martedì 28 agosto 2012

I privilegi intoccabili della Magistratura.


Il Governo Monti in poco tempo ha distrutto lo Stato Sociale, ha tagliato la sanità, la scuola e tutti i servizi sociali. In nome del "debito pubblico" ha imposto l'austerità e toccato i diritti dei lavoratori. Ha addirittura fatto pagare l'imu (oltre ai cittadini) anche alla Chiesa. Ma c'è una casta potentissima che ogni volta qualcuno vuole toccargli il portafoglio e i privilegi subito si innalza una levata di scudi e si grida all'attentato alla loro indipendenza. E riesce perfino a mobilitare quella massa critica (attraverso iu giornali come il Fatto Quotidiano)  che ha sostituito la lotta per la giustizia sociale, con quella pensale. Si, parlo della Magistratura. Fino adesso ho parlato del suo Potere funzionale alla repressione e alla ristrutturazione dei vari assetti di Potere tramite le inchieste, ho parlato del pericolo legalitario e giustizialista. Ma come ogni Potere, c'è la parte economica e di grossi favoritismi.

Ora ne parlo dettagliatamente.

Siamo tutti ben consci che nel passato, come nel presente, anche all'interno di un Sistema marcio esistono persone in gamba. Proprio come quei  Magistrati che per vocazione combattono il malaffare e i connubi del Potere. Rischiano la vita e alcuni - come Falcone e Borsellino, il “giudice ragazzino” Livatino o Scopelliti - sono stati uccisi per le loro coraggiose inchieste.

Ma, come in politica, non ci si può far scudo di questi eroi per difendere dei privilegi che non esistono in nessun altro stato europeo. Privilegi che provocano uno sperpero pubblico che toglie denaro soprattutto alla macchina sempre inceppata della Giustizia stessa, la quale ogni anno riceve condanne dall’Unione europea. Inoltre non fa “Giustizia” nemmeno per quegli eroi stessi che molto spesso vengono citati strumentalmente. Perché per fare carriera non esiste la cosiddetta meritocrazia. Tutti i magistrati, indipendentemente da quello che fanno, hanno gli scatti automatici.

In soldoni: chi vuole lavora, chi no si astiene. Ed in entrambi i casi hanno la garanzia di una continua e regolare crescita in termini di “status” e di busta paga. Come se un giornalista iniziasse a scrivere gli stessi articoli al Corriere della Sera, sapendo che dopo alcuni anni, comunque vada, diventerà direttore. Così come tutti gli altri suoi colleghi.


Lo stipendio e la pensione del Magistrato sono i più alti d’Europa. Appena si diventa Magistrato attraverso un concorso (poi spiegherò che una volta ammesso all’esame, tutto diventa più facile rispetto al resto dei cittadini italiani) si viene nominato uditore giudiziario (in pratica una carica che non fa nulla: ascolta per imparare) e percepisce per i primi sei mesi al netto di tutte le ritenute ben € 1.680,50.

E dopo sei mesi, sempre che non si abbia ancora alcuna funzione, cioè si ascolti e basta, il nuovo stipendio è al netto di tutte le ritenute di ben € 1.820,77. E poi inizia lo scatto automatico senza alcuna distinzione: da chi scalda semplicemente la scrivania a chi conduce pericolose inchieste!

Così il giovane magistrato risulta essere il laureato di primo impiego a più alto reddito. Non c’è paragone con l’industria privata o, per restare nel pubblico, con i medici o i professori universitari.

Ma c’è qualcosa di più scandaloso e molti dei lavoratori italiani ne sono all’oscuro, perfino i politici non posseggono questo privilegio: la scala mobile. La scala mobile, o più specificatamente “l’identità di contingenza” fu istituita nel lontano 1975 e serviva ad adeguare gli stipendi al costo della vita. Fu abolita nel 1992 dal Governo Amato, tranne per i magistrati. Per capire meglio, vi riporto le tabelle tratte da una fonte insospettabile che sarebbe il sito della Associazione Nazionale Magistrati: potrebbe dare molto fastidio a chi deve scioperare per poter aggiornare il suo stipendio, oppure per non farselo ulteriormente diminuire.

E dall’introduzione della moneta unica e la crisi che stiamo vivendo, i salari sono dimezzati. Al contrario dei magistrati che se lo vedono quintuplicare. Lo dicono gli stessi dell’ANM: “Se, infatti, si mettono a confronto gli stipendi dei magistrati prima dell’ingresso nella moneta unica e quelli degli anni successivi è agevole riscontrare che gli stipendi sono cresciuti circa del 30% in 5 anni e circa del 60% in 10 anni" (vedi tabelle)”.





