lunedì 29 novembre 2010

I documenti segreti di Wikileaks diranno qualcosa di nuovo?

Devo essere sincero, nonostante la mia diffidenza verso Wikileaks scaturita attraverso la storia dell'omicidio di Calipari a causa delle forti incongruenze, ero in ansia come tutte voi teste di capra sui documenti riservati e segreti.

Fino adesso le notizie che sono uscite non sono un segreto. Tutti sanno dell' accordo economico tra l'ENI e gasdotto russo, l'amicizia tra Berlusconi e Putin grazie anche alla loro bizzarra concezione della democrazia. Fino adesso è chiara solamente l'arroganza USA verso tutti i Paesi del Mondo. Loro sono da sempre un Impero che ora è in declino visto la forte ascesa della Cina. E sicuramente non è un cambiamento in meglio visto la tendenza europea e non solo a prendere come esempio il modello Cinese in campo economico.

Detto questo ho letto che i documenti che riguardano solo l'Italia sono almeno tremila. Ho letto anche che la documentazione parte dal 1966 fino al 2010. Un periodo importante se pensassimo che in Italia attraversa tutto il periodo delle stragi di Stato(comprese quella mafiose ma sono la stessa cosa),il rapimento Moro e le BR, il terrorismo nero e il collegamento con la Giunta militare della Grecia, attraversa tangentopoli, passa per il caso Ocalan, la strage del Cermis , la guerra nel Kosovo, le altre due guerre, il caso Abu Omar fino ad arrivare agli scandali come quello Telecom che come sappiamo di mezzo c'è anche la solita CIA.

Ebbene, io attendo documentazioni rispetto a queste notizie invece dei pareri sui personaggi politici, a quello bastiamo noi cittadini . Consiglio a chi ha la capacità di comprendere l'inglese alla perfezione e di utilizzare il sito Wikileaks, di spulciare per bene tutta la documentazione.

Posso dire che ho il serio timore che non ci sarà nulla di tutto questo? Desidero essere smentito.


venerdì 26 novembre 2010

Traffico di organi in Kosovo. La mafia albanese e la 'ndrangheta fanno affari anche in questo?

Tanto tempo fa scrissi un articolo su un hobby macabro di alcuni facoltosi connazionali che durante la guerra tra etnie nell'ex Jugoslavia, andavano in Croazia a fare la caccia all'uomo. In pratica, annoiati di spappolare i fagiani, si dilettavano a sparare ai serbi-croati detenuti dalle milizie Ustascia. Milizie che pochi sanno, ma venivano finanziati dallo IOR.

Purtroppo in quelle terre avveniva altro. Un qualcosa, forse, ancora più inquietante.

Prima e durante il conflitto della NATO contro Milosevic del 1999, guerra appoggiata anche dall'allora governo D'Alema, in Kosovo la popolazione serba che ci viveva già conosceva la temuta "Yellow house", la chiamavano la casa gialla.

Era una struttura al confine con l'Albania dove gli uomini dell'UCK rapivano i serbi e li portavano in quell'edificio per operarli ed espiantare gli organi.

Il Kosovo era ed è l'epicentro del traffico di organi. Un giro d'affari enorme, cifre da capogiro.

Sul mercato nero un corpo umano vale più di due milioni di euro, i reni posso essere venduti anche a cento mila euro, fegato e cuore addirittura un milione di euro ciascuno.

Fino a poco tempo fa si pensava che riguardasse solo alcuni stati Africani per magie nere, India, Pakistan e Afghanistan. Ora invece scopriamo che nel cuore della ex Iugoslavia, nella nazione nascente che abbiamo difeso tramite una brutale guerra, c'è questo orrore.

Qualche dubbio venne anche durante il conflitto quando si trovarono fosse comune di serbi, dove ai corpi mancavano organi importanti come cuore e fegato. Oppure quando nel 2001 le autorità serbe scoprirono che dall'ospedale psichiatrico di Methian Stimlje almeno quaranta malati sono spariti nel nulla.

