venerdì 29 luglio 2011

Perchè vi inquietate?

Kosovel fu un giovane poeta sloveno nato nel 1904 e mori giovane nel 1926. Credo che ci faccia bene  leggere questa poesia. Oggi più che mai credo che ne abbiamo bisogno. Viviamo in un periodo, specialmente nella giovane età, di forte inquietudine! C'è un dato che non va sottovalutato, oggi tra i giovani c'è un forte uso di psicofarmaci.


Perchè vi inquietate?
 

Forse perchè si è guastato l'orologio?
Il sole tramonta.
Lo spirito raccoglie impressioni.
Cerco immagini in movimento.

I fatti perseguitano l'arte.
Giovani, giovani, orsù, coraggio!
Ciò che vi serve
ve lo dà il dolore.
Con fischi e sberleffi
prendiamo di mira il nazionalismo.
L'occhio si cerca nell'acqua.
Là si acquieta il mio spirito.

Vada al diavolo il mondo intero!

A volte, quando sono disperato a morte,
penso a te, bianca ragazzina.
Tutte le impressioni sono verdi.
Il tuo amore è di un verde
così soave e tenero
come i verdi riflessi dell'acqua.
Lo spirito accumula impressioni.
Una percezione passiva è letargia...
Lo spirito attivo raccoglie immagini.
Guarda indietro e davanti!
I fatti perseguitano l'arte.

Giovani, giovani, suvvia, coraggio!
Io sono coraggioso per tre.
Giro in una barca d'oro.
Dalla sofferenza attingo
tutto ciò di cui ho bisogno!


Srecko Kosovel 

3 commenti:

Anonimo ha detto...

in questa poesia l'autore propone la sua disillusione ed il suo monito a stare accorti alle scorciatoie, ai facili tesori che ci vengono proposti.
Alla nostra vita, e ai giovani che sono l'avvenire, non serve un tesoro, serve piuttosto immagazzinare l'esperienza che ci troviamo e si troveranno ad affrontare, per non restare impreparati, ripiegati su noi stessi...

RESISTENZA - ABILIO ESTEVEZ



Non ci sono tesori, dicono i pellegrini che ritornano.
Se ne stanno lì, sul ciglio delle strade, sulle sponde di mari e
fiumi, senza dormire e senza poter toccare l'acqua, maleodoranti e
allucinati, a indicare impauriti l'orizzonte.
Non ci sono tesori, dicono e chiudono gli occhi, e spezzano i
bastoni, e si gettano a terra e non aspettano.
Non implorano più, non supplicano più. Il cielo non risponde e
non c'è speranza nei sogni.
È una menzogna la storia dei galeoni sommersi. Non
esistono i forzieri sepolti sul fondo degli oceani, con
tutto l'oro delle antiche corti, coi rubini, gli
smeraldi e le corone degli imperi scomparsi.
Non c'è mai stato un simile sfavillio in mezzo ai pesci,
ripetono, deliranti, i pellegrini che tornano.
Ignori perché si sono stancati, chi li ha dissuasi, quale
demone dell'impazienza ha spento tra le alghe la luce
dell'oro e delle pietre preziose.
Tu ti fermi un istante.
Non ci sono tesori, gridano disperati.
(Non voltare la testa. Non li vedere con gli occhi vuoti. Non
li sentire. La strada è lunga e non c'è tempo da perdere.)

giuseppe ha detto...

bella poesia, rispecchia molto i giovani di oggi

sara di pietro ha detto...

ciao inca, bellissima poesia! sei favoloso! ^-^ un abbaraccio