sabato 29 gennaio 2011

Dedicato ai resistenti egiziani contro il tiranno Mubarak.

I poeti arabi, come nel passato e ora come il presente, hanno sempre fatto poesie per contrastare il Potere. I poeti romantici criticavano con forza il sistema politico-sociale, i governanti e gli stranieri dominatori, che ostacolavano il cambiamento auspicato dai popoli. E anche ora è esattamente così. Qualcuno disse "se i poeti perdono, il mondo non vincerà", per me finché si abbia la forza di scrivere in versi o raccontare qualcosa, il "mondo" avrà ancora la speranza di vincere.

Dedico questa poesia di
Mahmud Darwish ai tutti giovani egiziani che scandendo le semplici ma dure parole "pane e democrazia" vogliono rovesciare il regime di Mubarak, un dittatore sostenuto da tutto l'Occidente.


Potete legarmi mani e piedi
Togliermi il quaderno e le sigarette
Riempirmi la bocca di terra
La poesia e' sangue del mio cuore vivo
sale del mio pane luce nei miei occhi.
Sara' scritta con le unghie lo sguardo e il ferro

la cantero' nella cella della mia prigione
al bagno
nella stalla
sotto la sferza
tra I ceppi
nello spasimo delle catene.


Ho dentro di me un milione d'usignoli
Per cantare la mia canzone di lotta.

(Mahmud Darwish)


giovedì 27 gennaio 2011

La giornata della memoria: oggi i Lagher, come nel passato, servono l'Economia di un Paese.

"L'economia dovrebbe servire l'uomo, non schiavizzarlo"
Spinoza

Proprio ieri una signora anziana mi raccontò come, durante l'invasione dei nazisti, riuscì a salvare due famiglie numerose di ebrei. Lei è la sua famiglia lavoravano in un podere, sotto padrone, e nascosero gli ebrei in una grotta per tanti mesi. Nonostante la fame, riuscirono a portargli il cibo, vestiti nuovi e acqua per lavarsi. Mi raccontò anche che qualcuno fece la spia ai tedeschi e vennero a perquisirli. Mi disse come il cuore gli batteva forte per la paura di essere scoperti e come fu bello il sollievo quando non trovarono niente. La grotta d'altronde si nascondeva nella macchia ed era quasi impossibile che la scoprissero.

Il suo non era un caso isolato, tanti italiani non rimasero indifferenti e molti riuscirono a salvare tanti ebrei dalla deportazione.

Migliaia di prigionieri considerati di razza inferiore come gli ebrei, zingari, omosessuali, transessuali, polacchi, oppositori politici e anche i diversamente abili e i malati di mente, portati allo sterminio.

Chi era considerato abile al lavoro, nel campo, avevano la prospettiva di non superare i tre mesi di detenzione. Poi c'erano le fucilazioni di massa, per futili motivi, punizioni individuali cui ben poco potevano resistere e infine i forni crematori.

Da quei forni usciva un fumo di un odore ripugnante, acre e inondava i paesi circostanti e la popolazione tedesca faceva finta di niente. La loro vita continuava ugualmente. D'altronde ognuno ha i suoi problemi.

E comunque alla fin fine erano tutti d'accordo.

Quelli che morivano erano gente inutile e con la crisi economica che c'era, era ben giusto spendere i soldi per la gente "normale" come loro. Gli ebrei erano tutti imprenditori e intellettuali, la cultura mica dava cibo e lavoro? Gli zingari? Erano tutti parassiti della società, giusto eliminarli! Gli omosessuali erano contro il decoro e la mascolinità di una Nazione forte e imperialista come la Germania! Poi non parliamo degli handicappati e i malati mentali, una nullità e spendere i soldi per loro voleva dire toglierli a chi produce e lavora. Alla fin fine, per la popolazione forte e laboriosa, era tutto giusto e quei campi erano un bene per la Nazione.

Poi diciamola tutta, vicino ai campi sorgevano come funghi molte fabbriche e aziende agricole! Erano imprese allettate dai bassi costi di produzione perchè la manodopera era pressoché gratuita grazie ai Lagher. E poi c'erano i vantaggiosi contratti d'appalto , dai quali l'Amministrazione delle SS ritagliava un forte guadagno. Ottimo viatico per l'economia di un Paese.

Poi vogliamo mettere le ricerche mediche? Non serviva più fare sperimenti sugli animali, ma direttamente sull'uomo. Così studiavano gli effetti delle infezioni, delle sterilizzazioni e scoprirono pure nuove medicine. E la grande multinazionale dei farmaci come la Bayer poteva testare tranquillamente le sue medicine per poi venderle per il "bene" dei cittadini onesti.

In fondo la giornata della memoria dovrebbe servire per ricordarci che difendere le minoranze, spendere i soldi sul socio-sanitario, dare le case agli zingari, difendere i diritti dei transessuali, aiutare i clandestini, cercare di dare un futuro diverso a chi esce dal carcere, assistere gli anziani, i senza fissa dimora, è contro l'economia di questo nostro Paese. Il valore più importante da salvaguardare e il PIL di un Paese! E l'economia dolcezza! E in questa globalizzazione essa conta ancor di più. Guai a considerare la dignità di una vita umana. Essa può avere un prezzo che non ci possiamo permettere.

E in fondo la maggior parte delle persone, ben sapendo che il fumo acre esce ancora dai camini globalizzati , preferisce far finta di nulla. Oppure peggio ancora approvare il metodo.

Noi siamo i migliori, gli altri tutti parassiti.




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martedì 25 gennaio 2011

Lo sfruttamento della prostituzione: sodalizio tra la mafia albanese e la 'ndrangheta.(seconda parte)

Continua da qui.

Le ragazze destinate a prostituirsi vengono prelevate dalla mafia albanese dalle famiglie con forza o tramite inganni "pubblicitari".

Attraverso annunci ove si dice che possono procurare lavoro in Italia, oppure attraverso messaggi scritti sui muri dei vari paesi.

Vengono trasferite in un' area controllata da loro e, come vedremo, con l'appoggio delle mafie tradizionali e in particolar modo la 'ndrangheta.

Le prostitute dopodiché subiscono minacce e pressioni fisiche e psicologiche di ogni genere; spesso vengono rinchiuse per giorni in una camera, ove vedono soltanto i loro aguzzini che portano i pasti. Vengono costrette a prostituirsi seguendo orari massacranti, dal primo mattino fino a tarda serata. Vengono controllate costantemente tramite appostamenti e se perdono il loro contatto visivo, allora le chiamano sul cellulare.

Addirittura, tramite delle intercettazioni telefoniche, emerge che i loro aguzzini imponevano alle donne di non perdere tempo nemmeno per mangiare. In maniera tale da fare più prestazioni possibili.


Un metodo Marchionne all'ennesima potenza direi.

