giovedì 31 marzo 2011

Il 2 Aprile, manifestazione nazionale contro la guerra!

Sabato 2 Aprile a Roma, il luogo è Piazza Navona e a partire dalle ore 15, ci sarà una manifestazione nazionale contro l'intervento militare.

Ritengo che sia doveroso partecipare, specialmente per chi ritiene come me che la sinistra ha perso la sua identità da molto tempo, i mezzi di informazione sono tutti a senso unico,
che ancora una volta tutti i Partiti rappresentati nel Parlamento appoggiano come intervento di risoluzione dei problemi il bombardamento, calpestando ancora una volta la nostra Costituzione.Forse non basta quello che è accaduto negli altri interventi come l'Iraq o l'Afghanistan. Oggi più che mai dobbiamo farci sentire. Io personalmente parteciperò con la convinzione che sarà anche un'occasione per ricostruire qualcosa di nuovo. E ritrovare la nostra identità, ritornare a fare una vera politica dal basso, non uniformarsi al pensiero unico anti e pro Berlusconiano, ma ricominciare a colpire il vero bersaglio.

Ovvero questo Potere che tende ad omologare l'intero Pianeta, colpire intere popolazioni con le bombe all'uranio impoverito, ma anche quelle "finanziarie" che non sono altro quelle politiche neoliberiste che oltre ad impoverire la cosiddetta "Periferia del Mondo", stanno distruggendo anche la nostra. Basti pensare al precariato, alla distruzione dei contratti nazionali a favore di quelli privati "alla Marchionne", la distruzione della Scuola Pubblica e la Sanità, le continue morti sul lavoro, le morti nel carcere,le politiche becere nei confronti degli extracomunitari, le privatizzazioni di massa, la fine dello Stato Sociale e di Diritto, l'oligarchia delle Banche e tanto altro.
Quindi basta a tutte le guerre, comprese quelle a casa nostra. Noi occidentali non abbiamo nessun diritto o presunzione di esportare il nostro modello democratico. E tanto meno con la forza.


lunedì 28 marzo 2011

La 'ndrangheta-massoneria-colletti bianchi in Umbria.

Questo articolo che vi appresterete a leggere è un riassunto di tre anni di inchieste per cercare di arrivare alla Verità per Niki Aprile Gatti. La notizia che ha riacceso l'entusiasmo di non mollare è arrivata proprio qualche giorno fa, quando l'associazione Libera ha presentato attraverso un convegno con Magistrati e altri addetti ai lavori un documento(SCARICATELO IN PDF) sulle mafie in Umbria. E tra i vari casi, è stata citata anche la morte di Niki e presto uscirà un documento dove svilupperanno il caso. Ebbene, vi invito a leggere questo mio articolo riassuntivo, diviso in due parti, per capire meglio sia la storia di Niki e collegamenti vari e sia la situazione in Umbria. Una regione fin dagli anni 70, legata a storie torbide e che si possono annoverare tra i maledetti misteri di Stato.

E' un periodo dove si parla tanto della regione Lombardia come terra di mafia. E per chi non se ne intende di criminalità organizzata gli appare una novità e crede che Milano sia la capitale della 'ndrangheta. In realtà la mafia calabrese non ha una sua Capitale economica specifica e non conosce confini. Ma questa è un'altra storia.

Purtroppo si parla ben poco dell'Umbria, considerata una regione verde e felice. Ma, purtroppo, non è esattamente così.

C'è un ambiente sotterraneo che fa paura, piena di convivenze tra criminalità organizzata e massoneria, quindi collusioni con le istituzioni. E soprattutto cementificazione selvaggia utilizzata per il riciclaggio del denaro sporco. Denaro ricavato grazie alla vendita della droga, e a Perugia ne gira parecchia. Questa regione sta raggiungendo il triste primato, oltre alle morti sul lavoro, anche quelle per overdose. E sono quasi tutti giovanissimi.

Perugia vanta di numerose logge massoniche, talmente tante che se si prendesse un cittadino a caso, non è difficile appurare che egli appartenga a qualche confraternita. E non è difficile nemmeno trovare massoni nei casi di cronaca nera e non solo.

Vi ricordate il caso Narducci? Quel medico perugino ritrovato morto nel lago Trasimeno e sepolto due volte perchè la prima volta si scoprì che il corpo non era suo? La famiglia del Narducci, quelli che nemmeno volevano riesumare il primo corpo, erano dei massoni anche loro. Appartenevano alla loggia Bellucci.

Oppure ricorderete il famoso sequestro del piccolo Augusto De Megni ? C'era il nonno, omonimo, che è un noto massone molto potente, quello del rito scozzese e antico, con il grado assoluto: il trentatreesimo. Inoltre pare che per liberare il nipotino aveva pagato un enorme riscatto e che addirittura abbia chiesto aiuto anche al suo amico aretino di vecchia data: Licio Gelli.

Quella è una di quelle storie torbide e complesse, perchè stranamente morirono tutti i componenti dei sequestratori sardi che rapirono il piccolo. Tra l'altro alla liberazione parteciparono i NOCS, e uno dei loro componenti, l'ispettore Samuele Donatoni, fu ucciso nel novembre del 1997 durante una sparatoria nei pressi di Avezzano per liberare Soffiantini. La sua morte inizialmente fu additata al sardo Giovanni Farina, la mente dei sequestratori, ma in un processo condotto dal bravo giudice Almerighi i sardi vennero assolti per l'omicidio e si invitò a trovare i colpevoli dell'omicidio tra le forze dell'ordine.

Per carità le logge massoniche umbre sono tutte legali e per nulla deviate, ma non si può far finta di nulla sul fatto che potrebbero verificarsi dei chiamiamoli "conflitti di interesse". Immaginate un giudice che si ritrova come imputato un suo confratello, oppure immaginate che bisogna aggiudicare un appalto e ci si ritrova amici appartenenti alla stessa loggia. I processi potrebbero essere, in queste condizioni, davvero equi?

