lunedì 28 febbraio 2011

La solitudine e la libertà.

Quasi tutti i giorni quando a Roma prendo la metro per andare al lavoro, mi capita di vedere due signori sessantenni. Due gemelli identici, stesso abbigliamento, stessa postura e quando parlano tra loro adottano un linguaggio a me sconosciuto che solo loro conoscono. Mi fanno quasi tenerezza, immagino che da quando sono nati vivono legati per sempre. Si vede che si vogliono bene e sono sicuro se uno di loro muore, anche l'altro inevitabilmente farà quella stessa fine.

Prendo spunto da loro per dire che l'uomo non è fatto per stare da solo. Ha bisogno necessariamente di compagnia, di condividere la propria esistenza con gli altri, il bisogno universale della collettività. D'altronde prima dell'Universo c'era questa massa iniziale che poi esplose. Si, inizialmente si era uniti,un tutto uno come quei due gemelli. E dopo l'esplosione è iniziata una continua e infinita ricerca tra le varie materie, e dopo anche tra le varie vite e dopo ancora tra le nostre esistenze. Anzi pare che l'Universo sia destinato a unirsi nuovamente per poi riesplodere. Il cosiddetto moto armonico.

Ma se perfino, secondo le religioni, lo stesso Dio non voleva rimanere solo e ha sentito l'esigenza di creare altri esseri, dicono, a sua somiglianza?

E' una battaglia non indifferente non incappare nella solitudine, molte volte si può essere soli anche quando si è circondati da tante persone. Ed essere amici di tutti non è così naturale, anzi io diffido da chi va d'accordo con tutti. E' una continua ricerca dell'altro, sia nella coppia e sia nella semplice amicizia. Lo yin e yang non è un simbolo a caso. Colori opposti, ma in ognuno di essi c'è dentro il colore dell'altro. Questo è il segreto dell'affinità.

Essere soli vuol dire vivere dentro una gabbia. Il segreto dell'affinità e dell'unità di intenti e di valori, è il primo sintomo della ricerca di libertà.

Le rivoluzioni non si fanno mai da soli, o meglio ci sono rare persone che nella Storia hanno provato a fare rivoluzioni solitarie e che quindi libere non sono mai state. Ma sono quelli più pericolosi e sofferenti perchè hanno dato l'esempio a tanta gente, che cercandosi, hanno provato a ribaltare il mondo.

Come disse Diego Cugia tramite il suo personaggio Jack Folla:
Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo. Ma due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione”.

Che dire? Cerchiamoci!




sabato 26 febbraio 2011

Breve considerazione sulla rivolta in Libia.

Solo due parole per evitare confusione.

In Libia è evidente che non sia una rivolta per fame come in Egitto e Tunisia visto che c'è (o c'era) un sistema paternalistico assistenziale che evita gravi forme di miseria e la loro condizione di vita non è assolutamente paragonabile con la povertà degli altri Paesi Africani in rivolta.

Molto probabilmente le notizie che arrivano sono gonfiate, un po' come la famosa "rivoluzione" contro Caucesco dove si parlava di 20 mila morti. La TV all'epoca riuscì a manipolare appositamente la realtà. Fu il primo esperimento mediatico.

Stessa storia come la guerra del Kossovo dove si fecero vedere la fosse comuni, per poi scoprire che i morti erano addirittura i "nemici" serbi.

Evidente che gli USA ora approfittino per rompere l'accordo economico tra ENI( e non solo) e Libia, cercando di avere il monopolio del petrolio. Storia che si ripete.

Detto questo, è evidente che senza se e senza ma io spero nella caduta di un regime comunque dittatoriale. Si, esattamente come la fine di Caucesco. Penso di essere stato chiaro.

venerdì 25 febbraio 2011

Petrolio: l'ENI e le strategie americane.

Il titolo del mio articolo è dedicato al romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini. E visto questo periodo di rivolte, stragi da parte di un dittatore come Gheddafi da sempre finanziato dall'Italia per motivi prettamente economici e di contenimento, ho l'arduo compito di trovare una posizione più equilibrata possibile, e senza inchinarsi alle varie potenze mondiali come accade tuttora.

Il petrolio è sempre stata una costante della Storia Italiana; d'altronde le stragi di Stato, gli omicidi mirati, le dittature appoggiate e le trame "atlantiche" non sono nientemeno che ristrutturazioni economiche e geopolitiche.


L'ENI da sempre è stata una forte lobby di potere e influisce molto sulle decisioni politiche di qualsiasi Governo e inoltre finanzia tutti i maggiori quotidiani.

Dai documenti di wikileaks emerge d'altronde la preoccupazione degli Stati Uniti per gli accordi economici italiani con l'Iran. Precisiamo che l'ENI incominciò gli accordi in Iran quando c'era ancora lo Scià di Persia e sotto la presidenza di Mattei si inimicò il famoso cartello petrolifero detto le "sette sorelle".


L'ENI sotto l'egida di Mattei si stava rendendo sempre più indipendente dalle compagnie Americane e questo, molto probabilmente, gli costò la morte attraverso un "incidente"aereo.

