giovedì 18 agosto 2011

La giustizia fast food come risposta ai tre giorni che hanno sconvolto Londra.

I tre giorni che hanno sconvolto Londra in realtà hanno creato tanta paura a chi con grande finezza è riuscito a imporre come dogma il neoliberismo. E come al solito gli stessi sociologi che da sempre hanno predicato consumo e competizione ora dicono che i rivoltosi non hanno ideali. Queste persone sono degli ipocriti travestiti da sociologi, liquidano questi giovani ribelli come gente che si limita a fare la spesa senza pagare. Ma per fortuna c'è Bauman, il quale senza mezzi termini dice :"Queste non sono rivolte del pane o della fame. Queste sono rivolte di consumatori deprivati ed esclusi dal mercato." 

Che si emettano tutti con il cuore in pace. Tra i razziatori c'erano anche studenti che il 14 dicembre scorso occuparono il centro di Londra che protestarono contro il governo che ha triplicato le tasse, ci sono i ragazzi che fanno lavori precari e non possono più permettersi di consumare. E sono movimenti che lottano con radicalismo. Sono le idee radicali, ribelli che fanno tremare i fautori di questa nuova forma di colonialismo finanziario. E la risposta infatti è stata durissima.

Se fosse accaduto nei Paesi mediorientali( ed è accaduto infatti) noi subito a puntare il dito, ad intervenire militarmente, a coinvolgere le comunità internazionali. Ma se accade nel cosiddette democrazie avanzate va tutto bene perchè è una questione di legge, di ordine.

Così l'Inghilterra, oltre a reprimere con forza causando la morte di un ragazzo che tra l'altro non aveva fatto nulla, ha perfino avviati arresti sommari. Non sto parlando della condanna a quattro anni di galera a quel 
ragazzo che semplicemente su internet ha incitato alla rivolta. Sto parlando della giustizia fast food . La chiamo così a ragione e vi spiego il perchè.

Il primo ministro Cameron d'altronde lo aveva anticipato: " Il popolo vuole giustizia, e noi la otterremo in maniera lampo".  In sostanza hanno messo in moto i tribunali mobili. Un camper con all'interno un giudice. Il ragazzo rivoltoso che viene arrestato, immediatamente lo mandano all'interno di questo camper attrezzato come un tribunale improvvisato.  L'accusatrice legge la testimonianza della polizia, il giudice fa una domanda all'accusato, c'è la difesa che senza nemmeno avuto il tempo di consultare il ragazzo che dovrebbe difenderlo prova a dire qualcosa, il giudice emana la condanna e avanti il prossimo.

Roba da far intervenire Amnesty International. Una giustizia fast food che fa riempire le galere di ragazzi indiscriminatamente e come se fosse poi la risposta.

Incredibile a dirsi, ma in Inghilterra la migliore proposta l'ha fatta il super poliziotto americano Bill Bratton, quello famoso per aver represso con metodi dittatoriali(così denunciò Amnesty international) le famose rivolte a Los Angeles del 1992 :" Potete arrestare i più violenti, i più recidivi, ma poi bisogna trovare altri modi per affrontare la cosa e non è un problema di polizia, ma di questione sociale"



Articolo pubblicato anche qui!

3 commenti:

alpexex ha detto...

nn esiste, a mio avviso, una lettura che possa ingabbiare i comportamenti dell'uomo. non si insorge per economia, religione o politica. non si insorge per consapevolezza o ignoranza. esiste solo una consapevolezza, ed e' che ad un certo punto l'uomo insorge. ed una ignoranza, che riguarda il perche' egli lo faccia. poi si, tutti immotivi che possiamo dare sono buoni e nessuno lo e'. quel che e' certo e' che la repressione, fino ad oggi, non ha mai esaurito la vena d'oro della ribellione.

upupa ha detto...

...Rivolte contro la tolleranza dell'intollerabile, contro la mancanza di futuro, di assenza di giustizia sociale e non si risolve il problema banalizzando e penalizzando i partecipanti alla rivolta...Giustizia fast food? è improprio chiamarla giustizia, è solo "repressione" che è la morte civile della società...Comportamenti odiosi del ministro del paese del"Bill of Rights" ma,come sappiamo, nessuna, seppur feroce repressione ha spento il desiderio legittimo di ribellarsi...

giuseppe ha detto...

infatti !!!!