domenica 20 febbraio 2011

Quando il legalitarismo uccide: morto a Palermo il giovane venditore ambulante.

A Roma se andate di notte a far rifornimento di benzina troverete sempre un gentile bangladese che vi aiuta al self-service. Lo fanno per sopravvivere. Appena si fa notte e quando il proprietario e i dipendenti di un distributore se ne vanno, d'incanto questi extracomunitari appaiono con una sedia e rimangono lì fino all'alba. Fanno di tutto per guadagnarsi qualche centesimo di euro al giorno. Si organizzano in squadre per lavare i vetri delle auto, la sera vendono le rose, oppure fanno i lavapiatti in qualche ristorante in nero. Oppure d'estate vanno a vendere gli occhiali nelle spiagge.

Non si tratta di essere buonisti, ma trovo preoccupante questa ondata di legalitarismo che come un virus sta infettando anche amministrazioni di centro sinistra. Inutile ricordare le circolari contro i lavavetri adottate da sindaci di "sinistra" come a Firenze e Torino.

Sicuramente, care steste di capra, iniziative del genere sono fonti di grandi consensi e quindi voti. Cosa dice la gente?

"Io mi devo fa un mazzo tanto per rispettare la legge, pago tante tasse e non ho capito! Arrivano questi qui e fanno quello che gli pare?".

Eppure queste nuove ondate di "tolleranza zero" non riguarda solo gli stranieri. Come non ricordare la storia dell'ambulante Casu?


Da anni che senza licenza, perchè non poteva permettersela, faceva l'ambulante a Quartu Sant'Elena, in Sardegna. Il comune di centrosinistra, contagiata dalla malattia del legalitarismo, decise di non accettare più i venditori abusivi e Casu fu la loro prima vittima. Un Trattamento Sanitario Obbligatorio decretò la sua morte. Il processo è ancora in corso e auguro che i famigliari riusciranno ad ottenere Giustizia.

Qualche giorno fa a Palermo, gli agenti della Polizia Municipale, sequestrarono la merce ad un venditore ambulante del Marocco. Per protesta si dette fuoco.

Notizia fresca di oggi: è morto alla giovane età di 22 anni per le gravi ustioni riportate.

La disperazione porta anche a questi gesti estremi, ma noi viviamo in Italia, mica in Tunisia che grazie ad un gesto simile è scoppiata una rivolta.

Qui siamo tutti ammalati di questo legalitarsimo che prende sempre più piede all'interno del "popolo di sinistra".

Considero una ingiustizia anche quando si interviene per far rispettare determinate leggi. Per me è ingiustizia, anche se lo prevede la legge, rinchiudere i clandestini nei CPT. Per me è ingiustizia, anche se lo prevederà la legge, far pagare un ulteriore tassa agli immigrati per ottenere il permesso di soggiorno. Per me è ingiustizia, anche se lo prevede la legge, licenziare senza giusta causa una persona che lavora nelle aziende al di sotto dei quindici dipendenti. Per me è ingiustizia anche quando la Magistratura archivia, secondo legge, delle morti sospette oppure fa inchieste che porta alla morte di persone innocenti.

E allora per me è una ingiustizia, anche se lo prevede la legge, non far più esercitare l'attività ad un venditore ambulante perchè magari non può permettersi di acquistare la licenza oppure di non permettere di far lavare i vetri a chi non riesce a trovare altre possibilità per sopravvivere.





2 commenti:

Anonimo ha detto...

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Francesco ha detto...

Caro Incarcerato,concordo con tutto ciò che hai detto/scritto ma ricordiamoci anche che questi "soggetti" ce li abbiamo mandati NOI al potere e per quanto schifosi e riluttanti siano è anche colpa nostra se queste TRAGEDIE accadono....hai perfettamente ragione quando dici che non siamo in Tunisia o in Egitto dove per una cosa simile scoppia una rivolta, qui siamo in Italia dove chi ha più potere fa il suo porco comodo....