Il dubbio è venuto anche ad un magistrato calabrese di nome Agostino Cordova e lui aveva voluto vederci chiaro nel lontano 1993 e scoprì che gli iscritti alle logge sparse per la provincia appartengono tutti nelle cosiddette stanze dei bottoni : Ospedali, banche, università e poi ancora in magistratura, negli ordini professionali, tra gli avvocati, i medici, gli ingegneri fino alle istituzioni.

E se ad una potenza non indifferente come la massoneria si aggiungesse la mafia? Le "due M" nella storia non hanno mai avuto due vie parallele, si son sempre intersecate.

Si incontrano specialmente se c'è di mezzo la più potente criminalità organizzata che è la 'ndrangheta. E come vedremo in Umbria è ben radicata.


Per capire meglio l'affinità della mafia calabrese con la massoneria sarebbe il caso di ricordare come si sia evoluta nel tempo.

Negli anni 70 i capobastoni delle varie andrine si riunirono a Montalto, nell'Aspromonte. Molti avvertirono la necessità di liberarsi di quella mentalità poco elastica che impediva ai boss di avere contatti e rapporti con il potere politico ed economico.

Decisero di entrare in rapporto con la massoneria deviata , ovvero far parte di quella zona grigia nella quale era possibile incontrare magistrati, poliziotti, politici, avvocati e bancari. Anzi dico che fanno di più, tramite una loro struttura interna saranno proprio loro a creare delle logge massoniche coperte.

Per fare ciò venne così creata un' enclave all'interno della 'ndrangheta, detta Santa, composta da 33 persone. Essa divenne una vera e propria élite della 'ndrangheta, tanto è vero che un santista pur di salvare l'organizzazione può persino tradire la mafia stessa. Rappresenta uno stadio talmente occulto che gli aderenti non si conoscono nemmeno tra di loro.

Sono tutelati dal segreto, e anche i riti di iniziazione sono diversi. Sostituirono i mitici cavalieri Osso, Mastrosso, Carcagnosso con le figure eroiche massoniche come Garibaldi, Mazzini e La Marmora.

E quindi non meravigliamoci che troviamo il ruolo della 'ndrangheta nel rapimento di Aldo Moro, nel Golpe Borghese oppure la strage di Bologna o quella di Gioa Tauro.

E allora ritorniamo in Umbria e cerchiamo di capire quanto sia ramificata la 'ndrangheta. Come già accennato, l'Umbria ha il triste primato di consumazione di droga e morte per overdose tra i giovani. Il "monopolio" del traffico di stupefacenti è in mano alla cosca dei Facchineri, i quali hanno dato vita ad una struttura associativa multiforme, dedita ad attività criminose principalmente volte alla importazione di consistenti partite di stupefacenti e alla sua successiva commercializzazione.

Questo si scoprì grazie all'indagine "windshear" condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri di Perugia. L'indagine ha consentito di ricostruire una rete criminale dedita all'importazione ed al traffico di sostanze stupefacenti, nella quale figuravano personaggi come Roberto Pannunzi e il figlio Alessandro, Stefano De Pascale, nonché appartenenti alle cosche Coluccio, Aquino, Bumbaca e Agostino, tutte originarie della Locride.

Ma la 'ndrangheta in Umbria, con il tempo non si è limitata più alla semplice commercializzazione della droga. Anche perchè fa tanti, troppi soldi e quindi bisogna riciclarli più in fretta possibile. E allora è nato un altro triste primato in questa bella ma oscura regione: le morti sul lavoro a causa di ditte a sapor di mafia.

L'Umbria da molto tempo non è assolutamente una regione verde. Purtroppo è in corso una cementificazione selvaggia, si costruiscono interi villaggi, inutili case e numerosi centri commerciali. E non è un caso che la regione Umbria si sia dimostrata favorevole al famoso "Piano Casa" ideato dal Governo Berlusconi.

Basta fare una passeggiata tra i borghi dell'Umbria e non è difficile vedere numerose aziende edili al lavoro. Se ne possono scovare centinaia. E non è difficile scoprire che i lavoratori sono tutti calabresi o campani, così come i Titolari.

Tutto questo si scoprì nel 2008 tramite l'operazione condotta dai carabinieri chiamata NAOS nella quale misero allo scoperto un accordo tra 'ndrangheta e Camorra(e in particolar modo il clan dei Casalesi) per controllare gli appalti in Umbria. Ci furono numerosi arresti, tra i quali anche numerosi amministratori locali.

Molte di queste società edili controllate dalla 'ndrangheta vengono acquistate tramite estorsione o acquisto a ribasso, e risultano vincenti sul mercato degli appalti pubblici e privati perche riescono a mantenere prezzi ultra competitivi grazie all'uso di materiali scadenti e soprattutto di manodopera rigorosamente a nero e malpagata, con carenza di sicurezza sul lavoro.

E quindi non è un caso che le morti sul lavoro in Umbria, superano la media nazionale. Le 'ndrine succhiano il sangue agli operai e mettono a rischio la popolazione con i suoi manufatti di scarsa qualità.

Ma attenzione, purtroppo c'è dell'altro ed è anche sotto certi versi sconvolgente visto che si intrecciano diverse inchieste, mai volutamente collegate e che sono contornate da omicidi e suicidi strani.



venerdì 25 marzo 2011

Breve analisi sulle motivazioni della guerra e il probabile dopo Gheddafi.

Secondo delle ricerche del settore, la Libia ha dimostrato di possedere un capitale incalcolabile di greggio e gas. Inoltre il petrolio risulta di buonissima qualità perchè per raffinarlo costa pochissimo ed è quindi raro. E parliamo di ben 44 miliardi di barili.

Oltre al petrolio c'è il gas, e quest'ultimo è molto ricercato perchè ancora più indispensabile. Qualcuno giustamente obietterà: ma Gheddafi comunque faceva accordi con l'Occidente, mica se lo tiene per se!

