martedì 13 settembre 2011

Agli invisibili, agli emarginati, ai deboli e a chi soffre.

Questo scritto lo dedico a voi. Al ragazzino che non è voluto entrare nel branco, e per questo viene emarginato e deriso in continuazione. Perchè i ragazzini sanno essere molto spietati.

Lo dedico alla ragazza che ha dovuto abortire, e per questo viene giudicata in continuazione. Al ragazzo che ha studiato una vita e che non vince nemmeno un concorso. Perchè viene scavalcato in continuazione da persone raccomandate.

All'operaio che ha paura di accarezzare il proprio figlio. Perchè ha la mano piena di calli.

Alla segretaria che viene tartassata dal proprio datore di lavoro perchè pretende che si vesta sexy. Ma lei per sua natura non potrà mai essere sexy.

Alla transessuale che vuole un lavoro dignitoso, ma nessuno la vuole assumere. Per questo si prostituisce.

Alla persona che ha paura di morire in
solitudine, perchè ha perso tutti. All'anziano che ha lavorato una vita, che magari ha fatto la resistenza, e non trova posti da sedere sull'autobus. Perchè ci sono tanti ragazzi maleducati e stronzi per natura che non si alzeranno mai.

Alla persona che lavora duramente, e si ritrova un datore di lavoro che lo umilia dicendogli che dovrebbe lavorare di più. Alla donna che si è fidata ciecamente del marito e scopre di essere malata di AIDS. Perchè magari il marito si è infettato andando a prostitute.

Alla persona che soffre di panico e ha paura di uscire e frequentare la gente. Al ragazzo che per sua natura non è arrivista, e rimane sempre secondo a qualcuno. Alla donna che non si vede bella, e soffre. Perchè una donna non bella, viene ridicolizzata dalla maggior parte degli uomini. Ancor di più se non possiede un forte carattere.

Alla donna divorziata, che anche in questi tempi viene marchiata come una "donna di facili costumi". Al prete che sta dalla parte degli oppressi e viene ostacolato. Delle volte scomunicato.

Alla persona fragile, per questo non vive bene come dovrebbe. Al poeta di oggi, ora che le poesie non le legge più nessuno. Allo scrittore senza denaro, perchè solo con il denaro ha la speranza di pubblicare un libro.

Alla badante polacca che deve sopportare le continue lamentele e offese dell'anziana donna. Perchè alcune donne anziane sono così.
 

A chi viene sempre respinto o respinta in amore, perchè non è mai la persona giusta. Al giornalista che non si adegua, non fa parte di nessuna cricca e allora non scrive più'.
 

A tutti gli incarcerati che pretendono giustamente di cambiare vita e inserirsi nella società. Ma rimarrà sempre con la fedina penale sporca e per questo alcuni di loro vengono emarginati. 

Alle tanti madri che si ritrovano uccisi i loro figli in circostanze misteriose e che magari vengono ridicolizzate, prese per pazze, abbandonate.
 

Questo post lo dedico a voi, mie adorabili teste di capra, voi che siete la gente migliore di questo maledetto Paese. Voi che siete invisibili perchè per vostra natura non vi metterete mai in mostra. Emergete da questo sottosuolo, invadete queste grigi e tristi città.

Il vero esercito di sognatori siete voi.


7 commenti:

Ernest ha detto...

e io non posso far altro che applaudire!

Aries 51 ha detto...

E' sempre un'emozione entrare a casa Tua. Un' emozione leggerTi.
Oggi ancora di più.

Anonimo ha detto...

un grazie sincero per queste tue bellissime parole anche a nome di tutti coloro che, come me, sanno di appartenere o si riconoscono in una delle condizioni da te descritte. Quando gli eventi della vita arrivano inaspettatamente a stravolgere il nostro presente, catapultandoci in una dimensione mai auspicata, lasciano addosso delle cicatrici troppo marcate per una società, quale quella attuale, che come una casa piena di specchi è sempre in agguato,pronta ad ogni passo a riflettere l'immagine indelebile di quei segni, distintivi in modo inconfutabile dei "marchiati" a vita. Così vogliono che sia, vogliono che siamo. La tua spiccata sensibilità verso la sofferenza altrui nelle sue molteplici sfaccettature, non può passare inosservata, non può non emozionare gli animi feriti. Grazie ancora.


LETTERE AD UN GIOVANE POETA (Rainer Maria Rilke)


Roma, 23 dicembre 1993
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Necessaria è una cosa sola: solitudine, grande solitudine interiore.
Volgere lo sguardo dentro sé e per ore non incontrare nessuno; questo bisogna saper ottenere. Essere soli come eravamo soli da bambini, quando gli adulti andavano e venivano, compresi di cose che parevano importanti e grandi perché i grandi sembravano tanto affaccendati, e perché del loro agire non capivamo nulla.
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alpexex ha detto...

pensavo concludessi con "a tutti voi dico... forse avete sbagliato qualcosa"

NicKappa25 ha detto...

Tocchi sempre le corde giuste. Grazie.

Ciao Inc.

ventopiumoso ha detto...

@alpexex: ma noi ABBIAMO sbagliato qualcosa, dal punto di vista della societa'.

hasta siempre, inka

untuonuovofan ha detto...

mi e' piaciuto molto il tuo blog e a dir la sincera verita' fino a che non leggessi alcuni articoli del tuo blog, ero veramente al di fuori di fatti attuali molto rilevanti e per questo ti ringrazio e mi complimento...vorrei tanto che leggessi quest'articolo http://www.lindifferenziato.com/2011/09/13/speakers-corner/ e dessi un parere al sito..Grazie per l'attenzione