sabato 15 settembre 2012

Il Terzo Settore, la crisi e l'altro suo volto: quello delle truffe legalizzate.


Due giorni fa ho partecipato con interesse  ad un convegno, qui a Roma,promosso da varie associazioni del terzo settore. Tutti hanno sollevato il problema delle politiche del Governo Monti, e in particolare quello dello "spending review " che ha attuato tagli spaventosi e orizzontali  sul sociale. 

La denuncia è sacrosanta vis
to che specialmente in periodo di crisi il disagio e degrado sociale è in 
continuo aumento.  Ed è un problema perchè innumerevoli persone rischiano di essere lasciate completamente sole senza assistenza, quelli con disagi fisici e mentali ad un tratto risultano un "costo" che lo Stato non vuol più permettersi di affrontare e tutto ciò si ripercuote indirettamente anche sull'economia del Paese. Il terzo settore, lo ripeto, è fondamentale per la tenuta sociale del Paese, soprattutto perchè si basa sul volontariato.  

Però non posso non denunciare un grosso problema. 

C'è la preoccupazione (ben fondata) da parte delle imprese del terzo settore che questo Governo potrebbe abolire la "legge 383" che consiste nel finanziare quelle associazioni che presentano dei progetti sociali. Ogni anno esce un bando e, chi rientra nel progetto, le associazioni prendono dei finanziamenti dallo Stato. 

Partiamo dal fatto (indiscutibile) che ci sono serie associazioni che davvero attuano ciò che dicono e sono di fondamentale importanza per la nostra società. Guai alla loro non esistenza: il Paese rischierebbe di sprofondare all'istante. Ma dall'altro canto non si può chiudere un occhio verso società puramente imprenditoriali che si nascondono dietro nomi interessanti e prendono finanziamenti per aver presentato progetti solo di forma (magari scopiazzando dati da internet) e rimangono lì, inapplicati. 

Prendono solamente i soldi. 


C'è un articolo della legge 382 il quale recita testualmente:

"Non sono considerate associazioni di promozione sociale, ai fini e per gli effetti della presente legge, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati."

Senza prenderci in giro. Molte associazioni sono legate a partiti politici, sindacati e molte sono legate a delle vere e proprie multinazionali. Insomma quelle che dicono di operarsi anche sul sociale tramite piccole associazioni satellite e usufruiscono della "legge 383". 

Questa io la chiamo truffa legalizzata. 

Se esistesse un Governo serio, non dovrebbe eliminare la legge 383 ma applicarla dietro forti controlli e magari scoprendo che certe associazioni in realtà sono semplicemente società a scopro di lucro e non fanno nulla sul sociale.

E quale è invece la novità? Il  Governo Monti ha soppresso l'Agenzia Governativa del Terzo Settore che aveva proprio il ruolo di controllo. 

Il problema, come ho spiegato, c'è e non si può far finta di nulla. Ma i provvedimenti del Governo dei professori non sono la giusta risposta. 

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