mercoledì 4 aprile 2012

Attendevo al varco Travaglio.

Ieri sulla mia bacheca di Facebook ho scritto di fretta e furia la mia risposta all'editoriale di Travaglio: mentre scrivo ancora non lo ha messo on line. Ma ci sono i servi sciocchi che hanno trascritto a mano il suo articolo. Potete visionarlo qua.

Dunque, dicevo che avrei atteso al varco Travaglio. Preciso come un orologio ha scritto un editoriale al dir poco vergognoso contro Sofri. Pur di attaccarlo, mette in discussione le prove incontrovertibili delle carte giudiziarie (Proprio lui? Ma che omuncolo è visto che ne fa sempre una religione?) riportate fedelmente da Sofri nel libro ; quest'ultimo(e vi consiglio di leggerlo) scritto per ribadire che non ci furono due bombe e innanzitutto Valpreda e Pinelli erano totalmente estranei alla vicenda della Strage. Un gesto ammirevole e inoltre, Sofri, ha dato lezioni di vero giornalismo, oltre che di umanità. Componente, quest'ultima, sconosciuta per un uomo cinico come Travaglio.

Poi cosa fa il "soldato Travaglio"? Cita addirittura l'ipotesi vergognosa ( e ribadita dal pessimo libro di Cucchiarelli) dell'uccisione di Mauro Rostagno per mano dei sui ex compagni di Lotta Continua, e addirittura di una joint venture Sofri-D'Amato nei delitti.  

La buon anima di D'Avanzo ebbe il pudore di scusarsi con la famiglia di Rostagno per averne parlato all'epoca in un articolo.  Andò al carcere dove era rinchiusa ingiustamente la moglie di Rostagno e le disse scusa.  In questi gesti si misura la statura morale di una persona.

Travaglio, all'epoca(e forse a questo punto anche ora) fautore dell'implicazione di Lotta Continua, continua a  far finta di nulla. Si dimentica che c'è un processo in corso sull'omicidio di Rostagno per mano della mafia? Certo che lo sa, ma lui è abile nel dire tutto e il contrario di tutto ad un giorno di distanza. Purtroppo pochi se ne accorgono, troppo presi a ricevere passivamente i suoi vuoti, e senza spessore culturale, discorsi. 

Si dovrebbe vergognare visto che ancora una volta cita la morte di Rostagno a sproposito. Vecchia storia nata dalla diceria  sulla possibilità che avrebbe avuto Mauro, prima di essere ucciso, di dire qualcosa rispetto all'omicidio Calabresi. Beh, Mauro fece in tempo a dire qualcosa. Ciò che disse e scrisse è agli atti giudiziari (Travaglio  deontologicamente parlando, fa ribrezzo): diceva che era curioso di essere sentito dai Giudici per sapere per quale buffo motivo era stato coinvolto in quella  storiaccia; inoltre scriveva che ci  teneva a quella fetta del suo passato(Lotta Continua) e al suo onore come quello dei suoi amici. Travaglio dovrebbe farsi cinque minuti di vergogna.


Poi Travaglio con la sua solita "abilità" caccia la storia di D'Amato che all'epoca si avvicinò a Sofri. E quindi? Lo rivelò lo stesso Sofri, il quale ovviamente lo cacciò via con i calci nel sedere. La storia è risaputa: negli anni 70 questo ambiguo signore apparteneva ai NAP, i cosiddetti nuclei armati proletari ed era nato staccandosi da Lotta Continua perchè, quest'ultima, rifiutava la lotta armata.


E ricordiamo che Sofri fu proprio uno dei leader di Lotta Continua che non era d'accordo con l'uso della violenza armata.


Bene, perchè Sofri non lo denunciò all'epoca? Erano gli anni 70, c'erano giovani che credevano davvero "all'assalto al cielo" ed erano gli anni anche delle feroci repressioni. Fu l'epoca con il più alto tasso di arresti di giovani militanti, il triplo rispetto all'epoca fascista. E nessuno di loro aveva il cattivo senso di far imprigionare altri ragazzi.


Ma queste cose per un legalitario come Travaglio è impensabile. D'altronde lo racconta lui stesso che vita faceva.