Pier Paolo Pasolini e il giornalista Mauro De Mauro si stavano interessando di quella morte e tutte e due notarono l'ambiguità del suo successore: Eugenio Cefis.


Quest'ultimo sarebbe stato il vero fondatore della P2 e avrebbe in sostanza agito come rappresentante di quei poteri che volevano ricondurre la politica energetica italiana in orbita atlantica, con un comportamento coerente con i dettami delle multinazionali angloamericane del petrolio.

La P2 d'altronde è una loggia massonica di importazione Statunitense e sappiamo il suo ruolo nelle stragi tuttora impunite.

Nel libro incompiuto Petrolio, Pasolini non a caso annotò questo scritto:

"Istituire all'interno del paragrafo precedente una sintesi della nuova situazione politica italiana: ossia le ragioni che hanno spinto Cefis dell'Eni alla Montedison, e la conquista della Presidenza dell'Edison con l'aiuto dei fascisti"


Come dicevo inizialmente, tutto ruota intorno al maledetto Petrolio e gli USA non fanno mai una guerra perchè amano tutelare i diritti dei popoli. D'altronde anche lo stesso Gheddafi, inizialmente, faceva comodo all'occidente. L'Iran è un altro Stato preso di mira per un motivo sempre legato al petrolio. Sempre da WIkileaks, emerge che gli USA temono questi accordi con l'ENI perchè Theran ha ventilato l'ipotesi di voler aprire una sua Borsa Petrolifera, nella quale quotare l’oro nero non più in dollari, ma in euro.

Ma l'ENI in questo preciso momento storico fa il doppio gioco. Quale?
E' contro l’Europa e gli Usa, ma insieme ai russi, per la costruzione del Nabucco (che trasporterebbe gas, non petrolio). Insieme all’Europa e contro agli Usa per il petrolio iraniano. Insieme agli Usa per il Tapi, il gasdotto che dal Turkmenistan arriverà in India via Afghanistan.

E la guerra in Afghanistan era un altro motivo per l'interesse del Petrolio. Ed ecco, sempre dai documenti di Wikileaks, la dimostrazione bipartisan: Fassino, che era all'opposizione, si espresse favorevole all'intervento militare e nello stesso tempo salvaguardando gli interessi economici.

Una cosa è certa, c'è una grande confusione da parte del "popolo di sinistra" a causa di un orientamento da parte dei plitici, giornalisti e cosiddetti intellettuali . Tutti reclamano che bisogna stare senza se e senza ma con gli USA e fare accordi economici con loro. A che pro? Ma già dimentichiamo che la loro strategia non è garantire i diritti del popolo ma utilizzarli per i loro biechi interessi economici? Quando prendiamo una decisione netta e di non dimostrare nessuna sudditanza in nessun sistema. Ne quello di Putin, ma nemmeno dell'amministrazione americana. Ad esempio perchè Santoro invita sempre quell'analista americano
Edward Luttwak che puzza di servizi segreti e che comunque ha una visone pessima di come si governa il mondo?

Una cosa è certa, le rivolte di questi popoli dimostrano che a causa del Petrolio noi abbiamo favorito da sempre dei criminali.




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martedì 22 febbraio 2011

Quando la Fallaci sfidò il finto rivoluzionario Gheddafi con un intervista!

Care teste di capra, questi sono momenti terribili per il popolo libico che vuole liberarsi dalla quarantennale dittatura di Gheddafi. Sarebbero oltre mille i manifestanti uccisi in Libia nel corso delle proteste contro il leader Muammar Gheddafi. E' quanto riferisce l'emittente satellitare al-Arabiya, che cita fonti dell'opposizione.

Inutile ricordare che il Governo Italiano ha fatto accordi vergognosi con la Libia, che le forti lobby come l'ENI e le banche fanno affari miliardari e spero che andranno in fumo. Ma care teste di capra, io mi indigno ancor di più perché dietro questo trattato c’è una vergogna ancor più grande ed è stata voluta dall’Italia e votata anche dall'opposizione che ora con ipocrisia fa finta di indignarsi:
La realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche al fine di combattere il terrorismo, la criminalità organizzata, il traffico di stupefacenti e l’immigrazione clandestina.
Veri e propri respingimenti e mandiamo al massacro centinaia di disperati in Libia. Vengono incarcerati, torturati, donne che vengono violentate e se provano a protestare vengono lasciati tutti a morire nel deserto.

Sperando che Gheddafi si dimetta presto ponendo fine al bagno di sangue, vi lascio questo pezzetto di intervista della Falllaci:

Colonnello, posso farle un’ultima domanda?
“Sì, ma breve” rispose. “La delegazione iraniana mi aspetta. Devo far liberare quegli ostaggi.
Lei crede in Dio?”
“Ovvio che credo in Dio! Perché mi chiede una cosa simile?”
“Perché credevo che Dio fosse lei, colonnello.”
Mi guardò senza capire.

Memorabile finale d’intervista di Oriana Fallaci a Gheddafi in Intervista con il potere.






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domenica 20 febbraio 2011

Quando il legalitarismo uccide: morto a Palermo il giovane venditore ambulante.