Il kosovo ora è uno Stato altamente corrotto ed è guidato dalla mafia albanese, non c'è uomo che ricopre un ruolo chiave in Kosovo che non risponda ai clan.

Siamo sicuri che l'Italia non sia coinvolta in questo orrore? Sapete che la 'ndrangheta tra gli innumerevoli primati, ha anche quello della tratta delle schiave? Collabora attivamente con la mafia albanese molto presente sul nostro territorio per il giro della prostituzione. La stessa mafia che fa traffico di organi dal Kosovo.

Chissà se qualche magistrato stia indagando su questo fronte.



PS La storia del traffico sugli organi in Kosovo l'ho reperita sul giornale La voce delle voci di novembre.



Articolo pubblicato qui.

martedì 23 novembre 2010

Il mistero del colpo al caveau della Banca di Roma a palazzo Giustizia (Quarta Parte)

Continua da qui.

In quella notte di mezza estate a Roma, il furto al caveau sotterraneo della Città Giudiziaria , c'era un organizzazione chiaramente manovrata da personaggi eccellenti. I mandanti sono tuttora sconosciuti. In quelle cassette di sicurezza oltre al denaro, oltre alla cocaina(di qualche magistrato per poterlo ricattare?), c'erano anche dei documenti importantissimi.


Ventuno persone tra fiancheggiatori, infiltrati e carabinieri invischiati, che sono indagate con l'aggravante di stampo mafioso. Prima ad indagare su questo furto c'era Silvia Della Monica, magistrato che si occupò anche del mostro di Firenze. Ora non si sa più nulla.

Stefano Virgili, come ho raccontato nel precedente articolo, era un personaggio molto astuto. Un cassettaro dal volto da imprenditore e tramite la cooperativa Mutua Nuova riuscì ad avvicinarsi all'ex giudice Imposimato e con uno stratagemma si impossessò anche dei suoi numeri.

Tramite Stefano Virgili entra in scena lo Stato di San Marino. E in questi giorni a San Marino si sta celebrando un processo contro l'ex gendarme Biagioli e il figlio!

Di cosa sono accusati?


La partita processuale si gioca su un foglio di servizio che Stefano Virgili ha esibito alla corte di Perugia che lo stava processando per il furto al caveau della Banca di Roma all’interno del tribunale della Capitale. Il documento attestava il fatto che l’uomo era stato fermato dalla gendarmeria a San Marino nella notte del 16 luglio 1999 alle 23.50, esattamente quando è stato commesso il furto. Ma il foglio di servizio è stato considerato un falso, i gendarmi che quella sera erano in pattuglia disconoscono di averlo redatto e l’alibi di Virgili non è stato considerato credibile, al punto che è stato condannato in primo grado e anche in appello. Quel foglio di servizio, dunque, è stato manipolato. Ma da chi? Un testimone – l’ex gendarme in pensione Marino Paoloni – ha affermato in istruttoria di aver visto compiere quell’operazione all’avvocato Biagioli sotto dettatura del padre e proprio per accertare chi abbia scritto quelle righe il processo si è concentrato in larga parte sulle perizie calligraficheA breve l'ultima parte che forse per omonimia, o forse no, arriviamo alla strana morte di Niki Aprile Gatti!
(fonte)

Un processo che dura oramai da anni e i politici di San Marino, tramite ricusazione continua dei Giudici, pare che vogliano fermare questo processo.

Altro colpo di scena e qui entrano in gioco i soliti Servizi Segreti.

Durante uno degli innumerevoli processi contro i Biagioli è emerso un altro nome: un certo Pietro Tomassi! Costui nel 1995 aveva tentato un furto nel caveau del credito Industriale Sammarinese che custodiva fondi neri del SISDE. E guarda caso questo signor Pietro Tomassi è additato come complice di Stefano Virgili.

