lunedì 11 giugno 2012

Brevi riflessioni sui nostri tempi e inganni universali

Riporto qui altri miei brevi pensieri estrapolati dalla mia pagina Facebook. Spero che aiutino a riflettere...



"Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico." Bertolt Brecht


Vogliamo per davvero comprendere il meccanismo perverso del Potere e della manipolazione del dissenso? Studiamo, non leggiamo i soliti libri che vengono sponsorizzati, non attingiamo sempre dalle solite fonti che vanno di moda tra chi pensa di andare contro, approfondiamo le notizie, non prendete per buono tutto quello che viene detto, non lasciamoci sedurre dagli slogan facili perchè molto spesso nascondono il peggior populismo, non lasciamoci trasportare dal mal di pancia e razionalizziamo il tutto. Diffidate dai giornali come "Repubblica" o il "Fatto quotidiano", sono pedine consapevoli del perverso meccanismo e fanno danni peggiori di tutti gli altri perchè si rivolgono a chi si attiva e quindi fa la "Storia". E non lasciatevi fregare da tutti quei Poteri(soprattutto quello della Magistratura) che si fanno scudo dalle poche persone in gamba per rafforzare sopratutto i loro privilegi e prepotenza. Il Sistema si regge e si auto rigenera facendo espellere ogni tanto le cosiddette "mele marce". E non abusate della parola "legalità", perchè essa non è un valore assoluto. Vi ricordo che il legalitarismo è un'ideologia di destra. Perché? Perché il legalitarismo è sempre una posizione subalterna al potere. Quanto volte abbiamo sentito dire: “la legge, il rigore, sono gli unici strumenti di difesa dei deboli dai forti”? E’ un imbroglio! La legge è sempre fatta dal più forte e applicata dal più forte. E il legalitarismo è quella pratica politica che trasforma la legge in un feticcio, cioè la mette sopra alla lotta politica, sopra ai movimenti della cultura, alle conquiste dell’opinione pubblica, alla modifica dei rapporti di forza tra le classi, le persone, le idee. Il legalitarismo che ha infettato la sinistra e ha portato uomini come Saviano o Travaglio all'acclamazione, è l'opposto di una rivoluzione: è conservazione!







Schiavitù..






La Severino ha fatto una proposta: utilizzare i detenuti non pericolosi(notate quel non pericolosi) per ricostruire le zone terremotate. Cominciamo a dire una cosa importantissima: lo Stato, grazie alla politica del Fiscal Compact e del pareggio in bilancio reso costituzionale, non può spendere più nulla ed è evidente che il Governo nasconde la verità su questa politica economica criminale. E quale soluzione vorrebbe intraprendere? Far diventare i detenuti degli schiavi? Li utilizzano a seconda le necessità per soppiantare l'intervento statale oramai azzerato? Ho una proposta. Va bene, facciamo lavorare i detenuti. Ma con due opzioni: o vengono pagati come tutti gli altri, oppure come premio riceveranno un grosso sconto di pena se non la liberazione anticipata. Perchè diversamente la proposta della Severino è l'equivalente di un campo di concentramento.











I "professionisti dell'antimafia"!












Mi ero persa la copertina dell'Espresso, giornale di Potere:"Chi ha paura di Saviano". Ecco, a me non fa paura lui ma molto di più tutto il resto della gente che lo ascolta senza un pensiero critico e soprattutto senza la volontà di approfondire. A me fa paura l'Assenza del libero pensiero, la poca voglia di lottare seriamente il Potere, la mancanza di volontà nell'andare oltre le apparenze e facili slogan, la mancanza di conoscenza della vera Mafia, l'essere massa perchè fa comodo, legarsi a movimenti o partiti, o ancora peggio alla casta dell'antimafia per far carriera. A me fa paura che uomini mediocri come Saviano o altri abbiano l'appoggio popolare. A me fa paura essere attaccato e bollato come offensivo solamente perchè dico, liberamente, ciò che penso.










L'Anarchia è sempre viva..











Mi aveva aggiunto su facebook dopo una bellissima discussione sul film sulla strage di Piazza Fontana di Giordana ispirato dal brutto libro di Chucciarelli che parlava della doppia bomba e metteva in cattiva luce Valpreda e Pinelli. Paolo Braschi era un compagno anarchico, fondatore dell’Associazione Pietro Valpreda-Gli anarchici per la verità sulle stragi. Un uomo che con coerenza mai si era pentito della sua scelta di lotta per la libertà e per una società di eguali, scelta che da ragazzo gli era costata lunghi anni di carcere. Ci ha lasciati la scorsa settimana. Mi scuso per non averlo ricordato prima...

2 commenti:

bartolo ha detto...

OTTIMO BLOG...
COMPLIMENTI AMICO .... MIO CARISSIMO AMICO, INCARCERATO...
bartolo

Aries 51 ha detto...

Aiutano, e tanto, a riflettere. E fino a quando ci sarà anche una sola voce a far riflettere con le sue parole nessuno avrà il diritto di nascondersi dietro al solito "non lo sapevo" ...
Grazie Inka.