Perchè la mafia albanese si comporta con violenza inaudita nei confronti delle donne e le considera peggio di un oggetto da consumare e poi buttare? Questa mafia ha una struttura molto simile a quella della 'ndrangheta, non ha una cupola ed organizzata in maniera orizzontale, sono composte da più clan e sono uniti tramite legame di sangue. Inoltre sono vincenti perchè si reggono tramite rituali e una forte tradizione. Esattamente come la 'ndrangheta e proprio come essa loro hanno pochi pentiti. Anzi, in Italia finora non c'è stato nessun mafioso albanese che si sia pentito.

Il loro feroce sfruttamento delle donne senza un minimo di pietà è legato al loro rispetto dell'arcaico codice d'onore chiamato Kanun, una serie di norme trasmesse oralmente per secoli che si fanno risalire al XV secolo.

Questo codice, e sia chiaro, non fa più parte della cultura dei cittadini albanesi ma viene rispettato solamente dalla mafia. Esattamente come tutte le mafie italiane, per continuare ad esistere devono sottostare a determinati codici arcaici. Poi qui in Italia nemmeno così arcaici visto che il delitto d'onore è stato abolito dal codice penale italiano solamente nel 1981.

Il codice Kanun considera la donna un essere inferiore che può essere picchiata e anche, per alcuni casi, uccisa. Perfino nei funerali la donna è considerata l'ultima ruota del carro e nessuno può lamentarsi della sua morte. Insomma neppure la morte rende uguali maschi e femmine.

L'Albania è uno Stato dove la mafia si è consolidata subito dopo la caduta del comunismo e la politica intera è legata ad essa. Il Kossovo è diventato un terminale della mafia e il centro del traffico di prostituzione, droga e anche degli organi. I disordini di questi giorni sono dovuti anche dalla disperazione dei cittadini nei confronti della corruzione dilagante e della mafia istituzionalizzata che impoverisce sempre di più la popolazione nonostante lo sviluppo economico. Anche l'Italia è su quella stessa via, sta diventando un Paese corrotto e mafiosizzato come i Paesi dell'est.

Le Istituzioni sono così colluse che perfino la Magistratura Italiana non riesce a trovare una collaborazione reale.

La mafia albanese opera in tutte le regioni Italiane, in particolar modo l'Umbria, l'Abruzzo e la Calabria per quanto riguarda droga e prostituzione.

Nel prossimo capitolo vi parlerò dell'inchiesta denominata "Harem" dove si capisce il ruolo della 'ndrangheta in tutto ciò. Un ruolo predominante che sta facendo crescere la mafia albanese qui da noi, tanto è vero che per alcuni viene considerata la quinta mafia.

Continua...

domenica 23 gennaio 2011

Il Potere della Magistratura e la dedica di Roberto Saviano.

"Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente."
Bertolt Brecht


Trovo una enorme difficoltà a scrivere questo post, mi rendo conto che per i tanti sarà tempo perso e lo capisco. Quando ero più piccolino e osservavo le cose in superficie sarei stato uno dei tanti che si sarebbe schierato senza se e senza ma dalla parte della Magistratura. Avrei eretto ad eroe chiunque ostacolasse Berlusconi, letto i giornali come il Fatto o Repubblica senza capacità critica, mi sarei messo le sciarpe viola e avrei partecipato ai tanti No-B day. Anche se sinceramente nel passato, quando avevo più tempo a disposizione e militavo in Rifondazione Comunista , ero molto critico anche contro i governi di centrosinistra e capivo che il problema principale era la globalizzazione economica e quei grossi gruppi di Potere transnazionali che limitavano la capacità di decisione dei singoli Stati. E capivo che i Poteri buoni non esistono.

Sia chiaro. Per me il Presidente del Consiglio dovrebbe, come qualsiasi cittadino, recarsi alla Procura di Milano e affrontare un eventuale processo. E ovviamente reputo che una persona delle Istituzioni che dovrebbe essere da esempio per i cittadini, non può portare avanti un modello di degrado culturale che renda la donna come mercimonio. E lo dico per rispetto della maggior parte delle donne che per realizzarsi fanno fatica, lavorano duramente per arrivare a fine mese, che subiscono richieste particolari dai loro capi e molte volte vengono scelte per la loro bellezza, anzichè la loro intelligenza e bravura.

Ma questo Berlusconismo, anti e pro, ci sta rendendo ciechi, ingiusti. Siamo diventati massa da utilizzare per altri scopi. Interessi di Potere che riguardano altri protagonisti e noi siamo diventati delle comparse non pagate, nemmeno un panino per la pausa pranzo ci danno.

La Politica, la Magistratura, grandi gruppi imprenditoriali ma non vi accorgete che sono interscambiabili e si toccano a vicenda? E noi comuni cittadini non siamo lo Stato, noi lo subiamo.

Non è vero che la Magistratura sia indipendente, questa è la più grande menzogna che ci hanno inculcato. All'interno di essa ci sono tanti gruppi di "fratellanza" che si scontrano a vicenda e favoriscono un determinato Potere. Quante inchieste in realtà sono servite effettivamente per rendere Giustizia a noi? Ci siamo già dimenticati Ganzer, il capo dei ROS? Ci vogliamo nascondere dietro un dito? E perchè diciamo sottovoce che per fare quelle operazioni ci voleva la complicità di un Magistrato? Quanti cittadini sono stati vittima della malagiustizia?

Il più conosciuto perchè si trattava di un personaggio pubblico era il caso Tortora.

Ma purtroppo non è un caso isolato. Quante persone rovinate per sempre? E quanti ragazzi utilizzati come capri espiatori sono rimasti uccisi o suicidati? Nessuno paga perchè il Magistrato non ha nessuna responsabilità penale. Quante volte la Magistratura per servire il Potere ha arrestato tanti ragazzi perchè anarchici e quindi terroristi? Quanti magistrati hanno archiviato le tanti morti scomode perchè sennò destabilizzerebbero questo maledetto Stato? Niki Aprile Gatti è stato vittima di grandi giochi di Potere e la sua morte è stata archiviata come suicidio nonostante le tanti contraddizioni. E magari il Magistrato che ha vergognosamente archiviato era pure considerato un eroe perchè...e mi fermo.

Berlusconi, secondo l'accusa, avrebbe compiuto il reato di concussione per aver chiamato la questura in qualità di presidente del Consiglio per far rilasciare Ruby! Fatto vergognoso e spero che lo chiarisca in Tribunale. Perchè se anche fosse vero come dice lui, di essere una vittima, deve affrontare comunque il processo. Come, ripeto, tanti cittadini.

Ma quanti Magistrati hanno abusato del loro Potere per far rilasciare magari il proprio figlio? Purtroppo non ci sono prove ufficiali, ma negli ambienti giornalistici si sa benissimo che un Magistrato, magari tanto osannato, fece rilasciare il proprio figlio. Un abuso di Potere. E permettetemi di dire che questa notizia mi fa rabbrividire e indignare.