E allora spulciando tra gli archivi del Corriere della Sera trovo questo stralcio di verbale. E' un certo Giuseppe Cillari, uomo di grande spessore criminale legato alla Banda della Magliana:

"Il motivo per cui è stato fatto il furto è stato quello di prendere dei documenti che potessero servire a ricattare i magistrati e so che i documenti sono stati trovati. Mi è stato riferito che il furto sarebbe stato commissionato a Virgili da alcuni avvocati... due romani. So che l' interesse era rivolto a documenti di magistrati romani, in modo da poterli ricattare per la gestione dei processi importanti che hanno su Roma. Uno di questi si trova a Montecarlo con Tomassi e tale Giorgio Giorgi, dei servizi segreti"
A breve il capitolo finale e forse per omonimia, o forse no, in qualche modo si arriva anche ad agganciarsi all'Operazione Premium. Quella dove morì, ucciso in prigione ma ufficialmente suicidato, Niki Aprile Gatti.


lunedì 22 novembre 2010

Report: l'inchiesta Telecom-Fastweb e la morte di Niki Aprile Gatti

Report ieri sera ha trattato l'inchiesta Telecom-Fastweb aggiungendo il ruolo non secondario della Finmeccanica.

L'inchiesta è considerata la più grande di tutti i tempi.

Ebbene, prima ancora c'era quella Premium (Niki Aprile Gatti) e abbiamo anticipato l'identico schema con il ruolo della 'ndrangheta. Allora mi chiedo quanto sia veramente importante visto che siamo riusciti ad intravedere senza l'aiuto di nessun giornalista lo stesso meccanismo! Un vaso di Pandora tenuto nascosto e forse fermato? Perchè? E come mai alcuni coinvolti nell'Inchiesta Premium tuttora fanno affari e carriera?

Assolti? Archiviato tutto? E perchè la madre di Niki non ne è informata e ha tutto il diritto per esserlo visto che, a causa dell'Inchiesta, ha perso il figlio? Ma la Procura di Firenze ci sta ancora lavorando? Canessa e Monferini sono ancora interessati?


Vi ripropongo questo mio articolo e fate attenzione ai vari link di riferimento!


Come promesso parlerò degli sviluppi dell'Inchiesta Telecom-Fastweb portata avanti dal bravo Magistrato Capaldo, e inaspettatamente, arricchita con la notizia dell'agguato di ieri che ha coinvolto un noto avvocato.

Sto seguendo con interesse questa Inchiesta per ovvie ragioni perchè, a differenza dell'Inchiesta Premium che ha portato all'arresto di Niki e alla sua uccisione nel carcere di Sollicciano, essa presenta tutti gli elementi che noi avevamo già anticipato prima ancora che scoppiasse: stesso schema di flussi di denaro tramite società of-shore che comprendono l'asse Londra-San Marino, coinvolgimento le società delle telecomunicazioni e dell'informatica, elementi di delinquenza non comune ma legate alla 'ndrangheta e personaggi che in qualche maniera hanno legami con esponenti della ex Banda della Magliana.

Ma c'è un imputato fondamentale che nell'Inchiesta Premium non compare, mentre quella seguita dalla Procura di Roma no: la Telecom!

Come mai?

Sarà stata questa la condanna a morte di Niki? Se parlava su come svolgeva il suo lavoro, forse la Telecom sarebbe stato un elemento primario e non privo di importanza? Non lo sappiamo, forse.

Eppure come feci notare in un mio vecchio articolo, nel 2008 l'antitrust condannò anche la Telecom assieme alle altre società incriminate.

Nel frattempo l'Inchiesta Telecom-Fastweb potrebbe far emergere altre importanti novità utili a noi che pretendiamo Verità e Giustizia per Niki.

Qualche giorno fa, e precisamente il 20 settembre, Fabio Arigoni, 57 anni, imprenditore nel ramo del telecomunicazioni, ha deciso di tornare in Italia e di mettersi a disposizione degli inquirenti.

Egli è un personaggio chiave nell'Inchiesta e ha rafforzato ancora di più l'imputazione rivolta a Gennaro Mokbel,la moglie di questo, Giorgia Ricci(detenuta a Sollicciano), l’ufficiale della Gdf Luca Berriola, il consulente di tlc Carlo Focarelli.

Inoltre, e questa è la novità importante, è che sarebbero stati chiamati in causa dal manager degli "alti dirigenti". Una novità di non poco conto.