A Roma se andate di notte a far rifornimento di benzina troverete sempre un gentile bangladese che vi aiuta al self-service. Lo fanno per sopravvivere. Appena si fa notte e quando il proprietario e i dipendenti di un distributore se ne vanno, d'incanto questi extracomunitari appaiono con una sedia e rimangono lì fino all'alba. Fanno di tutto per guadagnarsi qualche centesimo di euro al giorno. Si organizzano in squadre per lavare i vetri delle auto, la sera vendono le rose, oppure fanno i lavapiatti in qualche ristorante in nero. Oppure d'estate vanno a vendere gli occhiali nelle spiagge.

Non si tratta di essere buonisti, ma trovo preoccupante questa ondata di legalitarismo che come un virus sta infettando anche amministrazioni di centro sinistra. Inutile ricordare le circolari contro i lavavetri adottate da sindaci di "sinistra" come a Firenze e Torino.

Sicuramente, care steste di capra, iniziative del genere sono fonti di grandi consensi e quindi voti. Cosa dice la gente?

"Io mi devo fa un mazzo tanto per rispettare la legge, pago tante tasse e non ho capito! Arrivano questi qui e fanno quello che gli pare?".

Eppure queste nuove ondate di "tolleranza zero" non riguarda solo gli stranieri. Come non ricordare la storia dell'ambulante Casu?


Da anni che senza licenza, perchè non poteva permettersela, faceva l'ambulante a Quartu Sant'Elena, in Sardegna. Il comune di centrosinistra, contagiata dalla malattia del legalitarismo, decise di non accettare più i venditori abusivi e Casu fu la loro prima vittima. Un Trattamento Sanitario Obbligatorio decretò la sua morte. Il processo è ancora in corso e auguro che i famigliari riusciranno ad ottenere Giustizia.

Qualche giorno fa a Palermo, gli agenti della Polizia Municipale, sequestrarono la merce ad un venditore ambulante del Marocco. Per protesta si dette fuoco.

Notizia fresca di oggi: è morto alla giovane età di 22 anni per le gravi ustioni riportate.

La disperazione porta anche a questi gesti estremi, ma noi viviamo in Italia, mica in Tunisia che grazie ad un gesto simile è scoppiata una rivolta.

Qui siamo tutti ammalati di questo legalitarsimo che prende sempre più piede all'interno del "popolo di sinistra".

Considero una ingiustizia anche quando si interviene per far rispettare determinate leggi. Per me è ingiustizia, anche se lo prevede la legge, rinchiudere i clandestini nei CPT. Per me è ingiustizia, anche se lo prevederà la legge, far pagare un ulteriore tassa agli immigrati per ottenere il permesso di soggiorno. Per me è ingiustizia, anche se lo prevede la legge, licenziare senza giusta causa una persona che lavora nelle aziende al di sotto dei quindici dipendenti. Per me è ingiustizia anche quando la Magistratura archivia, secondo legge, delle morti sospette oppure fa inchieste che porta alla morte di persone innocenti.

E allora per me è una ingiustizia, anche se lo prevede la legge, non far più esercitare l'attività ad un venditore ambulante perchè magari non può permettersi di acquistare la licenza oppure di non permettere di far lavare i vetri a chi non riesce a trovare altre possibilità per sopravvivere.





giovedì 17 febbraio 2011

Giustizia per Fabio Di Celmo: dalle armi batteriologiche alle stragi terroristiche.

Cuba negli anni settanta stava rischiando il collasso a causa di una epidemia che faceva ammalare gli alberi di agrumi. D'altronde era strozzata dall'embargo imposto dagli USA, e come si sa è un metodo vile e criminale perchè impoverisce e decima la popolazione. Peggio di una guerra.

Il settore dell'agricoltura era importante per poter resistere all'impoverimento e non si riusciva a capire quale fosse la causa di questa epidemia.

Ma accadde un fatto. Per puro caso, un contadino abbatté con una provvidenziale scoppiettata un piccione viaggiatore. E notò che portava legata ad una zampetta, una capsula di alluminio: conteneva della bambagia macchiata di giallo.

Grazie ad un ricercatore particolarmente sospettoso si poté sventare il piano. Si scoprì che la CIA, tramite i piccioni viaggiatori, faceva liberare nei campi un batterio molto particolare che faceva ammalare le piante.


C'è da chiedersi chissà quante volte siano state diffuse,ad opera degli Americani, epidemie del genere, di cui poi si è perso ogni controllo.

Vere e proprie armi batteriologiche per colpire un Paese considerato a loro ostile.

Preciso che qui non si tratta di difendere o meno l'operato di Fidel Castro ma quello di rendere giustizia ad un popolo che non merita di essere messo in pericolo nel nome della cosiddetta "libertà"!


Ma dalle bombe batteriologiche, se non bastano, si passano da quelle al tritolo. Anche l'Italia d'altronde non si è dimostrata immune alle stragi con l'ausilio della "mano straniera" d'oltre oceano.