Io sono cosciente che ci sono tanti Magistrati davvero in gamba e che non facendo parte di nessuna "fratellanza" vengono ostacolati e anche emarginati dai loro colleghi stessi.

Guarda caso quelli veramente ostacolati sono quelli che vengono condannati in maniera bipartisan, dalla destra e dalla sinistra. Vi ricordate la Forleo? La sta pagando cara, soprattutto perchè non si è fatta "normalizzare" come De Magistris. A lei gli uccisero perfino i genitori e tuttora subisce attentati e accuse dalla Finocchiaro.

Vi racconto una sua storia.

Passeggiava a Milano mentre ad un certo punto assistette ad un pestaggio di un egiziano da parte di due poliziotti. Allora, come qualsiasi cittadino civile dovrebbe fare, intimò a loro di fermarsi. Loro con disprezzo le dissero di farsi i fatti propri sennò avrebbe passato un guaio. Allora la Forleo disse che era un Magistrato e quello che stavano facendo era illegale. Ebbene fu denunciata per "abuso di potere" perchè utilizzò la sua figura di Magistrato. Ovviamente fu prosciolta e i due furono condannati, anche perchè uno di loro anche nel passato abusava della sua divisa.

Questi si che sono "abusi di potere" i quali vorrei ci fossero spesso tra la gente che serve le Istituzioni. Questa Paese, in questo modo, diventerebbe per davvero uno Stato di Diritto.

Sono molto impopolare, non è che non segui la corrente del momento per partito preso, ma se questa corrente ci sta portando all'annientamento della nostra individualità e si preferisce delegare in nostro pensiero a persone che servono lo stesso Potere, io non ci sto. Non mi interessa di perdere i lettori o la stima della maggior parte delle persone. Non mi paga nessuno,e se almeno sarò riuscito a far aprire la mente ad una sola persona, per me è un grande risultato.

E a proposito di "massa", per quale motivo mi ha alquanto irritato la dedica di Saviano della sua Laurea ad honorem alla Procura di Milano che sta indagando Berlusconi? La risposta è nell'articolo stesso.



E questa canzone di De Andrè che metto è dedicata ad un Giudice, e questo diavolo di antiberlusconismo l' ha fatto trasformare in una dedica a Brunetta. Insomma, preferisco il tema originale. Anche perchè è una canzone che affronta un tema ben specifico.



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venerdì 21 gennaio 2011

Lo sfruttamento della prostituzione: sodalizio tra la mafia albanese e la 'ndrangheta.(prima parte)

Era un aprile del 1999 quando per caso qualcuno si accorse che sotto un fogliame e terriccio c'era un corpo di una donna senza vita. Non se ne accorse nessuno perchè l'odore di putrefazione era nascosto da una carcassa di cane morto. Lo avevano messo apposta per confondere la puzza del cadavere umano. Addosso le erano rimaste attaccate una maglietta e un paio di calze. Dalle analisi risultò che gli indumenti provenivano da un paese dell'est Europeo. Nessuna denuncia di scomparsa era stata tuttavia presentata alle forze dell'ordine. Senza orma di dubbio per gli inquirenti si trattava di una straniera che si prostituiva.

Il corpo si trovava in una zona di Cosenza, in Calabria. E non è l'unica prostituta che viene uccisa. Alcune purtroppo scompaiono per sempre. Come le due ragazze, una Angela Laro, 24 anni, di Tiarana e l'altra Nina Tanasevici, 24 anni della Moldavia. Entrambe dovevano testimoniare per un processo contro le organizzazioni criminali che le sfruttavano.

La prostituzione in Italia è una fonte di grande ricchezza per la criminalità organizzata, secondo dati recenti è un business da ben 90 milioni al mese. E il 20 per cento di chi si prostituisce è minorenne.

La maggior parte di loro provengono dai Paesi dell'est e subiscono violenze inimmaginabili da parte dei loro aguzzini. Vi narro il racconto di Maria, storia uguale a quella di tante altre "schiave" di strada.

Maria ha solo 33 anni ma ne dimostra 50 per la vita che ha dovuto subire. E' nata a Durazzo, in Albania, e ha "battuto" nella Sibaritide, a Salerno, Bologna e nel Crotonese. Prigioniera di un connazionale senza scrupoli che l'ha pure costretta ad interrompere ben cinque gravidanze. Lei non voleva abortire ma l'aguzzino la minacciava con un coltello. Le feriva il piede con la lama e l'affondava sempre di più nella pelle. Dolori allucinanti.

Era partita di notte da Durazzo nel lontano 1998 e con lei c'erano altre coetanee per poi sbarcare nella zona di Crotone, in Calabria. Lei, come tutte le altre, credeva di venire a fare un lavoro dignitoso per realizzarsi, aiutare la famiglia e magari fare una vita normale, costruire una famiglia. Invece il sogno diventò un incubo perchè fu costretta a prostituirsi. Se rifiutava, veniva obbligata a spogliarsi e poi con violenza veniva spinta dentro la vasca riempita con acqua ghiacciata.

Di solito se le donne rifiutano , ammazzano uno dei loro familiari in Albania e se ancora non basta le donne vengono sfregiate in faccia o peggio ancora le aprono lo scalpo. E quando non servono più vengono fatte sparire per sempre.

L'organizzazione criminale che ha il dominio sullo sfruttamento della prostituzione è la mafia albanese. Molto sottovalutata ma tanto potente e priva di scrupoli che sta a tutti gli effetti diventando la quinta mafia qui in Italia. Ma attenzione, ecco cosa disse il pentito della 'ndrangheta Di Bella nel libro "Metastasi" di Nuzzi:
"Vi sembra che arrivano gli albanesi e si mettono a comandare? Ma scherziamo? La 'ndrangheta gli taglierebbe la testa subito. Loro sopravvivono e prosperano perchè non sono davvero autonomi."


Bene, nei prossimi capitoli vi racconterò come è strutturata la mafia albanese e come la 'ndrangheta fa "affari" con lei.




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martedì 18 gennaio 2011

La 'ndrangheta: riapertura sulla morte di Ilaria Alpi!

Care teste di capra, con immenso piacere ho appreso questa bella notizia : "La Commissione parlamentare d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti riaprirà le indagini sulla morte di Ilaria Alpi all'interno della più ampia inchiesta sulle cosiddette navi dei veleni e sul traffico transfrontaliero dei rifiuti tossici o radioattivi". Lo scrive in una nota il deputato del Pdl e presidente della Commissione Gaetano Pecorella.

Allora ripropongo questa mia prima parte dell'inchiesta sulle navi dei veleni del 10 settembre 2009. Proprio il giorno prima che scoppiò il caso delle navi piene di scorie radioattive affondate dalla maledetta 'ndrangheta!


Era il 20 Marzo del 1994 quando Ilaria Alpi e il suo operatore Miran Hrovatin si trovarono a Mogadiscio quando all'improvviso sbucò un commando di persone e li trivellarono di proiettili.