E come al solito quando scoppia una novità che potrebbe mettere in luce altri aspetti scomodi, si mette in moto tutta quella "raffinatissima" macchina dei servizi segreti, criminalità organizzata e faccendieri che cerca di mettere a tacere tutto. Magari depistando, insabbiando e come sappiamo uccidere o far tacere tutto tramite un avvertimento, messaggi chiari da decifrare.

E infatti, non a caso, ieri sera verso le 20 davanti al proprio studio legale dei Parioli, quartiere romano, due uomini hanno gambizzato un avvocato.

Ma non uno qualunque.

L'avvocato che ha subito questo agguato si chiama Piergiorgio Manca, noto avvocato per aver difeso gente coinvolta in questioni importanti. Ma soprattutto è uno dei difensori del commercialista Marco Iannilli, implicato guarda caso nell'Inchiesta Telecom-Fastweb.

E attenzione, anche Iannilli sarebbe un personaggio chiave perchè avrebbe ricostruito ai magistrati la vicenda Digint: la società informatica che ha messo in contatto Finmeccanica con l'imprenditore Gennaro Mokbel, ritenuto uno degli ideatori della maxitruffa.

Attenzione, soffermiamoci sulla Digint!

Questa società aveva come maggior azionista lo stesso Mokbel, imprenditore legato alla 'ndrangheta, estremismo nero ed ex appartenenti alla Banda della Magliana.

E questa stessa società avrebbe acquistato la Ikon, specializzata nella progettazione di sofisticati software spia, tuttora in uso a procure e servizi segreti, e coinvolta nel dossieraggio.

Vi rendete conto? Sofisticati software spia che erano in mano a dei criminali!

A questo punto le due vicende, ovvero il ritorno dell'imprenditore Fabio Arrighoni e la gambizzazione dell'avvocato, sono assolutamente legate l'una con l'altra.

Una domanda. Perchè Fabio Arighoni era rimasto tutto questo tempo latitante a Panama? Voleva sfuggire dalla Giustizia, oppure dalla morte?

Forse non voleva fare la stessa fine di Niki Aprile Gatti? Forse.

E nel frattempo, noi tutti ci chiediamo, ma l'Inchiesta Premium è chiusa oppure rimarrà per sempre in quel Limbo che con tutta franchezza non mette in buona luce l'operato di alcuni settori della Magistratura?



sabato 20 novembre 2010

Diretta manifestazione all'Aquila!

L’Aquila era una magnifica città. D’estate la notte faceva fresco e la primavera degli Abruzzi era la più bella d’Italia. Ma quello che mi piaceva di più era l’autunno per andare a caccia nei boschi di castagni (tratto da Addio alle armi, Ernest Hemingway).

Alle ore 14.00 all’Aquila è prevista una manifestazione nazionale per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla ricostruzione della città dell’Aquila.

Di seguito l’appello degli organizzatori della manifestazione:

L’Aquila chiama Italia

perché la ricostruzione dopo 18 mesi di promesse è FERMA.

L’Aquila chiama Italia

Perché aumentano solo disoccupazione e cassa integrazione.

L’Aquila chiama Italia

perché chiede una legge organica sulla ricostruzione: fondi certi, restituire le tasse come è stato fatto per altre emergenze

L'Aquila chiama Italia

perché già oggi stiamo ripagando i mutui sulle nostre case ancora distrutte.

L’Aquila chiama Italia

Perché ogni problema non può essere affrontato come un’emergenza da commissari straordinari

L’Aquila chiama Italia

Perché nel nostro Paese si investano risorse pubbliche sulla prevenzione e messa in sicurezza del territorio per evitare altre tragedie.

L’Aquila chiama Italia

Perché alcune persone non possano più ridere sulle nostre tragedie pensando ai loro profitti

L’Aquila chiama Italia perché la crisi economica e le politiche scellerate costringono i nostri giovani ad abbandonare il loro territorio

L’Aquila chiama Italia

Perché prevalga la solidarietà contro un federalismo egoista che non vuole trovare risorse necessarie per la ricostruzione

L’Aquila chiama Italia

Perché la nostra Città è un Bene Comune di Tutto il Paese

L’Aquila chiama Italia

Perché il cittadini possano finalmente partecipare alla scelte che riguardano la loro vita.

