domenica 14 agosto 2011

C'erano schiavi un tempo...

Dedico questa poesia di Alekos a tutti noi. Specialmente in questo periodo dove ancora una volta per rispondere alla crisi creata dal dogma del neoliberismo, si risponde con altrettanto liberismo che non è niente meno che una vera e propria macelleria sociale.  E noi, popolo italiano che abbiamo perso la voglia di riscattarci e stiamo facendo una pessima figura nei confronti di tutti gli indignati europei che stanno criticando il libero mercato, siamo schiavi. Non solo da chi ci comanda, ma anche da chi guida il nostro malcontento, indirizzandoci verso obiettivi inutili e del tutto simbolici.  Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello che dieci anni fa con l'oramai defunto movimento no global ci eravamo prefissati: un nuovo modello economico, il recupero della sovranità dello Stato nazionale e sopratutto l'abbattimento del mercato che è tutto fuorché libero! In poche parole, andare controcorrente e rompere questo pensiero unico.



C’erano schiavi un tempo
Oggetti di carne
Animali con due piedi
che nascevano e morivano
servendo bestie con due piedi

c’erano schiavi un tempo
che in vita
li teneva la speranza
della Libertà

Anni e anni sono passati
e adesso
quegli schiavi non esistono più

Ma è nato
un nuovo genere di schiavi
Schiavi pagati
Schiavi saziati
Schiavi che ridono
Schiavi che vogliono
Rimanere schiavi

Questo è il Progresso!

4 commenti:

Tua madre Ornella ha detto...

Inka

non ci sono gli italiani....non c'è la coscienza...
la differenza sai quale è a mio avviso???????
Che prima erano consapevoli di essere schiavi...ora se li senti parlare...tutti liberi e padroni del loro destino!!! Si continua a fare finta di nulla....credimi .....pensa Milano/Roma i negozi aperti ....per fronteggiare in qualche modo questa crisi....Avezzano è deserta.....tutti i negozi chiusi e tutti al mare....LA CRISI ????
Molti ti dicono con estrema serietà (preoccupante) ...è un'invenzione.....!!!
Ti senti una marziana ...ora le loro catene le portano con "eleganza" ......

Un bacio
Ornella

Anonimo ha detto...

Schiavi...qui nella ricca e opulenta Valpolicella (Verona) gli echi di parole come "crisi", "disoccupazione", "recessione" sono praticamente assenti. Qui è un gioioso tripudio di villette con piscina e giardino, di berlinone tedesche vecchie al max di 3 anni, SUV, lifestyle sempre alla grande, ristoranti zeppi e via dicendo. Esistono 2, 3, 10 Italie fra loro incompatibili ove alcuni se cadono, cadono in piedi senza troppi traumi. Più che schiavi forse dovremmo parlare di "schiavisti"..

Buona fortuna a tutti

giuseppe ha detto...

inka buon ferragosto, la poesia è bellissima, fa riflettere sulla schaivitù che c eta e che c è ancora! un abbraccio peppe

Anonimo ha detto...

c'erano schiavi un tempo...i cui fantasmi, oggi, si libererebbero dalle catene che ancora li legano e si leverebbero in un moto di ribellione per destare dal torpore gli schiavi per eccellenza...quelli odierni, gli immobili...

Barnard in uno dei suoi illuminanti articoli spiega a chiare lettere quanto - il vero potere mondiale ci vuole schiavi; scrive che:

Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento; il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie. Ci hanno messo davanti politici e governi, in modo che il vero potere potesse agire sostanzialmente indisturbato. Non che la Casta sia innocente, naturalmente: le marionette che calcano il cortiletto della politica hanno relative torte da spartire, a patto però che eseguano poi gli ordini ricevuti. Da chi? Da un colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile, che secondo l’ex presidente brasiliano Lula manovra il sistema da lontano: spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti..Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli coli addosso dall’alto dei prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada. E’ la vecchia teoria dei “Trickle Down Economics” di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, cioè il neo-liberismo, la scuola di Chicago, il purismo del “libero mercato”. Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l’aria che esso respira nelle stanze dove esiste.
Chiunque arrivi al potere respira quest’aria, senza scampo, dal momento in cui mette piede all’università, arrivando poi nei Parlamenti, nei consigli di amministrazione, nelle banche, nelle amministrazioni pubbliche. Tutti conquistati, ipnotizzati, teleguidati...

Conclude poi con questo invito, un appello che forse, ancora, lascia intravedere una speranza:

Se vi sta a cuore la democrazia, la giustizia sociale e la vostra economia quotidiana di lavoro e di servizi essenziali alla persona allora dovete colpire chi veramente opera per sottrarceli, cioè il vero Potere. Ci si organizzi per svelarlo al grande pubblico e per finalmente bloccarlo. Ora lo conoscete, e soprattutto ora sapete che razza di macchina micidiale, immensa e possente esso è. Se gli attuali metodi di lotta dei movimenti sono pietosamente inadeguati, infantili chimere, fuochi di paglia che mai un singolo attimo hanno impensierito quel vero Potere.. per arginare un titano di quella portata l’unica speranza è opporgli un’organizzazione di attivisti e di comunicatori eccezionalmente compatta, finanziata, ferrata, disciplinata, su tutto il territorio, al lavoro sempre, implacabile, nei luoghi della gente comune, per anni. Altra speranza non c’è. Sempre che ancora esista, una speranza.