venerdì 6 luglio 2012

La decisione.

Accade, ad un certo punto della Storia , che il Potere decida di dare un ulteriore "lezione" al popolo. 


E così un giorno, ed esattamente quando l'Italia precipitò in una crisi senza precedenti e con un malessere generale fino a fa scoppiare delle rivolte, il Governo assieme a tutti i vertici istituzionali si riunirono in gran segreto. Nacque un'accesa discussione e dopo ore e ore di dissertazione decisero di lasciare il Paese e sciogliere lo Stato. La loro idea era ben precisa: far nascere il disordine per poi essere richiamati dal popolo stesso per  essere guidati  nuovamente. Il Potere insomma decise che sarà la stessa popolazione a reclamarlo. L'idea fu grandiosa : l'unico modo per ristabilire ordine e disciplina, e  a volontà popolare per giunta!


Così una notte d'estate tutti i dirigenti istituzionali abbandonarono il Paese; a seguire tutti i banchieri, uomini della Confindustria, comandanti dell'esercito e della polizia, servizi segreti, direttori dei maggiori quotidiani, sindacalisti confederali  e non per ultimo tutte le forze della NATO.


Insomma il Potere decise di lasciare al proprio destino l'intera popolazione italiana; ma ben cosciente che presto sarebbe stato richiamato dalla massa stessa. 


Immaginate cosa accadde l'alba del giorno dopo. Nessuno sapeva niente, i mezzi di informazione non circolarono quel giorno e da internet, nonostante le sue fonti illimitate, non trapelò ancora nulla.


Provate ad immaginare che di punto in bianco le forze dell'ordine si ritrovarono senza guida, le caserme si svuotarono all'improvviso, le carceri infernali non erano più controllate da nessuno, gli operai trovarono le fabbriche con i cancelli chiusi, gli uomini del servizio dei trasporti idem. Tutto fermo. 


Quella mattina la gente rimase smarrita, senza guida, senza che qualcuno spiegasse  che diavolo stesse accadendo, le banche non funzionavano (con relativi bancomat fuori-uso) e nessuno da quel giorno avrebbe più ritirato i soldi. Le scuole vuote. Le pompe di benzina rimasero senza rifornimento. Insomma l'Italia intera si bloccò all'istante.


Nessuno , dico nessuno, si sentì in obbligo di lavorare. D'altronde per cosa , visto che il denaro di colpo non circolò più?


Il Potere riuscì a godersi quindi la sua  prima vittoria. Era già in attesa della seconda, inevitabile, fase.


Dopo un breve periodo di smarrimento le cose precipitarono. Le città, in mancanza dei netturbini, furono sommerse dall'immondizia. Poi le scorte di cibo finirono e quelle poche rimaste vennero prese d'assalto dalle bande che si formarono spontaneamente: scoppiarono delle violenze in tutto il territorio. 


E specialmente nelle grandi città le violenze furono spaventose e ovviamente senza polizia o esercito alcuno che intervenisse. Divamparono degli incendi e ovviamente in mancanza dei vigli del fuoco, molto spesso i fuochi durarono per mesi  interi.


Il Potere festeggiò nuovamente. Oramai era quasi fatta: a breve il popolo lo avrebbe reclamato!


Ma nel frattempo nei piccoli paesi, ove la gente comunque si conosceva tutta e chi era un po' isolato comunque si avvicinava ugualmente, cominciarono a sorgere delle piccole comunità autogestite. Misero in comune le proprie terre e abitazioni. E ognuno svolgeva il lavoro che sapeva fare: chi sapeva zappare la terra, chi ripuliva il paese dall'immondizia, chi si dedicava ai bambini piccoli, chi all'insegnamento, chi sapeva costruire case, chi sapeva cucinare  e chi riusciva a dare sostegno psicologico alle famiglie. 