L’Aquila chiama Italia

Perché tutto il Paese ha la responsabilità storica di non far morire una delle maggiori città d’arte

L’Aquila chiama Italia

Perché ci stanno TOGLIENDO IL FUTURO.

Per la diretta video cliccate qui : http://www.tvunoaq.tv/

Parteciperà anche il comitato Verità e Giustizia per Niki Aprile Gatti. Ragazzo ucciso in carcere nonostante l'archiviazione dica il contrario!


mercoledì 17 novembre 2010

Saviano così ridimensiona la 'ndrangheta.

Devo essere sincero, Saviano mi ha deluso ancora una volta.

Sulla 'ndrangheta non ha esagerato, ma ha molto ridimensionato limitandosi alla sola ala militare.

La gente che non ha mai seguito e studiato il fenomeno 'ndranghetista ora pensa veramente che i boss vivono come braccati nei cunicoli sotterranei. Quei cunicoli sono di almeno 50 anni fa, quando la 'ndrangheta ancora non aveva rapporti con le Istituzioni.

Negli anni 70 ci fu una spietata faida interna e vinsero i De Stefano. Loro sono stati innovativi, sostituirono i mitici cavalieri Osso, Mastrosso e Carcagnosso con le figure eroiche massoniche come Garibaldi, Mazzini e La Marmora. In poche parole formarono un enclave molto particolare chiama La Santa per entrare in stretto contatto con i rappresentanti delle Istituzioni. E basta approfondire il discorso dove tra l'altro potete visionare sul mio blog la mia inchiesta che parte dal 2008 e scoprirete che, attraverso la Santa, la 'ndrangheta ha partecipato attivamente nel Golpe Borghese e in tutte le Stragi di Stato. E ha il controllo assoluto di molte carceri!

E' stato ingiusto ad accusare solo la Lega anche perchè Saviano dovrebbe sapere benissimo e sicuramente sa che la 'ndrangheta è bipartisan! E in Lombardia è accertato il suo affare con molti esponenti del PD.

Tanto è vero che ha ostacolato e facilitato l'arresto di tutti quelli che volevano fare una "secessione".

Potrei elencare tante cose, come ad esempio la storia delle navi dei veleni che la 'ndrangheta affondò assieme ai servizi segreti, il Governo che mentì sulla nave ritrovata, sul discredito del pentito Fonti e della morte di Ilaria Alpi.

Perchè fa questa distinzione netta tra lo Stato e la criminalità organizzata? Di cose da dire ce ne sono molte, ma non si ostacola con questi distinguo.





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lunedì 15 novembre 2010

Niki Aprile Gatti: Il calendario dei Santi Laici di Beppe Grillo

Grillo nella prefazione del calendario dei santi laici ha scritto :
"L' italiano è sempre solo di fronte al Potere, un’entità semidivina, tollerante con chi si inchina ad essa o ci convive, ma implacabile con chi la contrasta."


Nella lunga lista delle persone uccise da questo Potere che contrastavano compare anche Niki Aprile Gatti e quella povera donna Lea Garofalo disciolta nell'acido dalla 'ndrangheta.

Due vite che sono diventate degli eroi inconsapevoli.

La Garofalo ha avuto la disgrazia di innamorarsi di uno 'ndranghetista, Niki Aprile Gatti la disgrazia di innamorarsi del suo lavoro. Due amori diversi ma entrambi hanno avuto la passione verso lo stesso volto del Potere. E non lo sapevano.

Lea Garofalo era diventata una collaboratrice di Giustizia e attenzione perchè è una figura diversa dal pentito, lei non si doveva pentire di nulla. E fu lasciata sola da quelle Istituzioni che pure Saviano ci vuol far amare e rispettare sposando l'ideologia brutale del legalitarismo.

