sabato 17 settembre 2011

Io dico addio...

Cari amici, fratelli, compagni, lettori, il sottoscritto ha deciso per motivi non solo personali, ma anche per mancanza di stimoli, di fermarsi con il blog. Riprenderò forse un giorno e potranno essere mesi, anni, oppure semplicemente mai. Qualcuno sicuramente emanerà un sospiro di sollievo, ma sono sicuro che a tanti altri forse qualcosa mancherà. 

Ormai sono circa dieci anni, che dalla fine del movimento no global e con l'affermarsi della cultura legalitaria, giustizionalista e liberale tra le fila della "massa critica" a sinistra, c'è stato un impoverimento di ideali, di valori libertari e ormai si è persa di vista la cultura della Giustizia, che è un valore che non ha niente a che vedere con le leggi fatte per opprimere l'uomo.  Come non ha niente a che vedere con il Potere Giudiziario della supercasta della Magistratura che ci ha reso ciechi e servi in nome dello sterile antiberlusconismo( una guerra di privilegi).  

Ma sono sicuro che un giorno tutto questo finirà e ripongo la speranza nei giovanissimi che stanno dimostrando di riuscire a ragionare con la propria testa, affermando il famoso libero pensiero e sapranno costruire un futuro migliore, anche se loro e le prossime generazioni pagheranno tutto. Le crisi economiche si supereranno, gli Stati non andranno mai in fallimento ma subiranno il continuo ricatto dei grossi gruppi finanziari, organizzazioni multinazionali e le future generazioni si opereranno a far risorgere le battaglie simili ai primi ideali del '900. 

In questi anni, tramite il blog, abbiamo affrontato varie battaglie: dalla lotta alla criminalità organizzata, sia legale che non, passando per i crimini di Stato, le repressioni dei movimenti , la distruzione delle persone tramite i vari apparati di Potere. Ma abbiamo anche parlato di amore, di tenerezza, di fragilità e di tutta la condizione umana.

Una battaglia in particolare, e che continuerà fino alla fine, è quella per il mio amico Niki Aprile Gatti. Un bravo ragazzo, pieno di ingegno, arrestato quel tragico giorno del 2008 tramite un'inchiesta che sembra adagiarsi (appositamente?) nel limbo. Arrestato e poi ucciso dentro quel carcere maledetto di Sollicciano.  E mi raccomando seguite sempre il blog della madre Ornella: cliccate qui!

Le battaglie per un mondo migliore passano anche per il superamento del Sistema Carcerario, un'utopia vIsto che a sinistra oramai si è diventati piu beceri e reazionari di una certa destra e soprattutto per colpa di questa mentalità reazionaria sembra che per approvare l'amnistia che potrebbe salvare tante vite umane ci si affidi al miracolo. Pazienza. Per adesso è così.

Scusatemi per questo mio ultimo scritto non brillante, ma vi lascio con una mia richiesta: leggete più libri possibili, e non solo i saggi ma soprattutto romanzi e che possibilmente siano scritti da persone che hanno cultura ed esperienza da trasmettervi(Kundera e Cacucci,persone diversissime ma complementari).  Per i più piccoli, iniziate con il Piccolo Principe e il Gabbiano Livingston.

Per favore, non ossificatevi il cervello con i libri nozionistici alla Travaglio che non trasmettono nulla e impoverisce l'animo ribelle e rivoluzionario che risiede in voi. Lasciate perdere il pragmatismo e il cinismo, lasciate perdere chi esalta un Potere, lasciate perdere qualsiasi forma di Partito, diffidate dai populisti alla Di Pietro o alla Berlusconi, lasciate perdere chi vi condanna per i vostri sogni.  E mi raccomando, sappiate leggere ed analizzare ogni piccola o grande cosa che vi propugnano, perfino dietro ad ogni notizia, bei slogan o articoli pomposi si può nascondere l'inganno. Fermatevi ogni tanto e non fatevi bombardare dalle continue notizie su internet che non vi permettono di riflettere un secondo.  Loro speculano sulla superficialità e sulla buona fede della gente come noi.

 E come disse Hermann Hesse "per creare il possibile, bisogna sempre tentare l'impossibile"!
Addio o a presto care adorabili teste di capra!

 Per i contatti incarcerato@gmail.com   msn semprered@live.it  Skype  incarcerato

mercoledì 14 settembre 2011

Il genocidio dimenticato di Srebrenica del 1995.

