martedì 31 maggio 2011

La "primavera europea": perchè noi stiamo a guardare?

Non lo so, ma sinceramente credo che qui in Italia non stiamo facendo una bella figura nei confronti degli altri Paesi Europei. No non sto parlando del nostro Premier, ma proprio di noi: la cosiddetta società civile.

Nella Spagna di Zapatero, dove i socialisti hanno perso disastrosamente le elezioni amministrative, quasi inaspettatamente i giovani senza un'organizzazione sindacale, partitica o di movimento sono scesi in piazza e ci sono rimasti. Sono stati cacciati via con una repressione vergognosa dalla piazza del Puerta del Sol e hanno avuto il coraggio di ritornarci.

Nella Francia di Sarkozy che ha fatto politiche disastrose non troppo lontane da quelle di Zapatero, alcune migliaia di ragazzi hanno provato ad occupare le piazze, ma sono stati repressi proprio sul nascere, e comunque ma pare che abbiano intenzione di riprovarci. In Grecia i ragazzi e non solo, hanno occupato la piazza principale della loro Capitale e per la prima volta senza nessuna organizzazione dietro c'è stata un'imponente manifestazione.

Sono proteste diverse ovviamente dalla cosiddetta "primavera Araba", ma si sono resi conto che si stanno comunque ribellando contro una dittatura più subdola, quella del "mercato". Hanno capito che i Governi Nazionali, di qualsiasi colore, non fanno altro che rispettare gli ordini dagli organismi transnazionali come il Fondo Monetario Internazionale, l'Organizzazione Mondiale del Commercio o la Banca Mondiale. Organismi non democratici dove ricattano Nazioni intere, con la scusa di farle rientrare nei parametri pretendono delle vere e proprie macellerie sociali. Questo è stato capito, e infatti tra gli "Indignatos" spiccavano dei cartelli con scritto: "Debitocrazia"!

E noi? Nonostante che non abbiamo raggiunto la crisi come la Spagna, il Portogallo o la Grecia, stiamo messi peggio. Da loro ancora resiste un po' di Stato Sociale che riesce almeno a garantire i giovani. Noi l'unico "ammortizzatore sociale" rimasto è il nucleo famigliare. In sostanza sono i genitori che riescono ancora a mantenere i giovani precari. Ma la novità è che anche la famiglia nonostante abbia un lavoro fisso non ce la fa più e a sua volta si reggono grazie ai risparmi di chi ha vissuto il dopoguerra.

Perchè noi Italiani ancora stiamo a guardare? Possibile che ci muoviamo solo dietro la spinta dall'alto? Il cosiddetto Popolo Viola è stato un fallimento perchè era ridotto al semplice antiberlusconismo e comunque era stato cavalcato dalle opposizioni, e non a caso il coordinatore Mascia è un iscritto all'IDV. Poi abbiamo avuto altre manifestazioni che comunque si sono ridotte ad una sola giornata e dopo tutti a casa.

Non dobbiamo assolutamente credere di risolvere i problemi per via istituzionale come le elezioni. Si, è stato emozionante che abbia vinto Pisapia a Milano ma leviamoci dalla testa che un futuro Governo di centrosinistra risolva i nostri problemi. L'hanno capito gli altri giovani europei che c'è una dittatura economica mascherata da democrazia e quindi da una falsa alternanza.

Non sta accadendo niente qui in Italia. Niente tende, nessuna assemblea popolare. Per ora gli unici che lo stanno facendo per difendere la loro terra dallo scempio della TAV sono i valsusini e da un momento all'altro rischieranno una dura repressione.

Credo che in questo periodo pieno di paradossi qui in Italia, falsato dal berlusconismo (e l'anti berlusconismo fine a se stesso è la stessa faccia) dovremmo andare controcorrente. Proprio come fanno i salmoni che risalgono il fiume per ritornare al loro luogo di origine.

Ecco dovremmo ritornare alle origini del nostro malessere, riprendere la battaglia contro la globalizzazione economica che abbandonammo dieci anni fa. Anche perchè ora gli effetti si stanno facendo finire con troppa evidenza.

Quando accadrà? Non sarà mica che con queste ultime elezioni crediamo che dall'alto qualcosa cambi? Gli altri ragazzi europei ci stanno aspettando. Che fare? Non facciamoci anestetizzare.








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sabato 28 maggio 2011

Sono una stella. (Hermann Hesse)



Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.

Sono il mare che di notte si infuria,
che mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.

Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.

Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

Hermann Hesse

giovedì 26 maggio 2011

Nucleare e privatizzazione dell'acqua: figlie dello stesso conflitto di interesse che coinvolge Umberto Veronesi.

Non si esaurisce così il mio precedente articolo. In realtà si viene a scoprire che sia il nucleare e sia la privatizzazione dell'acqua sono figlie dello stesso conflitto di interesse che riguarda il presidente dell'Agenzia Nucleare Umberto Veronesi.

Grazie all'interessantissimo articolo su agoravox si viene a scoprire che il gruppo francese Veolia (
l'azienda francese è uno dei leader mondiali nel settore della gestione urbana degli acquedotti, dei rifiuti e dei trasporti) si occuperà del processo di privatizzazione dei nostri acquedotti. E d'altronde ha già messo i suoi tentacoli in Calabria.

Stiamo parlando di una grossa azienda che nel resto del mondo non la vuole più nessuno. Il Senegal, ad esempio, l'anno scorso ha rotto il patto a causa della cattiva gestione dei rifiuti.

Grazie all'articolo molto interessante di Deborah Billi si viene a scoprire che il Presidente della Veolia, un certo
Henri Proglio, è lo stesso della Edf, Electricitè de France che gestisce il nucleare.

Ora è tutto più chiaro visto che nel precedente articolo ho raccontato che il 34% dei finanziamenti della Siram alla fondazione Veronesi provengono dall’Edf, la stessa che Veronesi in quanto presidente dell'Agenzia dovrebbe controllare e ben il 66 per cento dalla Veolia, quella che gestirà la privatizzazione dell'acqua.

Insomma due piccioni con una fava. E per fava c'è Veronesi con dietro l'imprenditore francese
Henri Proglio che gestisce entrambi le società.





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martedì 24 maggio 2011

Nucleare: il conflitto di interesse che coinvolge il capo dell'agenzia nucleare Umberto Veronesi.

Si parla giustamente tanto del conflitto di interesse del nostro Presidente del Consiglio Berlusconi, ma se ne parla come se fosse l'unico.

Il nostro "Bel Paese" purtroppo è pieno zeppo di piccoli e grandi conflitti di interesse, magari più piccoli (economicamente parlando) di Berlusconi ma non meno influenti.

Prima di parlare di uno dei tanti conflitti di interesse vorrei approfittare per dire che trovo vergognoso il fatto che tutti i protagonisti dei salotti televisivi, compresi , haimè, i punti di riferimento della cosiddetta società civile( o "massa critica" come la definisco io) ogni qual volta si pone un problema inevitabilmente si prende come esempio i "civili" e "democratici" USA.


La balla colossale che in America non esistano i conflitti di interesse non viene, attraverso i mass media, per nulla scalfita: oramai è come se fosse un dato oggettivo, quindi indiscutibile.

E attenzione, non mi riferisco nemmeno al fatto scontato e troppo semplicistico che esistono comunque le forti lobby che fanno pressione. No, io dico che molti uomini che sono al Governo Statunitense sono allo stesso tempo amministratori di grosse società private.

Mi limito a fare solo alcuni esempi che riguardano la cosiddetta "macchina militare".

A partire dagli anni 90 il settore militare si è sviluppato in nuova direzione altamente redditizia, ovvero quella delle PSC che sta per Private Security Companies e con i nuovi conflitti queste compagnie hanno avuto una committenza continuamente in crescita. Queste compagnie sono alla maggiore statunitense e sono conosciute con l'appellativo di "Contractors".

Mi direte: "Ma cosa c'entrano con la storia dei conflitti di interesse negli USA?" Vi rispondo subito elencando alcune compagnie.

Bdm International e Keeny- Meeny Service: compagnie controllate da un gruppo finanziario dell'allora segretario di Stato James Baker e dall'allora ministro della Difesa Frank Carlucci.

Strategic Applications International Corporation: nel consiglio di amministrazione siedono altri due ex ministri della Difesa, William Perry e Melvin Laird.

Kellogg Brown e Root(KBR): compagnia affiliata alla Hallimurton, la principale società di servizi e impianti petroliferi guidata dall'allora vicepresidente dell'amministrazione Bush, Dick Cheney. Il quale divenne pure titolare, dopo la guerra in Iraq, del progetto per la bonifica dei pozzi petroliferi scelto dal Pentagono. Il progetto ha garantito alla società un fatturato di 483 milioni di dollari nel 2002. Inoltre la KBR per qualche tempo ha addirittura gestito la prigionia di Guantanamo.

Vi ho indicato solo l'esempio militare, e quindi quando sentite dire idiozie sul fatto che negli USA non esistano conflitti di interesse, spegnete la TV e leggete un buon libro.

Ed ora pensiamo a casa nostra.

Come purtroppo sappiamo, il Governo Berlusconi aveva istituito l'Agenzia per la sicurezza nucleare in prospettiva della riapertura e costruzioni delle centrali nucleari, cosa che spero non avverrà se andassimo tutti a votare SI al referendum.

Il compito di questa agenzia sarebbe quello della regolamentazione tecnica, il controllo e l'autorizzazione ai fini della sicurezza (compresa la protezione dalle radiazioni) di tutte le fasi legate alla realizzazione e gestione delle centrali nucleari e alla gestione dei rifiuti radioattivi.

Come presidente è stato eletto l'oncologo e deputato PD Umberto Veronesi, si colui che si occupa della cura dei tumori ma nello stesso tempo è fautore del nucleare e dice che dormirebbe vicino alla scorie senza nessun timore.

Umberto Veronesi ha un notevole conflitto di interesse che l
Inserisci link
o riguarda.

Se andiamo a visitare gli sponsor della sua Fondazione nella pagina internet, alla lettera “S” c’è la Siram, del gruppo Dalkia. Nel sito della Dalkia (QUI)è ben spiegato l’azionariato: e così si scopre che Dalkia è per il il 66% di Veolia Environment e per il 34% di Edf, Electricitè de France, che gestisce il nucleare francese ed ora è già partner del nucleare italiano con Enel.

In altre parole, il 34% dei finanziamenti della Siram alla fondazione Veronesi provengono dall’Edf, la stessa che Veronesi in quanto presidente dell'Agenzia dovrebbe controllare.


C'è qualche "piccolo" conflitto di interesse o no? E se parliamo del nucleare non è nemmeno così insignificante.



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sabato 21 maggio 2011

Considerava suo destino amare senza speranze un astro.

...e mi parlò di un giovane che era innamorato di una stella.
In riva al mare tendeva le braccia e adorava la stella, la sognava e le rivolgeva i suoi pensieri.

Ma sapeva o credeva di sapere che le stelle non possono essere abbracciate dall'uomo.


Considerava suo destino amare senza speranze un astro, e su questo pensiero costruì tutto un poema di rinunce e di mute sofferenze che dovevano purificarlo e renderlo migliore.


Tutti i suoi sogni però erano rivolti alla stella.


Una volta, trovandosi di nuovo su un alto scoglio in riva al mare notturno, stava a guardare la stella ardendo d'amore.


E nel momento di maggior desiderio fece un balzo e si buttò nel vuoto per andare incontro alla stella. Ma nel momento stesso del balzo un pensiero gli attraversò la mente: no, è impossibile!


Così cadde sull'arena e rimase sfracellato. Non sapeva amare.

Se nel momento del balzo avesse avuto l'energia di credere fermamente nel buon esito, sarebbe volato in alto a congiungersi con la stella.


Tratto da "Demian" di Hermann Hesse.

giovedì 19 maggio 2011

La disinformazione di massa e il ruolo dei nostri servizi segreti.

Sull'argomento della cosiddetta "manipolazione del consenso"ne parlai tempo fa per spiegare come ancora una volta hanno preparato la strada per la guerra in Libia. Con questo articolo vorrei mettere in evidenza l'attore principale,Inserisci link colui che opera proprio per mettere in atto queste operazioni: il servizio segreto.

Bisogna precisare che i servizi segreti non sono solamente dei grandi ricettori di flussi informativi, ma sono soprattutto diffusori di notizie. Anzi, sono le principali agenzie informative di una società. Tra l'altro premetto che un giorno cercherò di spiegare come essi intervengono tramite i giornali, magari facendo trapelare delle inchieste in corso e prego i miei lettori di scrollarsi per un attimo di dosso la propria idea politica e soprattutto di analizzare con profondità ciò che dico: i servizi segreti utilizzano molto spesso i principali giornali che fanno presa sulla massa e quindi anche e soprattutto quelli che nell'immaginario collettivo sono considerati progressisti.

Le notizie che acquisiscono e poi diffondono non sono sempre false o totalmente vere:a loro è indifferente, purché servino per raggiungere uno scopo prefissato.

Molto spesso la loro regola fondamentale della disinformazione è ricorrere al minor tasso possibile di notizie false, soprattutto per evitare di spendere un ulteriore lavoro per nascondere la verità e quindi spendere tempo per fare la contro disinformazione, magari tramite i giornali e sopratutto nella vasta babele che è internet. Sia chiaro, ho precisato che cercano di farlo il meno possibile, non che non lo facciano.

La prima grande disinformazione di massa contemporanea è avvenuta alla Prima Guerra del Golfo. Gli USA in quel caso avevano un doppio problema: trasformare l'alleato Iraq in avversario.

Il Paese dell'allora Saddam Hussein era stato sostenuto per la guerra contro l'Iran. Allora tutti in giornali occidentali, riforniti dalle notizie dalle varie agenzie americane (rifornite a sua volta dalle informative dei servizi segreti), iniziarono ad ingigantire la potenza bellica dell'Iraq. Addirittura si giunse a far credere all'opinione pubblica che l'Iraq era diventata la quarta potenza bellica del Mondo: dopo quella degli USA, URSS e CINA. In pratica addirittura più forte di Israele.

Non potevano mancare i politologi , gli esperti di politica internazionale e analisti come quel personaggio di Edward Luttwak che compaiono negli schermi televisivi.

L'Iraq era diventato un pericolo, quindi un nemico da abbattere. Curioso notare anche la strategia della cultura di massa(altra specialità dei servizi) come si mise in moto: casualmente nelle librerie comparvero romanzi ispirati a oscuri complotti di un qualche dittatore mediorientale e il riferimento era chiaramente Saddam Hussein.


La seconda ed ultima guerra del Golfo invece fu giustificata grazie alla famosa campagna sul possesso di armi di distruzione di massa. Iniziò tramite l'inchiesta giornalistica sul New York Times nella quale si parlava di tubi di alluminio utili a fabbricare armi atomiche che Saddam avrebbe acquistato: la breccia della disinformazione di massa era avviata.

Ma la famosa "pistola fumante " che avviò la preparazione finale per ottenere il consenso sulla guerra fu "mostrata" da Colin Powell il quale dichiarava che la CIA confermò che Saddam era in procinto di dotarsi di armamento atomico. Più tardi,anzi qualche anno più in là a cose ormai fatte si scoprì che tutto questo si basò su un falso dossier che era fondato sullo pseudo protocollo di intesa tra fra il Niger e l'Iraq per una fornitura di uranio.

Indovinate da chi fu trasmesso quel dossier? Da un certo Rocco Martino appartenente ai nostri servizi segreti. E si cosprì di più. Nonostante che l'allora Niccolò Pollari, capo del SISMI, sapeva che il dossier sia un falso, lui decise di dargli lo stesso credito e la stessa cosa lo fece la CIA.

Per inciso: il fascicolo di Martino presentava evidenti incogruenze per cui la CIA diffidò. Tuttavia il direttore dei servizi segreti americani, George Tenet, decise di tenere ugualmente conto del dossier,anche perchè era stato avvallato a sua volta dal generale capo SISMI Pollari giunto il 9 settembre 2002 negli USA. Non serve precisare che i nostri servizi segreti collaborano molto spesso con la CIA per fare operazioni illegali, basti citare il rapimento Abu Omar.

Tutta un operazione con la quale si era raggiunto lo scopo finale per condizionare l'opinione pubblica. Tra qualche anno usciranno fuori anche i falsi dossier e informative per manipolare il consenso per questa guerra in Libia, ma non servirà perchè puntualmente la massa, di qualunque orientamento, ci ricade.

Prossimamente cercherò di spiegare invece come i nostri servizi utilizzano i vari quotidiani per passare inchieste o le cosiddette veline per fare operazioni mirate.

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E ora pubblico questo video per fare un omaggio a Vittorio Sgarbi, il quale lo ringrazio per il suo programma in prima serata di ieri. Lui ovviamente è lontano dalla mia visione politica ma ha fatto un programma impeccabile e molto condivisibile. Questo è il video nel quale fa una argomentazione un tempo sostenuta dalla sinistra oramai morta e sepolta:



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domenica 15 maggio 2011

Gli anarchici umbri condannati: l'ingiustizia di Stato!

Ricapitoliamo. Era il 2007 quando nella città di Spoleto nacque un grande fermento: la società civile dopo decenni di letargo si era svegliata e si realizzò un importante movimento ambientalista contro la speculazione edilizia. Come ho ben spiegato tramite l'articolo sulla connessione della 'ndrangheta e politica nella "verde" Umbria, in questa terra c'è una insostenibile situazione a causa delle numerose imprese edili che spuntano come funghi e casualmente tutte calabresi o campane. Una regione praticamente cementificata. E come sappiamo, l'edilizia è un ottima fonte per il riciclaggio del denaro sporco.

Uno dei principali attivisti è un giovane ragazzo di nome Michele Fabiani, un anarchico convinto e nonostante la sua giovane età ha scritto interessanti libri dove fa analisi sociologiche e filosofiche sulla nostra società.

Partì l'inchiesta capitanata dai ROS, con a capo il generale Ganzer ,e fu accusato,assieme ad altri ragazzi, di far parte di una cellula eversiva legata alla fantomatica Federazione Anarchica Informale.

La PM Comodi ha chiesto ai ragazzi una pena che va dai sei a nove anni di reclusione. Un totale di quasi 24 anni di carcere, una pena che la troviamo di solito nelle associazioni mafiose.

Qualche giorno fa, ed esattamente l'11 Maggio del 2011 la Corte d'Assisi di Terni ha emesso una sentenza(ricordiamo che è ancora di primo grado) unica al mondo che crea un precedente pericoloso:
3 anni e 8 mesi Michele Fabiani e 2 anni e 6 Andrea Dinucci per un reato, l’associazione sovversiva con finalità di terrorismo, che ne prevede minimo 7 massimo 15. La metà del minimo della pena se si considera che ne erano stati chiesti 9.

La gravità della condanna sta nel fatto che si tratta di una presunta associazione composta da soli due membri: il "capo" Michele Fabiani e il "vicecapo" Andrea Di Nucci. Nulla importa che in una rivendicazione è stata trovata un’impronta che non è di nessuno degli imputati, oppure se si considera che Michele era in Puglia quando è partita la lettera di minacce alla Lorenzetti, all'epoca governatrice della regione Umbra.

Agli altri due ragazzi (assolti per non far parte di questa presunta cellula terroristica) Dario Polinori e Damiano Corrias, un anno a testa. Motivazione: aver fatto una scritta sui muri ove si ingiuriava contro l’ex sindaco Massimo Brunini e di un maresciallo dei carabinieri. Mi domando allora quante persone dovrebbero, secondo loro, meritare il carcere per delle scritte sui muri.

Sono precedenti pericolosissimi.


Una associazione terroristica composta da due persone, senza poi aver fatto nulla, senza contare che non esistono armi, non c'è nessun covo e nemmeno fonti di finanziamento: semplicemente non esistono. La Pm Comodi, prima della sentenza disse: “so che nessuno è mai stato condannato per essere membro della Federazione Anarchica Informale, sono certa che questa sarà la prima volta”.

Purtroppo in questo pessimo contesto storico, inquinato dalle lotte di potere tra gli anti e pro berlusconiani, con "eroi" come Travaglio o Saviano che ipnotizzano le masse e rendono totalmente "buone" le Istituzioni e sempre dalla parte del "bene" non c'è spazio per una seria analisi sull'uso del Potere della Magistratura.

Potere molto spesso utilizzato per troncare dei movimenti e soprattutto le "teste pensanti" che mettono in crisi questo "Stato di cose". Il messaggio politico è chiaro: fatevi i fatti vostri, e non avrete nessun problema.





Per chi volesse mandare e mail di solidarietà a Michele Fabiani, questa è la sua e mail: michelefabiani2009@libero.it

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giovedì 12 maggio 2011

Il "metodo giustizionalista" della Moratti!

Voleva preparare una trappola la "moderata" Moratti, lei che non fa scrupoli a flirtare con i peggiori fascisti rimasti su piazza.

Ieri a Sky Tg24, durante il faccia a faccia con Pisapia, ha aspettato gli ultimi minuti, proprio per non avere la replica in diretta, per dargli del ladro.

Nemmeno il peggior giustizionalista sarebbe arrivato a tanto. Tra l'altro è stata un vera e propria calunnia. Ma per capirne di più raccontiamo brevemente la storia di Pisapia.

Fu arrestato da innocente come accade a tutti i cittadini che vengono coinvolti dagli errori giudiziari: scontò quasi cinque mesi di carcere preventivo. L'accusa era di un "concorso organizzativo in vista di un successivo sequestro di persona da compiere in danno di Willliam Sisiti, noto dirigente milanese del Movimento Lavoratori per il Socialismo". E il furgone rubato sarebbe servito per effettuare il sequestro. Il rapimento comunque non ci fu mai stato e Pisapia, al terzo grado di giudizio, fu assolto sia per il concorso organizzativo che oltretutto non fu mai andato in porto e sia per il furto.

Fu il PM Armando Spataro a rinviare a giudizio 163 persone aderenti a Prima Linea o presunte tali e il nome di Pisapia finì nella lunga lista. Il suo nome venne tirato in ballo dai pentiti Sandalo e Donat Cattin.

Purtroppo negli anni 70 molto spesso finirono in carcere persone innocenti proprio a causa dei falsi pentimenti. E alcuni furono definitivamente condannati anche per reati gravi: un nome a caso fu Adriano Sofri condannato definitivamente per l'omicidio di Calbresi pur dichiarandosi ancora oggi innocente. Ma questa come si suol dire, è un'altra storia.

Ma sono storie, come quella di Pisapia, che devono far riflettere tutti noi e andare cauti prima di esporre al pubblico ludibrio le persone, e questo vale per tutti, indistintamente dal proprio orientamento politico, classe sociale o nazionalità.

Per questo trovo vomitevole l'uscita infelice della Moratti, un metodo giustizionalista che tra l'altro loro non possono permettersi. Pisapia è stato un galantuomo e anche coerente con i propri ideali visto che conosce benissimo gli innumerevoli casi di malagiustizia, la fragilità del sistema giudiziario e la malvagità del sistema penitenziario. Dai dibattiti si è ben tenuto alla larga nel fare comizi sulla vicende familiari giudiziarie della mamma di quel bamboccione di Batman, sulla gente poco chiara candidata nelle liste che appoggiano la Moratti come quella brava persona che in una intercettazione telefonica fu colta ad augurare di morire come un cane a un esercente che si rifiutava di pagare il pizzo.

Ha fatto bene Pisapia a non scendere in quei dibattiti visto che sa benissimo che in uno Stato di Diritto vige la presunzione di innocenza. L'avversario si batte sul profilo politico e ogni qual volta mancano le idee si scende a questo becero livello.

Ma detto questo io dico di più. Anche se per assurdo Pisapia fosse stato condannato definitivamente per quel reato, quale sarebbe lo scandalo? Una persona che nella vita commette degli errori non può più, una volta scontata la pena, partecipare alla vita sociale del Paese? Chi lo dice? Ricordiamo che gli anni 70 erano particolari e chi aveva partecipato attivamente ai vari movimenti, inevitabilmente finiva dentro. Solo chi pensava ai fatti propri, non si sporcava le mani, ne era immune.

Conosco personalmente persone che militavano in Lotta Continua che in quel periodo erano finite dentro mgari per oltraggio a pubblico ufficiale(in realtà difesa personale visto le grandi repressioni) e fanno politica, addirittura qualcuno è diventato sindaco e hanno fatto cose importanti e hanno conquistato la stima dei loro concittadini.

La dobbiamo smettere con questa ideologia legalitaria, anche perchè uno può essere il peggior criminale anche se è sempre stato nei limiti della legge e nel passato si è comportato da cittadino integerrimo.

Ci sono persone uscite (per loro fortuna) dal carcere che sicuramente valgono molto di più rispetto ai tanti politicanti che vediamo in giro e sicuramente sarebbero degli ottimi amministratori della vita pubblica. Ma per carità diciamolo in silenzio perchè a tanti di voi(anche a sinistra) sembrerebbe una bestemmia.

Stiamo attenti da chi si nasconde dietro la maschera della "legalità", sono i più pericolosi e ricordiamo che tutti posso sbagliare, ma non devono pagarla per sempre. Se solo cambiassimo il nostro modo di vedere, forse nessuno rincorrerebbe ai vari "metodi" per screditare il proprio avversario politico.




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lunedì 9 maggio 2011

La morte di Peppino Impastato e la gioventù rivoluzonaria.

L'assassinio di Peppino(inizialmente mascherato come suicidio), badate bene, non è stato un semplice omicidio mafioso come si potrebbe immaginare. Riporto una frase di Erri De Luca :"E' stato un omicidio fatto con sapienza, è stato eliminato lui per troncare tutti."

Si perchè questo ragazzo è stato un rivoluzionario,e l'Italia negli anni '70 sfondò una quantità enorme di tali militanti. Oggi questo attributo è vago e subordinato a quello di terrorista, oggi i terroristi sono considerati anche i gruppetti di tifosi che si scontrano con la polizia. Oggi i terroristi sono anche chi brucia una bandiera, chi manifesta contro il G8, chi occupa i binari di un treno per reclamare i propri diritti.


Io voglio in questo mio scritto ridare il suo vero significato a questo aggettivo. Terrorista è la strage di Piazza Fontana, è la strage di Stato, è anche l'informazione che fa "terrorismo".

Terrorista e il bombardamento aereo di una città, che ha lo scopo di seminare terrore tra indifesi ed inermi. Il terrorismo comincia a Guernica nel 1937, sotto le bombe tedesche. Quelle sganciate durante un giorno di mercato. Nella sala dell'ONU c'è il quadro di Picasso che rappresenta quella strage, ma che poi ogni tanto viene coperto dalla vergogna quando approvano una risoluzione di guerra.

Il terrorismo non aveva niente da spartire con i ragazzi degli anni '70, erano dei rivoluzionari. Le loro lotte non avevano obiettivi estremisti. Si organizzavano per occupare le case lasciate vuote dagli speculatori, si lottava in fabbrica per ottenere più sicurezza sul posto di lavoro, si lottava addirittura nell'esercito perchè i soldati li consideravano dei "proletari in divisa".


I rivoluzionari, definiti la meglio gioventù da Pasolini, puntavano ad obbiettivi pratici e moderati. Ma la repressione contro di loro fu talmente massiccia che li trasformò in rivoluzionari a tempo pieno. I militanti di sinistra rivoluzionaria(ostacolati anche dal PC) sono stati i più incarcerati per motivi politici. Anche rispetto al ventennio fascista. E ovviamente fu anche un bene perchè anche lì ,in carcere, hanno organizzato scioperi per richiedere una qualità della vita decente per gli incarcerati. E in questo periodo triste dove va di moda il giustizionalismo oppure quel garantismo solamente per le persone che contano, la Giustizia e il Sistema Carcerario produce morte, repressione, detenzione preventiva e non vige più la presunzione di innocenza, specialmente per le persone comuni.


In quegli anni non esisteva internet dove noi comodamente possiamo fare controinformazione, quei ragazzi dovevano sudare per praticala! E quindi aprivano delle radio clandestine, le cosiddette radio libere. Peppino aveva aperto Radio Aut. Apriva i notiziari con cronache dal mondo, quelle che i media non dicevano, poi parlava della mafia locale. Qui c'era giornalismo vero e già solo per questo rivoluzionario.

