lunedì 28 marzo 2011

La 'ndrangheta-massoneria-colletti bianchi in Umbria.

Questo articolo che vi appresterete a leggere è un riassunto di tre anni di inchieste per cercare di arrivare alla Verità per Niki Aprile Gatti. La notizia che ha riacceso l'entusiasmo di non mollare è arrivata proprio qualche giorno fa, quando l'associazione Libera ha presentato attraverso un convegno con Magistrati e altri addetti ai lavori un documento(SCARICATELO IN PDF) sulle mafie in Umbria. E tra i vari casi, è stata citata anche la morte di Niki e presto uscirà un documento dove svilupperanno il caso. Ebbene, vi invito a leggere questo mio articolo riassuntivo, diviso in due parti, per capire meglio sia la storia di Niki e collegamenti vari e sia la situazione in Umbria. Una regione fin dagli anni 70, legata a storie torbide e che si possono annoverare tra i maledetti misteri di Stato.

E' un periodo dove si parla tanto della regione Lombardia come terra di mafia. E per chi non se ne intende di criminalità organizzata gli appare una novità e crede che Milano sia la capitale della 'ndrangheta. In realtà la mafia calabrese non ha una sua Capitale economica specifica e non conosce confini. Ma questa è un'altra storia.

Purtroppo si parla ben poco dell'Umbria, considerata una regione verde e felice. Ma, purtroppo, non è esattamente così.

C'è un ambiente sotterraneo che fa paura, piena di convivenze tra criminalità organizzata e massoneria, quindi collusioni con le istituzioni. E soprattutto cementificazione selvaggia utilizzata per il riciclaggio del denaro sporco. Denaro ricavato grazie alla vendita della droga, e a Perugia ne gira parecchia. Questa regione sta raggiungendo il triste primato, oltre alle morti sul lavoro, anche quelle per overdose. E sono quasi tutti giovanissimi.

Perugia vanta di numerose logge massoniche, talmente tante che se si prendesse un cittadino a caso, non è difficile appurare che egli appartenga a qualche confraternita. E non è difficile nemmeno trovare massoni nei casi di cronaca nera e non solo.

Vi ricordate il caso Narducci? Quel medico perugino ritrovato morto nel lago Trasimeno e sepolto due volte perchè la prima volta si scoprì che il corpo non era suo? La famiglia del Narducci, quelli che nemmeno volevano riesumare il primo corpo, erano dei massoni anche loro. Appartenevano alla loggia Bellucci.

Oppure ricorderete il famoso sequestro del piccolo Augusto De Megni ? C'era il nonno, omonimo, che è un noto massone molto potente, quello del rito scozzese e antico, con il grado assoluto: il trentatreesimo. Inoltre pare che per liberare il nipotino aveva pagato un enorme riscatto e che addirittura abbia chiesto aiuto anche al suo amico aretino di vecchia data: Licio Gelli.

Quella è una di quelle storie torbide e complesse, perchè stranamente morirono tutti i componenti dei sequestratori sardi che rapirono il piccolo. Tra l'altro alla liberazione parteciparono i NOCS, e uno dei loro componenti, l'ispettore Samuele Donatoni, fu ucciso nel novembre del 1997 durante una sparatoria nei pressi di Avezzano per liberare Soffiantini. La sua morte inizialmente fu additata al sardo Giovanni Farina, la mente dei sequestratori, ma in un processo condotto dal bravo giudice Almerighi i sardi vennero assolti per l'omicidio e si invitò a trovare i colpevoli dell'omicidio tra le forze dell'ordine.

Per carità le logge massoniche umbre sono tutte legali e per nulla deviate, ma non si può far finta di nulla sul fatto che potrebbero verificarsi dei chiamiamoli "conflitti di interesse". Immaginate un giudice che si ritrova come imputato un suo confratello, oppure immaginate che bisogna aggiudicare un appalto e ci si ritrova amici appartenenti alla stessa loggia. I processi potrebbero essere, in queste condizioni, davvero equi?

Il dubbio è venuto anche ad un magistrato calabrese di nome Agostino Cordova e lui aveva voluto vederci chiaro nel lontano 1993 e scoprì che gli iscritti alle logge sparse per la provincia appartengono tutti nelle cosiddette stanze dei bottoni : Ospedali, banche, università e poi ancora in magistratura, negli ordini professionali, tra gli avvocati, i medici, gli ingegneri fino alle istituzioni.