Sangue, tanto sangue.


Ci sono anche immagini dei due corpi privi di vita accasciati dentro l'abitacolo del loro fuori strada. Furono girate da un giornalista dell'ABC, una trasmissione americana.

Anche questo operatore morì in circostanze poco chiare, fu ucciso qualche mese più tardi a Kabul, in una stanza di un albergo. Ma morì in un incidente stradale anche un altro operatore svizzero che girò le immagini dei corpi di Ilaria e Miran.

Muoiono tutti.

Alcuni mesi prima fu ucciso, sempre in Somalia, anche un certo Vincenzo Li Causi. Era un maresciallo che apparteneva ai Servizi Segreti ed era il componente principale della struttura Gladio operante a Trapani, in Sicilia.

Li Causi dal 1991 il Sismi lo aveva inviato ripetutamente in Somalia e il 12 novembre 1993 morì in un agguato dalla dinamica strana, compiuto da "banditi" somali. Proprio come accadrà qualche tempo dopo alla povera Ilaria.

Come mai?

Stando ad alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti italiani, Li Causi si sarebbe interessato all’operazione Urano (un grosso progetto di smaltimento di rifiuti tossico nocivi e di scorie nucleari, in Somalia e in altri Paesi africani) e avrebbe manifestato una crescente inquietudine.

Sappiamo che Ilaria Alpi stava facendo un inchiesta proprio sullo smaltimento illegale dei rifiuti radioattivi che coinvolgeva il nostro Bel Paese, il nostro Stato.

Ilaria Alpi aveva come informatore proprio un maresciallo del SISMI operante in Somalia.

E se fosse proprio quel Li Causi?

Ebbene, secondo il maresciallo dei Carabinieri Francesco Aloi, che prestò servizio presso il comando della missione Ibis in Somalia, i due si conoscevano.


Muoiono tutti, e quando dico tutti mi riferisco perfino al grande Rostagno che si batteva con coraggio contro la mafia: secondo quanto dichiarato ai magistrati da Carla Rostagno, sorella di Mauro, il fratello avrebbe visto e filmato l’arrivo a Trapani, in un aeroporto abbandonato (già usato da un gruppo di Gladio), di velivoli militari italiani da trasporto che scaricavano aiuti umanitari per imbarcare armi e ripartire.

Rostagno morì prima di tutti: fu ucciso il 26 settembre 1988.

Ma tutto riconduce in Somalia, nel triste periodo dove operavano i militari della Tuscania, reparto speciale che si vantava di operare violenze terrificanti nei confronti della popolazione somala. Due ufficiali di quel tempo hanno operato pure a Genova durante il G8, dove morì Carlo Giuliani.

Parliamo di morte teste di capra, e sono tutti omicidi di Stato. E in mezzo a tutta questa porcheria non poteva mancare la più grande montagna di merda: la 'ndrangheta.

Per farvi capire bene il ruolo che ha avuto in tutto ciò, come ha operato con lo Stato stesso che dovrebbe reprimerla, vi trascrivo alcuni passi del memoriale di un Boss pentito della 'ndrangheta:

"Il primo capo della 'ndrangheta a capire l'importanza del business dei rifiuti tossici e radioattivi è stato Giuseppe Nirta. Nel 1982 era il responsabile del territorio di San Luca e Mammasantissima, ossia il vertice supremo dell'organizzazione. Per questo aveva contatti a Roma con personaggi dei servizi segreti, della massoneria e della politica. Nirta era un lontano cugino di mia madre, e per questo avevo una corsia preferenziale con lui, il quale più volte mi assicurò che il business dei rifiuti pericolosi avrebbe portato tanti soldi
nelle nostre casse"


"Nirta mi spiegò che gli era stato proposto dal ministro della Difesa Lelio
Lagorio, col quale aveva rapporti tramite l'ex sottosegretario ai Trasporti Nello Vincelli e l'onorevole Vito Napoli, di stoccare bidoni di rifiuti tossici e occultarli in zone della Calabria da individuare."


"Musitano mi diede la disponibilità del genero, Giuseppe Arcadi, il quale mi aiutò a trovare i camion e gli autisti per il trasporto
dei rifiuti.Calcolammo che per 600 fusti ci sarebbero voluti circa 40 mezzi, i quali dovevano prelevare i bidoni dai capannoni a Rotondella, trasportarli nel porto di Livorno e caricarli su una nave che sarebbe partita per la Somalia. Sembrava tutto pronto"


"La famiglia di San Luca ricevette in cambio 250 milioni di lire, e non fu un episodio sporadico. Lo stesso Comerio mi raccontò che già negli anni
Ottanta aveva avuto diversi contatti con la 'ndrangheta, e in particolare con Natale Iamonte, capo dell'omonima famiglia di Melito Porto Salvo, che lo aveva aiutato riguardo all'affondamento di navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi in acque internazionali davanti alla costa ionica calabrese."


"So per certo che molti altri affondamenti avvennero in quel periodo, almeno una trentina, organizzati da altre famiglie, ma non me ne occupai in prima persona."


"In seguito sono stato arrestato, ma i rapporti tra servizi segreti e la mia famiglia della 'ndrangheta sono continuati, come d'altronde sono sempre stati costanti quelli con la politica. Cito per esempio l'incontro che ebbi nel dicembre 1992 al ristorante Villa Luppis a Pasiano di Pordenone con l'ex ministro degli Esteri Gianni De Michelis, che come ho spiegato alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria già conoscevo bene."

In poche parole lo Stato pagava la 'ndrangheta per smaltire i rifiuti radioattivi, alcune navi le affondavano direttamente, altre le facevano arrivare in Somalia. Proprio lì dove Ilaria Alpi stava appurando tutto questo.

Dire omicidio di Stato, oppure omicidio mafioso è dire la stessa identica cosa. Non trovo altra conclusione.


Spero di essere profetico soprattutto per la verità sulla morte di Niki Aprile Gatti! Io ne sono sicuro!


lunedì 17 gennaio 2011

Rapimento Abu Omar: Gianni Letta influenzava il Governo Prodi!

Sul rapimento illegittimo di Abu Omar sappiamo quasi tutto. Sappiamo che il coraggioso magistrato Armando Spataro e Pomarici a Dicembre del 2006 rinviarono a giudizio per concorso nel sequestro di persona dell'egiziano Abu Omar ben trentadue deputati. Ventisei sono americani e tra loro cinque sono membri della CIA ufficialmente accreditati come diplomatici. Sei sono invece italiani: un maresciallo reo confesso appartenente al ROS dei carabinieri e cinque funzionari del SISMI, incluso il direttore Marco Mancini.

Altri tre italiani sono imputati di favoreggiamento: due sempre del SISMI mentre un terzo è un giornalista, già vicedirettore di Libero, che nella primavera del 2008 sarà eletto deputato del Popolo della Libertà. Collaborava con i servizi segreti e il suo nome in codice era BETULLA. Ovvero Renato Farina.


