lunedì 13 giugno 2011

I militari argentini (e non solo) non dimenticano.

E' successo che qualche tempo fa il proprietario di un negozio di sviluppo delle foto a Buenos Aires, vide uscire dalla macchina una serie di immagini da far venire i brividi: uomini nudi, legati e incappucciati, che venivano torturati dai militari. Elettrodi sui testicoli, immersione in tinozze di liquami, umiliazioni e violenze di ogni sorta... Da buon cittadino, il proprietario, evidentemente scosso da quelle immagini, si è precipitato a consegnarle al Segretario per i Diritti umani, che a sua volta ha avvisato il governo.

L'allora presidente Kirchner aveva immediatamente ordinato un'inchiesta intimando agli alti gradi delle forze armate di chiarire dove fossero state scattate queste terribili foto. E soprattutto di identificare i torturati e torturatori. Con grande sorpresa di tutti si scoprì non solo che quelle foto erano state scattate durante il governo democratico e non sotto il periodo nero delle dittature argentine, ma i volti dei torturatori appartenevano a ufficiali in servizio.

Ma la cosa che aveva fatto scalpore è che i torturati ovviamente non erano presunti "sovversivi"sequestrati o prigionieri per qualsiasi motivo, ma erano soldati anche loro.


Le torture non erano delle messinscene, si è così scoperto che gli eredi dei genocidi in divisa che fecero sparire nel nulla trentamila persone avevano cominciato a praticare la tortura su se stessi.

Grazie all'energica determinazione del Presidente, gli alti comandi argentini hanno dovuto spiegare che praticare la tortura sui soldati delle forze speciali serviva a temprarli e a valutare la loro soglia di resistenza in caso fossero stati arrestati dai nemici.

In poche parole questa brutale forma di addestramento(insegnata nella famigerata Scuola delle Americhe gestite dal Pentagono), questo torturarsi a vicenda, questo soffrire gratuitamente, serviva soprattutto a rendere spietati i militari, a disumanizzarli.

Per questo sono sempre pronti, nel caso si restaurasse una dittatura come quella di Videla e Massera, ad essere brutali come nel passato. Ci sono le mamme di Plaza De Mayo che con ostinazione reclamano i loro figli scomparsi e non dimenticheranno mai i loro desaparecidos.
Ma anche i militari, a modo loro,ci tengono alla memoria. E ogni tanto provano quel vissuto direttamente sul proprio corpo.

Ma non c'è nulla da gioire per questo. Proprio nulla.


9 commenti:

ventopiumoso ha detto...

mica lo sapevo... pero' c'era da aspettarselo, certi comportamenti disumani...

Itsas ha detto...

non conoscevo questa notizia, ma non mi sorprende, sapevo che ci si addestra così in certi ambienti

bravo a trovare la notizia!

l'incarcerato ha detto...

Vi invito a riflettere anche sul nostro Paese...l'esercito rimane comunque una scheggia impazzita e non a caso se andiamo a spulciare la lista della P2 i maggiori iscritti appartengono comunque alle Forze Armate..

l'incarcerato ha detto...

ps presto parlerò del lato occulto del nostro esercito. C'è da preoccuparsi...

ventopiumoso ha detto...

sì ma non dei servizi segreti però, eh? :) come disse cutolo "che significa "deviati"? non esistono i "servizi deviati". esistono i servizi, e fanno quello che devono fare" (ok, le virgolette sono fuori luogo visto che non è la citazione letterale)

elena ha detto...

non lo sapevo, ma non posso dire di esserne stupita. Nemmeno di quanto si potrebbe "scoprire" da noi... continuano a citarmi Pasolini e valle Giulia, ma (a parte che ci sarebbe da leggerla bene, quella poesia, e non da citarla solo come fa comodo...) io continuo a chiedermi perché questi figli del popolo rifiutano di usare il cervello... perché la democrazia fa così paura... perché scelgono sempre la violenza ed i soprusi dei potenti... sarò che sono una donna, perdipiù anarchica e contro la guerra e la violenza... ma proprio non capisco. Grazie Inka! :)

enrica ha detto...

La verità è che la pazzia non conosce colori politici. Non si è al sicuro dalla pazzia sotto una particolare bandiera.
Grazie per questo spazio di denuncia, Inka. Davvero!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Sono senza parole. Ed hai ragione, del nostro esercito si parla poco o nulla salvo per glorificarlo per le "missioni di pace".

Guido Trusso ha detto...

posso condividere vero? :)