Giustissimo, e infatti ha fatto accordi, come sappiamo, miliardari. Ma c'è una differenza rispetto agli altri Paesi Africani. La Libia non è indebitata con la Banca Mondiale, quindi Gheddafi ha (o aveva se capitolasse) il coltello dalla parte del manico ed è lui che detta le condizioni. Non viceversa.

Esattamente come all'epoca Saddam Hussein in Iraq e infatti gli facemmo la guerra. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Guarda caso i maggiori giacimenti di petrolio si trovano nella Cirenaica ed essa, da sempre, è stata indipendentista. E i ribelli provengono tutti da quella regione.

Cosa accadrà? La Libia si spaccherà in due: Tripolitania e Cirenaica.

Questa maledetta guerra produrrà, tra vittime civili ora, morti a lungo termine a causa delle bombe all'uranio impoverito e guerra permanente come sta accadendo in Iraq e Afghanistan, un massacro ben peggiore di quello di Gheddafi.

Risultato economico? La Libia diventerà debole e molto povero come gli altri Paesi Africani. Quindi le condizioni le detteranno gli Stati "salvatori" .Chi sono, lo sappiamo.

E chiudo dicendo che tutti quelli che stanno spacciando questa situazione e guerra annessa come qualcosa di nuovo, si devono vergognare. Loro lo sanno che stanno mentendo.


"e voglio i nomi di chi ha mentito,di chi ha parlato di una guerra giusta,io nn le sgancio più le vostre sante bombe" Canzone dell'anno 1999, guerra del Kossovo. Stessi personaggi, con i "democratici" al Potere negli USA, e quasi tutta la sinistra a favore dell'intervento. Ma la Storia non ci insegna niente?



Articolo pubblicato anche qui.

mercoledì 23 marzo 2011

La Banca di Maometto.

Non è retorica dire che noi occidentali abbiamo tanto di imparare dagli altri costumi, e dalle altre culture differenti dalle nostre. Se vi dicessi che dobbiamo imparare molto anche dai musulmani? Visto le rivolte arabe penso proprio di si.

Ma al di là di questo momento (tra l'altro con rivolte di serie a e di serie b, e con la guerra in Libia che potrebbe sedare altre rivolte e fermare questo "risorgimento africano"), noi viviamo in una forte epoca di disinformazione verso il loro modo di pensare. La maggior parte della gente che vive nell'ignoranza pensa che siano gente che non ha nessun valore della vita, pensano che siano cultori della morte, pensano che la maggior di loro siano dei terroristi, pensano che ci stiano invadendo come da sempre predica la Lerga, oggi più che mai.

Il potere si rafforza sempre di più quando la maggior parte della gente vive nell'ignoranza ,nella disinformazione più totale e nella paura del diverso.

Perchè poi in realtà il Potere ha veramente paura del diverso, specialmente quando porta un modello alternativo di gestione delle cose. Ne basta una, che poi è la fondamentale purtroppo: la gestione di una Banca!


Il Corano vieta uno dei pilastri stessi su cui si fonda l'attività bancaria: i tassi di interesse. "Commette un crimine" disse Maometto "chi vi presta denaro a interesse, chi lo riceve, chi lo registra e chi lo testimonia". Per l'islam, per la Sharia, è proibita ogni sia pur piccola remunerazione fissa in denaro, di un capitale prestato o depositato in banca, sulla sola base del trascorrere del tempo.

Per un buon musulmano, un guadagno è illegittimo senza assunzione di rischio, dunque il profitto può essere legittimo solo se anche la banca, oltre al cliente, condivide il rischio di un investimento.


E' incredibile vero? Avreste mai immaginato che la banca musulmana sia così agli antipodi dalla nostra?

C'è ancora una grande cosa che ci differenza dalle nostre schifose banche.

Per il Corano è proibito investire denaro in società che svolgono attività in contrasto con la legge islamica: produzione e distribuzione di alcol, gioco d'azzardo, pornografia, tabacchi, ma soprattutto la produzione di armi.

Si avete capito bene!

Non finanziano assolutamente le armi come le nostre amate banche occidentali che finanziano le multinazionali delle armi con i nostri soldi. Oppure addirittura gruppi paramilitari.

Sapete che la IOR(istituto opere religiose), che è la banca del Vaticano, aveva finanziato gli Ustascia? Milizie croate che sono dei fondamentalisti cattolici, i quali si divertivano a sterminare i serbi-croati che erano, tra l'altro deu musulmani?

Le banche musulmane non finanziano queste attività e tanto meno i gruppi come al-quaeda! Bin Laden , infatti, i suoi soldi li ha nelle schifosissime banche occidentali. Quelle privi di etica che si trovano in Svizzera,mica in quelle musulmane.


E allora noi occidentali ci dovremmo vergognare quando ci consideriamo superiori,potatori di valori e di democrazia.

Sappiamo che le banche hanno un potere immenso qui in occidente se consideriamo che le famiglie che governano il mondo sono dei banchieri. Non sarà anche questo il motivo per cui si vorrebbe occidentalizzare tutto il mondo? Quindi occupare più Stati di impostazione musulmana possibili?


Ah, non vi metterete mica a cercare banche musulmane qui in Italia? Tempo sprecato, non le troverete mai!


domenica 20 marzo 2011

Attacco criminale contro la Libia: i suoi veri scopi e la sinstra italiana ormai morta e sepolta.

In Libia si è arrivati dove si voleva arrivare da tempo. Era tutto già scritto. Si è arrivati all'interventismo "umanitario"o alla "guerra umanitaria". Ma ancora meglio al cosiddetto "imperialismo umanitario".

Ha un nome questa operazione, è sempre meglio dare un tocco creativo alle operazioni criminali legittimati dall'ONU e voluti sotto la pressione Americana, Francese e Inglese: "Alba all'odissea".