Siamo nell'anno 1997 e Cuba, sempre affranta dall'embargo, riusciva a reggersi grazie soprattutto agli ingenti investimenti nel settore turistico. D'altronde non c'era nemmeno più l'Unione Sovietica che sottobanco allacciava relazioni commerciali.

E fu l'anno nella quale anche Cuba dovette conoscere la cosiddetta "Strategia della Tensione". Che il lettore mi perdoni per aver "azzardato" questo paragone. Anche se ben diversa la finalità di questa strategia, abbiamo sempre elementi che non mancano mai.

Gli ingredienti sono identici: infiltrati, bombe, CIA e servizi interni deviati e sigle di terroristi nostrani.


Iniziarono una raffica di attentati nei maggiori alberghi dell'Avana. La finalità era evidente: portare al collasso l'economia Cubana ,quindi creando insofferenza da parte della popolazione in maniera tale da rovesciare il governo di Fidel Castro.

In quel periodo c'era un giovane imprenditore italiano di nome Fabio Di Celmo. Giunse a Cuba, assieme al padre nel 1993, per un attività di forniture alberghiere.

E da quel giorno non abbandonò mai l'isola.

Il quattro settembre del 1997 era nel bar dell'Hotel Copacabana per bere un caffè quando, all'improvviso, scoppiò una bomba che distrusse tutto e il ragazzo morì dilaniato dal tritolo.


Grazie all'inteso lavoro dell'intellingence cubano, si scoprì che gli attentati furono ad opera di cubani esuli a Miami, ma finanziati dal governo Statunitense. In particolare si scoprì chi fosse l'attentatore che uccise Di Celmo: era un salvadoregno di nome Raul Cruz Lèon. Egli in seguito rivelò che era stato reclutato dal famigerato esule cubano Luis Posada Carriles.

Un uomo al servizio della Cia ove partecipò a numerose operazioni contro molti paesi dell'America Latina. Fu uno di quelli che addestravano gruppi paramilitari ad uccidere e torturare la gente che appoggiava governi o gruppi di sinistra. Ma è anche poco conosciuto per aver fatto parte attiva nella costruzione della famigerata struttura Gladio.

Carriles attualmente vive ben protetto negli USA e non sta scontando nulla e per l'uccisione dell'italiano Di Celmo non fu estradato. L'Italia vergognosamente nemmeno la richiede.

Negli USA invece sono a marcire in galera, e tra l'altro dentro le famigerate botole che sono una vera e propria tortura quotidiana, cinque cubani dei servizi segreti castristi. Ingiustamente detenuti avendo la solo colpa di scoprire da dove provenissero i terroristi.


Questo articolo l'ho scritto per non dimenticare delle bombe batteriologiche , delle bombe vere e proprie e della morte di questo ragazzo Italiano troppo presto dimenticato.

Ogni anno a Cuba, per non dimenticare, si svolge un torneo di calcio intitolato a Fabio Di Celmo e viene inaugurato dal padre Giustino che ancora reclama una Giustizia che probabilmente gli USA non la concederanno mai.


lunedì 14 febbraio 2011

Generazione a "Partita Iva".

"Siete prontiiiiii?!". Rullo di tamburi, palcoscenico con dietro uno schermo che trasmetteva immagini fantastiche.

"Ognuno di voi è un grande, e siete i prescelti senza che ve ne siate accorti!". Un brivido mi percorse la schiena, persone vicine a me tutte elettrizzate. Io mi chiedevo prescelti per cosa, ma non mi dispiacque.

Il signore che presentava, con il viso tutto patinato, accolse un uomo con un sorriso smagliante :" Prima facevo l'operaio, lavoravo duramente e arrivavo a guadagnare a malapena mille euro!". Tra me e me pensavo che se arrivavo a guadagnare mille euro, la mia vita finalmente poteva avere una svolta ai 22 anni che avevo.


"Ma da quando ho scoperto Herbalife, la mia vita è cambiata radicalmente. Ho lasciato il lavoro, ormai guadagno più di quattro mila euro al mese!" Uno scroscio di applausi travolse la sala.

All'improvviso musica di sottofondo della colonna sonora di
Rocky Balboa. Brividi! Il presentatore accolse una signora abbastanza magra sulla cinquantina la quale disse con orgoglio." Ho ringraziato il Signore per aver scoperto i prodotti di Herbalife, ho cambiato lavoro e anche il mio aspetto. Prima ero così!". E all'improvviso, nello schermo, apparve una sua vecchia foto con almeno cento chili in più! "Ooooooh". Stupore tra la sala.

"Siamo i migliori, e la vostra vita cambierà in meglio. Positività, positività!" E canzone finale di "
We are the champions " dei Queen.

Ovviamente mi defilai. D'altronde avevo un disperato bisogno di lavoro, ma andare a vendere in giro i prodotti con la spilla di Herbalife e compiere questa americanata era troppo per me.


Di lavori ne ho dovuti fare parecchi per sopravvivere, e la disperazione mi portò a fare pure l'agente immobiliare. " Cercasi agente immobiliare anche senza esperienza. Occasione di crescita e guadagno illimitato" diceva l'annuncio.

