mercoledì 13 luglio 2011

Roma nel sangue: il far west della criminalità organizzata

Articolo che ho scritto appositamente per Agoravox.

Regolamenti di conti, omicidi alla luce del sole, suicidi strani, attività nuove che vengono bruciate, estorsioni, appalti pilotati e tanti negozi, ristoranti, alberghi in odoro di mafia. E non sto parlando di Napoli o Reggio Calabria, e nemmeno di Palermo, ma della nostra Capitale. Una "Roma città aperta" da molto tempo alle tre principali organizzazioni mafiose e in particolar modo alla 'ndrangheta. E dove le vecchie organizzazioni locali come quella della Banda della Magliana, si stanno riorganizzando alleandosi con la criminalità organizzata.



Regolamenti di conti, omicidi alla luce del sole, suicidi strani, attività nuove che vengono bruciate, estorsioni, appalti pilotati e tanti negozi, ristoranti, alberghi in odoro di mafia. E non sto parlando di Napoli o Reggio Calabria, e nemmeno di Palermo, ma della nostra Capitale. Una "Roma città aperta" da molto tempo alle tre principali organizzazioni mafiose e in particolar modo alla 'ndrangheta. E dove le vecchie organizzazioni locali come quella della Banda della Magliana, si stanno riorganizzando alleandosi con la criminalità organizzata.


Il primo segnale della riorganizzazione altamente sottovalutata si è verificato il 4 luglio del 2009 ad Acilia, periferia sud di Roma: Emidio Salomone, considerato l'ultimo boss della Banda della Magliana e che per rendersi irriconoscibile si fece una plastica facciale, fu ucciso in pieno giorno mentre usciva dal bar. L'uomo è stato avvicinato all'uscita di una sala giochi da due uomini a bordo di una moto che gli hanno esploso contro alcuni colpi di pistola. Il secondo segnale era nel luglio del 2010: Carmine Gallo, 52 anni, detto ’O Longo, esponente del clan camorristico più potente di Torre Annunziata, era stato ucciso in via Bistagno, alla zona romana dell'Aurelio, non lontano dal residence Bastogi dove da tempo abitava.

Il far west si è accentuato in maniera particolare quest'anno tra omicidi e gambizzazioni. 

Partiamo dal quartiere Tuscolano, controllata dalla criminalità locale che sono i Casamonica assieme alla 'ndrangheta. C'è da precisare che questo quartiere è il più densamente popolato e molto spesso è diventato un ritrovo per i latitanti. Da ricordare che nel 2010 arrestarono il pentito della 'ndrangheta Giacomo Ubaldo Lauro, il cui nome torna nelle più cupe vicende di sangue degli ultimi quarant’anni, da Piazza Fontana alla strage di Gioia Tauro, alla Rivolta di Reggio Calabria e al mancato golpe Borghese.  

Al Tuscolano dall'inizio dell'anno sono accadute gravi sparatorie. Il 17 aprile scorso, sulla Tuscolana, due persone su uno scooter e col casco integrale hanno esploso tre colpi di pistola di piccolo calibro contro un romano di 47 anni, Sandro Andreini, con precedenti per droga e rapina, mentre era alla guida di una Smart in via Marco Fulvio Nobiliore.

La stessa sera ad Ostia un altro pregiudicato di 30 anni, Fabio Aragona ha aperto la porta del suo appartamento in via delle Triremi e un uomo gli ha sparato in testa un colpo di pistola mentre tentava di scappare. 

Il 13 maggio scorso cinque colpi di pistola sono stati esplosi contro l'agenzia di scommesse All In Casina, in via Tuscolana. 
Il 30 maggio due persone hanno fatto irruzione in un fast food 'Burger King', nel quartiere Tuscolano in via di Porta Furba e hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco su un presunto membro affiliato al clan dei Casamonica. 

E come se non bastasse, il 10 Luglio scorso, domenica notte in via Diego Angeli, al Tiburtino, due persone a bordo di uno scooter e con i caschi integrali hanno aspettato che uscisse di casa il pregiudicato 33enne Giulio Saltafilippi. Si sono avvicinati e hanno aperto il fuoco ferendogli gravemente la gamba e l'addome.


Dall'inizio dell'anno ci sono stati ben 22 omicidi, i quali più della metà sono quasi sicuramente agguati della criminalità organizzata. 

Elenchiamoli: 

Il 19 gennaio Angelo Di Masi, 44 anni, pregiudicato residente a Vibo Valentia e titolare della sala giochi "Slot gioia", è stato ucciso a Roma, quartiere prenestino, all'alba con due colpi di pistola in pieno volto.


Il 24 gennaio Carlo Ciufo, 21 anni, pregiudicato di Tor Bella Monaca, è stato freddato in zona Corcolle con un colpo di pistola alla nuca, mentre il compagno è stato ferito gravemente.

L'8 marzo una donna ancora non identificata è stata ritrovata con il corpo mutilato nella Laurentina. Oltre le ipotesi del serial killer e pista satanica, rimane ancora in piedi l'esecuzione della mafia albanese e 'ndrangheta che si occupa della prostituzione.

Il 10 aprile Roberto Ceccarelli, imprenditore di 46 anni con precedenti penali per reati finanziari, truffe e riciclaggio è stato ucciso con dei colpi di pistola nel quartiere Prati.

Il 19 aprile un pregiudicato di 33 anni è stato ucciso ad Ostia con dei colpi di pistola dopo aver aperto il portone di casa.

Il 16 maggio un uomo ancora non identificato, completamente carbonizzato, è stato ritrovato nella zona di Ponte Galeria. Secondo alcuni testimoni il corpo era all’interno di una macchina bruciata che sostava nell’area già da alcuni giorni. Ancora tutto da chiarire.

Il 29 maggio due uomini si sono sparati a vicenda in zona Cecchina. Uno si chiamava Fabio Giorgi, 42 anni, l’uomo è conosciuto nella zona per essere stato arrestato più volte per traffico di stupefacenti. Secondo gli inquirenti, nel gruppo di fuoco avrebbe fatto parte anche una vigilessa, figlia di un alto ufficiale dei Carabinieri originario del Cilento, con un fratello ufficiale della Guardia di Finanza e un'altra sorella questore. Secondo gli inquirenti, il padre della donna, insieme con due imprenditori -i fratelli Esposito- si sarebbe visto negare dall'ex "sindaco pescatore" di Pollica, Angelo Vassallo, il permesso per la realizzazione di uno stabilimento balneare ad Acciaroli.  

Infine l'ultimo omicidio del 5 Luglio, il secondo nella zona Prati. Flavio Simmi, 33 anni e già in precedenza vittima di una gambizzazione. La ragazza Paola Petti racconta che il compagno aveva notato che una gomma della sua Ford Ka era bucata, ha tentato di spostare la macchina parcheggiata in via Riccardo Grazioli Lante. Improvvisamente - ha aggiunto - sono arrivati i killer, con il volto coperto da caschi, a bordo di una motocicletta scura e quindi sono partiti i colpi di pistola.

1 commento:

sara ha detto...

mamma mia :| ho letto l articolo