All'epoca c'era il Governo Prodi e il vicepresidente Rutelli comunicava che il suo Governo aveva deciso di sollevare un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale nei confronti della Procura di Spataro e Pomarici, rea di aver violato il segreto di Stato.

Anche il Governo Belrusconi ovviamente ostacolò la Procura, famosa la frase del Premier : "Il terrorismo non si sconfigge con il codice in mano". Si, perchè Abu Omar quando fu sequestrato venne anche torturato per estorcere informazioni.

Tutto questo semplicemente perchè gli USA hanno fatto una continua pressione ai vari Governi per boicottare la Magistratura; e l'Italia, in maniera bipartisan, si è dimostrata ancora una volta una democrazia limitata.

Ma queste sono cose che già sappiamo. Dai documenti di Wikileaks emerge però un particolare che almeno a me non è passato inosservato.

Già nel maggio 2006, l'ambasciatore americano trasmise a Roma un messaggio minaccioso: Se i mandati di arresto sono stati effettivamente emessi,essi potrebbero portare ad un drastico deterioramento delle relazioni bilaterali. "

Ma attenzione, si evince che l'ambasciatore americano aveva numerosi colloqui con Gianni Letta, tra i quali gli spiegava che "nulla avrebbe danneggiato le relazioni più velocemente o di non ostacolare gli arresti degli agenti della CIA "

Non ci volle molto prima che l'Italia reagisse alla minaccia. In un incontro Gianni Letta ha suggerito che il modo migliore per risolvere il caso nel più breve tempo possibile sarebbe quello di parlare direttamente con Clemente Mastella, ministro della Giustizia in Italia al momento.(Fonte documento)

Niente di strano? In quel preciso momento c'era il Governo Prodi e perchè l'ambasciatore americano teneva un rapporto con Gianni Letta che era all'opposizione? Inoltre Letta consigliava di rivolgersi a Mastella, in teoria un suo avversario.

Domanda: ma chi è per davvero Gianni Letta? Come mai gli Americani si rivolgerono a lui nonostante Prodi era ancora al Governo e Berlusconi all'opposizione? Perchè tutta questa potenza e come mai consigliava di rivolgersi proprio a Mastella che guarda caso da lì a poco avrebbe fatto cadere il Governo?





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domenica 16 gennaio 2011

Dedicato agli operai di Mirafiori!

Uomini in carne o ossa. Antonio Gramsci.

Gli operai della Fiat sono ritornati al lavoro. Tradimento? Rinnegamento delle idealità rivoluzionarie? Gli operai della Fiat sono uomini in carne e ossa. Hanno resistito per un mese. Sapevano di lottare e resistere non solo per sé, non solo per la restante massa operaia torinese, ma per tutta la classe operaia italiana.

Hanno resistito per un mese. Erano estenuati fisicamente perché da molte settimane e da molti mesi i loro salari erano ridotti e non erano più sufficienti al sostentamento familiare, eppure hanno resistito per un mese. Erano completamente isolati dalla nazione, immersi in un ambiente generale di stanchezza, di indifferenza, di ostilità, eppure hanno resistito per un mese.

Sapevano di non poter sperare aiuto alcuno dal di fuori: sapevano che ormai alla classe operaia italiana erano stati recisi i tendini, sapevano di essere condannati alla sconfitta, eppure hanno resistito per un mese. Non c'è vergogna nella sconfitta degli operai della Fiat. Non si può domandare a una massa di uomini che è aggredita dalle più dure necessità dell'esistenza, che ha la responsabilità dell'esistenza di una popolazione di 40.000 persone, non si può domandare più di quanto hanno dato questi compagni che sono ritornati al lavoro, tristemente, accoratamente, consapevoli della immediata impossibilità di resistere più oltre o di reagire.

Specialmente noi comunisti, che viviamo gomito a gomito con gli operai, che ne conosciamo i bisogni, che della situazione abbiamo una concezione realistica, dobbiamo comprendere il perché di questa conclusione della lotta torinese.

Da troppi anni le masse lottano, da troppi anni esse si esauriscono in azioni di dettaglio, sperperando i loro mezzi e le loro energie. E' stato questo il rimprovero che fin dal maggio 1919 noi dell' "Ordine Nuovo" abbiamo incessantemente mosso alle centrali del movimento operaio e socialista: non abusate troppo della resistenza e della virtù di sacrificio del proletariato; si tratta di uomini comuni, uomini reali, sottoposti alle stesse debolezze di tutti gli uomini comuni che si vedono passare nelle strade, bere nelle taverne, discorrere a crocchi sulle piazze, che hanno frame e freddo, che si commuovono a sentir piangere i loro bambini e lamentarsi acremente le loro donne.

Il nostro ottimismo rivoluzionario è stato sempre sostanziato da questa visione crudamente pessimistica della realtà umana, con cui inesorabilmente bisogna fare i conti. Già un anno fa noi avevamo previsto quale sbocco fatalmente avrebbe avuto la situazione italiana, se i dirigenti responsabili avessero continuato nella loro tattica di schiamazzo rivoluzionario e di pratica opportunistica. E abbiamo lottato disperatamente per richiamare questi responsabili a una visione più reale, a una pratica più congrua e più adeguata allo svolgersi degli avvenimenti.

Oggi scontiamo il fio, anche noi, dell'inettitudine e della cecità altrui; oggi anche il proletariato torinese deve sostenere l'urto dell'avversario, rafforzato dalla non resistenza degli altri. Non c'è nessuna vergogna nella resa degli operai della Fiat. Ciò che doveva avvenire è avvenuto implacabilmente. La classe operaia italiana è livellata sotto il rullo compressore della reazione capitalistica. Per quanto tempo? Nulla è perduto se rimane intatta la coscienza e la fede, se i corpi si arrendono ma non gli animi.

Gli operai della Fiat per anni e anni hanno lottato strenuamente, hanno bagnato del loro sangue le strade, hanno sofferto la fame e il freddo; essi rimangono, per questo loro passato glorioso, all'avanguardia del proletariato italiano, essi rimangono militi fedeli e devoti della rivoluzione. Hanno fatto quanto è dato fare a uomini di carne ed ossa; togliamoci il cappello dinanzi alla loro umiliazione, perché anche in essa è qualcosa di grande che si impone ai sinceri e agli onesti.

Antonio Gramsci.


venerdì 14 gennaio 2011

Pensiero breve: riflettiamo sui giovani politici o i cosiddetti "rottamatori"!

"In attesa del responso del referendum con i lavoratori che votano con la pistola puntata sulla tempia"

Vorrei farvi riflettere. Tutti ad osannare Renzi solo perchè è giovane. Poi basta ascoltarlo per come difende la FIAT.