A vent'anni si deve fare tutto, ma quando entrai per la prima volta notai che oltre ai ragazzi come me, c'erano persone di tutte l'età. Quindi si deve fare tutto, pure passati gli 'anta.

Ce l'avete presente quei ragazzi per lo più giovanissimi con giacca e cravatta, occhialetti da sole e con la faccia pulita e abbastanza da stronzi? Ecco, senza occhialetti perchè per me era troppo, io ero uno di quelli.


"Ragazzo, con questo lavoro sarai un imprenditore vero e proprio, con impegno guadagnerai tantissimo. Guarda me, ho trent'anni e guadagno l'ira di Dio". Poi, molto più tardi, scoprii che viveva ancora con i genitori, l'auto di lusso era dei suoi genitori, che il cellulare ultimo modello lo stava pagando a rate facendosi prestare i soldi ovviamente dai genitori e in più era pieno di debiti, sempre con i suoi genitori.

Ma che si faceva la fame, me ne accorsi quasi subito.


Il primo giorno, di mattina, uscimmo fuori dall'ufficio. "Adesso ti faccio vedere come si procurano le notizie!". In gergo si chiamano così, ma si trattava di andare a citofonare per tutti i campanelli e cercare appartamenti in vendita. Mi ricordo la mia prima volta. Un emozione. Citofonai:" Scusi signore, sono dell'agenzia immobiliare. Ho saputo che stanno vendendo un appartamento, sa indicarmi cortesemente chi sia il proprietario dell'immobile?Scusi se approfitto della sua gentilezza". Un voce roca mi rispose:" Ma non mi rompere i coglioni, la dovete finire! Ho lavorato la notte e lei mi ha svegliato! Ma vaff...". Quello di grande esperienza mi incitò:"Insisti, insisti. Devi essere sfacciato". Io cercavo di fargli capire che non era proprio il caso. Ma niente. E allora insistevo. Inutile che vi dica, care teste di capra, che corremmo a più non posso seguito da un omone disperato.

Poi accadevano pure casi che mi spezzavano il cuore. " Salve signora ma per caso è lei che sta vendendo l'appartamento?". La signora, molto anziana tra l'altro, allarmata mi rispose: "Veramente?! Oh Signore mio come faccio!" E singhiozzava. Io, balbettando:" Mi scusi, non volevo farla piangere!". E lei:" Sono cinquant'anni che vivo qui, questa è una casa popolare non potete farmi questo!" Ecco, accadeva pure questo. Era una casa popolare e nemmeno lo sapevo:" No, no mi perdoni. Abbiamo sbagliato indirizzo,arrivederla signora e tante grazie."

Perchè vi racconto questo? Semplicemente per dirvi che, come a tutti, ad un certo punto mi fecero aprire la Partita Iva. " Ragazzo adesso sei un imprenditore a tutti gli effetti. Complimenti!".

Badate bene che davano un fisso di 500 euro e visto che vendere un appartamento a me sarà capitato nemmeno due volte l'anno, provate ad immaginare i debiti che accumulavo con lo Stato! E il commercialista credo che ancora mi stia cercando perchè non sono mai riuscito a pagarlo.


Queste esperienze oggi giorno lo fanno migliaia di ragazzi e adulti, e le Partite Iva sono un escamotage farabutto di molti datori di lavoro.

Peggio dei contratti a progetto. Molto peggio.

Perfino in alcuni Call Center adesso la pretendono. Un Governo dovrebbe vigliare su questo andamento o al limite fare una legge che lo vieti.

Sfruttamento allo stato puro.

In teoria si è "liberi professionisti" ma in pratica si è un dipendente a tutti gli effetti, con tanto di orario massacrante da rispettare. Molti ragazzi laureati in architettura o ingegneria, con la scusa che hanno una "libera professione" li fanno lavorare come schiavi, per pochi soldi e ovviamente con la maledetta Partita Iva.


Se ne parla poco. Ma questa è una vera e propria piaga sociale.

Vi lascio questo video. I ragazzi che lavorano in Mediolanum sono a Patita Iva e ovviamente molti di loro non ce la faranno mai a vivere dignitosamente:

giovedì 10 febbraio 2011

"Cavalier Berlusconi! Abolisca lo Stato!"

L'ultima uscita di Berlusconi è davvero esilarante per me! Ma imbarazzante per tutti i suoi cortigiani e consiglieri.

Pare che Gianni Letta sia rimasto pietrificato da quello che ha detto e sembra che Berlusconi gli abbia risposto con "non me ne frega niente". Potrebbe assomigliare ad un "me ne frego" di Mussolini, ma non è così.

Tutti ora si domandano come possa un componente importante dello Stato accusare in qualche modo se stesso. Ma teste di capra mie, io a questo punto consiglierei al Cavaliere(onorificenza dello Stato) di allearsi con tutte quelle famiglie che lo Stato lo hanno subito. Iniziasse con il rispondere alle ben tre interrogazioni parlamentari del senatore Lannutti tanto per cambiare. D'altronde la morte di Niki Aprile Gatti è da additare allo Stato, e soprattutto ad uno dei suoi poteri che Berlusconi tanto odia. Si, quando gli fa comodo.