Stasera, alle ore 23 (purtroppo in seconda serata) ci sarà su La 7 il programma del bravo giornalista Piroso dedicato alla strage di Srebrenica. Ben 8372 bosniaci furono massacrati dalle truppe serbo-bosniache del generale Ratko Mladić. Un crimine di guerra ove c'è stato anche uno strano mancato intervento dell'ONU che controllava il territorio. Uno dei ricercati, a parte Mladic, era il famoso Željko Ražnatović, meglio conosciuto come Arkan, sanguinario esecutore di genocidi e pulizie etniche nei Balcani.  Ancora oggi è considerato un mito tra i nazionalisti Serbi e lo abbiamo visto nella famosa partita di calcio qui in Italia, quando la squadra che inneggiava ad Arkan inscenò una vera e propria guerriglia.  

Ora in seguito riporterò un racconto di una ragazza italiana che si vuole firmare come "Furetto Idealista" dove racconta la sua esperienza di volontaria a Sebrenica. Leggete, queste sono storie poco raccontate. Storie di sofferenze disumane, ma con un fardello sulle spalle portato con tanta dignità .

11 Luglio 2010, 15 anni dal massacro di Srebrenica...

È l'11 Luglio, sono le 6 del mattino a Sarajevo, siamo quattro ragazzi italiani in viaggio verso Srebrenica. Sono passati 15 anni da quando furono violentemente trucidate 8000 persone.

La strada da Sarajevo a Srebrenica è una strada di montagna, con curve e tornanti; maggior parte del percorso è attraverso la Republika Srbska (repubblica serba di Bosnia Erzegovina), quindi non è raro trovare cartelli in cirillico. Il paesaggio è bellissimo, montagne vergini, prati, tanto verde e tanta acqua; la mattina presto è molto rilassante viaggiare attraverso le montagne e il silenzio. 

Anche se quella mattina la strada non era molto silenziosa, tra autobus, auto normali e di stato; insomma non eravamo soli.

Il nostro percorso procede tranquillo, la polizia ci devia, e come tanti altri siamo costretti a prendere la strada più lunga, di cui una parte è sterrata. Arriviamo a una decina di chilometri da Srebrenica e ci imbattiamo in una fila di macchine. Siamo bloccati! Sono già le 9.30 e la cerimonia inizia alle 10! Temiamo di non arrivare, vediamo molte persone; tra cui diversi anziani, che scendono dalle macchine e vanno a piedi. Quando vediamo il cartello „Srebrenica“ siamo un po' sollevati, forse riusciamo ad arrivare. Parcheggiamo e iniziamo ad andare a piedi, la strada dalla città al memoriale è lunga; c'è una fila di persone, molte sono anziane. Camminano, non si lamentano: vogliono arrivare. Ci sono macchine parcheggiate di targhe non bosniache: possono essere stranieri; oppure profughi, che ora vivono altrove e che sono tornati in occasione del memoriale.

Arriviamo a Potočari, con un taxi e continuiamo a camminare, ci sono sempre tante persone; un fiume di persone e di macchine sulla strada del memoriale. Fa caldo, fa molto caldo, il sole batte forte; tutti camminano, nessuno si ferma e nessuno dà segni di stanchezza. Come in tutti i viaggi rimangono impresse delle immagini, dei flash: riguardo al tragitto ho impressa quella di queste donne anziane che camminano sotto il sole con una bottiglietta d’acqua in mano.

Camminiamo ancora per un paio di chilometri e arriviamo al punto del memoriale: c’è un mare di persone sotto il sole, alcune si riparano con gli ombrelli, fa caldissimo. Rimaniamo sbalorditi dalla quantità di persone e dal silenzio, perchè nonostante tutto non c’era il rumore da piazza; ma non saprei come descriverlo, perchè non può neanche essere definito silenzio, era qualcosa di profondamente diverso...

Sono ormai le 13,30, buona parte della cerimonia è stata svolta; decidiamo di visitare la vecchia fabbrica, quella in cui dormivano i caschi blu e in cui si è svolto parte dell’eccidio. La fabbrica è diventata un museo: ci sono fotografie dell’assedio di Srebrenica, dei militari, delle fosse comuni; ci sono le storie di alcune vittime e accanto ci sono gli oggetti personali che sono stati trovati accanto, chi un pacchetto di sigarette, chi un anello, chi un quaderno. Oggetti che fanno parte di una storia, di una vita... Vediamo diverse stanze, ci sono delle macchie rosso scuro, quasi marrone; ci sono ancora i disegni dei militari olandesi e le loro scritte. Il loro compito sarebbe stato quello di proteggerli...