Alle 17,45 è stato colpito il primo obiettivo militare dai caccia francesi. Poi è arrivata una pioggia di bombe e missili sulla Libia lanciati dalle navi Usa.

I missili sono i famigerati Tomawak, ovvero le famose "bombe intelligenti".

Talmente precise che, come abbiamo già visto nelle guerre passate, distruggono ospedali, case e non importa nulla se vengono uccisi i civili. Sono incidenti definiti con una bestemmia:"I danni collaterali".
E per carità, in questo caso, bombardare un popolo è più che giusto.

Il premio nobel per la pace(non potevano aspettare prima di premiarlo?) Obama, in un suo discorso, si dice contento e fiero di appartenere a questa coalizione(Bush a suo tempo la definì dei volenterosi) che vuole portare democrazia in Libia.

Ci sono anche i volenterosi "Emirati Arabi", campioni di democrazia verso il loro popolo. Come anche il "volenteroso" Yemen che proprio l'altro ieri ha massacrato una cinquantina di contestatori, ma "buono"
perchè ha messo a disposizione il suo territorio per la flotta Americana.

Ma non importa, questa è "Real Politik" dolcezza. Una parola nauseante che fa accapponare la pelle.

L'Italia, prima con Prodi e dopo con Berlusconi, ha baciato con tutto lo stivale le mani di Gheddafi firmando un trattato criminale? Non fa nulla, è "Real Politic"!
Ci alleiamo con altri regimi dittatoriali per eliminare Gheddafi, e quindi bombardando un popolo, per poi spartirsi il petrolio tra i "volenterosi"? Non fa nulla, questa è'"Real Politic"!


Una parola schifosa che percorre trasversalmente tutta la politica.

Sentire Bersani che dice, alla vigilia dei bombardamenti, "Era ora!"; vedere quel populista di Di Pietro che prima aveva espresso perplessità ma poi, visto che la massa della gente approva, subito si è allineato; vedere quello schifoso di La Russa, con la bava alla bocca, dire che siamo pronti pure a partecipare attivamente, vedere che tutti questi zimbelli stanno dalla parte dei ricchi e potenti che vogliono mettere le mani sul petrolio libico mi fa venire conati di vomito.

Ma mi indigno ancor di più vedere che il movimento pacifista è stato sedato dalla grande disinformazione mesa in atto fin dall'inizio. Un incredibile propaganda, e anche il sottoscritto inizialmente ci cascò, che ha ottenuto il consenso della guerra mettendo notizie false come le fosse comuni, delle bombe in città, di soldati libici che attaccavano gli ospedali o che stupravano le donne.

Tutte notizie mai rettificate da tutti i Telegiornali.

Mi viene un disgusto verso tutti coloro che avevano partecipato alla manifestazione in difesa della Costituzione! Avevano ragione gli studenti a contestarli, dicendo che erano degli ipocriti e gli organizzatori dei collusi con il Potere. L' articolo 11 della nostra Costituzione che recita "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" non vale nulla?

Dove è finita tutta quella gente che manifestava contro la guerra in Iraq? Io in quelle manifestazioni ci partecipavo con entusiasmo perchè ci credevo. Io credo fermamente che la guerra non è mai una soluzione e le ingerenze straniere sono criminali.

Gli altri dove sono? Perchè tutti ora appoggiano questa maledetta guerra? Possibile che siamo solo massa da utlizzare a seconda la convenienza? Ma riappropriamoci del nostro pensiero e cerchiamo di capire meglio!

Chi di noi sa in realtà la vicenda del conflitto interno? Siamo così sicuri che sia simile alle rivolte davvero popolari come quelle Egiziane o Tunisine? Non vi sta passando per la testa che l'Occidente abbia messo in atto una strategia, sostenendo il clan in rivolta, per arruolare i monarchi e quindi fermare le rivolte arabe?

Prendere due piccioni con una fava: petrolio e nuovi regimi nell'area del mediterraneo.

Certo oggi posso dire con grande rammarico che la (pseudo)"Sinistra" oltre ad essere diventata liberista, legalitarista, giustizionalista, filo-atlantica si è riconfermata, come durante la guerra contro la Serbia, guerrafondaia.




Articolo pubblicato anche qui.

giovedì 17 marzo 2011

I 150 anni dell'Unità D'Italia: alla loro "patria"!

Cavour mi è antipatico, Mazzini troppo elitario,
Garibaldi rivoluzionario ma amico del re, e quindi non ugualitario.

Carlo Pisacane invece da militarista, filo aristocratico
fu il primo a voler l'unità, diventando poi un grande libertario.

La sua impresa fallì,
e per scampare dal linciaggio si suicidò
perchè una parte del popolo non lo capì.

Questa nostra terra unita ha centociquant'anni, ma sembra una donna
troppo sfatta, e in cerca di un espiazione.

Ma come tutte le donne è sempre stata fonte di grande ispirazione.

Piena di curve sinuose che contornano tutto il corpo, con superfici dolci e levigate dove ci si specchia il ridente Sole.


E' sempre stata corteggiata da tutte le grandi potenze, anche quando era il fulcro della potenza stessa.

E' lei che ha messo in luce la poesia, l'arte, l'architettura , addirittura le note musicali e forse la musica stessa.


Quanti in nome della sua bandiera
molti han fatto una "gloriosa" carriera?

Parassiti, sfruttatori, occultatori, doppiogiochisti, qualunquisti, menefreghisti,
fascisti, razzisti, camorristi, 'ndranghetisti,
finti comunisti, capitalisti, liberisti, portatori di pregiudizi.


La parola Patria subito tradita,
alle masse contadine che hanno combattuto
la promessa di una terra, un ideale non mantenuto.

Dopo la liberazione dal nazifascimo,
nacque una bellissima carta
soprattutto per preservarci da qualunque assolutismo.

