martedì 1 maggio 2012

Dedico il Primo Maggio a...

Dedico questa festa ai lavoratori del recente passato che già a 12 anni facevano i minatori. E morivano presto di tumore o nella migliore ipotesi contraevano la silicosi, malattia che comunque fa morire.

Ai contadini di un tempo, quelli che lavoravano duramente per conto dei latifondisti e non prendevano un soldo. E allora il mio pensiero va ai "cafoni", quelli descritti da Silone in "Fontamara".

Questa festa, nata grazie alle lotte operaie e anarchiche del primo maggio americano del lontano 1886  per aver conquistato con il sangue le 8 ore al giorno, la dedico ai lavoratori stranieri in nero, che lavorano fino alle 12 ore. E anche a noi perchè alla fine non si lavora mai solo otto ore.

Ai lavoratori stranieri che muoiono nei cantieri per mancanza di sicurezza, morti che nessuno reclama perchè tanto loro non esistono. Ancora ai lavoratori stranieri che vengono qui a fare lavori umilissimi, e quei pochi soldi che guadagnano li spediscono per mantenere le loro famiglie. E difficilmente si potranno rivedere.

Dedico questa festa agli operai di Porto Marghera, quelli del petrolchimico. Che si vergognavano di abbracciare i propri figli perchè la puzza che portavano non si levava. E che poi sono morti di cancro grazie alle sostanze chimiche che lavoravano. E quindi lo dedico ai familiari delle vittime per l'amianto, ed è in corso un grande processo contro quei grossi e balordi imprenditori che hanno causato più di tremila vittime. Ma il picco delle morti deve ancora arrivare. E probabilmente non avranno giustizia.

Questa giornata la dedico ai lavoratori che trascorrono le loro intere giornate al lavoro, che non possono fare una giusta vita sociale, che non riescono a leggere un libro, che non hanno la forza nemmeno di fare l'amore con la propria compagna o compagno, e per questo motivo nascono anche delle crisi di coppia. E ci si lascia anche.

Dedico questa giornata agli innumerevoli omicidi bianchì, un vero bollettino di guerra. Ai lavoratori precari, che fanno un lavoro senza alcune garanzie, dove si ha paura di ammalarsi perchè non prendono un euro durante la malattia. Dove le ferie sono un incubo, perchè sarà un mese non retribuito. Dove le donne, se sono incinta, lo nascondono il più possibile. Perchè rischiano il licenziamento.


Questa giornata la dedico anche a quei ragazzi meridionali che per scampare dalla mafia e dalla povertà si arruolano nell'esercito. Molti di loro sono morti per delle guerre ingiuste e inutili. Tanti di loro sono morti di cancro perchè sono stati esposti senza protezione nei territori altamente radioattivi. Dedico questa giornata ai ricercatori che qui in Italia non vengono valorizzati e guadagnano pochissimo, e allora sono costretti ad emigrare. Dedico questa festa ai lavoratori che anche il primo maggio sono costretti a lavorare, perchè ci sono tante aziende che potrebbero essere chiuse ma è meglio guadagnare di più, non si sa mai!
Si può parlare di sviluppo economico, di libero mercato, di PIL , di indici bancari, di recessione o sviluppo. Ma se il mondo va avanti, se il mondo produce, se questi uomini di potere possono nutrirsi, vivere in case di lusso , possono vestirsi con abiti firmati, posso profumarsi, posso portare le migliori auto, possono essere serviti,possono divertirsi. Se possono fare tutte queste cose devono ringraziare chi le fabbrica, chi le costruisce e chi ci muore anche.

4 commenti:

Gianna Bonacorsi ha detto...

Grazie.

Gianna Bonacorsi ha detto...

Grazie.

zefirina ha detto...

giusta dedica a quelle persone di cui spesso ci dimentichiamo

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu