venerdì 29 aprile 2011

Lettera di una incarcerata. L'umanità nell'inferno.

Ho deciso di pubblicare questa lettera inviatami. Ne ho parlato a lungo dei problemi del nostro Sistema Carcerario, anche tramite inchieste e battaglie per rendere giustizia alle morti di tanti ragazzi come quella di Niki Aprile Gatti. Io ho un opinione purtroppo non popolare sulla effettiva necessità del carcere.

Purtroppo viviamo in un Sistema che neanche rispetta la Costituzione, perchè se la rispettasse forse le carceri potrebbero avere una loro utilità. Invece le galere sono proprio funzionali al Sistema: sono delle discariche sociali, luoghi che servono a condannare il recluso( anche se più del 40 per cento dei carcerati sono in attesa di giudizio, quindi innocenti fino a prova contraria) per sempre al di fuori della Società e il più delle volte lo rende recidivo: la cosiddetta"fine pena, mai"!

Travaglio in una intervista alla rivista Vanity Fair dice:"
se rubi, devi andare dritto in galera.". Ecco, sta qui la grande differenza di vedute. Io invece dico:"se rubi, io cerco di capirne il motivo e farò in modo che restituirai ciò che hai rubato". Sembra banale, ma in questa frase è racchiuso tutto il mio pensiero.

La lettera è di una ragazza, e scoprirete quante storie ci sono da raccontare dietro queste "delinquenti". Oppure vittime?



Eccomi qui, dalla mia stanza semibuia, di fronte ad un foglio bianco a provare a raccontarti un po’ di quel “lato umano” della vita carceraria di cui mi avevi chiesto. Non è facile ancora riuscire a parlarne..o meglio..a scriverne serenamente, non a caso scelgo di iniziare omettendo i primi cinque mesi della mia detenzione che di umano hanno avuto ben poco; posso solo accennarti, e poi salto a piè pari l’intero periodo, che i primissimi giorni dal mio arresto che alla fine sono diventati in tutto 35, sono stata rinchiusa in una cella asfissiante, senza vedere la luce del sole, buia e umida, con le pareti incrostate dalle peggio cose che tu possa immaginare e anche per qst maleodorante.


Ancora mi capita di svegliarmi nella notte urlando con la paura di aprire gli occhi e ritrovarmi là dentro. E’ un’immagine, quella, che non riesco a cancellare dalla mente e che non so quanto impiegherò a rimuoverla..forse mai del tutto. Per questo arrivo direttamente al 20 gennaio , premettendoti che dal 5 settembre (l’arresto) mi trovavo in isolamento, quindi senza poter avere alcun contatto con le altre detenute e che dal 23 dicembre avevano (= l’autorità giudiziaria) deciso, come si fa con un pacco postale, di spostarmi dal carcere di Livorno a quello di Civitavecchia..in cui l’unico vantaggio rispetto alla condizione precedente era di avere una cella molto spaziosa luminosa e pulita anche se nel reparto infermeria quindi, d fatto, ancora più isolata.

Dopo che un paio di giorni prima avevo avuto(l’unica) reazione di rabbia contro alcune agenti a causa dello stress (ma non solo) dovuto a quella perdurante condizione di innaturale solitudine, vengo chiamata nell’ufficio dell’Ispettrice (la responsabile della Sezione femminile) la quale mi comunicava che il P.M. aveva deciso di spostarmi in sezione con le detenute comuni ma (attenzione attenzione) categoricamente con straniere che non parlassero l’italiano.

Io la guardai un attimo in silenzio pensando che forse avesse fatto una battuta. Tu non sai che nel carcere di Civitavecchia sono stati convogliati tutti gli arresti che avvengono allo scalo di Fiumicino, sia per un discorso di giurisdizione territorialmente competente, ma soprattutto perché le carceri romane non ce la fanno più ad assorbire le centinaia di persone all’anno, fermate tutte per il medesimo reato, tutte provenienti dal Sud America, al massimo dall’Europa dell’Est e solo in minima percentuale dal Medio Oriente.

Quindi quando io mi sono trovata a passare alla sezione, che era posta al primo piano dell’edificio il che significava vedere il cielo più vicino, su 40 detenute solo 8 erano italiane e tutte già divise in coppie, quindi sarebbe stato comunque altamente improbabile stare con una di loro, ma sinceramente io non vedevo dove e quale fosse il problema (boh forse pensavano di farmi subire l’ennesima cattiveria).

Comunque dopo 5 mesi in solitaria mi ritrovo in una cella 3m x 4m con due ragazze sudamericane, di cui ti ho già parlato qualche giorno fa, a cercare di ritagliare degli spazi già minimi per sistemare i miei effetti personali e prendere posizione nel mio nuovo letto che a definirlo tale ci vuole un grande sforzo d fantasia, quindi decisamente “branda”. Superato il primo step, si trattava di cominciare a comunicare con persone (che per la prima volta dopo del tempo) non fossero delle agenti e che parlavano un’altra lingua.

Diciamo che mi è andata abbastanza bene perché lo spagnolo è comprensibilissimo, e infatti quel periodo mi è servito almeno a rendermelo orecchiabile e capire i dialoghi pur mancandomi (ancora) la parte grammaticale che cercherò di recuperare..non s mai!!!.

Le mie nuove inquiline erano entrambe molto giovani, una addirittura appena 18enne, boliviana, aveva portato alcuni ovuli di cocaina tenendolo nascosto ai familiari che non sapevano affatto che fosse in italia e tanto meno in carcere. Mi fece subito molta tenerezza perché credimi era una bambina che per poche migliaia d euro aveva rischiato la vita, prima della galera, ingerendo quella merda. Spero che abbia capito che la sua vita non vale certo quei due soldi.

L’altra ragazza invece era molto più furba..arrestata per il medesimo motivo, insieme ad una masnada d altri amici (tutti maschi) messicani, portandola in una panciera avvolta intorno alla vita con del nastro isolante. Comunque tutto sommato come prime concelline sono state una piacevole compagnia, mi hanno spiegato come funzionavano gli orari della distribuzione dei pasti (che non toccavo), della socialità, delle pulizie che dovevamo fare, i giorni della spesa, quelli per presentare richieste varie, di quali fossero le assistenti meno severe, insomma tutte le cose essenziali per iniziare la vita da detenuta“comune”.

Con loro sono rimasta circa un mese, e ricordo che la sera dopo le 7 quando finiva la socialità, cioè le due ore in cui è consentito ricevere un paio di detenute d altre celle oppure spostarsi ed essere ospitata, rimanevamo di nuovo noi tre e dato che era quello il momento della giornata in cui era più forte la malinconia e più facile avvertire la tristezza soprattutto dopo che serravano il blindo, che sembrava ti strizzassero il cuore ad ogni mandata, allora cercavamo di parlare o guardare insieme la tv…trasmissioni (tipo il G.F sob!!!!) di cui non mi ero mai interessata, ma che almeno anche loro potevano capire e sulle quali potevamo fare qualche risata, oppure parlavamo dei nostri familiari, e a loro chiedevo soprattutto dei luoghi nei quali vivevano e capivo quanto fosse forte la loro sofferenza per l’enorme distanza che le separava da casa.

Questo è un piccolo assaggio dei miei primi contatti umani in quell’ambiente. Posso dirti che in 10 mesi io non ho incontrato nessuna vera criminale, non ho mai subito da parte di nessuna d loro alcun tipo di violenza fisica o psicologica, nessuna minaccia o intimidazione, ho visto invece tante lacrime e percepito tanto dolore, le pareti di quei posti trasudano di sofferenza persino l’aria che respiri è pregna di quel pessimo odore.

Con questa chiudo la prima parte del mio racconto.




ps La lettera l'ho lasciata così come è. Non ho voluto correggere nulla, scriverla per quella ragazza è stata faticoso e straziante. Si evince proprio da quello!

martedì 26 aprile 2011

L'Italia entra in guerra, il centro sinistra approva e la poca chiarezza dei Ribelli.

Un'altra pagina vergognosa del nostro Paese, della falsa "alternativa", della Costituzione perennemente violata e non solo dal Governo Berlusconi.

Nei miei articoli passati ho criticato aspramente questo nuovo intervento "umanitario"(termine coniato da D'Alema durante la guerra del Kossovo), e ieri la mia indignazione ha oltrepassato ogni misura.

Dopo un colloquio telefonico con il premio nobel per la pace Obama, Berlusconi proclama l'entrata in guerra dell'Italia: esattamente cento anni (1911-2011) dopo aver inaugurato i bombardamenti aerei sui civili Libici, l'Italia tornerà a bombardare la Libia!

All'epoca c'era Giolitti, e l'Italia era l'esatta fotocopia di oggi: crisi economica, corruzione delle Istituzioni, destra e sinistra storica(quindi assenza di idee alternative), e sempre alla ricerca di fare interessi coloniali:oggi eni, finmeccanica e ovviamente strategie filo-atlantiche.


Il centro sinistra, la cosiddetta opposizione, ha già precisato che non farà mancare il loro appoggio, ma era prevedibile per una formazione che non vede l'ora di Governare per fare in maniera graduale le riforme in senso liberista. E della Costituzione in realtà non gliene importa nulla, tranne utilizzarla quando gli fa comodo per i fini elettorali. Anche perchè come non dimenticare che i primi a violarla e poi modificarla sono stati loro? Ma mi si dirà: "Sempre meglio di avere Berlusconi"!

Chissà cosa dirà il Presidente Napolitano quando in una intervista precisò che non c'è nessuna violazione dell'articolo 11? Si all'epoca forse poteva anche trovare una giustificazione visto che la risoluzione Onu 1973 approvata il 17 marzo in sostanza imponeva una no-fly zone senza l'ausilio delle bombe.

"Ma chissenefrega dell'ONU, c'è la NATO! E l'Italia ne fa parte e non può sottrarsi ai suoi doveri!"

Niente di più sbagliato! Ricordo che nelle guerre passate alcuni Stati come la Francia, la Grecia oppure la Germania adesso, pur facendo parte dell'Alleanza Atlantica, decisero di non mettere a disposizione le loro basi.

Ormai sono mesi che la NATO sta bombardando ininterrottamente la Libia, e la stiamo rendendo altamente radioattiva. Proprio come facemmo con il Kossovo e l'Iraq. il mandato ONU è proteggere i Libici. Ma nel frattempo sono stati coperti da bombe all’uranio impoverito.

Falco Accame, pioniere dell’argomento e dell’impegno civile su questo tema, (nonché ammiraglio e presidente dell’associazione delle vittime Anavafaf) scrive: “I libici non dispongono di idonee misure di rilevazione delle radiazioni e ancor meno di misure di protezione idonee tra cui maschere con filtri adeguati per la popolazione. I missili Tomahawk portano ciascuno all’incirca 300 Km di uranio impoverito. Dunque oltre 60 tonnellate di uranio impoverito sono state gettate sulla Libia senza nemmeno alcun avvertimento per la popolazione. Ciò a parte i proiettili all’uranio lanciati dagli aerei A 10 e Harrier, di cui però non si conosce il numero delle missioni eseguite”.

A Tripoli c'è il Vescovo Martinelli che con un grido disperato ci dice di fermarci, ma sono parole inascoltate. Tra l'altro ancora non si è capito bene la natura di questi ribelli, si sa però che un appartenente del Consiglio Provvisorio di Bengasi era un ex appartenente al regime. In realtà nel Consiglio dei ribelli ci sarebbero circa una trentina di membri, ma per motivi di sicurezza si conoscono solo una dozzina di nomi. Ma c'è anche chi dice, come c'è scritto in questa autorevole fonte, che in realtà c'è la volontà di nascondere i nomi perchè hanno collegamenti poco chiari con dei gruppi terroristici. E sapete l'altra nostra vergogna? E' che l'Italia e poche altre nazioni hanno riconosciuto questo consiglio come nuovo Governo, addirittura Frattini andrà pure a Bengasi per incontrarli. E ovviamente la pseudo opposizione approva senza indugi.

Un'ultima considerazione. Vi faccio notare che proprio agli inizi di aprile, l'Unione Africana aveva messo a punto un piano di pace che era stato approvato sia dai ribelli, che dal regime di Gheddafi. Ebbene il "gruppo dei volenterosi" non ha gradito e come risposta hanno intensificato i bombardamenti. Alla faccia di ancora crede che il nostro intervento militare serva per difendere il popolo libico. Questo fatelo raccontare da quel cafone di Lerner all'Infedele, da quel bavoso di La Russa e da quegli ipocriti di Bersani o Veltroni.



Articolo pubblicato anche qui.

domenica 24 aprile 2011

Buona Pasqua: prima vennero per i zingari e poi...

Pubblicai per la prima volta questa poesia l'11 maggio del 2008, nella piena caccia ai rom, quando il razzismo latente insito nel nostro DNA era uscito allo scoperto. Quando le destre speculavano sulla paura e quando le "sinistre governative" facevano lo stesso.

La pubblico di nuovo dedicandola ai rom che sono stati sgomberati e, in mancanza di una sistemazione, stanno
occupando la Basilica di San Paolo da ormai tre giorni. Oggi si celebra anche il funerale di Arrigoni. Diceva sempre di restare umani. Ma l'umanità latita da molto tempo. Che dire, buona pasqua...

PRIMA VENNERO PER GLI ZINGARI...

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare".


Bertold Brecht


venerdì 22 aprile 2011

Annozero e l'appiattimento del "libero pensiero".

Avete visto Annozero? Ieri la trasmissione di Santoro è stato un ulteriore chiarimento in risposta al mio articolo sugli Ingranaggi del Potere. Ho notato, per fortuna, che non poca gente abbia smascherato lo scopo della trasmissione.

Devo ammetterlo, un capolavoro assoluto.

Chi, a sinistra(quei pochi che ne sono rimasti), osa analizzare le collusioni evidenti in quegli apparati dello Stato, tra cui gran parte della Magistratura , rischia di essere bollato come simpatizzante delle Brigate Rosse. O sei del Sistema, oppure sei un pericoloso terrorista. Non dico Berlusconiano perchè sarebbe davvero ridicolo.

E ora come difenderemo i tanti compagni anarchici, le tante verità archiviate, le famiglie dei ragazzi uccisi in carcere e arrestati perchè presi come capro espiatorio, oppure i movimenti troncati grazie alle inchieste giudiziarie , i tanti casi Tortora e come potremo parlare delle inchieste pilotate che fanno fuori i pesci piccoli per favorirne altri?

Chi osa ricordare che nella Storia Italiana ci sono stati processi non equi, depistaggi per coprire gli omicidi mafiosi? Lungi da me non ricordare qui valorosi Magistrati uccisi da Prima Linea, Brigate Rosse o dalla mafia! Quanti di loro sono stati lasciati soli dai suoi colleghi? E il CSM? E quelle correnti interni alla Magistratura che non pochi danni hanno fatto?

Sciascia ci aveva già messo in guardia, ha solo sbagliato obiettivo. Ma la prima parte, quella relativa al Fascismo, chiarisce ogni minimo dubbio.

E nel frattempo nemmeno una voce in ricordo dell'uccisione di Arrigoni, ma si capisce benissimo anche il perchè. Sanno che siamo una massa uniforme e cretina, e il giorno dopo sapevano già che saremmo stati tutti di nuovo(riempendo siti di giornalismo partecipativo e social network) a parlare del bunga bunga.



martedì 19 aprile 2011

Gli ingranaggi del Potere.

Non trovo più nessuna parola, nessun incoraggiamento, solo qualche flebile lamento. In compenso vedo tanta gente, di buona volontà, farsi utilizzare per schifosi giochi di Potere, e in difesa del Potere stesso.

Ascolto in silenzio il delirio del Premier, mi sconforta vedere dall'altra parte(che è lo stesso volto) persone costruite dai mass media e da grossi gruppi editoriali che predicano, accolgono masse e se,a sinistra, vengono criticate, subito scatta la querela. Guai a chi cerca di smascherare uno dei tanti volti (magari anche inconsapevoli) dello stesso Potere.

Abbiamo la memoria corta, dimentichiamo le battaglie del passato, le persecuzioni e le carcerazioni facili. Abbiamo dimenticato il fascismo che in nome dell'antimafia rafforzava la mafia stessa, quella dei colletti bianchi. Abbiamo dimenticato la composizione dell'ingranaggio sofisticato che parte dai grossi gruppi finanziari che governano il mondo e ci bombardano(finanziariamente parlando)in continuazione.

Quelle politiche neo liberiste che tanto vuole il centro sinistra perche le destre berlusconiane non sono più in grado di attuarle se non facendo tagli su tagli , hanno sancito la ripresa del comando padronale sull'economia e hanno prodotto precarizzazione, disoccupazione di massa e allungamento delle giornate lavorative con la conseguenza che aumentano le morti sul lavoro, si riempiono le carceri e c'è un aumento dell'infelicità individuale e collettiva.

Poi ci vogliono far credere che i Paradisi Fiscali dove risiedono le società off shore è una finanza parallela e che non fa parte del modello liberista.

Ma non è così.

In realtà sono organismi politici nei quali vengono ammassati i fondi, il denaro accumulato dalle criminalità organizzate insieme a Banche, imprenditori senza scrupoli e vari Istituti finanziari. E con ciò stanno dominando il nostro Stato di Diritto, ovvero lo annullano.


E questo legalitarismo che presto germoglierà di nuovo, come accadde durante il fascismo, servirà per sacralizzare le leggi e le Istituzioni che sono plasmate dalla stessa criminalità organizzata in combutta con i grossi gruppi finanziari. Le poche voci critiche verranno annullate come d'altronde sta accadendo nei confronti dei tanti giovani che hanno la colpa di essere anarchici, oppure tanti giovani che inconsapevolmente potevano fare un danno all'ingranaggio e magari vengono suicidati nelle carceri e la Magistratura non indaga, archivia e basta.

Bisognerebbe ritornare alla lotta politica su un terreno che va al di là della rappresentanza politica che è asservita, ma extraterritoriale. Ma tutto questo forse ci sarà tra una decina di anni, dovremmo assaggiare la repressione di Stato che si acuirà più forte e la pace terrificante che arriverà.


GLI INGRANAGGI

Che tristezza per coloro che accettarono

Di essere gli ingranaggi di una macchina

Credendo che fosse la loro voce

I monotoni rumori della macchina

Che orrore quando vedo

mani senza testa muovere la macchina

con movimenti ritmici, gli stessi,

che una voce di altri comanda

Che inaudito schifo

osservare occhi e bocca

di chi per conto di altri parla e guarda

anche loro ingranaggi della macchina

Che odio infinito

per chi uccide con mani altrui

quando con carne costruisce ingranaggi

scavando una fossa per la vita

Che amore, culto, ammirazione

verso coloro che si battono sempre

perché scoprano voce gli ingranaggi

e nella vita trovino uno scopo.

Alekos Panagulis



Articolo pubblicato anche qui.

venerdì 15 aprile 2011

Hanno ucciso Vittorio Arrigoni: restiamo umani?

Per tutte le persone che hanno a cuore la causa Palestinese era diventato un grande punto di riferimento. Ricordo che scoprii per caso il suo blog e lessi che stava raccogliendo fondi per andare a Gaza. Era proprio il 2008 che, come rappresentate dell'International Solidarity Movement, riuscì a violare con successo il criminale blocco navale israeliano; e da allora si creò numerose inimicizie da parte dei rappresentanti del Governo Israeliano e non solo.

Specialmente quando, esattamente il 27 dicembre del 2008, raccontò l'inizio dei bombardamenti israeliani di "Piombo fuso"su Gaza:una guerra che provocò più di 1400 palestinesi uccisi!


A pensare che in un convegno sulla situazione cubana e palestinese di qualche settimana fa, ho avuto il piacere di ascoltare la sua voce tramite un collegamento telefonico. Stava raccontando la protesta dei palestinesi, chiamata la giornata della collera e ovviamente poco raccontata dai nostri mass media e "grandi" giornali. Ma si sa, alcune morti o proteste, sono meno importanti delle altre. E guai a raccontare tutta la verità fino in fondo.

Gaza è un territorio con troppi attori, numerosi corpuscoli nati dal nulla e che creano appositamente disordini. Un vecchio sistema cerato dal più grande servizio segreto del mondo: il Mossad. Certi meccanismi si conoscono, ma vengono poco raccontati. Ad esempio la formazione Hamas è stata a suo tempo finanziata proprio dal servizio segreto israeliano per contrastare, all'epoca, l'unica formazione in grado di realizzare lo Stato Palestinese: quello dell'OLP di Arafat.

Ora che c'è Hamas, e che può piacere o no è stato eletto democraticamente a Gaza, ovviamente c'era bisogno che ci fossero altre formazioni ancor più estremiste. E tra questi ci sono i salafidi della "Brigata Mohammed Bin Moslama", organizzazione di Al Quaida e che della causa palestinese non gliene importa nulla.

Sono stati questi burattini assassini che hanno rapito Vittorio Arrigoni e stanotte lo hanno ucciso senza pietà. A pensare che quando appresi la notizia del suo rapimento, avevo immaginato e augurato che Israele ci avrebbe sorpreso, anche se durante la guerra aveva arrestato Arrigoni perchè considerato fiancheggiatore dei terroristi, e lo avrebbe liberato con grande senso di umanità.

