giovedì 9 giugno 2011

La Magistratura : quando Antonio Gramsci la denunciava.

Diverse volte ho affrontato il discorso sulla Magistratura, e trovo sempre molta difficoltà a parlarne visto la situazione paradossale in cui viviamo. Di una sinistra che in nome dell'antiberlusconismo ha perso quel poco di idea libertaria che gli era rimasta.

Eppure ancora adesso torna di attualità la dura repressione degli anni 70, i processi privi di garanzie e condanne tramite dei discutibili pentiti. E' di oggi tra l'altro la conferma dal Brasile che Cesare Battisti non sarà estradato e in più sarà cittadino libero. Bipartisan è stata la condanna e le vesti stracciate, e ciò è preoccupante perchè l'ideologia legalitaria, un tempo di destra, ha contaminato anche le sinistre.

Dimentichiamo che il nostro Sistema Giudiziario, connesso con quello penitenziario è ingiusto. Eppure basterebbe vedere le nostre carceri, affollate da detenuti in carcerazione preventiva, quindi innocenti fino a prova contraria. E non a caso le morti avvengono proprio in quella grande percentuale che arriva a superare il 40 per cento della popolazione carceraria. Impressionante sapere che la maggior parte di loro risulteranno poi innocenti. Niki Aprile Gatti, ad esempio, se non fosse stato messo in galera in maniera preventiva, oggi sarebbe ancora vivo!


Non si può chiudere un occhio verso quei Magistrati, compresi quelli che appartengono alla Magistratura Democratica, che conducono inchieste contro i tanti ragazzi anarchici.

Ma non solo.

Ci sono innumerevoli casi di malagiustizia, ove a diverse persone hanno rovinato la vita. Ma non basta, purtroppo anche i mezzi di informazione fanno la loro parte. Troppe volte sbattono il mostro in prima pagina, e di casi Tortora ce ne sono decisamente troppi.


Vi pubblico uno scritto di Antonio Gramsci del 1918, quindi ben prima dell'avvento del Fascismo, e scoprirete con amarezza che nel 2011 abbiamo lo stesso identico problema di prima. A causa di Berlusconi e dell'antiberlusconismo se si pronunciano le stesse proposte che fece Gramsci, c'è rischio di essere bollati come amici dei delinquenti e corruttori.

Mentre invece dovremmo allarmarci perchè questo Sistema Giudiziario è prefascista. Mantiene le basi per una svolta autoritaria, mascherata di democrazia nel nome della legalità.


I DIRITTI DEL CITTADINO

1) Un cittadino italiano che venga arrestato, non può per più di dieci giorni essere tenuto all'oscuro sulle cause del suo arresto, ma deve entro dieci giorni essere condotto dinnanzi al Giudice naturale, e riottenere la sua libertà anche se provvisoria.

2) L'arresto preventivo è mantenuto solo per gli accusati di gravi colpe gravissime-quando gli indizi della colpevolezza siano tali da far apparire probabilissima la condanna- e non deve essere superiore alla misura minima della condanna.

3)Gli agenti, i giudici, i carcerieri, per colpa dei quali un cittadino viene arbitrariamente privato della libertà, sono tenuti a pagare al malcapitato una identità in solido ciascuno di lire diecimila, da scontarsi in tanti giorni di prigione in caso di insolvibilità, con iscrizione nella fedina penale, rimozione dall'impiego e perdita dei diritti civili per cinque anni.

Antonio Gramsci ,10 Settembre 1917.



Gramsci già all'epoca denunciava il sistema antidemocratico della Magistratura: l'arresto preventivo, l'isolamento e la responsabilità penale e civile che un Magistrato non ha. A pensare che il destino gli fu fatale, sotto il Fascismo Gramsci morì in carcere...


3 commenti:

luce ha detto...

Io ho lavorato anche con dei magistrati attenti e garbati, specie della vecchia scuola che ascoltavano anche una pivellina come me, perchè rispettavano tutti gli operatori del diritto e gli imputati.
Il problema nasce secondo me dalla mancanza di giustizia in generale, che non dipende solo dai magistrati ma dall'andazzo generale: si ha paura di denunciare gli abusi perchè si sa che poi alla fine non ne vale la pena non essedoci delle leggi ( parlamentari ) che aiutino il singolo davanti alle ingiustizie.
I magistratisono persone e come tali piene di contraddizioni, ma il fatto è che è la LEGGE che non nasce uguale per tutti...
Un caro e affettuoso saluto

Anonimo ha detto...

L'esistenza di un problema "giustizia" e dell' annesso fallimentare sistema processuale e penitenziario è innegabile e tangibile e il pericolo, che tu prospetti, di una deriva dello strapotere di un ordine che è ormai casta non è poi così improbabile. Qualcuno, morto ormai da anni in "esilio", sostenne che chi tocca quel potere è destinato a morire e pare proprio che quella nefasta previsione, interpretabile quasi come minaccia, abbia saputo produrre i suoi malefici frutti fino ai giorni nostri. Nessuna riforma efficace è stata mai messa in atto e perfino al temibile Mister B., che aveva solennemente dichiarato guerra alla terribile armata dei giudici comunisti, hanno tarpato le ali. E noi, gasati, andiamo alle urne per l'abrogazione di una norma, quella sul legittimo impedimento, che non ci salverà da una giustizia predatrice e che con l'art.3 della Costituzione, quello che ha reso solenne il principio di uguaglianza, non ha nulla da spartire. Il nostro sistema processuale penale è, teoricamente, prevalentemente accusatorio, ma non puro, per volere dello stesso organo sovrano, il Parlamento, che introducendo determinati principi cardine ne ha attenuato tale natura. Principi che troviamo scritti nella Costituzione, ma che sono ormai totalmente svuotati d'effettività rimanendo con la sola labile valenza dell'inchiostro sulla carta. Basta riflettere su l'art. 13 e l'art 27 della Costituzione, per capire quanto il grande uomo che hai citato, Gramsci, l'Intellettuale con la I maiuscola, fosse un precursore dei tempi, e quanto fosse centrale per il lui il tema della lotta per la libertà.

Articolo 13

La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge .

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Art. 27.

La responsabilità penale è personale.

L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Non è ammessa la pena di morte.

Da "Lettere dal carcere"
a Carlo, 12 settembre 1927
<...Perché ti ho scritto tutto ciò? perché ti convinca che mi sono trovato in condizioni terribili, senza perciò disperarmi, altre volte. Tutta questa vita mi ha rinsaldato il carattere. Mi sono convinto che anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio. Mi sono convinto che bisogna sempre contare solo su se stessi e sulle proprie forze; non attendersi niente da nessuno e quindi non procurarsi delusioni. Che occorre proporsi di fare solo ciò che si sa e si può fare e andare per la propria via. La mia posizione morale è ottima: chi mi crede un satanasso, chi mi crede quasi un santo. Io non voglio fare né il martire né l'eroe. Credo d essere semplicemente un uomo medio, che ha le sue convinzioni profonde, e che non le baratta per niente al mondo...> Antonio Gramsci

NicKappa25 ha detto...

Più passa il tempo e più sono contento di aver scoperto il tuo blog..