Usciamo e ci dirigiamo al memoriale, dove si stanno celebrando i funerali delle 775 persone riesumate. Ci sono moltissime persone, per terra si vede questa macchia verde: sono le bare delle vittime. Un fiume verde, circondato da tantissime persone raccolte attorno a loro.
Sulla collina ci sono molte persone, sedute dove capita, spesso tra le altre tombe; sono in silenzio e pregano. Alcune piangono. È un pianto silenzioso, segno di una ferita che non si è mai cicatrizzata; forse piangono per i mariti, forse per i figli. Forse piangono per il sollievo di essere riuscite a dare loro degna sepoltura. Forse. Quello che mi lascia impressionata è la loro dignità: le loro lacrime non hanno nulla di melodrammatico, ciò che traspare è un immenso dolore e un’enorme dignità. L’elemento che più mi ha colpito è stata proprio la dignità, nonostante la sofferenza.

Riguardo a questo momento ho due immagini impresse nella mia mente: quella di due persone anziane, la prima una donna, seduta per terra, sotto un ombrellone, che, al momento dell’interramento è scoppiata in un pianto infinito. E quella di un uomo, che, con altri, seppelliva le bare verdi; e che non ha smesso di piangere un secondo, spalava la terra e piangeva, piangeva, piangeva.

Certe ferite non potranno mai rimarginarsi, ma credo che il nostro obbligo sia quello di combattere affinchè queste cose non accadano. Abbiamo il dovere di guardare al di là dei nostri confini, dove nessuno guarda; e fare in modo che dolori come questi non si ripetano mai.

"Furetto Idealista"



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martedì 13 settembre 2011

Agli invisibili, agli emarginati, ai deboli e a chi soffre.

Questo scritto lo dedico a voi. Al ragazzino che non è voluto entrare nel branco, e per questo viene emarginato e deriso in continuazione. Perchè i ragazzini sanno essere molto spietati.

Lo dedico alla ragazza che ha dovuto abortire, e per questo viene giudicata in continuazione. Al ragazzo che ha studiato una vita e che non vince nemmeno un concorso. Perchè viene scavalcato in continuazione da persone raccomandate.

All'operaio che ha paura di accarezzare il proprio figlio. Perchè ha la mano piena di calli.

Alla segretaria che viene tartassata dal proprio datore di lavoro perchè pretende che si vesta sexy. Ma lei per sua natura non potrà mai essere sexy.

Alla transessuale che vuole un lavoro dignitoso, ma nessuno la vuole assumere. Per questo si prostituisce.

Alla persona che ha paura di morire in
solitudine, perchè ha perso tutti. All'anziano che ha lavorato una vita, che magari ha fatto la resistenza, e non trova posti da sedere sull'autobus. Perchè ci sono tanti ragazzi maleducati e stronzi per natura che non si alzeranno mai.

Alla persona che lavora duramente, e si ritrova un datore di lavoro che lo umilia dicendogli che dovrebbe lavorare di più. Alla donna che si è fidata ciecamente del marito e scopre di essere malata di AIDS. Perchè magari il marito si è infettato andando a prostitute.

Alla persona che soffre di panico e ha paura di uscire e frequentare la gente. Al ragazzo che per sua natura non è arrivista, e rimane sempre secondo a qualcuno. Alla donna che non si vede bella, e soffre. Perchè una donna non bella, viene ridicolizzata dalla maggior parte degli uomini. Ancor di più se non possiede un forte carattere.

Alla donna divorziata, che anche in questi tempi viene marchiata come una "donna di facili costumi". Al prete che sta dalla parte degli oppressi e viene ostacolato. Delle volte scomunicato.

Alla persona fragile, per questo non vive bene come dovrebbe. Al poeta di oggi, ora che le poesie non le legge più nessuno. Allo scrittore senza denaro, perchè solo con il denaro ha la speranza di pubblicare un libro.

Alla badante polacca che deve sopportare le continue lamentele e offese dell'anziana donna. Perchè alcune donne anziane sono così.
 

A chi viene sempre respinto o respinta in amore, perchè non è mai la persona giusta. Al giornalista che non si adegua, non fa parte di nessuna cricca e allora non scrive più'.
 

A tutti gli incarcerati che pretendono giustamente di cambiare vita e inserirsi nella società. Ma rimarrà sempre con la fedina penale sporca e per questo alcuni di loro vengono emarginati. 