Ma non è andata così.

Ora dovremo subirci tutti quei sepolcri imbiancati dei politici di "sinistra" o dei nuovi pseudo intellettuali che faranno i dispiaciuti.

Ma l'Italia intera oramai è diventata così da parecchio tempo, e se muoiono le poche vere voci critiche come questo ragazzo coraggiosissimo, è un bene per questo Potere schifoso e infimo.


Ma si può rimanere, nonostante tutto, umani? Vittorio ci ha insegnato di si. D'altronde l'unica ideologia vera nella quale dobbiamo confidare per sperare in un mondo migliore è la ricerca dell'umanità.


Ma senza di lui, la ricerca si farà sempre più difficile e lo dico senza ipocrisia perchè è sentita: mi sento ancor più solo e smarrito.



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sabato 9 aprile 2011

Le mafie a Roma.

Regolamenti di conti, omicidi alla luce del sole, suicidi strani, attività nuove che vengono bruciate, estorsioni, appalti pilotati e tanti negozi, ristoranti, alberghi in odoro di mafia. E non sto parlando di Napoli o Reggio Calabria, e nemmeno di Palermo, ma della nostra Capitale. Una "Roma città aperta" da molto tempo alle tre principali organizzazioni mafiose e in particolar modo alla 'ndrangheta.

E' notizia dell'esecuzione a Roma di Carmine Gallo, uomo appartenente al clan camorristico più potente di Torre Annunziata. Dall'inizio dell'anno ad oggi siamo alla tredicesima esecuzione: l'ultimo è l'omicidio di ieri, un imprenditore freddato davanti al Teatro delle Vittorie, ai Parioli. E come al solito oggi i mass media "scoprono" che a Roma esiste la Mafia. Purtroppo scoprono l'acqua calda visto che basterebbe andare a leggere la relazione della DDA di Roma:

“Particolarmente radicata è anche la presenza in Roma di elementi collegati alla ‘Ndrangheta calabrese. Si tratta di gruppi attivi in varie attività delittuose, che hanno alla loro base stretti vincoli familiari e che si muovono sul territorio con estrema cautela, mantenendo forti collegamenti con i territori di origine. Sono particolarmente attivi nel riciclaggio di disponibilità economiche, in particolare negli investimenti immobiliari, nel settore alberghiero e nella ristorazione nonché nel settore degli stupefacenti e nell’usura. Rappresentano inoltre un punto
di collegamento tra gruppi di origine calabrese collocati in altre aree territoriali,nei cui confronti svolgono anche opera di “attenzione” sui procedimenti giudiziari che li vedono interessati.
Recenti analisi hanno segnalato a Roma la presenza di interessi di alcune famiglie della ‘ndrangheta che hanno riciclato i loro capitali, derivanti da attività delittuose, costituendo molteplici società fittizie, aventi per oggetto la gestione di bar, paninoteche, pasticcerie e
ristoranti. Uno dei compiti più importanti dei gruppi mafiosi presenti sul territorio è
quello di offrire rifugio ai latitanti appartenenti all’organizzazione madre o ad organizzazioni
collegate. In tal modo si sono create delle strutture logistiche permanenti, che sfruttano le dimensioni della Capitale per nascondere sul territorio i latitanti o le persone di cui si teme l’arresto. "


Ormai è sbagliato parlare di infiltrazione mafiosa a Roma, in realtà la criminalità organizzata è ben radicata e hanno diviso la Capitale in sei grandi zone, e tutte suddivise in clan. La 'ndrangheta, rispetto alla camorra che controlla la periferia, ha il controllo totale del centro. Proprio vicino ai Palazzi del Potere, e non a caso gestisce locali molto prestigiosi e frequentati dai Politici, ma anche da faccendieri e Servizi Segreti.

Per farvi capire quanto Roma sia "mafiosizzata" vi riporto un dato del 2005 : ci sono stati ben 205 procedimenti per droga,tratta e associazione mafiosa, addirittura maggiore rispetto a Reggio Calabria che ne ha avute "solo" 189.

Per conoscere il seguito dell'inchiesta andate qui e qui.

mercoledì 6 aprile 2011

Omicidi brutali: i corpi senza nome fatti a pezzi.