Questa forza incredibile di rivoluzione è stata fatta sparire, non è svanita da sola. Perchè quando Peppino è morto in concomitanza con l'omicidio di Aldo Moro(coincidenza?), tutto è finito. C'è stata la sconfitta del movimento grazie al terrore pianificato.

Sono arrivati i bui anni '8o, l'appiattimento culturale degli anni '90 e l'attuale rassegnazione di questo nuovo millennio.

Ma ci vuole un inversione di rotta. Perchè la libertà non ci viene regalata da nessuno , la libertà và conquistata.


giovedì 5 maggio 2011

Segreto di Stato: l'omicidio dell'Ispettore Samuele Donatoni e i tentati insabbiamenti.

"Importante leggere, per avere una visione completa, l'altro mio articolo sul sequestro De Megni."

La storia che sto per raccontarvi è purtroppo poco conosciuta e per niente affrontata seriamente. Eppure un giornalismo serio di inchiesta dovrebbe far luce su questo ennesimo mistero di Stato, affinchè, magari, la Magistratura decida di riaprire il caso.

Una storia che mette in luce comunque la si pensi due fatti molto gravi. Il primo fatto è la fragilità del Sistema Giudiziario che con sentenza definitiva può addirittura condannare al carcere a vita persone innocenti, seppur delinquenti come appunto quelli dell'anonima sarda. Il secondo fatto grave è che c'è un omicidio dove i responsabili sono da cercare tra quelli che sono dalla "parte del bene".


Sto parlando dell'omicidio dell'Ispettore dei NOCS, avvenuto durante il famoso agguato a Riofreddo per liberare Giuseppe Soffiantini, l'imprenditore bresciano rapito dalla banda sarda.

Quest' ultima composta da: Mario Moro, Agostino Mastio, Osvaldo Broccoli, Giorgio Sergio, Raimondi e Giovanni Farina.


Ci furono innumerevoli tentavi per liberare Soffiantini, ma uno purtroppo fu fatale. I banditi avrebbero riscosso il riscatto il 17 ottobre del 1997 lungo la Strada Statale 5, nella zona di Riofreddo, un paesino situato in Abruzzo.

Presso la Questura di Avezzano lo Stato istituì un centro logistico per condurre le operazioni, mettendosi in contatto radiofonico con i quarantacinque agenti dei NOCS. Quest'ultimo (Nucleo operativo centrale di sicurezza) è il lato meno conosciuto e probabilmente più misterioso della polizia: il personale è addestrato secondo i più rigidi standard operativi per affrontare le imprese più rischiose. Conosce ogni tipo di arma, tecniche di combattimento, si arrampica ovunque, è esperta di paracadutismo, di subacquea. Sa pilotare qualsiasi mezzo di aria, terra o mare.

Tutto era preparato per l'agguato e liberare Soffiantini ma qualcosa non funzionò. I banditi sardi si accorsero del tranello. Precisamente se ne accorse Mario Moro perchè percepì un fruscio alla sua sinistra. Preso dalla paura imbracciò il Kalashikov e sparò a raffica. E dopo aver gettato il fucile, cominciò a scappare assieme agli altri complici.

Scoppiò l'inferno in quel momento, la zona era praticamente illuminata(erano le ore 21) da scie luminose lasciate dai proiettili sparati dai NOCS.

I sequestratori sardi riuscirono a farla franca, ma Samuele Donatoni fu ritrovato disteso con ancora la pistola in pugno in una pozza di sangue.

Presso i locali della Questura di Avezzano scoppiò il panico avuta notizia della sparatoria. Nicola Calipari, all'epoca dirigente della Criminalpol, si precipitò nel luogo e diede disposizione del "congelamento"delle armi in dotazione alle tre persone componenti della pattuglia di Donatoni. E inoltre fece recintare la zona per un'area di cento chilometri, tutto questo per non inquinare le prove per un eventuale inchiesta giudiziaria.

Il 9 febbraio del 1998 la famiglia di Giuseppe Soffiantini pagò il riscatto e ottenne il rilascio. Qualche tempo dopo le forze dell'ordine riuscirono a catturare i banditi, tranne Giuseppe Farina.

Furono tutti condannati(sequestro a parte) all'ergastolo per aver ucciso Samuele Donatoni. La condanna fu ottenuta grazie al PM Franco Ionta (ora capo del DAP) perchè era convinto, senza nemmeno notare le innumerevoli contraddizioni delle testimonianze, che i colpevoli erano stati la banda e in particolar modo venne identificato come l'esecutore il bandito Mario Moro.


Il 15 Agosto del 1998 fu catturato Giovanni Farina, l'ultimo componente dei sequestratori sardi, e fu istituito un processo.

Ormai sembrava quasi una formalità: Farina era comunque complice dell'assassino e il pm Ionta chiedeva anche a lui l'ergastolo.


Ma per fortuna, a presiedere il processo fu un Giudice molto scrupoloso e serio: Mario Almerighi. Conosciuto tra l'altro per essere stato il primo a scoprire che Calvi non si era suicidato, ma ucciso simulando una impiccagione.