Nemmeno hanno fatto in tempo a proclamarla al popolo che subito brogli elettorali, assassinii in nome della Patria e repressioni agli operai.

La prima vera strage di Stato fu la Portella della Ginestra
numerose donne, vecchi, bambini, giovani pieni di entusiasmo,
con i Potenti che sorridevano dietro la loro finestra,
furono massacrati mentre festeggiavano il Primo Maggio.


Trattamenti disumani all'interno delle Patrie Galere,
incidenti e morti sul lavoro,
inserire notizie mai quasi mai veritiere.

In nome di questa bandiera insanguinata, ipocritamente osannata,
e sempre per vili scopi utilizzata
ci vorrebbe un nuovo Pisacane, ma che arrivi in tempo.

Ma questa volta con la prontezza e la volontà
di non dire solamente: "Attendo!".



martedì 15 marzo 2011

L'acqua, quell'oro blu regalato al Vaticano.

L'acqua è il bene più prezioso che ci sia, talmente prezioso che gli dobbiamo la vita sulla Terra. Non a caso viene definito l'oro blu.

Ed è una definizione che ci fa intendere che essendo un bene sempre più raro, causerà delle nuove guerre.


In realtà molte delle guerre attuali, oltre al solito petrolio, c'è anche l'acqua di mezzo.

Se andiamo ad indagare si scopre che sono
oltre 50 i conflitti in corso, per cause legate all’acqua, in Asia, Medio Oriente, America Latina, lungo il Nilo, in tutta l’Africa e negli Stati Uniti. Perfino la sanguinosa guerra tra Iraq e Iran, dal 1980 al 1988, si è combattuta per il controllo dell’acqua, quella del fiume Shatt-El-Arab.

E c'è soprattutto l'eterno conflitto tra Israele e Palestina che oltre alle terre, si contendono l'acqua. Lo stato ebraico riceve infatti due terzi della sua acqua da territori conquistati nel 1967 con la “guerra dei sei giorni”. Non a caso in Israele l’acqua dipende dal Ministero dell’Agricoltura, in Palestina dal Ministero Israeliano della Difesa.

L'acqua d'altronde è uno dei settori su cui i gruppi mafiosi hanno esercitato il loro dominio. Appena fatta l'Unità d'Italia, è mancata per molto tempo una politica di pubblicizzazione e regolamentazione delle acque.

Quindi in Sicilia, in particolare nelle campagne palermitane, si è imposta la pratica del controllo privato esercitato da guardiani, i "fontanieri", stipendiati dagli utenti. I guardiani erano nella maggioranza legati alla mafia.

Mi viene da pensare che con la privatizzazione dell'acqua, forse ci ritroveremo di nuovo in quel passato.

Contro la privatizzazione dell'acqua si è espressa anche la Chiesa dicendo appunto che l
'acqua è un diritto universale e inalienabile. Sono contento di questa sua presa di posizione ma detta da uomini appartenenti al Vaticano, fa sorridere.

Uno Stato grande esattamente 0,44 km² e con circa 800 abitanti, consuma in maniera sproporzionata questo bene sempre più prezioso e raro.

Esattamente consuma in media circa 5 milioni di metri cubi d’acqua. E non pagano nulla perchè è lo Stato Italiano che se ne fa carico e quindi noi cittadini.

Tutto questo a partire dal 1929, con la firma dei Patti Lateranensi, lo Stato Italiano si fa carico della dotazione di acqua per lo Stato Vaticano, in virtù dell’articolo n. 6, che al primo comma dice che:

“L’Italia provvederà, a mezzo degli accordi occorrenti con gli enti interessati alla Città del Vaticano un’adeguata dotazione d’acqua in proprietà”

Ma non è finita, lo scandalo deve ancora arrivare.


La Città del Vaticano per l'acqua di scarico si allaccia all’ACEA, la società romana che gestisce le acque reflue, ma non paga le bollette, perché non riconosce la tassazione imposta da enti appartenenti a stati terzi.

Quando l' ACEA si quota in borsa nel 1999 si trova a fare fronte nel bilancio a milioni di euro di crediti inesigibili, ovviamente i soci minacciarono di staccare le fognature al Vaticano.

Cosa accadde? Il Vaticano finalmente si mise a pagare?

Ovviamente no perchè il Governo Italiano di centrosinistra intervenne e ripianò con la manovra finanziaria i 44 miliardi di vecchie lire di debiti relativi alla fornitura delle acque vaticane.


D'accordo mi direte voi, però poi il Vaticano era costretto a ridarci tutti i soldi, e pure con gli interessi no?

No, perchè nel 2005 il Governo italiano, questa volta di centrodestra , tramite la finanziaria stanziò ben 25 milioni di euro subito e altri quattro milioni subito dopo per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprie.

Il Vaticano così può consumare tutta l'acqua che vuole e sprecare milioni di metri cubi d'acqua per innaffiare i loro sfarzosi giardini. Tutto con i nostri soldi.

Se le future sollevazioni saranno per l'acqua, qui in Italia credo che il Vaticano se la passerà molto brutta.







Articolo pubblicato anche qui!

domenica 13 marzo 2011

Lavorare stanca

Questa poesia la dedico a chi lavora duramente e a chi fa un lavoro che ti aliena pian piano dalla vita sociale e dagli amori sempre più difficili da incontrare. Questa poesia può far commuovere solo chi sa di viverla o l'aveva vissuta in prima persona.





Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa.

Ci sono d’estate
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese
sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge
per un viale d’inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade
sono vuote. Bisogna fermare una donna
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte
c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi
e racconta i progetti di tutta la vita.

Non è certo attendendo nella piazza deserta
che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,
anche andando per strada, la casa sarebbe
dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta
e quest’uomo, che passa, non vede le case
tra le inutili luci, non leva più gli occhi:
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

Cesare Pavese




giovedì 10 marzo 2011

Umbria-gate: come l'inchiesta della Magistratura ferma un movimento.