Non sono un grande appassionato di cronaca nera ma c'è qualcosa che mi turba in questa storia di omicidi.

A Roma, esattamente l'8 marzo , fu ritrovata una donna smembrata(senza braccia, ne testa) e priva di organi. Ancora si brancola nel buio e spuntano diverse ipotesi: dalla pista dell'omicida seriale a quella esoterica. Ma non si esclude che sia un qualche collegamento con un altro macabro ritrovamento: qualche mese prima spuntarono dei resti umani, uno al parco degli Acquedotti e l’altro a Valle Aurelia.

Questo omicidio ricorda uno dei tanti omicidi irrisolti romani. Ovvero quello del 1955, conosciuto come la "decapitata di Castegandolfo". La sua testa non fu mai ritrovata.


Ma nel frattempo accade qualcos'altro: il primo Aprile a Lodi un ciclista, esattamente lungo il fiume Lambro, scoprì un cadavere. I carabinieri e polizia , intervenuti immediatamente, hanno trovato il corpo sezionato quasi chirurgicamente: staccati gambe e braccia, diviso in due il tronco all'altezza del bacino. Mancano le mani e la testa della vittima: quasi esattamente come il corpo della donna ritrovata a Roma.

Uno dei carabinieri, vedendo la scena del crimine, si ricordò che nel 2007 a Inverno e Monteleone, in provincia di Pavia, a pochi chilometri di distanza, fu ritrovato un altro corpo mutilato di un uomo.

Perchè parlo di queste storie? Il motivo è che mi inquietano non tanto per le terrificanti "operazioni chirurgiche" compiute su questi corpi e rimandando, inevitabilmente, il mio pensiero alla storia del Mostro di Firenze, ma mi inquieto perchè ancora nessuno abbia reclamato quei corpi. Delle persone private della vita e anche della propria identità.

Persone sole e ancora senza nome.



lunedì 4 aprile 2011

Non siate gregge perdio!

"Con un nuovo padrone, non siate gregge perdio, non riparatevi sotto l'ombrello delle colpe altrui, lottate, ragionate con il vostro cervello, ricordate che ciascuno è qualcuno, un individuo prezioso, responsabile, artefice di se stesso, difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libertà, la libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere."

"Un uomo" di Oriana Fallaci


La manifestazione contro la guerra di sabato 2 Aprile è stata, numericamente parlando, un fallimento. A Piazza Navona il mio pensiero è andato, con una vena nostalgica, al 2003 - era solo l'altro ieri quando il movimento pacifista era stato definito dal Washington Post la seconda potenza mondiale -. Questa ennesima dimostrazione non fa che confermare la mia dura e apparentemente banale conclusione: siamo sempre stati un branco di pecore che si muove solamente quando lo decide il pastore che sia esso un Partito, una trasmissione televisiva, grossi gruppi editoriali, i leader di turno o gli pseudo intellettuali.

Lo abbiamo visto con le manifestazioni recenti come "Se non ora, quando?", simile ad un Family Day (e non a caso ben accolto dal Vaticano). Oppure i No Berlusconi Day del cosiddetto "Popolo Viola", un "movimento" così superficiale e banale (e per certi versi anche pericoloso) per il modo in cui affronta i veri problemi causati da questo Sistema marcio. Quando ho scoperto che il portavoce è un iscritto all'Italia Dei Valori tutto mi è stato più chiaro. Infine l'ultima, in difesa della Costituzione conclusasi con la canzone di Vecchioni... E giù tutti a commuoversi. Mi sto chiedendo perché tutte quelle persone sabato non c'erano. Noi stavamo difendendo l'articolo 11... Ma l'amore, lo sanno i poeti tristi, molto spesso è ingannevole.

Avevano ragione gli studenti a criticare gli organizzatori perché collusi con il Potere: quello studentesco è un movimento davvero sano e molto sveglio. A differenza di tanti ultra cinquantenni che su Facebook, allineati e coperti, ogni tanto mettono un'immagine e la spacciano per attivismo: prima di Santoro quando, poverino, rischiava la censura (ero piccolo quando trasmetteva e oggi ancora sta lì) e chiede aiuto; poi la Bocassini perché c'è questa povera Magistratura, così indifesa e in costante pericolo che ha bisogno del popolo per difenderla... Mentre c'è tanta gente che per ottenere Giustizia e Verità sta lottando con un enorme sacrificio e pregare affinché il Magistrato di turno non archivi. Come poi puntualmente avviene se non si hanno appoggi istituzionali e mediatici.