Una corrente che sta diventando sempre più dirompente e che Fini, da vecchio stratega politico, la sta abbracciando. D'altronde proviene dalla destra di Almirante che a sua volta proviene dal fascismo. E chi ha letto i "professionisti dell'antimafia" di Leonardo Sciascia, comprenderà il perchè.

La Giustizia è altro, va oltre le Leggi. Gli uomini educati alla vera Giustizia danno fastidio al Potere, mentre quelli educati alla sola Legge diventano docili come le pecore. Ma questo sarà un argomento che affronterò a parte.

Anche Niki Aprile Gatti voleva, a differenza degli altri inquisiti, parlare con il Magistrato. Ed è stato lasciato solo in quel maledetto carcere di Sollicciano e fu "suicidato"!

Entrambi, Lea e Niki si fidavano di un Mostro con diverse teste: lo Stato!

Confido di chi all'interno delle Istituzioni (mele marce per il Potere) voglia riaprire una seria inchiesta sulla morte di Niki Aprile Gatti.

Lo Stato archivia, ma noi no!




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venerdì 12 novembre 2010

Narrare è resistere.

Senza la memoria siamo il nulla care teste di capra e narrare è una grande forma di Resistenza.

La morte sarebbe vana per tutti quelli che hanno subito ingiustizie e orrori di Stato se non si potesse lasciare almeno una traccia, una narrazione dell'accaduto e la continua ricerca per la verità.

Perchè se anche dopo l'Olocausto gli esseri umani sono stati ancora capaci di scrivere una poesia, un romanzo, vuol dire che la voglia di riscatto c'è. Ma è anche vero che gli orrori si ripetono come i desparecidos dell'America Latina e dei neonati strappati alle partorienti con la benedizione della Chiesa e allevati da altre persone. Gli orrori si ripetono come i genocidi in Africa, il popolo Palestinese, l'etnia curda in Turchia, gli aborigeni in Australia, e tante tanti assassinii e torture di Stato come avvengono nel nostro "bel Paese".

La scrittura è pericolosa perchè oltre a descrivere il marcio, descrive anche il bello. In Cile esistono dei bellissimi fiori , sono le rose di Atacama che sono color sangue. Sbocciano nel deserto cileno per un solo giorno all'anno e subito vengono bruciate dal Sole calcinante.

Queste rose sono un simbolo di una natura che non si arrende nemmeno a se stessa e durante il periodo terribile di Pinochet c'era uno scrittore di nome Fredy Taberna che fu massacrato dai militari perchè colpevole di annotare la bellezza di quei fiori. Narrare la bellezza e forza simbolica di un fiore in tempo di dittatura è un pericolo, può risvegliare le coscienze.

Narrare è una grande forma di resistenza e se è vero che le parole non fanno una rivoluzione, è anche vero che esse la preparano. Per questo sono tanto temute dal Potere.

Poi certamente , se usiamo le parole per adulare vari rappresentanti di questo Sistema, sono solo parole effimere che ci rendono ancora una volta uomini dentro al gregge.

Siete delle teste di capra, non pecore!

martedì 9 novembre 2010

Il mistero del colpo al caveau della Banca di Roma a palazzo Giustizia (Terza Parte).

Continua da qui.

All'assalto al caveau del Palazzo di Giustizia di piazzale Clodio a Roma, come abbiamo visto, vi parteciparono diversi personaggi.

Secondo le inchieste che vi sono succedute, pare che ognuno di loro avessero motivi diversi , insomma si creò una joint venture del crimine.

Addirittura secondo un troncone dell'inchiesta di Perugia pare che sarebbe stato indagato anche un certo Antonino Iuvara, un avvocato che nel passato è stato ascoltato come testimone nel processo a carico di Giuseppe Mandalari, accusato di essere stato il "consulente finanziario" di Totò Riina. I due, secondo gli inquirenti avrebbero fatto parte della stessa loggia massonica.

E in un articolo dell'epoca si afferma che uno dei tronconi dell'inchiesta condotta dalla procura di Perugia sul furto al caveau di Roma riguarda proprio il rapporto tra la "massoneria e la malavita".