E se ad una potenza non indifferente come la massoneria si aggiungesse la mafia? Le "due M" nella storia non hanno mai avuto due vie parallele, si son sempre intersecate.

Si incontrano specialmente se c'è di mezzo la più potente criminalità organizzata che è la 'ndrangheta. E come vedremo in Umbria è ben radicata.


Per capire meglio l'affinità della mafia calabrese con la massoneria sarebbe il caso di ricordare come si sia evoluta nel tempo.

Negli anni 70 i capobastoni delle varie andrine si riunirono a Montalto, nell'Aspromonte. Molti avvertirono la necessità di liberarsi di quella mentalità poco elastica che impediva ai boss di avere contatti e rapporti con il potere politico ed economico.

Decisero di entrare in rapporto con la massoneria deviata , ovvero far parte di quella zona grigia nella quale era possibile incontrare magistrati, poliziotti, politici, avvocati e bancari. Anzi dico che fanno di più, tramite una loro struttura interna saranno proprio loro a creare delle logge massoniche coperte.

Per fare ciò venne così creata un' enclave all'interno della 'ndrangheta, detta Santa, composta da 33 persone. Essa divenne una vera e propria élite della 'ndrangheta, tanto è vero che un santista pur di salvare l'organizzazione può persino tradire la mafia stessa. Rappresenta uno stadio talmente occulto che gli aderenti non si conoscono nemmeno tra di loro.

Sono tutelati dal segreto, e anche i riti di iniziazione sono diversi. Sostituirono i mitici cavalieri Osso, Mastrosso, Carcagnosso con le figure eroiche massoniche come Garibaldi, Mazzini e La Marmora.

E quindi non meravigliamoci che troviamo il ruolo della 'ndrangheta nel rapimento di Aldo Moro, nel Golpe Borghese oppure la strage di Bologna o quella di Gioa Tauro.

E allora ritorniamo in Umbria e cerchiamo di capire quanto sia ramificata la 'ndrangheta. Come già accennato, l'Umbria ha il triste primato di consumazione di droga e morte per overdose tra i giovani. Il "monopolio" del traffico di stupefacenti è in mano alla cosca dei Facchineri, i quali hanno dato vita ad una struttura associativa multiforme, dedita ad attività criminose principalmente volte alla importazione di consistenti partite di stupefacenti e alla sua successiva commercializzazione.

Questo si scoprì grazie all'indagine "windshear" condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri di Perugia. L'indagine ha consentito di ricostruire una rete criminale dedita all'importazione ed al traffico di sostanze stupefacenti, nella quale figuravano personaggi come Roberto Pannunzi e il figlio Alessandro, Stefano De Pascale, nonché appartenenti alle cosche Coluccio, Aquino, Bumbaca e Agostino, tutte originarie della Locride.

Ma la 'ndrangheta in Umbria, con il tempo non si è limitata più alla semplice commercializzazione della droga. Anche perchè fa tanti, troppi soldi e quindi bisogna riciclarli più in fretta possibile. E allora è nato un altro triste primato in questa bella ma oscura regione: le morti sul lavoro a causa di ditte a sapor di mafia.

L'Umbria da molto tempo non è assolutamente una regione verde. Purtroppo è in corso una cementificazione selvaggia, si costruiscono interi villaggi, inutili case e numerosi centri commerciali. E non è un caso che la regione Umbria si sia dimostrata favorevole al famoso "Piano Casa" ideato dal Governo Berlusconi.

Basta fare una passeggiata tra i borghi dell'Umbria e non è difficile vedere numerose aziende edili al lavoro. Se ne possono scovare centinaia. E non è difficile scoprire che i lavoratori sono tutti calabresi o campani, così come i Titolari.

Tutto questo si scoprì nel 2008 tramite l'operazione condotta dai carabinieri chiamata NAOS nella quale misero allo scoperto un accordo tra 'ndrangheta e Camorra(e in particolar modo il clan dei Casalesi) per controllare gli appalti in Umbria. Ci furono numerosi arresti, tra i quali anche numerosi amministratori locali.

Molte di queste società edili controllate dalla 'ndrangheta vengono acquistate tramite estorsione o acquisto a ribasso, e risultano vincenti sul mercato degli appalti pubblici e privati perche riescono a mantenere prezzi ultra competitivi grazie all'uso di materiali scadenti e soprattutto di manodopera rigorosamente a nero e malpagata, con carenza di sicurezza sul lavoro.