E' la prima volta nella storia che la cosiddetta "sinistra" (esiste ancora?) difende il Potere in maniera così sfacciata e senza che la gente si renda conto del sottile meccanismo che c'è dietro.

Le bacheche di Facebook sono piene di slogan prefabbricati contro Berlusconi, a volte anche con le immagini sexy delle escort, accompagnate da battute infelici. Non sono più considerate donne: sono puttane e quindi sembra giusto prenderle in giro e mostrarle sui giornali.

E' normale tutta questa omologazione di pensiero quando i cosiddetti quotidiani progressisti(?) come l'Unità, il Fatto o peggio ancora Repubblica (quest'ultimo vende più copie del Giornale, Libero e il Foglio messi insieme), guidano l'orientamento della cosiddetta "massa critica". E seppur minoranza rispetto all'intero popolo Italiano è comunque massa. Il Potere controlla la parte attiva, ben differente dalla maggioranza passiva (che vota il centrodestra) la quale non ha bisogno di essere manovrata e controllata.

E allora ecco spiegato il motivo della poca partecipazione di sabato. Questi giornali, le trasmissioni televisive come quella di Santoro (ha invitato una sola volta Gino Strada, lui contro tutti!) e di Gad Lerner (che invece invitò il fondatore d'Emergency come voce critica i leghisti), non hanno messo in discussione l'intervento e si sono uniformate.

E a sua volta vi siete uniformati anche molti di voi come (senza offesa) un gregge.

Allora la verità nuda e cruda è che anche quando il movimento era considerato la seconda potenza mondiale, in realtà non era davvero sentito. Ma guidato. Un gregge anche quello, purtroppo.

E quindi chiedo scusa alla Fallaci per averla odiata (anche se è troppo tardi ormai) quando ci criticava, malediva, si infuriava. La odiai senza nemmeno conoscerla: anche io mi ero adeguato al "sentir comune" (mi giustifica, in parte, il fatto che che ero appena un ventenne). Mi indignai specialmente quando criticò Dario Fo e gli ricordò d'esser stato fascista e di esserci rimasto, anche se rosso. Non posso che darle ragione perché lui, come tanti altri intellettuali che ci appoggiavano, fanno tutto ciò che risulta popolare e di massa.

Sabato non c'era, e nemmeno prima. Tutti uniformati a questo pensiero, a questa sinistra, antiberlusconiano, legalitarista, giustizionalista ed interventista. Insomma sono riusciti a creare una "nuova destra", la peggiore. E grazie al contributo dei nuovi intellettuali come l'incriticabile Saviano.

Parlai con un mio vecchio amico che ritrovai proprio alla manifestazione di Sabato e lui mi spiegò che il linguaggio di Saviano, così retorico e romanzato, non fa assolutamente scuotere le coscienze.

Ha ragione! Un vero intellettuale dovrebbe provocare, far sentir male il pubblico, lasciarci tutti interdetti. E soprattutto dire tutta la verità fino in fondo, non solo una parte per accontentare "l'altro Potere".

Pasolini, ad esempio, era uno che raccontava la verità nuda e cruda: le persone si infuriavano, vergognavano, strisciavano come vermi pur di non farsi vedere. Per questo era molto odiato e amato.

"Incarcerato tu che parli tanto, e fallo tu no! Non ti sta bene niente!". Io no! Sono peggio di un Don Chischotte, non ci sarebbe nessun Sancho Panza che mi seguirebbe e quindi cosa diavolo volete! Iniziamo invece prima a ragionare con la nostra testa, sviluppiamo una coscienza individuale e cominciamo a diffidare quando un evento diventa troppo popolare e cerca di farci diventare un unico gregge.

Ma tanto è inutile che ve lo dica. Lo sapete, ma non lo ammetterete mai.

Meglio partecipare a queste manifestazioni di massa collettive, emozionarsi tutti insieme e stare con la coscienza a posto. Magari tra una canzone di Vecchioni (chiamate ancora amore anche a me?) e un bel discorso di Saviano sulla macchina del fango che al tempo stesso sputtana - con superficialità - un intellettuale come Sciascia che meriterebbe rispetto al solo nominarlo.

Una cosa è certa. Non mi avrete mai come volete voi... Come dicevano i 99 Posse.




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