Il nostro Presidente disse quella frase proprio affianco al Ministro Alfano. Chi? Lui che sono anni che se ne frega delle morti in carcere, che vorrebbe in galera gli studenti che, forse, hanno rotto qualche vetrina? Ma si è lo stesso che poi vorrebbe garanzie per i condannati per concorso esterno ad associazione mafiosa. E poi palude la Magistratura quando arrestano gli anarchici con accuse ridicole. Gente strana.

Si, facciamo una class action contro lo Stato. Proprio ieri si è suicidato un altro ragazzo nel carcere di Marassi. Aveva 25 anni ed era recluso da Agosto perchè aveva con se qualche grammo
di hashish. Ringraziamo ancora una volta i nostri rappresentanti e servi di questo Stato oppressore come l'eroe Fini. La legge Fini-Giovanardi uccide più della droga.

Ecco, Berlusconi potrebbe, perchè no, denunciare lo Stato anche per questo. Su! Ora che Fini sarebbe il suo nemico numero uno. Si Fini il quale degnamente serve lo Stato quando, da vicepresidente del Consiglio, dava ordini dentro la questura di Genova per opprimere i no global.

Ma la memoria ce l'abbiamo corta e il detto napoletano è sempre nostro:" Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoce o passatosimmo e' Napule paisà".

Lo Stato siamo noi ci ripetono semptre, no lo Stato sono loro e noi semplicemente lo subiamo. Tra un po' è la ricorrenza della nascita dello Stato Italiano. Purtroppo dovrò sorbirmi la retorica delle Istituzioni, le strumentalizzazioni politiche da una parte e dall'altra. Cosa disse Bakunin?:

« Nessuno stato, per quanto democratiche siano le sue forme, fosse anche la repubblica politica più rossa, popolare solo nel suo falso significato noto con il nome di rappresentanza del popolo, sarà mai in grado di dare al popolo quello che vuole, e cioè la libera organizzazione dei suoi interessi dal basso in alto, senza nessuna ingerenza, tutela o violenza dall'alto, perché ogni Stato, anche lo stato pseudo-popolare ideato dal signor Marx, non rappresenta in sostanza nient'altro che il governo della massa dall'alto in basso da parte della minoranza intellettuale, vale a dire quella più privilegiata, la quale pretende di sentire gli interessi ideali del popolo più del popolo stesso »

Per salvaguardare lo Stato vengono osannati i peggiori criminali. Qualche anno dopo l'Unità d'Italia, a Milano, ci fu la famosa rivolta dello stomaco. E il generale Bava Beccaris attuò una feroce repressione prendendo a cannonate i rivoltosi. Risultato: ottanta morti e ben cinquecento gravemente feriti e menomati per sempre.

Cosa fa lo Stato in questi casi? Lo premia con medaglie d'oro e festeggiamenti di ogni tipo.

Un anarchico di nome Gaetano Bresci decise di vendicarsi e uccise il re Umberto I. Fu arrestato e condannato a morte per regicidio.

Poi pare che il re Vittorio Emanuele III si "impietosì" e tramutò la condanna a morte con l'ergastolo. Gaetano Bresci lo misero in una cella di isolamento per sempre, senza nemmeno un letto, nulla. Bresci fu ritrovato impiccato.


Un giovanotto rivoluzionario si recò alla lapide di quell'anarchico e con la punta di un sasso incise " Monumento a Bresci!". Quel giovanotto pieno di ideali vicini addirittura all'anarchia da lì a poco sarebbe diventato uno dei personaggi più studiati nella Storia: si chiamava Benito Mussolini.

Ecco caro Silvio Berlusconi, si può passare come Mussolini da simpatizzante anarchico a dittatore capitalista per interessi. Lei potrebbe fare l'esatto contrario. Ovvero da capitalista megalomane senza spirito democratico ad anarchico per interesse!

Si compri tutti i parlamentari, per lei è facile, e invece di fare la buffonata di fare causa allo Stato, quindi anche a se stesso, faccia una legge buona per tutti: abolisca lo Stato.

Poi ci pensiamo noi a ricostruire tutto da capo.







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domenica 6 febbraio 2011

Carla Del Ponte: quel magistrato donna, amica di Falcone.

Secondo il mio modesto parere, il vero Magistrato scomodo è colui che se attraverso un' inchiesta scopre legami scomodi per tutti, e quindi non favorisce una fazione politica oppure una determinata lobby di potere, l'indagine la porta comunque avanti a 360 gradi.

E sistematicamente viene fermato.

Oltre ad essere bollato come uno psicopatico, viene delegittimato dall'intera classe politica, da tutti i cittadini servi di un partito e dai suoi colleghi, compresi quelli appartenenti alla corrente chiamata "Magistratura Democratica".

Oggi viene tanto osannato il procuratore Bruto Liberati per la sua condanna verso Berlusconi e la difesa della Boccassini. Ma nessuno ricorda più che ostacolò la Forleo nella sua inchiesta sulle scalate bancarie non restituendo nell'immediatezza le carte che riguardavano il senatore del PD La Torre(Fonte).

