martedì 25 ottobre 2011

Uccidere bambini africani come passatempo e il coinvolgimento italiano( e Vaticano) su altri "fronti".

Quest'estate sul profilo facebook di un tipaccio che si firma  "Eugene Terrorblanch" era comparsa una sua foto shock dove ritrae  un giovane bianco accovacciato che impugna orgoglioso un fucile e preme il ginocchio sulla sua preda di caccia: un bimbo nero.  

Molto probabilmente, si spera, si tratta di un fotomontaggio ma purtroppo non è roba fantasiosa la storia della caccia all'uomo come divertimento. 

In Africa fino a qualche decennio fa, i "gloriosi" latifondisti o colonizzatori occidentali si dilettavano come passatempo, probabilmente stufati di divertirsi a cacciare gli animali, ad u lasciar scappare gli schiavi africani per poi utlizzarli come tiro a bersaglio. 

Già immagino il padre di famiglia, proprietario terriero, divertirsi a sparare su di loro; magari con accanto il proprio figliolo e moglie. 

Sicuramente era un gran divertimento per loro.  Chissà, forse tra una risata e l'altra si sentivano pure con la coscienza a posto visto che gli autoctoni erano considerati di razza inferiore e da addomesticare come animali. 

Nulla di nuovo sotto il sole cocente dell'Africa da sempre tenuta a bada.  Si, ci manca pure l'Africa a diventare un continente autonomo e magari portatore di un diverso modello di sviluppo. E infatti la Libia, che comunque la si pensi era uno Stato sovrano e sicuramente non colonizzato, ora è stata fatta ritornare alle origini di come quando fu sotto l'egida dell'Italia prima, Statunitense e Inglese poi.

Ma questa foto deplorevole mi da la possibilità di ritornare a parlare di un fatto tenuto nascosto, mai coinvolto in nessuna indagine giudiziaria e mai raccontato, tranne un trafiletto all'epoca del Manifesto.

E’ una storia che coinvolge ricchi imprenditori e nobili annoiati, quella noia che solo la ricchezza può dare, quel denaro che porta a marcire l’animo delle persone, a volte è alienante e porta alla distruzione altrui. Qualche anno fa questo scandalo coinvolse alcuni imprenditori di Bologna, la città rossa, ora di un rosso sbiadito. Una città tranquilla e vivibile, in cui ogni tanto accadevano eventi inspiegabili, che andavano da assassinii senza un movente preciso, fino alle stragi compiute dai poteri occulti dello Stato, anche queste senza che mai un colpevole fosse stato identificato.

Ma i delitti, questa volta, venivano compiuti fuori, all’estero
. Un hobby, come dicevo, molto particolare, un servizio che una società camuffata da agenzia di viaggi offriva ai suoi "amabili" clienti. I clienti non potevano che essere dei merdosi ricchi imprenditori e avvocati. Queste persone, annoiate dalla facilità con cui i fagiani si lasciavano spappolare, venivano portate in Croazia, terra di caccia, e precisamente in un territorio controllato dalle milizie del movimento nazionale cattolico croato Ustascia(pochi sanno, ma finanziati dallo IOR), e lì si dilettavano a fare il tiro a segno sugli abitanti di villaggi serbi e bosniaco-musulmani.                                                                                                                                                                             (nella foto potete vedere il generale croato ustascia Gotovina baciare le mani del Papa opusdeista Giovanni Paolo Secondo; costui sarà poi condannato per crimini di guerra e genocidio)

Cecchini del fine settimana insomma . Questo è lo schifoso hobby di cui volevo parlare, questa è la battuta di caccia (all’uomo) che praticavano questi "rispettabili cittadini e laboriosi imprenditori".

Ma molto probabilmente sono persone anche difficili da inquisire perchè hanno "operato" in territorio di guerra e lì è tutto lecito. Oppure più semplicemente ci sono di mezzo uomini potenti dove la Magistratura magari non può indagare.


9 commenti:

Ernest ha detto...

una sola parola. Terribile.

peppe ha detto...

poverini

ventopiumoso ha detto...

orco..
ma.. e se quelli che andavano a "caccia di slavi" (come oggi i "ribelli" a "caccia di negri" e di tutti gli altri "diversi da loro") erano gli stessi che facevano i festini sui colli?
mi ricordo che la polizia e/o la finanza scoprirono durante una qualche indagine un giro allucinante di prostituzione e droga nelle ville bene bolognesi..
a.
ps: inka! ebbentornato!!!
(pps: devastato dalle discussioni sulla libia. sto chiudendo con molti, che tristezza. nemmeno di fronte all'evidenza si svegliano.)

l'incarcerato ha detto...

Grazie carissimo per il ben tornato. Guarda potrebbe essere benissimo visto che chi ha partecipato alla caccia all'uomo sono di quella tipologia lì... Per quanto riguarda la Libia, già sto immaginando le discussioni su facebook che per fortuna ho chiuso. E per fortuna non ci sono piu da quando ho saputo che si diveritivano a scovare i ragazzi violenti per farli arrestare. Vergognoso, si son tutto "travagliati". Un saluto!

NicKappa25 ha detto...

Grazie per essere tornato Inka..me ne sono accorto in ritardo :-) ...I tuoi aggiornamenti su facebook davano un po' di senso a quella struttura..ma è importante che tu non smetta di farci leggere le tue riflessioni, che sono sempre stimolanti e piene di amore per la vita e la verità.
Orribile la storia dei cecchini in trasferta. Io sapevo di italiani assoldati per fare i killer nell'europa dell'est, ma forse è un'altra storia..

Saluti, Nick.

sara ha detto...

quindi hai chiuso il proflo di facebook? :(

Gatta bastarda ha detto...

vera o no la foto è in dubbio che ci siano ancora cacciatori e prede di uomini. che brutto!

Anonimo ha detto...

è così divertente ammazzare la gente che chiunque di voi parli senza averlo provato è un ipocrita di merda

l'incarcerato ha detto...

Anonimo che parla di divertimento nell'uccidere la gente. Ipocrita è colui che prova piacere, ma non lo dice. Tu hai ucciso gente e provi piacere? Dai esponiti, ti ascoltiamo..