giovedì 20 ottobre 2011

La "bestia da soma" a Piazza San Giovanni, Roma.

A Piazza San Giovanni, Roma, c'è un negozio e per ovvi motivi non vi dico ne il nome e ne di che tipo di attività si tratti. Un piccolo negozio a conduzione familiare dove, come capita spesso, la dignità umana è calpestata. C'è una donna, una dipendente che da tre anni lavora tutti i santi giorni, dal lunedì fino alla domenica, compreso le festività. Un essere umano che , come tanti di noi, per mancanza di opportunità e per sopravvivere in questa società capitalista è costretta a lavorarci per 12 ore di fila, massimo mezz'ora di pausa e per trenta maledetti euro al giorno. E' piena di tagli alle braccia, i piedi le fanno male e compra le medicine per sopportare il dolore, una donna zombie, un automa guidato dal proprietario balordo. 

Siamo nel 2011 e queste condizioni di schiavitù che nemmeno nell'800 esistevano, non sono rare ma all'ordine del giorno. Nessuno potrà mai difenderla, nessun sindacato potrà mai aiutarla per reclamare i suoi diritti, a nessuno sciopero potrà mai partecipare, e nessuno potrà mai trovargli un lavoro alternativo, i soldi per pagare l'affitto e il cibo. 

Se fossi un pittore raffigurerei questa donna come una bestia da soma, proprio come quel bellissimo e tragico dipinto di Teofilo Patini del 1886. Proprio il quadro realistico che rappresentava la dura vita condotta dalle donne della seconda metà dell'800.  Ma siamo nel 2011 e sia uomini che donne vivono questa perenne schiavitù.

Ironia della sorte quel negozio fu uno dei tanti presi di mira dai tanto odiati ragazzi che hanno messo a fuoco la Capitale e che per reazione quel destroide di Di Pietro (ma perchè vi meravigliate da questo uomo che io combatto con tutte le mie forze da sempre?) ha invocato la legge Reale. 

Il "povero" uomo, ho saputo, pare che si sia pure lamentato per le vetrine in frantumi del suo negozio. Se c'è una violenza da condannare con tutte le forze è quella che subisce perennemente quella donna, e non è l'unico essere umano . E se un ragazzo che ha partecipato agli assalti rischia addirittura una pena fino ai 15 anni( ma sono matti?) di galera, io non so quale condanna potrebbe avere un imprenditore che calpesta la dignità umana ad una persona i quel modo.

E per questo stato di cose non dovremmo indignarci in un solo giorno, ma per sempre.

5 commenti:

zefirina ha detto...

sembra una storia da padrone delle ferriere accidenti

upupa ha detto...

Carissimo ..Di Pietro è tornato al primo amore: il fascismo( ma poi lo ha mai abbandonato?).
La violenza ha mille facce e tutte condannabili,non è violenza negare la giustizia a chi la chiede? Non è violenza affamare la gente con manovre taglia viveri? Non è violenza sfruttare i più con il ricatto di un lavoro? Non è violenza negare ai giovani un futuro dignitoso? E ancora...non è violenza ascoltare questi inetti politici parlare in tv con l'arroganza di chi sa che tanto la poltrona non gliela toglie nessuno?
Queste leggi capestro che i "bravi" vogliono applicare andrebbero applicate prima di tutto a loro...e mi fermo qui!!!!!!!!!!!!!

giuseppe ha detto...

infatti, sono d accordo con upupa

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

Mi passi un paragone calcisitco? Nel calcio si usa dire, quando un arbitro sbaglia e poi dopo con un altro "errore" compensa, che due errori non fanno una cosa giusta ma sono e restano due decisioni sbagliate.

Questo per dire che concordo con te sul fatto che parlare di pene così alte per quel ragazzo sia incredibile (ma sono solo parole per la stampa secondo me, anche perché codice penale alla mano, 15 anni per atti del genere non mi risulta siano comminabili) mentre poi vedere che gente come quel proprietario che schiavizza (é la parola giusta) quella donna non sia minimamente toccato, (invocando anche da "legalizzatore" giustizia per le "sue vetrine"), faccia ribollire il sangue, ma in un vero Stato di diritto si dovrebbe punire sia quell'individuo sia coloro i quali fanno violenza gratuita ( e sottolineo gratuita) contro luoghi e negozi

l'incarcerato ha detto...

Daniele, in uno Stato giusto dove non esiste sfruttamento e ove vige una Giustizia Sociale(sottolineo sociale) non sarebbe avvenuto nessuno dei due episodi. Perchè senza sfruttamento e repressione di Stato(e sovranazionale) la guerriglia non esisterebbe. Comunque io come ho scritto nel post precedente non condanno assolutamente senza se senza ma la violenza che c'è stata. Ora sono ragazzi, domani(vedi Grecia) saranno tutti. E non c'è legge Reale che tenga.