Da un po' di tempo si parla tanto della regione Lombardia come epicentro della 'ndrangheta. Vuoi per questioni politiche, vuoi perchè ne ha parlato Saviano in una trasmissione con ben dieci milioni di telespettatori , si parla ben poco della "regione verde", dell'isola felice chiamata Umbria.

Ne ho parlato a lungo, ma visto il periodo ove vige una forte presa di posizione di difesa senza se e senza ma della Magistratura, noi stiamo perdendo quell'obiettività e onestà intellettuale che serve per poter garantire quello Stato di Diritto sempre più utopico nel nostro "Bel Paese".


L'Umbria, tramite numerose indagini dei NAOS di Perugia, è risultata una regione colonizzata dalle mafie, e soprattutto dalla 'ndrangheta. E riciclano il denaro tramite i settori dell'edilizia e dello smaltimento dei rifiuti.

Ad esempio, grazie alla riapertura del processo per fare finalmente giustizia all'omicidio di Mauro Rostagno, grande persona di Lotta Continua che si dedicò, da giornalista senza tesserino(esattamente come Peppino Impastato, anch'egli di Lotta Continua) nella lotta alla mafia, emerse il racconto del mafioso Sinacori.

Egli dichiarò che i rifiuti ospedalieri partivano da Trapani, e come ascoltato dai racconti di don Ciccio «u muraturi», le cosche li smaltivano proprio in Umbria. E purtroppo ancora oggi accade che le mafie utilizzano questa regione considerata, si fa per dire, verde.


Lo veniamo a sapere grazie ad un'inchiesta condotta nel 2008 che smantellò la famosa banda degli ex pentiti capeggiata dal boss Salvatore Menzo. Una banda dove ogni componente apparteneva alle tre principali mafie: la 'ndrangheta, la mafia e la sacra corona unita.

E non a caso scelsero come base proprio Perugia, la capitale delle logge massoniche che fanno affari con la 'ndrangheta. Corre voce, ad esempio, che molti ragazzi che frequentano facoltà come medicina o giurisprudenza, vengono avvicinati e fatti iscrivere a logge massoniche calabresi.

L'Umbria è talmente strozzata dalla 'ndrangheta che addirittura la Conferscenti è stata costretta a redigere un corposo Dossier dove denuncia questa situazione. Insostenibile situazione anche per le numerosi imprese edili che spuntano come funghi e casualmente tutte calabresi o campane. Una regione praticamente cementificata.

Ma può accadere che una certa parte della società civile si svegli e cominci ad organizzarsi per protestare contro costruzioni selvagge e che rovinino l'ambiente e modifichino città storiche come Spoleto.

E' accaduto nel 2008. Un anno maledetto perchè in Italia avvenne di tutto.
Compresa la morte di Niki Aprile Gatti.

Era una notte di sabato quando Michele Fabiani, un giovane spoletino di appena 20 anni si spaventò a morte. Era in casa a dormire quando all'improvviso un forte frastuono lo svegliò. Rumori di elicotteri, cani che abbaiavano e soprattutto decine di uomini con il passamontagna e mitra che gli intimidivano di aprire.

Michele è un ragazzo di quelli che credono in una società alternativa, ove non c'è bisogno delle carceri, ove il denaro non deve esistere, e quindi l'abolizione del maledetto capitale. E soprattutto crede nel superamento dello Stato. Insomma è un convinto anarchico.

Ma quella notte, era decisamente spaventato a morte, e chiamò con il suo cellulare i carabinieri per chiedere aiuto. E si sentì rispondere: "Siamo noi, puoi anche aprire!"

Michele è stato arrestato quella notte nel corso di una operazione dei ROS dell'arma dei carabinieri: l'operazione Brushwood. Tra l'altro capeggiata dal condannato Ganzer.


Oltre la spettacolarità del nome, che Brushwood sta a significare in realtà boscaglia, l'operazione in sè è stata spettacolare per i mezzi impegnati: sono stati impegnati 108 uomini armati fino ai denti, alcuni nascosti da passamontagna e giubbotti antiproiettili, e con l'appoggio di ben otto elicotteri.

Un operazione costata allo Stato ben sessantacinquemila euro. E immaginate lo stupore dei cittadini di Spoleto nel vedere questo esercito all'azione. Anche loro si erano resi conto che c'era qualcosa di veramente esagerato.

Oltre a Michele vennero arrestati altri quattro ragazzi e rispettivamente Andrea Di Nucci, Fabrizio Reali, Dario Polinomi e Damiano Corrias. Secondo i ROS i cinque ragazzi di Spoleto sarebbero una cellula anarco insurrezionalista e sarebbero stati i mittenti di una busta con due proiettili diretta alla governatrice dell'Umbria, Rita Lorenzetti.

Inoltre Michele è stato arrestato anche grazie all'articolo 270 bis, una legge scritta dal ministro Rocco, all'epoca del fascismo, che prevede l'arresto di qualcuno per le sue idee in base al pericolo presunto di eversione.

I carabinieri gli hanno dato perfino un nome: COOP-FAI. Che sarebbe l'acronimo di "Contro ogni ordine pubblico, federazione anarchica informale". Esatto, care teste di capra, la storia come al solito si ripete ancora. E anche nel 2008 si annusa ancora la caccia agli anarchici,e il mio pensiero non può non andare al povero Pinelli, colui che per "sbaglio" cadde dalla finestra della questura e morì.

In realtà non erano tutti anarchici e alcuni di loro nemmeno si conoscevano. C'è Andrea, un ragazzo normalissimo, uno di quelli che ama la discoteca, la politica non sa nemmeno cosa sia, e addirittura alla domanda dei carabinieri:"Mi dica cosa sai della COOP!". Lui con un ingenuità rispose :"Non so, ma è un supermercato?".

Andrea era semplicemente amico intimo del "capo eco terrorista" Michele.