E quindi non è un caso che le morti sul lavoro in Umbria, superano la media nazionale. Le 'ndrine succhiano il sangue agli operai e mettono a rischio la popolazione con i suoi manufatti di scarsa qualità.

Ma attenzione, purtroppo c'è dell'altro ed è anche sotto certi versi sconvolgente visto che si intrecciano diverse inchieste, mai volutamente collegate e che sono contornate da omicidi e suicidi strani.



19 commenti:

ventopiumoso ha detto...

dai finalmente fai il riassunto :)

ps: "'ndrina", non "andrina" :P
la "a" che talvolta si sente è l'articolo determinativo "la" (lo so, sono pignolo...)

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

concordo con ventopiumoso; per chi ti segue da meno tempo, (non é il mio caso) é un riepilogo importante

l'incarcerato ha detto...

Oh Ventopiumoso, mo non mi fa essere pignolo anche a me. Insomma, credo di conoscere abbastanza bene la 'ndrangheta e si può scrivere in entrambi i modi! La parola 'ndrina deriva dal greco "andros". Dopo aver fatto un' inchiesta dalle origini fino ad oggi sulla 'ndrangheta, posso permettermelo ;)

l'incarcerato ha detto...

Grazie Daniele, infatti era doveroso per chi non segue da meno tempo questa storia. Anche perchè la conclusione alla quale siamo arrivati, nasce da un lungo lavoro. Un abbraccio!

upupa ha detto...

Come sempre preciso e puntuale...bravo "RAGAZZO"...

eliana ha detto...

Molto interessante! Piripiri è nevoso :-))) vuol dire che hai fatto bene il tuo lavoro Incarcerato! :-)

l'incarcerato ha detto...

Dovrò mettere la moderazione visto che ogni qual volta affronto la 'ndrangheta in Umbria e affianco anche la storia di Niki, arrivano puntualmente questi commenti. Me ne rendo conto che li facciano imbestialire. E io ci godo. E non oso immaginare quando uscirà il documento di Libera cosa proveranno! Siete dei balordi e la pagherete cara visto che pure i MAGISTRATI ora credono a queste fandonie!

l'incarcerato ha detto...

Ovviamente, chi vuole, ha la possibilità di smontare pezzo per pezzo quello che scrivo. Argomentando però!

Tua madre Ornella ha detto...

Inka

Ottimo articolo!! Ben argomentato e costruito!!

Complimenti e....Grazie!!

Un bacio
Ornella

ventopiumoso ha detto...

@inka: ah ah non temere ho l'animo del maestro. hai ragione si puo' scrivere in entrambi i modi, ma la forma corretta e' quella apostrofata.. te lo dice chi ha sentito parlare reggino per tutta una vita :P

@daniele: e' utile anche a me. ad essere sincero in tutti questi mesi\anni, anche se il succo l'ho capito, i dettagli sono trooooppi... e anche intricati. dunque fa proprio bene un ripasso. c'era una volta.. :)

Anonimo ha detto...

bravo inca! un abbraccio

NicKappa25 ha detto...

Continuo a seguire....bel lavoro Inc.

upupa ha detto...

Carissimo il commento l'ho letto...ma non vale la pena prendersela per chi ,colto nel segno,offende e sproloquia...

roberto ha detto...

Questo è giornalismo... nomi fatti circostanze, è tutto scritto e contestabile.
I have a dream...

l'incarcerato ha detto...

Grazie a tutti! Ho dovuto per forza di cose mettere la moderazione. Ma ospito volentieri le voce critiche costruttive. E chiunque, argomentando, potrà smontare pezzo per pezzo ciò che ho scritto. Le inchieste, per chi non lo sa, si fanno tramite articoli dei giornali, dei buoni libri e anche tramite fonti che io ho avuto il piacere di avere. Sfido chiunque trovare un articolo che abbia fatto questi collegamenti. Anzi, sono contento che non sono più l'unico visto che finalmente numerose associazioni, con forte ritardo, ne stanno parlando. Un abbraccio a tutti!

ventopiumoso ha detto...

.. e non dimenticare documenti ufficiali e non :)

l'incarcerato ha detto...

ah quelli ci sono ovviamente! Ultimamente hanno redatto ben due dossier. Dopo tre anni, finalmente nasce qualcosa!

Mr. Tambourine Man ha detto...

Quando scrivi "Ci furono numerosi arresti, tra i quali anche numerosi amministratori locali", a chi ti riferisci?

l'incarcerato ha detto...

A questi : http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=2900