Vedete, a me questi giovani che fanno carriera politica mi offendono. Loro sono i classici figli mantenuti che non hanno mai fatto nessun lavoro umile come tanti di noi e a trent'anni ancora vivono da mamma e papà. Sogno una società nella quale hanno voce i lavoratori, i precari, chi si spezza la schiena, chi fa di tutto per arrivare a fine mese e a volte deve aspettare anche il mese dopo per vedere lo stipendio.

Questi sono coloro che potrebbero governare degnamente un Paese.

Non basta l'età anagrafica come parametro di valutazione. Anzi.




mercoledì 12 gennaio 2011

L'inganno del risparmio economico e sicurezza con l'energia nucleare.

"Meglio attivi oggi che radioattivi domani"
Ambientalisti degli anni '80


Con l'opposizione che abbiamo e la sottocultura del nostro Paese, che riattivino e costruiscano altre centrali nucleari ce lo dovevamo aspettare. Berlusconi qualche anno fa siglò un accordo con il Presidente Francese, proprio la Francia con la quale abbiamo il debito dello stoccaggio di scorie radioattive delle vecchie centrali.


Lo sapete che paghiamo una piccola percentuale del debito proprio nella bolletta dell'Enel che ci arriva a casa?

Sono anni che ci stanno assillando che siamo un Paese che non riesce ad avere una indipendenza energetica, che paghiamo troppo le bollette, che siamo circondati da Nazioni che hanno numerose centrali nucleari. Insomma ci stanno dicendo che siamo cretini e che oramai le centrali sono sicurissime.

Il Pd e PDL concordano anche su questo e il bello è che nessuna forza politica, tranne qualche rara eccezione, porta con forza la ragione del no.

Ma, tralasciando le mie vecchie polemiche, approfondiamo questo discorso e vediamo se sono convenienti sia da un discorso economico, sia ambientale.

L'Oxford Research Group ha pubblicato un rapporto sul contributo che l'energia nucleare potrà dare alla lotta contro il riscaldamento globale. Dice che su scala mondiale, ora circa il 16% dell'energia proviene dal nucleare; il nucleare potrebbe giocare un ruolo effettivo nella diminuzione di gas serra se la sua quota salisse al 33% entro il 2075. Tenendo conto della crescita della popolazione e dunque del fabbisogno di energia, per arrivare a questo bisognerebbe cominciare già adesso a costruire centrali nucleari all'incredibile ritmo di quattro al mese.

Ora i reattori nucleari in funzione sono 429, più 76 progettati e 162 proposti. Se si volesse davvero costruirne quattro al mese, ci sarebbe il problema di trovare i luoghi adatti e i soldi, ma ci sarebbe soprattutto il problema del combustibile: sempre nel 2075 ne servirebbero 4.000 tonnellate all'anno, ossia venti volte l'attuale quantitativo di plutonio immagazzinato a scopi militari.

Ma immaginate, teste di capra, che futuro sarà il nostro pianeta! Invece di immaginarlo che tutto funzioni con l'energia solare, eolica, con le auto ad idrogeno, lo lasciamo stracolmo di centrali nucleari.E proprio nella nostra bella Italia che si trova in punto geografico ove potrebbe sfruttare al meglio il Sole, mare e vento. E comunque lasceremo molto materiale a disposizione per i futuri terroristi visto che è risaputo che c'è il traffico di materiale radioattivo(le barre al plutonio o uranio arricchito) anche con cellule di Al Quaida. Il doppio gioco dello Stato ormai credo che tutti noi lo abbiamo capito.

Sempre ragionando in termini economici, dobbiamo ricordare che le riserve dell'uranio sono limitate. Non a caso che il prezzo dell'uranio è raddoppiato nei primi mesi del 2007 e sarà sempre al rialzo. Quindi altro che bassi costi con l'energia nucleare. Ci stanno prendendo per i fondelli! Ci dicono che noi preferiamo rimanere all'età della pietra e invece sono loro che ci stanno portando indietro nel tempo.

Quello ambientale lo conosciamo tutti, le scorie radioattive durano milioni di anni. Dove le mettiamo? Qui da noi? Chi li vuole ? Li metteremo nei Paesi africani come abbiamo fatto nel passato oppure ci penserà la 'ndrangheta con l'ausilio dei servizi segreti affondando le navi dei veleni nei nostri mari? Secondo voi perchè era stata uccisa Ilaria Alpi e perchè lo Stato ha mentito sul ritrovamento delle navi e ha chiuso l'inchiesta sulla 'ndrangheta in tal senso? Ovvio che si tratti di una copertura e depistaggio per fini economici.

La camorra e la 'ndrangheta già staranno pianificando gli affari sul trasporto delle scorie radioattive. D'altronde la camorra per gestire l'immondizia si riunì negli anni 80 con i politici e la massoneria.

Oppure perchè nessuno dice che le centrali nucleari utilizzano litri e litri di acqua per il raffreddamento e la Francia, proprio per questo motivo, sta finendo le riserve idriche? Sapete che molti cittadini francesi rimangono senza acqua?

Come rimediare?

La soluzione esiste, e deve partire anche da noi! Dovremmo consumare poco e ciò si può fare, e sono le cose banali. Non compriamo quei climatizzatori esagerati, accontentiamoci di una ventola. Non lasciamo la luce accesa di giorno, non mettiamo i nostri apparecchi in Stand-Buy.

Spegniamoli direttamente.

E poi rimaniamo tutti in guardia e parliamone con la gente, facciamogli capire che le centrali nucleari sono soluzioni vecchie, dannose, inutili. Cominciamo noi a migliorare e poi ci sentiamo anche più sereni e motivati quando cerchiamo di contrastare il nucleare.




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domenica 9 gennaio 2011

Il mistero del colpo al caveau della Banca di Roma a palazzo Giustizia (Ultima parte).

Continua da qui.

Ricapitoliamo. Tra la notte del 16 e 17 Luglio del 1999, una banda composta da circa 23 persone, compresi i complici interni che erano dei carabinieri, entrarono all'interno della Città Giudiziaria di Piazzale Clodio, a Roma. Entrarono all'interno del caveau sotterraneo della Banca di Roma agenzia numero 21 e rubarono oltre i 50 miliardi di lire, anche documenti riservati e chili di cocaina(?). La Banda era a tre teste e
con scopi ben precisi.

C'era ad esempio l'ex esponente della Banda della Magliana Manlio Vitale, recentemente arrestato per un altro furto e ascoltato dal Magistrato Capaldo per il rapimento di Emanuela Orlandi.

Si dice che alcuni documenti servivano per ricattare alcuni magistrati e per aiutare Massimo Carminati; estremista di destra,uno dei fondatori dei NAR e oltre a lavorare per la Banda della Magliana intratteneva soprattutto legami con la mafia Siciliana.