Questi ragazzi finirono in prigione, Michele Fabiani ha trascorso ben nove mesi di carcere, bene due di isolamento e il resto nel carcere duro di Perugia. Anche per gli altri ragazzi è toccata più o meno la stessa sorte.


Ho contattato Michele Fabiani e mi ha riferito che la sentenza si avrà verso la metà del mese prossimo. Attendo con fiducia l'esito.

Sicuramente l'obiettivo politico è stato raggiunto: hanno stroncato sul nascere un movimento che stava dando molto fastidio e avrebbe potuto indirettamente mettere in crisi il Sistema Umbro retto su sodalizi criminali.

Le mafie si sconfiggono soprattutto con le lotte per un mondo migliore.

Se ne parlerà un giorno come ora stanno facendo con la Lombardia? E soprattutto si potrà discutere pacatamente di come la Magistratura sia uno strumento del Potere e che anche lì c'è una area grigia troppo sottovalutata?





Aggiornamento e precisazioni

A chiamare i carabinieri è stato Dario Polinori; i tre mesi di isolamento Michele Fabiani li ha fatti a Perugia gli altri nel carcere duro di Sulmona; infine un dato shoccante: Fabrizio Reali non è stato nemmeno rinviato a giudizio, il pm non aveva le prove per chiederlo al GIP, però non lo ha nemmeno archiviato, in questo limbo Fabrizio è morto lo scorso 23 giugno! senza un processo in cui dimostrare di essere innocente e senza una totale assoluzione, senza una parola di scuse nè una lira di risarcimento

martedì 8 marzo 2011

Non è una giornata di festa per le donne.

Care dolci teste di capra, la giornata dell'8 marzo non è un giorno di festa per voi. Inutile dire che si dimentica in fretta e si trasforma una tragica giornata in una festa per uscire tra amiche e riderci su.

Il mio blog non è letto solo da chi conosce bene determinate questioni, ma anche da chi, per la prima volta, decide di interessarsi di ciò che ci circonda ed è bene avere le basi per affrontare un tema annoso come la condizione femminile.

L'origine della Festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.

Molte cose da allora sono cambiate, ma nel 2011 ci sono tanti altri problemi e ancora una volta è la donna a subire maggiormente.

Oggi il lavoro è sempre più flessibile, c'è il precariato.

Quell'infinita serie di contratti che servono solo a garantire il datore di lavoro, e la flessibilità proviene solo da una parte: quella del lavoratore.


Oggi se una donna ad esempio è incinta, difficilmente trova il lavoro perchè è improduttiva. Le aziende non possono(o non vogliono?) permettersi di pagare la maternità e quindi le donne pur di lavorare sono costrette, fino a quando è possibile, nascondere la loro gravidanza.

Bisogna ricordare che nella nostra "civilissima"Italia le donne subiscono violenze sia fisiche che morali.
E se qualcuno crede che le donne abbiano raggiunto la parità, vi consiglio di spulciare un po' di dati, e magari scoprirete che addirittura la Croazia (appena uscita da una dittatura) o l'Africa Del Sud promuove la parità delle donne in maniera superiore rispetto al nostro Bel Paese
.

Sono dati ai quali bisogna saper riflettere.

Notizia di qualche giorno fa è che nella caserma dei Carabinieri nella zona del Quadraro, a Roma, una donna ha denunciato di essere stata vittima di uno stupro dopo essere stata detenuta per un furto. Avrebbe abusato di lei ben tre carabinieri più un vigile urbano che si trovava per caso (?) lì dentro. La vergogna di questa storia è che i carabinieri non negano di aver auto un rapporto sessuale ma dicono che la ragazza era consenziente.

Per i PM, secondo la loro indagine, non ci sarebbe stata ne minaccia e nemmeno costrizione. Non commento questa tesi da parte dei magistrati, ma una riflessione andrebbe fatta.

Personalmente credo che sia improbabile che una donna dentro in cella abbia voglia di fare sesso. Non credo affatto che l'ambiente possa provocare un qualche eccitamento. Ma poniamo che sia vero.

Io lo considero ugualmente uno stupro perchè vuol dire approfittarsi della fragilità e dei problemi di questa povera donna e trovo altresì ripugnante che i cosiddetti "servi della Patria" approfittino della loro posizione per fare un festino a luci rosse all'interno di un edifico dello Stato, in teoria quindi nostro.

Sapete la mia posizione sui diritti delle persone e sono contro gli arresti preventivi senza prima aver fatto un processo. Ma se io, comune cittadino, vengo denunciato per stupro, subito finisco in carcere in attesa di giudizio. Non vedo perchè questa disparità di trattamento: sono stati semplicemente trasferiti.

Per coerenza non dico che debbano finire in prigione, ma almeno che vengano sospesi dal servizio fino a quando sarà accertato la loro posizione.


A proposito di divise, purtroppo le donne anche in questo subiscono delle ingiustizie. Avere la divisa per loro non significa avere la garanzia di essere tutelate. Un esempio?

Una soldatessa ha denunciato, alla Procura Della Repubblica di Catania, tre superiori che l'avrebbero più volte molestata. E non basta. La donna è figlia di immigrati residenti in Sicilia e nonostante fosse musulmana, sarebbe stata obbligata a partecipare alle cerimonie cattoliche.

Oggi è una giornata tragica per le condizioni delle donne, specialmente in una società dove si propongono dei modelli sbagliati e ancora si pensa sottovoce che "se è stata violentata, vuol dire che un po' se lo è cercata"!

Vero teste di capra?



Articolo pubblicato anche qui!

sabato 5 marzo 2011

Verità e Giustizia per Niki Aprile Gatti: video sulla consegna delle tre interrogazioni parlamentari al ministro Alfano

Questa mattina nella città di Avezzano si è tenuto un convegno organizzato dal Partito delle Libertà. Era presenziata dal ministro della Giustizia Alfano, e con l'intervento telefonico di Berlusconi.