La sentenza sembrava ormai scontata, ma grazie soprattutto a Nicola Calipari, l'unico che raccontò dettagli decisamente contrari all'accusa e ad un perito in gamba il quale provò che Donatoni fu ucciso da una pistola a distanza ravvicinata di pochi metri, ci fu l'assoluzione di Farina e automaticamente di tutti gli altri componenti della banda.

Il Giudice assolve tutti e invita a cercare i veri colpevoli tra le forze dell'ordine. La sentenza venne confermata in Cassazione.

Donatoni non fu ucciso per sbaglio perchè l'assassino era in pratica vicino a lui, e se fosse stato un errore perchè tentare di insabbiare tutto? Lo stesso Giudice Almerighi nel sul libro "Mistero di Stato" si domanda: "Ma il povero Donatoni, quale segreto inconfessabile si sia portato nella tomba per fare questa triste fine?"

Farina, in un articolo apparso su "Il Tirreno" dice di essere convinto che la pistola che esplose il colpo fatale fosse in mano a un notissimo magistrato.

Domandiamoci cosa potrebbe esserci dietro questa storia. Se per davvero c'è stata la volontà di ucciderlo approfittando della situazione, cosa davvero poteva nascondere? A chi dava fastidio? La risposta forse sarebbe da trovare nel famoso sequestro De Megni dove partecipò alla liberazione? Oppure c'entra qualcosa quando Donatoni faceva il capo scorta all'allora procuratore capo Giancarlo Caselli che stava indagando i vertici di Cosa Nostra e le collusioni con lo Stato?


Una cosa è certa, se dovessero riaprire le indagini manca il personaggio fondamentale che portò all'assoluzione dei banditi: Nicola Calipari.





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lunedì 2 maggio 2011

Giusto uccidere Osama Bin Laden? E il diritto internazionale?

Manifestazioni di giubilo negli USA, quasi tutti i Governi del Mondo si congratulano con Obama. Il premier Israeliano definisce l'uccisione di Osama Bin Laden(nella foto devo dire che sembra ringiovanito, non dovrebbe essere più vecchio?) come :" Una vittoria della giustizia, della libertà e dei valori comuni ai Paesi democratici".

Bene, anzi male.

Personalmente non mi rassegno all'idea che i diritti internazionali siano sistematicamente violati. Un continente come gli USA, considerato la "culla della democrazia", la dovrebbe finire di continuare a fare esecuzioni sommarie con l'avvallo di tutti, e senza che non ne risponda mai.

So che è molto difficile accettare il "diritto" nei confronti degli assassini, tiranni o terroristi. Ma dobbiamo metterci in testa che uno Stato serio e responsabile dovrebbe essere il primo a comportarsi con civiltà. Ma forse, essere seri, per la Giustizia, per il rispetto dei diritti civili non è proprio nella natura dello Stato stesso.

Gli omicidi extragiudiziari sono i illegali secondo le leggi e le norme internazionali. L’Articolo 23/b dell’Ordinamento dell’Aja del 1907, proibisce "l’omicidio, la proscrizione, o la messa al bando del nemico, o mettere una taglia sulla testa del nemico, come pure offrire una ricompensa per ogni nemico "vivo o morto".

E sappiamo che Israele con i sui omicidi mirati ha sempre violato l'ordinamento dell'Aja, così come gli USA.

Osama Bin Laden è senza dubbio un terrorista, ma uno Stato considerato democratico avrebbe dovuto catturarlo e processarlo, e si sarebbe dovuto difendere come qualsiasi altro cittadino dalle accuse. Non ho mai accettato le esecuzioni sommarie, e da nessuna parte provenga. Non ho accettato l'impiccagione di Saddam Hussein, come non osanno(e qui sarò impopolare) l'impiccagione a Piazzale Loreto di Mussolini e la sua amante.

Viviamo in un mondo dove c'è un gendarme a stelle e strisce che pretende la legalità nei confronti degli altri Paesi, ma che vuole agire impunemente . Si, parliamo di una sorta di "legalitarismo internazionale". Un tempo Erich From lo definì come un fascismo dal volto sorridente.

E non c'è niente da ridere. Altro che colpo mortale al terrorismo. In questo modo l'Occidente diventa una fabbrica di numerosi gruppi terroristici. Le guerre che noi facciamo in continuazione, gli arresti illegali, i respingimenti nei confronti di chi fugge dalla disperazione, la prigione come Guantanamo sfornano generazioni e generazioni di futuri Kamikaze.

E non so se sia vero che quelli di Al Qaeda , in caso dell'uccisione di Bin Laden, avrebbero programmato di far esplodere una bomba atomica nascosta in un Paese Europeo. Ma di sicuro se continuiamo a violare i diritti internazionali impunemente, certamente rischiamo di grosso.




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