Ma ora fa comodo non ricordare.


Ma non accade solo in Italia, e per questo vorrei parlarvi di un altro Magistrato svizzero, sempre una donna, che fu ostacolata in maniera non indifferente. Parlo di Carla De Ponte.

La lugana Del Ponte,appena divenne procuratore nel 1981, subito si interessò della criminalità organizzata e il suo traffico transnazionale. D'altronde operava in Svizzera, ove le Banche ancora adesso, nonostante una legge contro il riciclaggio del denaro sporco approvata grazie alla pressione della stessa Del Ponte, ne traggono enormi benefici.

E non a caso la Del Ponte collaborava con Giovanni Falcone. Vi ricordate l'attentato non riuscito sul pontile della sua villa all'Addauria? Insomma quello che, grazie alle indagini di adesso, sta emergendo che c'era il coinvolgimento di alcuni apparati dello Stato? Ebbene quella mattina del 1988, Carla Del Ponte era lì, insieme a Falcone. Stavano parlando di denaro riciclato, di Cosa Nostra, di Corleonesi e amici dei Corleonesi.

Carla Del Ponte cominciò ad avere i primi problemi e gravi accuse di delegittimazione proprio quando cominciava a far notare che la Svizzera contribuiva, attraverso le Banche, a rafforzare le criminalità organizzate. La maggior parte dei Partiti faceva pressione affinchè la trasferissero.

Dopo aver lavorato, con enormi difficoltà nella magistratura svizzera, Carla De Ponte nel 1999 diventa procuratore del Tribunale Penale Internazionale per l'ex Iugoslavia. E finché si limitò nella condanna di Milosevic andava bene. Ma
iniziarono forti pressioni per scoraggiarla quando, durante la sua inchiesta per incriminarlo, scoprì che in una fossa comune di serbi trucidati erano sottratti degli organi. Ancora di più quando denunciò che il Kossovo era in mano alla mafia albanese e che pian piano diventò il centro del traffico internazionale di organi.

Non ricevette minacce, ma molti infangamenti come accuse di corruzioni e qualche giornale cominciò a mettere in dubbio perfino la sua sanità mentale. Cose già sentite.


Ma prima o poi i nodi vengono al pettine e, notizia di qualche mese fa, proprio dopo qualche giorno che ne parlai, è che il Consiglio d'Europa ha avviato un' inchiesta contro il leader del Kossovo per il traffico internazionale di organi.

Carla De Ponte, in quegli anni, sotto il mandato dell'Onu doveva condurre un'altra inchiesta: quella sul genocidio del Ruanda!

Fu uno dei più sanguinosi episodi del xx secolo. Dal 6 Aprile alla metà di luglio del1994, per circa 100 giorni, vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuoco,machete e bastoni chiodati) una quantità di persone stimata tra le 800.000 e 1.071.000 unità. ( Fonte: wikipedia)


Ma il suo mandato non fu rinnovato e nonostante i diversi rapporti presentati alla Commissione per i Diritti Umani dell'ONU, il Consiglio di Sicurezza, a causa del veto USA , non riconoscette il genocidio in Ruanda. Cosa gravissima.

Ora la Del Ponte fa l'ambasciatrice svizzera in Argentina. Lì sicuramente non potrà fare più nessun "danno".




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giovedì 3 febbraio 2011

Lo sfruttamento della prostituzione: sodalizio tra la mafia albanese e la 'ndrangheta.(terza parte)

Continua da qui.

Come scrissi nella prima parte di questa inchiesta, la mafia albanese non poteva ramificarsi e fare affari qui in Italia se non avesse avuto l'apporto della criminalità organizzata nostrana.

Il maggiore referente è la 'ndrangheta sia perchè hanno una struttura simile, stessa alleanza d sangue, pochi pentiti(della mafia albanese finora nessuno) e sia perchè la mafia calabrese ha il primato del cartello della droga sudamericana e certamente non disdegnano quella proveniente dai paesi Balcanici.


Una delle prime inchieste dove emerge questo rapporto è il "progetto girasole" e si scoprì che elementi della 'ndrangheta e in forma minore anche della camorra stabilirono un sodalizio con la criminalità albanese per il traffico di prostitute, armi e droghe. E operavano principalmente nelle zone del centro e sud Italia, ovvero l'Umbria, Il Lazio, la Campania e ovviamente la Calabria.

Ma anche nel nord non si scherza e già dagli anni 70, con la 'ndrina di Coco Trovato ci furono accordi con gli albanesi per inserirli nel narcotraffico lombardo e in cambio i mafiosi albanesi venivano e vengono tuttora utilizzati come serial Killer.

Ma il patto scellerato sottoscritto dai boss dell'Albania e i mammasantissima della 'ndragheta è contenuto nell'inchiesta denominata non a caso "Harem". Scattò nel 2005 e gli indagati furono ben centotredici e racconta di imprese di una vera e propria holding criminale specializzata nella tratta delle schiave, sfruttamento della prostituzione, traffico di armi e stupefacenti e anche forza lavoro affidati ai cosiddetti "capolari"!

