sabato 29 gennaio 2011

Dedicato ai resistenti egiziani contro il tiranno Mubarak.

I poeti arabi, come nel passato e ora come il presente, hanno sempre fatto poesie per contrastare il Potere. I poeti romantici criticavano con forza il sistema politico-sociale, i governanti e gli stranieri dominatori, che ostacolavano il cambiamento auspicato dai popoli. E anche ora è esattamente così. Qualcuno disse "se i poeti perdono, il mondo non vincerà", per me finché si abbia la forza di scrivere in versi o raccontare qualcosa, il "mondo" avrà ancora la speranza di vincere.

Dedico questa poesia di
Mahmud Darwish ai tutti giovani egiziani che scandendo le semplici ma dure parole "pane e democrazia" vogliono rovesciare il regime di Mubarak, un dittatore sostenuto da tutto l'Occidente.


Potete legarmi mani e piedi
Togliermi il quaderno e le sigarette
Riempirmi la bocca di terra
La poesia e' sangue del mio cuore vivo
sale del mio pane luce nei miei occhi.
Sara' scritta con le unghie lo sguardo e il ferro

la cantero' nella cella della mia prigione
al bagno
nella stalla
sotto la sferza
tra I ceppi
nello spasimo delle catene.


Ho dentro di me un milione d'usignoli
Per cantare la mia canzone di lotta.

(Mahmud Darwish)


5 commenti:

ventopiumoso ha detto...

e sia!

ciao ha detto...

....

Saruccia ha detto...

fanno schifo le carceri italiane :( ho letto un articolo

luce ha detto...

Preoccupante questa ongata; non fraintendermi, io credo che se un popolo arrivi a lla violenza vuol dire che è esasperato, è preoccupante perchè non capisco se la democrazia è alla occidentale o viziata da infiltrazioni religiose estremiste musulmane che io temo come tutti gli estremismi del resto. Le rivelasioni poi di Assange sull'argomento sono anche inquietanti.
Non so, l'Africa del mediterraneo che insorge mi spaventa un pò.
Spero solo che le libertà e contemporaneamente il rispetto delle libertà altrui abbiano il soptravvento.
Un caro saluto sempre

l'incarcerato ha detto...

Cara Luce, non farti fregare dalla disinformazione globale. La democrazia all'occidentale, per quei Paesi, è quella di Mubarak sostenuta dagli USA e quindi anche da noi. In quella piazza ho visto oltre agli uomini, anche giovani donne e sento solo la voglia di "pane e libertà". Io ho sempre diffidato dai documenti di Wikileaks e non è un caso che il governo Israeliano li vede di buon occhio. In Tunisia, come in Egitto, è una rivolta differente di quella appoggiata a suo tempo da Nasser. Basta vedere ad esempio che in Egitto il popolo sostiene il premio nobel che fondamentalista islamico certo non è e che non poche grane procurò agli USA per quanto riguarda la armi chimiche e batteriologiche inesistenti per giustificare l guerra in Iraq. Io questa volta sono fiducioso, vedo un popolo stremato dalla dittatura e se ne vuole liberare.