Cresciuto in una famiglia della Torino bene, contesta la Dc perché troppo filoaraba. Fin da piccolo si appassiona alla storia, il suo idolo – testuali parole – è Camillo Cavour, che sta nel suo pantheon personale vicino a Alessandro Manzoni e Antonio Rosmini. Un incubo.
Detesta il libro Cuore e i piagnistei di De Amicis, nel 1977 mentre i suoi coetanei avevano qualcosina di meglio da fare, comincia a leggere avidamente "Il Giornale" di Montanelli; era – dice – anticomunista viscerale, gli piaceva Ronald Reagan. Letto Cavour, è ormai un ammiratore della Destra storica (Sella, Lanza, Ricasoli, Sonnino, Giolitti) e della storia del fascismo, ovviamente nella versione di Renzo De Felice.

Era – dice lui stesso – un ragazzo molto individualista che detestava le tessere e gli intruppamenti. Frequenta però assiduamente la Chiesa e va a votare prima i repubblicani di Spadolini e La Malfa, poi i liberali, poi la Dc. 

Iscritto all’università a Torino rivendica orgoglioso di non avere mai fatto un’assemblea o una manifestazione. Il classico uomo medio. Dieci anni dopo lavora nel "Giornale" di Montanelli, suo sogno di quando era bambino(sic).


Una vita da mediocre, insomma uno che non si sporcava le mani. Una vita che non auguro a nessuno.

 Travaglio oggi  con finzione( e per aggraziarsi i suoi milioni di fan senza spirito critico) fa la parte di chi sta dalla parte dei  sofferenti. Eppure basterebbe vedere le sue finte espressioni quando prova a parlare contro il TAV, oppure ora contro Monti. Proprio  lui che in realtà lo ammira visto che sta facendo tutto quello che rimproverava a Berlusconi di non fare. " Non è riuscito nemmeno a privatizzare un canile". Disse riferendosi a Berlusconi, sua grande vera fortuna.
Cita Erri De Luca, e ha fatto benissimo(anche se il suo scopo era un altro) perchè così posso ribadire quello che disse :" Lotta Continua operava alla luce del sole e non in clandestinità!" Che lo sappia TRAVAGLIO e se lo fissi bene in testa, lui che si divertiva a pubblicare sul Borghese(giornale di Montanelli) le intercettazioni relative a Lotta Continua; senza valenza penale, e senza che ci fosse nulla di scandaloso. Ma si sa, Travaglio senza la cosiddetta "giustizia penale" non avrebbe avuto senso la sua esistenza.


Questo uomo mi fa paura. 

Sarebbe stato il contrario se non fosse così seguito da chi si professa di "sinistra" e non ha alcunché di spirito critico. Lo dico con il cuore visto che, approfittando dell'ignoranza altrui, riesce a veicolare messaggi illibertari e di profonda ingiustizia sociale. 

Un'ultima cosa: Sofri ha tutto il diritto di professarsi innocente nonostante la condanna! Lui e qualsiasi altra persona. Non siamo ancora in dittatura, anche se Travaglio, da squadrista qual' è, vorrebbe tappare la bocca a chi ha avuto trascorsi in carcere. Innocente o no. E Sofri ha subito anni di carcere( ben nove dentro, poi ai domiciliari per il tumore) per la condanna come mandante morale dell'omicidio di Calabresi. 

Si, anche le condanne morali esistono in questo Paese senza civiltà.

2 commenti:

upupa ha detto...

Berlusconi ha fatto la fortuna di Travaglio e Santoro!!!!!!!!!!!!!!!
Travaglio se la prende con Sofri????????? Non ha lo stesso spessore culturale e tanto meno l'intelligenza!!!!!!!!!!

gildo sboffo ha detto...

tanto stupido Travaglio non è, visto i soldi che ha fatto e l'importanza che ha acquisito presso milioni di italiani. al contrario Sofri, assai più colto e simpatico, non solo ha visto naufragare nella mota i suoi ideali giovanili (purtroppo) non solo ha visto tanti suoi compagni di movimento fare delle carriere discutibili, no. è riuscito addirittura a farsi condannare come "mandante morale" di un omicidio. davvero un FAGGIANO sto SOFRI!!!