Ma tra gli "assaltatori" al caveau c'è un altro personaggio, un tipo particolare che entra in una storia particolare: Stefano Virgili.

Costui conosciuto a Roma come "er mago delle vedove" (cioè delle casseforti), secondo gli inquirenti fu uno degli organizzatori di quella rapina. Virgili era ed è uno che con gli affari ci sa fare e la moglie era titolare anche di una cooperativa "Mutua Nova" che fino a qualche anno fa era stata appaltata dal disciolto Ente Eur non provocando qualche imbarazzo al Comune di Roma,allora di centro sinistra.

Particolare non da sottovalutare fu anche che la "Mutua Nuova" riuscì pure ad affittare l'appartamento dell'inconsapevole ex magistrato Ferdinando Imposimato. Tentativo di incastrarlo? Non si sa ma è anche legittimo dubitare visto che Imposimato si stava occupando della Banda della Magliana e in maniera specifica della scomparsa di Emanuela Orlandi.

Altro particolare è che nel 2001, tre giorni prima che Virgili si dovesse recare alla Procura di Perugia per l'udienza preliminare del furto al caveau, la sua macchina (una Bentley da almeno trecento mila euro) fu ritrovata bruciata proprio vicino al parcheggio a pagamento della cooperativa "Mutua Nuova " gestita dalla moglie.

Gli agenti ritrovarono una bottiglia di plastica da un litro e mezzo con dentro della benzina e uno straccio imbevuto di carburante con il quale è stato appiccato il fuoco.

Un avvertimento legato all'imminente processo?

Tutti particolari che rendono bene l'idea che quel furto non era stato di poco conto, che c'erano interessi trasversali. Così importanti che Virgili per farsi scagionare si procurò un alibi tramite un documento in cui si attestava che quella notte di mezza estate del 16 luglio del 1999 lui era a San Marino!

Al prossimo capitolo parlerò di come ancora adesso è in corso un processo a San Marino che riguarda la falsificazione del documento che serviva per creare un alibi a Stefano Virgili.


Chi c'è dietro Stefano Virgili?



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venerdì 5 novembre 2010

La casa

L'uomo solo ascolta la voce calma
con lo sguardo socchiuso, quasi un respiro
gli alitasse sul volto, un respiro amico
che risale, incredibile, dal tempo andato.

L'uomo solo ascolta la voce antica
che i suoi padri, nei tempi, hanno udito, chiara
e raccolta, una voce che come il verde
degli stagni e dei colli incupisce a sera.

L'uomo solo conosce una voce d'ombra,
carezzante, che sgorga nei toni calmi
di una polla segreta: la beve intento,
occhi chiusi, e non pare che l'abbia accanto.

E' la voce che un giorno ha fermato il padre
di suo padre, e ciascuno del sangue morto.
Una voce di donna che suona segreta
sulla soglia di casa, al cadere del buio.

Cesare Pavese


martedì 2 novembre 2010

Le bombe al Parlamento Greco e a Berlino : un ritorno al passato?E l'Italia?

Sento nell'aria una puzza sgradevole, quella di sangue pesto. Sangue che proviene dai civili ammazzati dalle bombe di Stato, sangue dei martiri uccisi per la ricerca della verità. Credo ancora di sentire la voce indignata e disperata di Panagulis, l'eroe solitario greco che da solo aveva sfidato la dittatura dei Colonnelli, da solo aveva resistito alle atroci torture ricevuta in prigione, da solo contro il Potere, prima in dittatura e poi in "democrazia". Sento la sua voce che urla :"Di nuovo?"

Isolato politicamente da tutti i Partiti, di destra e di sinistra, dalla Grecia fino all'Italia. Lui durante la su prigionia promise di scoperchiare l'inganno della democrazia che stava avviandosi dopo la Giunta dei colonnelli greci e le alleanze strategiche tra la CIA, il KYP(servizi segreti greci) e le convivenze tra fascisti greci e terroristi di destra italiani del Fronte nazionale, Rosa dei venti, Ordine nuovo.