Alle tanti madri che si ritrovano uccisi i loro figli in circostanze misteriose e che magari vengono ridicolizzate, prese per pazze, abbandonate.
 

Questo post lo dedico a voi, mie adorabili teste di capra, voi che siete la gente migliore di questo maledetto Paese. Voi che siete invisibili perchè per vostra natura non vi metterete mai in mostra. Emergete da questo sottosuolo, invadete queste grigi e tristi città.

Il vero esercito di sognatori siete voi.


giovedì 8 settembre 2011

L'inganno del referendum proposto da Di Pietro.

Il populista Di Pietro colpisce ancora una volta con l'avvallo dei giornalisti come Travaglio, il sociologo come Sartori e ovviamente il Popolo Viola, un emanazione dell'IDV. 

Tutti purtroppo ingenuamente ci siamo cascati. 

D'altronde quando si dice che si vuole abrogare questa attuale legge elettorale battezzata "legge porcellum" tutti non possono che essere d'accordo. 

Certo se si volesse andare più in profondità la storia che prima potevamo scegliere i candidati è semplicemente uno specchio per le allodole: i candidati nei collegi sono pur sempre scelti dalle segreterie di partito.  

Ma non fa nulla, tanto noi cittadini ci accontentiamo dei simboli. 

Come la stupidaggine della Casta quando ci dicono che eliminando i privilegi si risolve il problema dell'attuale crisi tralasciando che questo è un fenomeno globale dovuto dalle politiche neoliberiste. Ma solo noi siamo un caso a parte, tutti gli indignatos (quelli veri, non manipolati da certi Pariti) del mondo hanno obiettivi ben precisi; e non si limitano solo ai privilegi della politica, ma propongono idee che una volta erano rappresentate dal grande movimento no global critico alle politiche liberiste e contro i grossi organismi internazionali che ci stanno depredando. 

Lo hanno capito tutti, perfino i movimenti americani che si appresteranno , il 17 settembre, ad occupare la borsa di New York prospettando così una nuova "Seattle". 

Ma pazienza, la massa "critica" italiana ormai è "cotta" e ne passerà di  tempo quando passerà questa moda legalitaria e altamente qualunquista, priva di ideali di sinistra.

Ma andiamo a svelare l'inganno di questo referendum: in realtà attualmente ci sono due diverse raccolte firma e per questo è nata una confusione, forse  voluta a quanto pare. 

Vediamo il perchè.

A formare un comitato promotore per il referendum per l'abrogazione dell'attuale legge è stato il professore Passigli.  Il quesito era chiaro: abrogare l'attuale legge per andare nella direzione proporzionale. 

E non maggioritaria che rafforza l'attuale bipolarismo e quindi far sì che i partiti rimangano i soli depositari della scelta degli eletti,  salvaguardando così la loro rendita di posizione e i loro personali destini.

Inzialemente il comitato promotore di Passigli era riuscito ad accordarsi con i politici come Veltroni, Castagnetti e Parisi.  Ma ecco che Di Pietro, improvvisamente, e con i suoi modi propagandistici e populisti lancia la sua iniziativa personale per raccogliere firme per il suo referendum. 

Lo proclama tramite i suo profilo facebook e ovviamente centinaia di "mi piace", commenti dello stesso tenore:"Sono fieri di averti votato Tonino", cose ormai che ci siamo abituati a vedere.

Ovviamente l'iniziativa ha fatto il giro del web e tutti, senza come al solito sviluppare il proprio pensiero critico, a fare copia e incolla del messaggio.  Il 4 settembre scorso tramite la conferenza stampa con gli stessi politici che prima avevano appoggiato Passigli, Di Pietro annuncia l'avvio ufficiale della raccolta delle firme per il referendum per l'abrogazione della attuale legge elettorale (il ‘Porcellum’) in favore del ritorno al maggioritario uninominale. 

Un tradimento dove si è accodato anche Vendola, oltre che Veltroni  e compagnia allegra. 

L'inganno è riuscito. Purtroppo in molti stanno cadendo nell'errore e, nella convinzione che si tratti della stessa iniziativa, la stanno promuovendo.

Ribadiamo cosa  vogliono Di Pietro, Vendola e una grossa fetta del PD:  un inutile ritorno al Mattarellum, cioè nessun diritto di scelta dei propri rappresentanti da parte degli elettori e rafforzamento del sistema Maggioritario. 