In un vecchio articolo del corriere della sera si può leggere uno straccio d verbale di un testimone: "

«Il motivo per cui è stato fatto il furto è stato quello di prendere dei documenti che potessero servire a ricattare i magistrati e so che i documenti sono stati trovati. Mi è stato riferito che il furto sarebbe stato commissionato a Virgili da alcuni avvocati... due romani. So che l' interesse era rivolto a documenti di magistrati romani, in modo da poterli ricattare per la gestione dei processi importanti che hanno su Roma. Uno di questi si trova a Montecarlo con Tomassi e tale Giorgio Giorgi, dei servizi segreti".

Stefano Virgili è uno dei rapinatori, a Roma è conosciuto come "er mago delle vedove" ed è noto anche per aver voluto cercare di incastrare l'ex magistrato Imposimato dandogli in affitto un suo appartamento. Stefano Virgili riuscì ad ottenere un falso alibi dalla gendarmeria di San Marino e proprio in questo Stato così oscuro si stanno tuttora celebrando dei processi contro l'ex capo gendarmeria Bagnoli e il figlio, accusati da due gendarmi per aver falsificato il rapporto. Rapporto nel quale si diceva che Stefano Virgili, la notte del furto, era a San Marino.

Il legame con San Marino si fa ancora più stretto proprio perchè un altro appartenente alla Banda del furto al cavou di Roma, un certo Pietro Tomassi, è conosciuto per aver eseguito un furto
nel caveau del credito Industriale Sammarinese che custodiva fondi neri del SISDE.

Pietro Tomassi e Stefano Virgili guarda caso erano amici e complici.

Il furto al caveau sotterraneo della città Giudiziaria è tuttora fitto di misteri dove emerge il ruolo dei servizi segreti, mandanti a più teste, San Marino, eversione nera, avvocati eccellenti e ricatti contro i Magistrati. I documenti riservati comunque risultano non ancora trovati.

Il dato da non sottovalutare è che tutti i banditi, prima del processo, erano stati intimiditi per non parlare. Non è un caso che proprio a Stefano Virgili
nel 2001, tre giorni prima che si dovesse recare alla Procura di Perugia per l'udienza preliminare del furto al caveau, la sua macchina (una Bentley da almeno trecento mila euro) fu ritrovata bruciata proprio vicino al parcheggio a pagamento della cooperativa "Mutua Nuova " gestita dalla moglie.

Ogni volta che incappo a storie dove di mezzo c'è San Marino e processi di cui non se ne conosce l'esito, in qualche modo mi ritrovo a parlare della morte di Niki Aprile Gatti. Perchè? Nelle famose carte delle società londinesi che possediamo, tra i vari nomi spicca proprio quello di un certo Stefano Virgili. Un caso di omonimia? Il diretto interessato, se vuole, potrà smentirci e chiarire questo dubbio alquanto inquietante.




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sabato 8 gennaio 2011

Il Potere e la Polis

Ripropongo questo mio vecchio articolo di riflessione. Ogni tanto dovremmo fermarci a riflettere per evitare di essere un popolo belante che si aggrappa per forza di cose ad una persona, ad una ideologia. Ma solo per vigliaccheria e comodità.


Leggendo i racconti di Leonardo Sciascia, care teste di capra, mi prende una sorta di magone. In tutti i suoi romanzi dedicati alla criminalità del potere si avverte sempre il fallimento e l'impossibilità storica di una giustizia nei confronti di tale criminalità.

Nella tradizione di qualsiasi giallo, mi attendo sempre la soluzione del caso e il trionfo della verità. E invece lui mi disillude sempre, proprio come un bambino che scopre l'inesistenza di Babbo Natale.

Nei romanzi di Sciascia, l'investigatore perviene alla verità grazie all'uso accorto della ragione, ma questa verità viene sempre percepita individualmente, e mai diventerà verità collettiva e quindi processuale. Non avviene mai la trasformazione individuale in verità collettiva. Mai purtroppo.

E Sciascia è realista, ha analizzato a fondo la realtà di questa società. Lui fu il primo a rimanerne scottato, d'altronde quando si accorse che fu utilizzato dal Partito Comunista come specchio per le allodole candidandolo in Sicilia, ha capito fin dall'inizio che c'era in corso la mafiosizzazione dell'intera classe politica.

Purtroppo dopo l'abbandono di Pio La Torre dal parte del PC, Sciascia si accorse che la trasversalità del crimine cominciò a dilagare.


Perchè la verità percepita al livello individuale, non fa quel salto di trasformazione?

E' la stessa polis, la stessa società di cui il potere è espressione e specchio che lo impedisce. Questa è l'amara verità.

Occorre che i documenti nei quali si documenta la verità non vengano distrutti o pilotati dai Servizi Segreti, occorre che la magistratura non si faccia corrompere, occorre che gli avvocati non faccino il doppio gioco, occorre che quei pochi poliziotti o magistrati onesti non vengano trasferiti o tanto meno uccisi.


E qui non parliamo di corpi eterei, inesistenti, non tangibili. Parliamo di persone in carne ed ossa che fanno parte della polis. E senza la piena collaborazione della polis tutto è finito.

Ma non esistono solo loro, poi ci siamo noi che ci rinchiudiamo in noi stessi, pensiamo alla nostra carriera, gridiamo: "Sono di sinistra", "Sono contro la guerra", "Sono contro tutte le ingiustizie". "E' tutta colpa di quel porco di Berlusconi". Ma poi quando si tratta di mettersi in gioco, di metterci la faccia, di scendere in piazza, oppure semplicemente di aiutare il vicino di casa, si preferisce rimanere al proprio posto. Meglio non sporcarsi le mani per qualcosa di profondamente giusto, vero?

Oserei dire che il Potere si regge con la complicità della polis stessa.

Ma detto questo, non voglio assolutamente portarvi alla rassegnazione. Perchè per fortuna esiste anche l'altra polis, una piccola agorà di persone dotate di senso civico, di amore per la verità e giustizia; anche se inevitabilmente, proprio come i romanzi di Sciascia, fanno una brutta fine.

La lista dei nomi è lunga, di magistrati come Falcone e Borsellino, o intellettuali come Sciascia e Pasolini, Impastato, Rostagno e Pio La Torre. Tutti uomini e donne che tentano di opporre al pessimismo della ragione, un testardo ottimismo della volontà.

E alcuni di noi sono davvero testardi.



mercoledì 5 gennaio 2011

L'asse calabro-umbro e la verità per Niki Aprile Gatti.

Care teste di capra, come saprete è da tre anni che conduco una mia piccola inchiesta sulla 'ndrangheta. Esattamente ho cominciato a scriverne dal 2008 quando non era ancora di "moda" come adesso, anche con difficoltà perchè ricevetti oltre delle telefonate strane anche censure da parte di politici.

L'anno 2008 è stato un anno particolare perchè fu l'inizio di inchieste oscure, alcune che misero in luce lo schifo "dell'isola felice" che è la regione Umbria. Il 2008 è purtroppo l'anno in cui Niki Aprile Gatti fu ucciso nel carcere di Sollicciano, e parlai ancora più approfonditamente del problema del Sistema Carcerario. E parlare di carceri ancora non era di "moda" come adesso.