Non è un caso che il generale dei servizi segreti allora SID di nome
Gianadelio Maletti intraprendeva spesso viaggi in Grecia e manteneva contatti con i colonnelli Greci come Papadopulos.

Alcuni pensano che manteneva contatti per attuare una strategia della tensione con loro.


Non è un caso che lui fosse filo americano e che la stessa America aveva aiutato il golpe dei colonnelli. Come si instaurarono? Le dimissioni di Papandreu volute dal popolo, indignato, portarono ad un governo di coalizione incapace di gestire il clima sempre più teso, fin quando il 21 aprile 1967, alcuni colonnelli, paventando l’avanzata comunista e con l’aiuto dei servizi d’intelligence americani, s’impadronirono del potere con un colpo di stato, in nome del re.

I carri armati invasero le strade di Atene, concentrandosi in Piazza della Costituzione, sede del Parlamento. Tra questi, i colonnelli Georgos Papadopoulos e Stylianon Pattakos, seppur non avessero rappresentato la totalità degli ufficiali superiori dell’esercito, furono in grado di instaurare un regime basato sulle leggi marziali, deportando e imprigionando gli oppositori, come ad esempio il famoso scrittore Mikis Theodorakis.


Mi fermo qua sulla storia greca, anche perchè molto presto cercherò con l'aiuto di un'altra valida persona di dimostrare che Panagulis fu ucciso in un incidente automobilistico per denunciare il governo che si è succeduto alla dittatura greca e gli intrecci con la politica Italiana.

Un intreccio che riguarda sempre il periodo dello stragismo perchè internazionale, e guarda caso spunta fuori la pista greca anche nell'attentato di Piazza Fontana. Guarda caso Pasolini morì perchè stava scoperchiando qualcosa di terribile, e non a caso era un grande amico di Panagulis e che otto mesi più tardi morì anche lui.


Ma oggi cosa sta accadendo? C'è la crisi economica mondiale, il Governo Berlusconi presto cadrà, perchè lo faranno cadere e ci sarà un vuoto politico, una voragine. In Grecia sono scoppiate delle bombe al parlamento di Atene e alle ambasciate svizzere e russe. La colpa ovviamente è ricaduta agli anarchici e guarda caso anche ad un italiano. E guarda caso c'è il primo ministro Karamanlis, nipote di Konstantinos Karamanlis, quello che riformò il governo dopo la dittatura. Un governo ponte lo definì Panagulis. Un governo che manteneva rapporti con i fascisti greci.

Di nuovo spunta l'Italia e sempre con una banale coincidenza, anche a Berlino e precisamente alla cancelleria di Angela Merkel scoppia una bomba. C'è chi paragona questo attentato a l'incendio doloso al Palazzo del Reichstag a Berlino avvenuto il 27 febbraio 1933. Un evento considerato cruciale per il sopravvento della Germania nazista.

Ovviamente tendo a precisare che la questione geopolitica attuale è assolutamente diversa da allora. Ma vedo che c'è uno schema simile e non dimentichiamo che questi meccanismi entrano in azione sempre quando ci sono momenti di incertezza economica, sfiducia nelle Istituzioni e un rafforzamento del populismo.

Inoltre qualcuno osserva che il periodo forse è ancora peggiore perchè non c'è nessun punto di riferimento.

C'è da preoccuparsi, quel tanfo adesso diventa davvero insopportabile e sento la voce di Panagulis che con voce accorata ci mette in guardia, sento Pasolini con quel "Io so!", sento le voci dei martiri che si rivolgono di nuovo a l Popolo, al gregge di non ricascarci. Forse dovremmo analizzare ancora meglio questi eventi per aver più chiarezza.

Catene legano le mani
mano destra e mano sinistra
le hanno unite insieme le catene
Insieme soffrono
insieme aspettano
insieme tentano

Mano destra e mano sinistra
nella lotta unite
Mani del popolo
per questo legate

Con lo stesso peso le catene
feriscono le due mani
Comune il sangue
il colore della vita
il principio del fuoco
il fondamento della lotta


Alekos Panagulis








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