Per questo il mio invito è di andare a firmare la prima proposta referendaria, quella del professore Passigli. Abbiamo  tempo fino al 15 settembre.  Per maggiori informazioni qui. Anche se alcuni primi firmatari hanno poi tradito.



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mercoledì 7 settembre 2011

L'orrore della guerra in Libia e i video shock.

Consiglio la visura di questi terribili video a chi reputa che sia giusta la guerra contro la Libia ! Cioè quasi tutti i Partiti, le nostre Istituzioni che ancora oggi nascondono le tante porcherie e misteri legati alla loro amicizia con Gheddafi, gli opinionisti e intellettuali che ora utilizzano la stessa giustificazione delle destre a favore della guerra  che appoggiavano quelle contro l'Iraq, alla massa "critica" che si fa orientare dagli "eroi della contro informazione" come Santoro, Gad Lerner o un Mineo di rainews 24 che fino all'altro ieri faceva ottimi servizi come la famosa strage di Falluja perpetuata dagli USA.  

Eppure non è nulla di nuovo, il sottoscritto si ricorda molto bene la guerra nel Kossovo perpetuata dall'allora Clinton, che come Obama rappresentava il volto buono degli USA comportandosi esattamente come il suo successore Bush.  Una guerra appoggiata dall'allora governo D'Alema(colui che coniò il termine "guerra umanitaria") e addirittura intervenendo (come oggi) con i nostri aerei da guerra. Ma almeno io ricordo che nonostante tutto non eravamo quattro gatti , come invece accade oggi, a manifestare contro. 

Oggi il Pensiero Unico ha stravinto: si è inoculato perfettamente tra la gente cosiddetta informata. 

Si perchè anche internet è omologato, basti vedere gli articoli più cliccati, le bacheche su Facebook. La pseudo sinistra che si rafforza con uomini di destra: i "liberal forcaioli" giusto per rubare il termine coniato da  Pannella che adottò verso Gomez quando quest'ultimo, come il suo capo Travaglio, si scagliò contro l'amnistia.  

Pannella è un liberista, ma sui diritti civili(cosa sacrosanta al  di là delle ideologia) tanto di cappello. E su questi temi io non transigo, sono le basi che rendono civile e democratico uno Stato.

Anzi, non basta più'. Ora Santoro e il Fatto Quotidiano faranno una vera occupazione di internet e tutti i social network saranno strapieni delle loro idee legalitarie, anti libertarie e giustizionaliste. E oggi anche guerrafondaie.

Ve lo ribadisco, sono video di una crudeltà inaudita , molti potrebbero sentirsi male. Infatti mi rivolgo a chi osanna la guerra e questi ribelli che vengono paragonati ai partigiani.  

Certo, anche i nostri partigiani sicuramente avranno fatto fucilazioni sommarie, ma qui c'è una crudeltà brutale. Dove con la scusa della guerra, liberano i loro peggiori istinti. Vedendo queste immagini mi chiedo: per quale razza di "libertà" combattono questi "ribelli" che hanno sterminato anche tanti lavoratori africani non libici che erano in Libia solamente per vivere più decentemente? Che concezione democratica avrebbero questi uomini del Consiglio di transizione Libico se alla fine hanno detto che rispetteranno comunque il trattato? Ma quale  concezione democratica se molti di loro sono legati al terrorismo islamico che per assurdo l'occidente vorrebbe combattere ma nello stesso tempo gli da forza e autorità, vedasi l'Arabia Saudita o l'Iraq "liberata"?

Immagini vietate assolutamente ai bambini, ma anche a chi è suscettibile. Qualcuno cinicamente direbbe: ma è la guerra, bellezza! 
Fonte












sabato 3 settembre 2011

Il mistero del Mig Libico ritrovato in Calabria.

Visto la vergognosa guerra che c'è in Libia, questi giorni vengono evocati brutti ricordi, dei fatti che sono legati alla Libia di Gheddafi. 

Si evoca il famoso attentato di Lockerbie attribuito ai sicari libici, ma per quanto riguarda casa nostra si ricorda la strana morte di Musa Sadr, dicono ucciso in Italia dagli uomini di Gheddafi e soprattutto la strage di Ustica del venerdì 27 Giungno del 1980, quando l'aereo di linea Douglas DC-9 I-TIGI, appartenente alla compagnia aerea Itavia, si squarciò in volo senza preavviso e scomparve in mare. 

E dopo 30 anni ancora non è stata del tutto chiarita la vicenda.

Ma c'è un'altra vicenda misteriosa e pieno di depistaggi e "morte collaterali" che è poco nota ai più! 
Raccontiamola brevemente.

