopoguerra in poi se pensassimo ai fatti del G8, a Genova. Non è stato un caso.

Noi però siamo la generazione che comunque si è scontrata in primis contro la dura realtà. Oggi a 30 anni non abbiamo costruito (tranne le eccezioni che confermano comunque la regola) il nostro futuro, siamo precari, da un lavoro all'altro possono passare dei mesi se tutto va bene.

E chi vive da solo (come il sottoscritto) e non può usufruire di quell'ammortizzatore sociale che è la famiglia, la vita è ancora più dura e si rischia tutti i santi giorno. La nostra generazione prende un misero stipendio e "tecnicamente" siamo poveri. 

Però siamo differenti: nonostante tutto riusciamo ad andare a prenderci una birra, strappare qualche viaggio se tutto va bene, riusciamo a vivere da poveri ma con dignità e senza privarci di tutto come fecero i nostri nonni. Ma siamo anche quella generazione(a differenza del passato) che difficilmente potrà dare un futuro ai nostri figli, e difficilmente potremmo fare da "ammortizzatori sociali"(come le attuali famiglie che comunque stanno esaurendo tutte le risorse risparmiate) per quando cresceranno e vorranno studiare. Se la politica economica è questa, il disastro maggiore lo subiranno loro. Anzi , noi e loro.

Che fare? Rassegnarci con "crudezza" (come dice Monti) al nostro destino?

4 commenti:

michiamoaldo ha detto...

Da Mari(an)o Monti non accetto consiglio e permettimi un consiglio: non accettarne neppure Tu. Fa parte di quella categoria di persone che non parlano a/per noi. Piangono o ridono per loro stessi in pubblico, confondendo le idee della gente comune che vedendoli in posizioni pubbliche pensano che parlino a/per il pubblico. Dimmi, quante volte ascoltandolo/i e guardandoti intorno non hai trovato riscontro? Da quando senza il nostro permesso s'è insediato al comando, ha preso decisioni che ci hanno massacrato (e continua)e pubblicamente diceva "per il bene dell'Italia". Adesso con la stessa espressione dice che errori sono stati commessi e siamo finiti in recessione. E con la stessa espressione dice che se glielo chiediamo, si sacrifica e resta. Capito? Se glielo chiediamo resta! Posso capire che gli amici di Mari(an)o Monti che stanno bene come lui lo votino. Ma bisogna spiegare a quelli che l'orticello l'hanno ancora di non lasciarsi fregare: se rimarrà l'orticello se lo prenderà come ha fatto con quelli che l'hanno perso. E poi si scuserà.

l'incarcerato ha detto...

Permettimi di dirmi che forse non hai letto bene e (forse) non hai compreso la natura del mio blog. Io sono un libertario, un anarchico e figurati se io accettassi un parere da Monti.

zefirina ha detto...

non so che dirti, mia figlia, mio genero (31 e 33 anni) e mio nipote vivono all'estero ormai da sei anni, ora sempre più lontani, l'hanno fatto per non sentirsi precari, forse sono stati "fortunati", un futuro qui non l'avevano, non ce l'avranno ma a dirla tutta manco lo vogliono, e a questo punto mi auguro che anche gli altri miei due figli abbiamo voglia di emigrare e di provare a tentare la medesima fortuna

michiamoaldo ha detto...

Sento sempre più spesso di gente che si trasferisce all'estero, in questi giorni mi sono arrivate due "quasi" proposte. Diciamo delle pre-proposte. Devo ammettere che ci vuole coraggio, forse non sono abbastanza scoraggiato per andarmene (nonostante una situazione...). Mah, ce ancora chi resiste e altri che ce la fanno.
p.s:@l'incarcerato è l'impressione che ho da quando leggo, tuttavia c'era un passaggio del post che mi ha fatto scrivere sui consigli. Ovviamente me ne scuso e son contento.