Queste piccole comunità cominciarono a sorgere a macchia d'olio. Ogni piccolo gruppo affine a se stesso si riuniva e si autorganizzava. Inoltre non c'era nessun "capo",nessun vertice, ma le decisioni si prendevano strada facendo.. Senza necessità di riunioni o votazioni: la cosa funzionava di più e tutti si sentivano importanti. Inoltre il denaro non serviva e soprattutto la gente scoprì che non aveva più la necessità della "sicurezza" e "dell'ordine": chi si comportava male o cercava di fregare il prossimo, naturalmente veniva allontanato e nella comunità quella fu la peggiore punizione. Per rientrare ed essere accettato nuovamente, colui che avrebbe commesso dei reati doveva fare di tutto per riconquistarsi la fiducia.


Nacquero così delle piccoli comuni. Passò un po' di tempo e anche nelle città cominciò a nascere l'autorganizzazione. Incredibilmente a Roma, nonostante fosse immensa, nacque la prima grande Comune. La Comune di Roma paradossalmente si riuscì a formare grazie alle piccoli realtà di quartiere e soprattutto con l'aiuto dei Rom che già sapevano vivere senza bisogno di essere "guidati" e "organizzati dall'alto". Poi chi meglio di loro potevano insegnare a vivere anche in condizioni estreme? Ci fu anche l'importante aiuto degli immigrati che custodivano mestieri oramai scomparsi nel tempo, ma di vitale importanza.


La prima cosa che gli abitanti romani fecero era quello di aprire le carceri. Ovviamente in prima fila c'erano i familiari dei detenuti che con felicità e determinazione riuscirono ad aprire le celle nonostante la mancanza delle chiavi. Alcuni fabbri li aiutarono nell'impresa.


E nonostante il timore di qualcuno, i detenuti (oramai liberi) si offrirono volontari nella "ricostruzione" e fu la prima mossa per farsi accettare nelle piccole comunità dei propri territori d'origine. La Comune di Roma divenne il primo esempio metropolitano e di seguito , anche con l'aiuto di internet, il resto delle città come Milano, Torino e Genova si autorganizzarono nella stessa maniera. Poi c'era Napoli che era già di un passo avanti rispetto alle altre città. 


In pratica l'Italia non esisteva più, ma in compenso esistevano le Comuni e per la prima volta nella Storia il Paese ebbe un volto libertario. Utopia fino a qualche giorno prima quando si evocavano il carcere duro, le manette e le botte. Inoltre le mafie, senza l'esistenza dello Stato, divennero inutili e si sciolsero; d'altronde Sciascia stesso disse che per sconfiggere le mafie, bisognava abolire lo Stato.


Il Potere rimase di stucco. Non ci poteva ancora credere e allora decise di correre subito ai ripari.


Ricordiamo che il periodo fu bellissimo: senza Stato, senza carceri, senza forze dell'ordine, senza Magistratura, senza denaro e senza nessun capo, partito o movimento. Insomma senza l'esistenza del Potere.


Ma come ho anticipato, si decise di correre ai ripari: il Governo clandestino si riunì con tutti i capo di Stato stranieri; soprattutto l'Europa e gli Usa si preoccuparono che la società anarchica potesse infettare tutto l'Impero.  Allora decisero di ricorrere ai ripari e intervenne l'esercito europeo con il sostegno statunitense.


Ci fu un massacro: migliaia e migliaia di morti . Tra i quali numerosi bambini; quelli che stavano crescendo bene senza quell'orrido sistema scolastico che già inquadrava le persone.


Dopo il massacro ritornò il Potere.


Ma rimase senza uomini disposti a servirlo.


E il Potere quindi rimase da solo.


E da solo,
e senza nessun elemento che facesse muovere l'ingranaggio, 


riuscì a fare solo una cosa: si  auto- estinse.




L'Incarcerato



1 commento:

alpexex ha detto...

se se ne vanno quelli che hai detto tu, la mattina dopo e forse anche la settimana dopo, ancora non se ne accorge nessuno. i cancelli alle fabbriche non li aprono i dirigenti e probabilmente le caserme dei cc non saprebbero per sorprendenti periodi che il generale di riferimento e' sparito nel nulla. li' e' il mareciallo, al limite, che conta. al limite il capitano.