Il 18 luglio del 1980 una telefonata allerta i carabinieri di Cacurri, in Calabria, della presenza dei resti di un aereo tra le montagne di Castelsilano. 

Scatta immediatamente  l'allarme. 

In poche ora l'area interessata viene chiusa all'accesso dei curiosi e giornalisti: nello spazio aereo di cinque chilometri dal veivolo nessun civile può mettere piedi e soprattutto viene interrotto lo spazio aereo.  

Qualche temerario giornalista riuscì ad entrare e riuscì a vedere il relitto: un aereo Mig  libico( di produzione sovietica) con la carcassa di un pilota di colore nero, con un paracadute liberato.

Pressato dall'opinione pubblica, l'allora Ministero della Difesa Italiano diffuse dopo poche ore dal ritrovamento  un comunicato ufficiale. 

Nel documento si riferiva che era stata ritrovata "la carcassa di un MIG 23 monoposto di fabbricazione socvietica, sprovvisto di armamento e serbatoi supllementari , in dotazione delle forze libiche. Nella cabina è stato rinvenuto il cadavire del pilota, di carnagione scura e dell'apparente età di trent'anni". Punto.

Muammar Gheddafi, dall'altra parte del mediterraneo, rispose con un comunicato ufficiale del suo governo: "Il nostro pilota era in volo d'addestramento e a causa di un imporovviso collasso ha perso il controllo dall'aereo, precipitano". Finisce tutto qua.

Così pesavano loro perchè quando il Giudice Priore, che si occupò della strage di Ustica avvenuta tre settimane prima del ritrovo ufficiale del relitto in Calabria, scoprì tramite numerose testimonianze che c'era qualcosa che non quadrava, emersero tante altre contraddizioni.

 Il primo colpo di scena fu che in realtà quel relitto c'era già prima del ritrovo ufficiale e addirittura, analizzando anche lo stato di decomposizione del  pilota libico, l'incidente potrebbe essere accaduto lo stesso giorno della strage.  

Purtroppo alcuni testimoni fondamentali per capire meglio l'esatto giorno dell'incidente morirono o sparirono dalla circolazione. Come il maresciallo Franco Parisi, in servizio alla postazione radar di Otranto che morì pe cause naturali il 21 dicembre del 1995, pochi giorni prima dell'audizione che doveva avere con il giudice. 

Oppure come un certo Roberto Denes (uomo dei servizi segreti), il quale aveva aperto l'ipotesi della messinscena(una ricostruzione dell'incidente per depistare), ma  si rese irreperibile e il Giudice non potette interrogarlo.

Ma c'è la strana morte dell'ex ufficiale Sandro Marcucci.  

Aveva trovato due testimoni, entrambi militari a Pratica di mare, che avrebbero testimoniato al giudice che il Mig libico caduto sulla Sila era partito da Pratica di Mare. Aveva tenuto per sè i nomi dei testimoni, li avrebbe rivelati solo a Priore, se non fosse che il 2 febbraio 1992, già dimessosi dall'Ami e lavorando per la regione Toscana, rimane vittima in uno strano incidente aereo. 

Ma il più bel colpo di scena è stato questo : il pilota del Mig  non era un libico, ma un siriano! 

Era un certo Ezzedin Fadah El Khalil, siriano di origine palestinese,  morto almeno venti giorni prima!

Un siriano? Era un mercenario? Oppure addirittura un infiltrato che in realtà faceva parte del gruppo anti-Gheddafi?  Si perchè sappiamo che nei famosi cieli di Ustica era in corso una vera battaglia e Gheddafi su quei cieli doveva passare con il suo aereo per recarsi in una conferenza all'estero.  Pare che abbia avuto una soffiata sull'attentato che avevano progettato su di lui e sospese all'ultimo momento il viaggio.

Quell'aereo insomma sarebbe stato abbattuto lo stesso giorno della strage di Ustica? 

Probabilmente si perchè in quei giorni ci fu la testimonianza di una coppia che nella spiaggia calabrese notarono tre aerei che sbucarono dal mare e si inseguivano.

Comunque sia il mistero del Mig Libico interessò tutti i Paesi coinvolti: USA, Francia, Inghilterra e ovviamente l'Italia.

Diceva Giovanni Spadolini ai giornalisti: «Scoprite il giallo del Mig libico e avrete trovato la chiave per trovare la verità di Ustica». 

Probabilmente aveva ragione.