Oppure parlare in maniera allarmante di Sollicciano, e nessun giornale se ne occupò per poi scoprire che i detenuti di quel maledetto carcere si erano incazzati fino a far scoppiare una loro rivolta.

Oppure ancora anticipare inchieste ritenute le più importanti del secolo come quella Telecom-Fastweb condotta dal magistrato Capaldo.

Ma ritorniamo alla 'ndrangheta in Umbria. Ora va di moda parlare della Lombardia mentre in realtà la regione Umbra è molto più inquinata. E mi domando perchè nasconderlo!

Hanno in mano la gestione dei rifiuti proveniente anche dalla Campania, numerosissime ditte appaltatrici, attività commerciali e di ristorazione, controllano il traffico di droga e prostituzione con l'aiuto della mafia albanese, sono collusi con la politica e in particolar modo con la massoneria, usura e fanno le solite intimidazioni, incendi. Una regione dove vengono commessi omicidi e strani suicidi.

Il clan principale è quello dei Farao-Marincola, asse calabro-umbra che lega l'Umbria con la Toscana, Lombardia, Sicilia e Campania.


C'è la famosa asse Perugia-Firenze che fu scoperta con l'inchiesta Premium, proprio quella dove Niki finì in carcere attraverso una trappola ben escogitata!

Ma per saperne di più, a breve Ornella Gemini pubblicherà un documento recente e importantissimo sul suo blog dove ci sono importantissimi collegamenti e che fanno capire chiaramente che la chiave per la verità e giustizia per Niki è nel sodalizio criminale calabro-umbro con l'asse Perugia-Firenze-San Marino-Londra.

Attendiamo!
Noi la verità la sappiamo e presto faremo in modo di poter contattare un magistrato. Ora i tempi sono maturi.



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domenica 2 gennaio 2011

Le donne dell'anno!

Capita anche a me di accusare l'omertà, chi si fa i fatti propri, chi sa e non denuncia. Ma ci sono situazioni in cui ci vorrebbe un coraggio non indifferente. Dall'esterno è molto più facile anche se rischioso denunciare un boss mafioso, scoprire che una ditta appaltatrice è in mano alla 'ndrangheta e fare un esposto alla questura. Per carità, se si facesse questo tutti i giorni , sarebbe un grande passo avanti. E non si è eroi, ma semplicemente si compie un dovere civico.

Eppure ci sono situazioni che ti rendono ingabbiati, dove la forza di denunciare svanisce e ci vorrebbe uno sforzo sovrumano che in pochi farebbero. Per esempio non è difficile capitare a lavorare in un'attività commerciale e scoprire che il tuo datore di lavoro appartiene ad una famiglia mafiosa e che l'attività sia solo un mezzo per riciclare il denaro. Magari ti tratta anche bene , ti paga sempre puntualmente e anche con uno stipendio adeguato. E non è difficile che sia così visto che specialmente gli 'ndranghetisti hanno tanti soldi da riciclare. Loro non hanno problemi di liquidità. Inoltre sono i pochi imprenditori che pagano le tasse. Devono fatturare sempre tutto affinchè il loro denaro entri nella finanza legale.

In queste condizioni avere il coraggio di denunciare è sempre più difficoltoso, ci si trova in una situazione imbarazzante ed è davvero difficile che un dipendente, bisognoso di lavoro e famiglia da mantenere, denunci. D'altronde viene trattato anche bene.

Oppure c'è una situazione ancora peggiore. Anche se siamo nel 2011 e le donne hanno ottenuto tante conquiste, loro nella maggior parte dei casi è ancora l'elemento fragile all'interno di un contesto familiare. Quante donne ancora sono succubi del proprio marito? Ma più semplicemente , quante donne si sono innamorate di assassini, pedofili e....mafiosi? E quante di loro hanno tenuto nascosto gli orrori del proprio compagno? Oppure quante donne con coraggio hanno ottenuto il divorzio, sono riuscite a fuggire, ma sono rimaste vittime di stalking e in certi casi non sono riuscite nemmeno ad avere l'affidamento dei figli perchè sono senza lavoro?

Capita, molto spesso, che ci si innamora di una persona e poi con il tempo si scopre che magari è un mafioso. Molto spesso fanno finta di nulla, accade un po' come il film di Monicelli dove il grande Alberto Sordi interpretava un trafficante di armi. Accadde uno scandalo e finirono nei giornali, inizialmente moglie e figli si indignarono come se prima non sapessero niente, ma poi continuano a far finta di nulla. Anche perchè vivevano negli allori.

Non è facile denunciare il proprio compagno,quindi troppo comodo accusare di omertà le tante donne che rimangono in silenzio. D'altronde se lo si ama pure, tutto diventa ancora più complicato.

E immaginate quanto sia difficile invece denunciare la propria famiglia, padri, fratelli e nipoti. Nelle 'ndrine calabresi è quasi impossibile e se lo si fa si finisce ammazzati dai propri cari. Tra di loro non esiste il perdono, non si grazia nessuno.

Ebbene per me si dovrebbe coronare non "l'uomo dell'anno", ma "le donne dell'anno" . Una è Lea Garofalo che ha avuto il coraggio di divorziare e poi denunciare il marito per appartenenza alla 'ndrangheta. Grazie a Lea furono celebrati anche dei processi. Lo Stato tolse la protezione a Lea e a Milano scomparve nel nulla. Poi si scoprì che fu rapita e sciolta nell'acido dal marito stesso.

La seconda donna è Giuseppina Pesce, figlia del boss Salvatore di Rosarno. Il clan Pesce è una 'ndrina molto potente e Giuseppina ha deciso di collaborare con la Giustizia denunciando non solo il padre, ma anche il fratello e il cugino.

Un coraggio enorme, inimmaginabile, raro quanto quello della Garofalo. Raro perchè come tutti sanno, la 'ndrangheta ha pochi pentiti appunto perchè si regge sui legami di sangue. Giuseppina Pesce non verrà mai perdonata e in questo modo si è condannata a morte. Così racconta:"
“Finché mio fratello sarà vivo io resterò condannata a morte perché è lui che deve eseguire la sentenza per il mio tradimento. Solo lo Stato può salvarmi. Lo faccio per i miei figli. Se io non cambio strada e non li porto con me, quando uscirò il bambino potrebbe già essere in un carcere minorile, e comunque gli metteranno al più presto una pistola in mano; le due figlie invece dovranno sposare due uomini di ’ndrangheta, e saranno costrette a seguirli. Io voglio provare a costruire un futuro diverso per loro”

Ancora una volta, dobbiamo ringraziare le donne per aver sfidato il Potere e nel caso di Lea, morendo pure.

Lea e Giuseppina, le donne dell'anno!





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