mercoledì 28 marzo 2012

L'ape Vittoria e l'albero che non c'è!

"Tra la passione e la sofferenza c'è sempre il desiderio dell'impossibile"Herman Hesse
 

Questa è una storia vera, e anche se non ci credete, pazienza, io ve la narro lo stesso.

Era il primo giorno di primavera, la natura, intorpidita dall'inverno, si era risvegliata e tutti gli alberi cominciarono a far sbocciare i fiori. E c'erano le api che finalmente potevano organizzarsi e cercare i fiori più belli per cibarsi del nettare.

Inutile dire che inconsapevolmente strofinano le ali contro le antere e si riempivano di polline, e il nettare di solito è così buono che volavano da un fiore all'altro. E così facendo trasportavano anche il polline, che poi cade nel pistillo e scende fino a raggiungere l'ovulo: l'edificazione vicendevole!


In quel tempo però c'era un grande problema che affliggeva la zona dove viveva un folto gruppo di api: le piante erano malate e i fiori avevano un nettare disgustoso.

C'era gran fermento, le api si lamentavano perchè soffrivano la fame e temevano perfino di non riuscir a produrre più il miele. Un gran disastro.

Decisero di organizzarsi, dividersi in piccole squadre ed esplorare più approfonditamente la zona e dopo tanta ricerca trovarono un campo pieno di alberi con tanti fiori.

Purtroppo non erano nemmeno quelli di ottima qualità ma dopo una breve riunione si decise che era meglio accontentarsi. Tutti d'accordo tranne una ape di nome Vittoria, la quale diceva: "Ma vi volete accontentare, perchè? Sono sicura che da qualche altra parte ci siano alberi migliori!"

Tutte le altre api convenivano sul fatto che fosse inutile perdere altro tempo a cercare qualcosa che probabilmente nemmeno esiste, delle volte bisogna anche accontentarsi e che fosse meglio desiderare il male minore piuttosto il nulla.

L'ape Vittoria era troppo ostinata e decise di continuare ad esplorare, per lei sarebbe stato meglio il nulla che quello schifoso nettare.

Passarono giorni e giorni, e Vittoria era stremata dalla
fame. Stava addirittura sul punto di arrendersi quando, all'improvviso, scorse una grande abitazione con una grande veranda aperta. E con grande meraviglia all'interno scorse un bellissimo ciliegio con dei fiori bellissimi , ma così belli che accecavano gli occhi al solo guardarli.

L'ape Vittoria si emozionò, gli scappò perfino una lacrimuccia. Pensava a quanto fossero state cretine le sue compagne, che  si erano perse questa meraviglia.

Allora piano piano, con il cuore che gli palpitava fortemente dall'emozione, si avvicinò a quella pianta così bella e pronta ad offrire i suoi pregiati fiori. Ma proprio sul punto di raggiungerla, l'ape sbattè in una invisibile barriera dura e ruvida. Non riusciva a capacitarsi di ciò. Come mai?

Ci riprovò, ma nulla. Allora decise di prendere la rincorsa, volò così velocemente che, splash, si spiaccicò su quella superficie ruvida e morì!

Care teste di capra, purtroppo non era una pianta vera, ma un dipinto. E la povera ape Vittoria morì inseguendo un miraggio, un' utopia, insomma una cosa che non esiste.

Adesso già sto immaginando le conclusioni dei pragmatici, dei realisti, dei politici, di molti di voi. I quali dicono che non si può credere nell'impossibile, bisogna accontentarsi, fare alleanze, insomma bisogna essere obiettivi e il romanticismo nella vita pratica non serve.

Ma la storia non è finisce così.

Un gruppo di api decise che fosse giusta la morte inutile dell'ape Vittoria. Secondo loro, non poteva essere morta inutilmente e più ostinate di lei, si misero a fare delle ricerche.

Ebbene scoprirono chi era l'autore del quadro e, tramite informazioni ricevute, raggiunsero la sua abitazione che si trovava in un' altra zona molto distante.

Con grande sorpresa fecero una scoperta sensazionale: videro il pittore seduto su una sedia, fuori, nel suo terreno, a dipingere gli alberi che aveva davanti a sé!

Quel ciliegio contornato da bellissimi fiori esisteva per davvero, e non era l'unico!

L'ape Vittoria inseguiva un sogno che esisteva.


5 commenti:

alpexex ha detto...

bella. dai uno sguardo ai refusi.

Tua madre Ornella ha detto...

Inka ....anzi Vittorio........ma questo racconto "VERO" è stato scritto proprio dalle api sopravvissute??????? O è stato tramandato verbalmente?????????

Oggi sai cosa accadrebbe???????? l'ape Vittoria morirebbe ma nessuno neanche si porrebbe il problema di che fine abbia fatto.......si è dato fuoco a Verona un altro operaio ...27 anni...... nel medio oriente uno che si è dato fuoco ha dato il via ad una Rivoluzione.....qui nemmeno se ci ardiamo in gruppi da un milione.......ci svegliamo...

Un bacio

Aries 51 ha detto...

Può essere che, anche se ho la testa dura, vada a far compagnia all'ape Vittoria.
Ma ai sogni non si rinuncia, se si vuole vivere una vita decente. I sogni si trasmettono ai figli e chissà che il mio sbattere la testa possa servirgli a trovare il loro ciliegio.
Ciao Inka.

zefirina ha detto...

sono sicura che però l'ape Vittoria è morta felice, con una bella immagine negli occhi e poi sarà contenta che le altre che in un primo si erano accontentate abbiano tratto spunto dalla sua morte per cercare un altro mondo possibile

a me questa storia è piaciuta, quando si tratta di inseguire un sogno....

upupa ha detto...

Carissimo...i sogni sono la ragione della vita...che noia senza...
e poi se si rincorre l'impossibile si troverà il possibile!!!!!!!!!!!