venerdì 9 marzo 2012

L'omicidio di Mauro Rostagno e l'omicido mascherato da suicidio di Niki Aprile Gatti.

Tre giorni fa  ricorreva la data di nascita di Mauro Rostagno.

Dovremmo ricordarlo spesso, soprattutto perchè dopo oramai decenni si sta svolgendo un processo  per restituirgli, si spera, la verità: fu  ucciso dalla mafia che era in combutta con le Istituzioni.

Mauro era stato militante di Lotta Continua e ha continuato il suo percorso di lotta per una Giustizia Sociale nel suo paese siciliano di origine. Quando fu ucciso, la sua memoria all'istante venne infangata. Per i giornalisti come D'Avanzo e l'allora giovane Travaglio era un regolamento di conti tra militanti di ex Lotta Continua e citarono  l'omicidio Calabresi .

Rievocarono vergognosamente l'omicidio Calabresi perchè poco prima di essere ucciso, fu raggiunto da una comunicazione giudiziaria.

Lo stesso Rostagno ovviamente  in modo molto netto escludeva qualsiasi responsabilità di Lotta continua. Non solo per se stesso ma anche per tutti gli altri appartenenti, come il suo amico Adriano Sofri , a questa organizzazione di cui Rostagno rivendicava l’onore.

Per l'omicidio di Mauro Rostagno fu arrestata perfino la moglie. Quando fu scarcerata, D'Avanzo chiese scusa. Travaglio, ad oggi, ancora no. Rostagno da vero giornalista senza tesserino aveva fatto una sua inchiesta personale. Non con i copia e incolla delle carte giudiziarie che non si rischia nulla in prima persona come accade oggi. 

Mauro scoprì i rapporti tra la mafia e gli apparati dello Stato e tutte queste cose le denunciò alla Magistratura. Ma ovviamente non indagò e archiviò tutto in un cassetto. Mauro aveva perfino scoperto che "un certo" Licio Gelli venne a Palermo per pianificare delle trame. Mauro aveva toccato dei fili scoperti e quando si ha a che fare con le Istituzioni, rimase fulminato.  Oggi il Sistema politico e giudiziario è ugualmente malato, ma sono cambiate le pedine. Forse oggi ci sarà Giustizia.

Qualche giorno fa invece era il compleanno di Niki Aprile Gatti, ucciso in carcere anche se la Magistratura ha archiviato come suicidio. Le trame sono identiche. Ma questa volta si è completamente soli contro i Poteri mafiosi e anche contro i Poteri che oggi voi considerati "buoni". Si è  tagliati fuori e si rischia in prima persona. Nessun Magistrato ci aiuterà, anzi ci rema ovviamente contro. I giornali grandi come de "La Repubblica" ha giocato un ruolo vergognoso, proprio nei primi attimi che Niki morì, pubblicando un articolo che lo infangò e con il quale  subito aveva dato per scontato il suicidio.

Aspetteremo che tra qualche decennio cambierà  la cultura legalitaria dominante e che  le pedine cambino. Saranno sempre sporche come oggi, ma almeno scalzeranno quelle vecchie.

Dedico questo mio scritto a Ornella Gemini, la madre di Niki. Non lasciamola sola.

3 commenti:

ventopiumoso ha detto...

non avevo mai letto l'articolo di repubblica.
ma che bravi...

zefirina ha detto...

brutta cosa la disinformazione poi anche se smentiscono il danno è fatto

Tua madre Ornella ha detto...

Inka

sono giorni difficili....difficilissimi.....
ti hi ringraziato su Fb ma volevo farlo anche qui.....

Chi vogliamo trovare ora????? Seguendo le cronache è ancora piu' chiaro (se possibile....)

pubblicato oggi...leggi...hanno capito TUTTI ....
http://www.ilserale.it/#/20

Ti abbraccio
Ornella