Ma non è finita, lo scandalo maggiore riguarda la Magistratura Amministrativa. “L'Espresso"  aveva letto i resoconti ufficiali di alcune riunioni, e ha scoperto che la mattina del 15 aprile 2011, mentre la Banca d’Italia diffondeva nuovi drammatici dati nazionali su occupazione e recessione economica, i rappresentanti dei magistrati del Tar e del Consiglio di Stato si sono approvati nuove e ricche indennità. Esattamente come la casta dei politici: si auto approvano leggi che aumentano lo stipendio. Per le nuove indennità del solo Consiglio di Stato si spenderanno 960 mila euro l’anno.

Quella della Magistratura Amministrativa poi è una casta di tutto rispetto. Come sappiamo l’Italia a causa dei processi in ritardo, subisce danni di milioni di euro l’anno. Danni economici che il resto dei cittadini italiani pagano, e perfino il Fondo Monetario Internazionale da qualche tempo ha deciso di monitorare la questione sulla lentezza dei processi.

Perché tutto questo?

I magistrati amministrativi percepiscono un totale di tre mesi di ferie. Come se non bastasse, nel periodo lavorativo, per mancanza di personale (e forse leggendo i numeri, con qualche privilegio in meno, si potrebbero assumere più persone) o per sostituzioni, intraprendono le cosiddette “missioni”: ovvero fanno udienza in un'altra città in albergo a 4 stelle per quindici giorni, rimborso dei pranzi e delle cene o un compenso alternativo in denaro.

I magistrati civilisti o penalisti invece hanno diritto a 45 giorni di ferie, In aggiunta ai 45 giorni di cui sopra, vanno calcolati altri 2 giorni di congedo ordinario e 4 giorni di festività soppresse.


Anche il concorso per diventare Magistrato ha un privilegio in più rispetto agli altri concorsi pubblici. Nel concorso “ordinario”, una volta che non si supera, si è esclusi definitivamente o per lo meno bisogna aspettare le prossime uscite sulla Gazzetta Ufficiale. Invece chi si presenta davanti alla commissione di esami per diventare Magistrato, nominata naturalmente dal CSM e composta in grandissima parte da magistrati, sa che se verrà bocciato non dovrà dire addio per sempre al sogno di indossare una toga: c’è una seconda possibilità e come se non bastasse, perfino la terza.


Ma una casta non è tale se non si hanno ulteriori privilegi. Un qualsiasi giudice è esente dalle multe per sosta vietata, perfino se parcheggia per andare a casa. Ha uno sconto del tutto particolare per acquistare la macchina FIAT (vedi tabella sopra), possono svolgere attività extragiudiziarie in barba all'indipendenza della Magistratura come il senatore ed ex sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo che usufruisce stipendi e privilegi da entrambi le caste, o come Di Pietro che da deputato percepisce anche la pensione d’oro da magistrato e di fatto fino a due anni fa risultava la persona più ricca del parlamento dopo Berlusconi. Ma anche il nuovo Governo Monti non scherza e con la nomina dei sottosegretari i conflitti di interessi si intersecano con quelli della Magistratura: Paolo Peluffo, componente del Consiglio di Stato (quello che auto aumenta lo stipendio dei magistrati amministrativi) e Giovanni Ferrara, procuratore della Repubblica di Roma, procura meglio conosciuta come "il porto delle nebbie" perché in quel luogo molte inchieste si archiviano.

Inoltre i magistrati non hanno nessuna responsabilità  penale, e se sbagliano con dolo o meno è lo Stato (quindi noi cittadini) a pagare. Si esiste quello civile, ma con tanti limiti che quasi mai pagano.

E come se non bastasse i familiari dei magistrati hanno vie preferenziali per quanto riguarda appetitose convenzioni con la sanità e la scuola; ma anche percorsi facili in politca come Michel Martone, figlio del magistrato Martone che è stato appena nominato sottosegretario al Lavoro. E non parliamo del CSM che quasi mai condanna un magistrato (basti ricordare il magistrato beccato in fragranza di reato mentre cercava di approcciarsi con un ragazzino) oppure condanna magistrati scomodi come la Forleo (famosa per l'inchiesta sul caso Antonveneta) che contesta la Casta togata stessa.


Sono dati oggettivi che meriterebbero una riflessione e poi anche una domanda: ma questo scontro tra il Potere Politico e quello Giudiziario, è alimentato da nobili idee ? Oppure una semplice lotta di "caste" per il mantenimento dei privilegi e per scambi o ricatti di Potere?


1 commento:

Anonimo ha detto...

onore al tuo coraggio, inka...ormai il nostro è diventato il paese che guai a chi parla male della magistratura. quindi, non resta che dirti grazie per la tua esposizione a favore dei diritti dei sudduti italiani.
bartolo