Visto che l'argomento era la riforma della Giustizia e si parlava della Magistratura, vediamo fino a che punto dicono di attuarle per il bene del comune cittadino e non solo per il Presidente del Consiglio.


La storia di Niki Aprile Gatti oramai la conoscete tutti. Niki è stato ucciso all'interno del carcere di Sollicciano il maledetto giorno del 24 Giugno del 2008, fu arrestato tramite l'inchiesta Premium. E come accade spesso nella "democratica" Italia, Niki è stato arrestato in misura preventiva e rinchiuso in una delle peggiori carceri italiane. Fu l'unico che voleva parlare per chiarire la sua posizione. Ma non ha fatto in tempo perchè dopo nemmeno quattro giorni fu ritrovato morto. Secondo il magistrato di Firenze si è ucciso da solo senza nessun dubbio. Qui troverete le contraddizioni e i primi depistaggi: l'arte della disinformazione.

Per noi e con un'assoluta certezza, Niki è stato ucciso proprio perchè non si dovevano far emergere altri coinvolgimenti di livelli molto più alti. Si intravvede inoltre l'ombra della 'ndrangheta.

Ecco il video girato questa mattina nel momento della consegna delle tre interrogazioni parlamentari e del libro"La pena di morte italiana" direttamente nelle mani di Alfano:

giovedì 3 marzo 2011

Contro l'intervento militare in Libia, senza se e senza ma!

Proprio come temevo. Come da copione, e per puri interessi economici che non hanno niente a che vedere con in diritti umanitari, lungo la costa libica si sono ammassate navi da guerra, sommergibili, porta aerei inglesi e americani.

Pare che la Libia in questo momento è piena zeppa di 007 statunitensi e infiltrati occidentali. Premetto che Gheddafi rimane comunque un dittatore visto che non si smuove dal posto di comando(anche se delira dicendo che è il popolo che comanda) e certamente non ha a cuore i diritti umanitari visto come tratta i profughi che noi respingiamo, lasciandoli a morire nel deserto.

E non dimentico nemmeno come sterminò i mille e cinquecento detenuti politici nelle prigioni.

Certo nemmeno dobbiamo dimenticare che fino a qualche giorni fa noi occidentali, sempre per puri interessi economici, lo abbiamo sostenuto(con l'approvazione di quasi tutto il parlamento) facendogli accordi commerciali e nemmeno noi siamo un bell'esempio di democrazia se solo pensassimo alle nostre "civili" patrie galere ove dal 2001 fino adesso ne sono morti più di mille e settecento detenuti e nemmeno da condannati visto che tutti sono in carcerazione preventiva. E senza dimenticare che molte morti sono anche sospette e il nostro democratico Stato le maschera da suicidio.


Come di rito, quando si vuole convincere l'opinione pubblica per un intervento militare si utilizza la cosiddetta e oramai sperimentata "manipolazione del consenso". In sostanza fanno passare notizie, senza che nessuno abbia potuto verificarle, di stragi e torture indicibili.

Ad esempio hanno fatto passare la notizia, poi smentita dall'ONU ma quasi nessun giornale ha rettificato, che Gheddafi bombardò sulla folla provocando ben 150 mila morti e cinquecento feriti. Fecero girare anche la famosa foto dove si scavavano le fossi comuni lunga la spiaggia per poi scoprire che era un normalissimo cimitero.


Un po' come accadde per giustificare l'intervento militare contro la Serbia di Milosevic quando mostrarono le fosse comuni per poi appurare che i morti furono addirittura i "nemici" serbi e non Kossovari.

L'intervento militare che pian piano si sta prospettando lo condanno senza se e senza ma. Oltre a provocare ulteriori vittime tra la popolazione civile, si potrebbe addirittura innescare una spirale d'odio da parte di quel fondamentalismo islamico che comunque, senza nasconderci dietro un dito, è presente. E se fino ad ora in Libia non si è manifestato anche tra i rivoltosi, un probabile attacco occidentale ne potrebbero trarre linfa vitale.

Abbiamo visto che fine ha fatto il Kossovo liberato. Si è insediata la più grande base americana, è in mano alla mafia albanese e adesso il governo è incriminato per il traffico di organi e soprattutto si è realizzata la più grande pulizia etnica visto che dei 360 mila serbi che vi risiedevano, adesso ne sono rimasti solo 60 mila.

Inutile ricordare che fine abbiano fatto l'Iraq e l'Afghanistan. Notizia di oggi è che gli Americani hanno bombardato in Afganistan una zona uccidendo più di 15 bambini. E poi ci chiediamo perchè le forze della NATO sono considerati degli invasori. Anche in Iraq i giovani stanno manifestando ma (che strano, eh?) i mass media non gli danno la giusta enfasi come nelle altre situazioni.

Dietro l'ipocrisia del cosiddetto "intervento umanitario" gli USA vogliono mettere il proprio cappello ai rivoltosi libici e in questo modo conquisteranno una delle ultime roccaforti delle riserve petrolifere e il loro disegno "neocoloniale" è quasi realizzato.

Mancherebbe l'Iran e la Siria, e il disegno è quasi al completo.


Io sono dalla parte dei rivoltosi senza dubbio, ma le rivoluzioni si fanno dall'interno, mai da un intervento esterno.

E haimè, proprio come la guerra nel Kossovo, questa cosiddetta sinistra appoggerà la guerra e ci ritroveremo a combattere per l'ennesima volta questo pensiero unico. Da sempre servile alle superpotenze anglosassoni e non solo.

Quando capiremo che dietro la parola "diritto umanitario" degli USA si nasconde una mano con il grilletto facile? E che provocherà altre stragi in più? E con il rischio di una polveriera? Ma tanto a proteggere i giacimenti petroliferi ci saranno i soldati e se qualcuno morirà, diranno che sono morti per servire la "Patria".




Articolo pubblicato anche qui.