Sarebbero state centinaia le ragazze, di nazionalità moldava, albanese, ucraina e romena, ridotte in schiavitù e fatte prostituire in Calabria e in altre regioni sotto il controllo dei componenti albanesi dell'organizzazione, con il beneplacito della 'ndrangheta, che in cambio avrebbe ricevuto droga e armi. I casi accertati di riduzione in schiavitù, e contestati formalmente in altrettanti capi d'imputazione, sono una quarantina. Il processo è tuttora in corso.

Il quadro che è emerge è chiarissimo. A Perugia ad esempio c'è il controllo del territorio da parte della 'ndrangheta. La mafia albanese è molto presente e ha la libertà di spacciare e procurare donne da schiavizzare. Attenzione, le donne non vengono utilizzate solo per la strada ma anche nei Night Club Infatti attraverso l'inchiesta sulla cosiddetta Banda degli ex pentiti di Salvatore Menzo, si evince che erano dediti anche allo sfruttamento della prostituzione e la loro base, sempre secondo l'inchiesta, sarebbe il
il famoso Night Club Kristall di Perugia. E le nazionalità delle donne provengono ovviamente sempre dai paesi dell'est.

Ma la presenza della mafia albanese è anche molto radicata in Abruzzo, e lo possiamo apprendere dal dossier redatto da Libera:

"Dagli anni 90 in poi le famiglie d’Albania hanno assunto un peso rilevante lungo tutta la costa adriatica. Messe da parte le carrette del mare, gestiscono ormai in solitudine il traffiking, cioè l’immigrazione clandestina via terra dai Balcani e dai paesi dell’Est, soprattutto di donne da avviare alla prostituzione. Canali che vengono sfruttati anche per i traffici di droga, di qualunque tipo e in grande stile, sfruttando anche gli scali marittimi lungo la costa. E in Abruzzo - tra Pescara, Teramo e Chieti - le basi operative degli albanesi sono numerose ed efficienti. Clan molto simili alle ‘ndrine calabresi: nuclei familiari, struttura orizzontale, controllo asfissiante. "



Fino adesso ho parlato della prostituzione per strada. Ma come ho già anticipato, esiste anche quella "di alto borgo". Ora chiamate escort. Attenzione, parlo sempre di chi è costretta, schiavizzata e purtroppo queste mafie reclutano queste povere ragazze anche per i ricchi. Un giro d'affari enormi. Al prossimo capito, parlerò di questo.

Continua.


martedì 1 febbraio 2011

Le madri che sfidano il Potere.

La mia coscienza mi porta a dedicare questo scritto a tutte quelle madri che stanno soffrendo per la morte assurda, ingiusta, inaspettata dei loro figli e ogni maledetta notte per loro sarà insonne e prese da un indicibile tormento. Una sofferenza che non potrà mai essere simile agli uomini, ai padri. Perchè è indiscutibile che la magia dell'amore materno sia unica.

L'amore di una madre è e resta comunque qualcosa di indistruttibile.

Dedico questo umile pensiero alle madri che lottano per i loro figli, loro hanno quello spirito così puro, magari pieno di rabbia, ma hanno quella forza che riescono a sfidare i poteri, quelli forti.

Penso alle madri di Plaza de Mayo che dal giorno della "scomparsa" dei loro figli, i desaparecidos, scesero in piazza e a viso aperto, con quei fazzolettini bianchi intorno alla testa, sfidarono la dittatura. Una delle più sanguinarie.

Donne che fino a poco tempo prima non sapevano cosa fosse la politica,e non capivano nemmeno perchè i loro figli se ne occupassero così tanto. Vivevano in un mondo isolato che finivano sulla porta delle loro case, badavano alla loro famiglia, stiravano e cucinavano. E per i loro figli si erano organizzate meglio di qualsiasi partito, movimento, e al grido "Donde estàn?" hanno smosso la coscienza del mondo intero.

Dedico questo scritto alle madri del nostro infelice Paese, dove le ingiustizie e soprusi sembrano aumentare di giorno in giorno. Potrei elencarvi ogni singolo caso, ogni singolo avvenimento, per il quale queste grandi madri non si sono mai arrese e hanno combattuto ininterrottamente.

Madri che si ritrovano figli uccisi dalle stesse Istituzioni che dovrebbero proteggerli, ammazzati dai loro coetanei perchè accecati dall'estremismo, quasi sempre fascista, "suicidati" nelle carceri, fatti sparire dalla mafia, uccisi, dicono per sbaglio, dalla polizia e combattono per tutta la vita, e la loro battaglia non è mai stata vana. Qualcosa hanno sempre cambiato.

E permettetemi di dedicare questo post anche a quei figli che non hanno avuto la fortuna di avere madri così oppure non ce l'hanno più. Perchè voi mamme combattete anche per loro.

Dedicato in maniera particolare ad Ornella Gemini, madre di Niki Aprile Gatti. Ucciso in carcere di Sollicciano quel maledetto 24 Giugno del 2008. Archiviato vergognosamente senza chiarire le varie contraddizioni come suicidio.